J.R. WARD.
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UN AMORE SELVAGGIO.
Ciclo: La confraternita del pugnale nero. 8.
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Parte 1.
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Titolo originale: Lover Mine. 2010.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Versione digitale curata da: Amedeo Marchini.
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L'AUTRICE.
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J.R. Ward  lo pseudonimo di Jessica Rowley Pell Bird, scrittrice statunitense. Si  laureata in Storia dellArte Medievale e in Giurisprudenza, dopo aver lavorato per anni in una delle pi prestigiose istituzioni medico-universitarie di Boston.
Con il nome Jessica Bird e con lo pseudonimo J. R. Ward ha scritto vari libri e romanzi, tra cui libri d'amore e la serie della Confraternita del pugnale nero, serie che le ha fatto vincere un RITA Award per il miglior paranormal romance. Inoltre, la serie,  stata al primo posto della lista dei best seller di riviste come il New York Times e il USA Today. La serie della Confraternita del pugnale nero  iniziata nel 2005 e conta al 2019 ben 17 libri.
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Dedicato a Te: Non riesco a credere che tu e io abbiamo fatto tanta strada insieme, il tuo libro, per, non  un addio... solo un altro inizio. Ma ci sei abituato...
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Certe cose  destino che accadano... Per arrivarci, ci occorrono solo un paio di tentativi.
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Prologo.
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CAMPO MILITARE DEL CARNEFICE, VECCHIO CONTINENTE, 1644.
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Avrebbe voluto avere pi tempo. Anche se, in verit, cosa sarebbe cambiato? Il tempo conta solo se ci si fa qualcosa, e lui, l, aveva gi fatto ci che poteva.
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Darius, figlio di Tehrror, figlio abbandonato di Marklon, sedeva su un pavimento in terra battuta col suo diario aperto sulle ginocchia e una candela di cera d'api davanti a s. La sua illuminazione era la fiammella che fluttuava nella corrente, la sua stanza l'angolo estremo di una grotta. I suoi abiti erano di cuoio grezzo, e cos pure gli stivali. Nelle narici, l'afrore di sudore maschile e l'odore pungente di terriccio si mescolavano al lezzo dolciastro di morte-decomposizione del sangue di lesser. Ogni suo respiro sembrava moltiplicare il tanfo.
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Sfogliando le pagine di pergamena, risal indietro nel tempo, un giorno dopo l'altro, fino all'epoca in cui
non era l, al campo di addestramento militare.
La nostalgia di "casa" gli procurava un malessere fisico, il soggiorno in quel campo era un'amputazione,
pi che un trasferimento.
Era cresciuto in un castello dove eleganza e grazia erano la trama stessa della vita. Entro le solide mura
che avevano protetto la sua famiglia tanto dagli umani quanto dai lesser, ogni notte era calda e
profumata di rose come a luglio, i mesi e gli anni scorrevano sereni tra agi e ozi. Le cinquanta stanze
che tanto spesso aveva attraversato erano tappezzate con seta e raso, arredate con mobili intagliati in
legni preziosi, ricchi tappeti e passatoie in tessuto, non povere stuoie di giunco. Adorno di dipinti a olio
in cornici dorate e statuedi marmo in pose solenni, era uno scenario di platino a cui ancorare
un'esistenza di diamante.
Sarebbe stato dunque inconcepibile, allora, che lui potesse mai finire dove si trovava adesso. C'era,
tuttavia, una debolezza cruciale nelle fondamenta di quella sua vita.
Il cuore palpitante di sua madre gli aveva conferito il diritto di abitare sotto quel tetto, in quel focolare
privilegiato. Quando tuttavia quell'organo vitale e colmo d'amore aveva cessato di battere nel suo petto,
Darius aveva perso non solo la sua mahmen, ma anche la sola dimora che avesse mai conosciuto.
Il suo patrigno lo aveva cacciato di casa, relegandolo l, in virt di una ostilit a lungo celata.
Non c'era stato il tempo di piangere la dipartita di sua madre, di interrogarsi sull'odio repentino del
vampiro che lo aveva cresciuto,seppur non generato, di struggersi per la sua passata identit di
rampollo di buona famiglia, membro della glymera.
Era stato scaricato all'ingresso di quella grotta come un umano colpito dalla peste. E le battaglie erano
cominciate ancor prima di vedere un lesser o di iniziare l'addestramento volto a combattere i non
morti. La prima notte e il primo giorno all'interno del campoera stato attaccato dai compagni, i quali
vedevano nei suoi begli abiti, l'unico bene che Darius aveva potuto recare con s, la prova evidente della
sua debolezza fisica.
In quelle ore buie egli aveva sorpreso se stesso, oltre che i suoi aggressori.
Proprio allora, infatti, aveva scoperto insieme a loro che, pur essendo stato allevato da un aristocratico,
aveva nel sangue le doti di un guerriero. Non di un semplice soldato, no: di un fratello. Senza che gli
fosse stato insegnato nulla, il suo corpo aveva saputo cosa fare, reagendo all'aggressione fisica con
prontezza stupefacente. La mente non si capacitava della brutalit dei suoi gesti, ma mani, piedie zanne
avevano agito d'istinto, con perizia e precisione.
In lui albergava un lato ignoto, inconsapevole... che in qualche modo lo rifletteva meglio dell'immagine
tanto a lungo contemplata allo specchio.
Col tempo la sua maestria nel combattere era vieppi migliorata...
e l'orrore che provava per se stesso era diminuito. Non c'era altra via da percorrere, in verit: il seme del
suo vero padre, del padre di suo padre e del padre di suo nonno aveva determinato la sua natura 
pelle, ossa e muscoli; la stirpe di guerrieri purosangue da cui discendeva lo aveva trasformato in una
forza indomabile.
E in un avversario feroce e letale.
Darius trovava oltremodo inquietante quest'altra identit. Era come proiettare due ombre, come se,
ovunque andasse, il suo corpo fosse illuminato da due fonti luminose distinte. Pur tuttavia, sebbene una
condotta tanto abominevole e violenta offendesse la sensibilit che gli era stata insegnata, egli la
riconosceva come parte della causa superiore che era destinato a servire. E lo aveva salvato in pi di
un'occasione... da coloro che cercavano di fargli del male l al campo, e da colui che sembrava augurarsi
la morte di tutti quanti loro. Il Carnefice avrebbe dovuto essere il loro whard, ma si comportava pi
come un nemico, pur istruendoli nell'arte della guerra.
O forse il punto era proprio quello: la guerra era orribile in ogni sua sfaccettatura, sia che ci si
preparasse a combatterla sia che la si combattesse.
Il metodo di insegnamento del Carnefice era brutale e i suoi dettami sadici imponevano azioni che
Darius si rifiutava di eseguire.
Negli scontri tra reclute egli era sempre il vincitore, in verit... ma non prendeva parte agli stupri, il
castigo inflitto ai vinti. Il suo rifiuto era l'unico a essere onorato. Una volta il Carnefice lo aveva sfidato
per tale insubordinazione, ma allorch Darius lo aveva quasi battuto, non aveva pi osato avvicinarlo.
Gli sconfitti per mano di Darius, tra cui figuravano tutti gli ospiti dell'accampamento, venivano puniti
da altri, ed era in tali occasioni, quando il resto del campo era occupato dallo spettacolo, che pi di
frequente egli trovava conforto nel suo diario. Come al momento presente: non osava volgere lo sguardo
verso la conca principale dove si accendeva il fuoco, poich l era in corso una delle sessioni.
Detestava essere nuovamente la causa di tanta brutale violenza... ma non aveva altra scelta. Doveva
allenarsi, doveva combattere e doveva vincere. E la somma risultante da tale equazione era determi-
nata dalla legge del Carnefice.
Dall'arena si levarono grugniti e sguaiate grida di derisione.
Col cuore gonfio di dolore, Darius chiuse gli occhi. Il compagno che stava infliggendo la punizione in
vece sua era un giovane crudele, della stessa pasta del Carnefice. Si offriva di frequente come volontario
al posto di Darius, poich dispensare dolore e umiliazione lo faceva godere quanto ingollare idromele.
Forse per quella sarebbe stata l'ultima volta. Almeno per Darius.
Quella notte doveva affrontare la sua prova sul campo. Dopo un anno di addestramento sarebbe uscito
a combattere non con dei semplici guerrieri, ma con i fratelli. Era un onore raro... e il segno che la
guerra contro la Lessening Society era, come sempre, spaventosa. L'innata abilit di Darius non era
passata inosservata e Wrath, il Re Giusto, aveva dato ordine di portarlo fuori dal campo affinch po-
tesse perfezionarsi sotto la guida dei migliori guerrieri di cui disponeva la razza dei vampiri.
La Confraternita del Pugnale Nero.
Tutto poteva risolversi in nulla, tuttavia. Se quella notte non si fosse dimostrato all'altezza del compito,
Darius sarebbe stato ributtato nella grotta per riprendere con i suoi pari il genere di "insegnamento"
impartito dal Carnefice.
I fratelli non lo avrebbero mai pi messo alla prova; sarebbe stato relegato per sempre al ruolo di
soldato.. Con la confraternita si aveva una sola possibilit, e la prova, in quella notte di luna, non
verteva sugli stili di combattimento o sui diversi tipi di armi. Era una prova di coraggio. Darius era in
grado di guardare il nemico negli occhi, di fiutare il suo odore dolciastro mantenendo la calma, mentre
si scatenava contro quegli assassini?
Darius alz gli occhi dalle parole che aveva affidato alla pergamena tanto tempo prima. Sulla soglia
della grotta c'erano quattro guerrieri, alti, robusti e armati fino ai denti.
Membri della confraternita.
Li conosceva per nome tutti e quattro: Ahgony, Throe, Muhrder,Tohrture.
Darius chiuse il diario, lo infil dentro una fessura della roccia e si lecc il taglio al polso che si era fatto
per procurarsi l'"inchiostro".
Il calamo, ricavato da una penna della coda di un fagiano, si stava consumando in fretta, e non sapeva
se sarebbe mai tornato l per usarlo di nuovo, ma lo mise via comunque.
Prendendo la candela per avvicinarla alla bocca, rimase colpito dalla qualit burrosa della luce.
Quante ore aveva trascorso a scri-vere con quella illuminazione fioca e soffusa... quello sembrava l'u-
nico legame tra la sua vita di un tempo e quella presente.
Gli bast un soffio per spegnere l'esile fiammella.
Alzandosi in piedi, raccolse le sue armi: un pugnale d'acciaio che gli avevano dato dopo averlo sfilato
dal cadavere ancora caldo di un'altra recluta, e una spada proveniente dall'arsenale comune del campo.
N l'uno n l'altra aveva un'impugnatura adatta al suo palmo, ma la mano con cui le brandiva non se
ne curava.
I fratelli lo guardavano senza il minimo cenno di saluto o di congedo. Darius rimpiangeva che tra loro
non vi fosse il suo vero padre. Come tutto sarebbe stato diverso se al suo fianco avesse avuto qualcuno
interessato al buon esito della sua prova: non cercava clemenza n una dispensa speciale, ma ora si
sentiva pi che mai solo, diverso da chi gli stava intorno, separato da uno spartiacque che egli poteva
oltrepassare con lo sguardo, ma mai cancellare.
Non avere una famiglia  una prigione strana, invisibile; le sbarre di solitudine e sradicamento, che si
fanno vieppi robuste con l'accumularsi degli anni e dell'esperienza, isolano l'orfano da tutto e da tutti.
Senza guardarsi indietro, Darius avanz verso il quartetto recatosi l per lui. Il Carnefice sapeva che
Darius doveva scendere in campo, e non gli importava che tornasse o meno. E cos pure i suoi com-
pagni.
Sperava di avere pi tempo per prepararsi a quella prova di volont, forza e coraggio. Ma cos non era:
doveva affrontarla l e ora.
Il tempo corre e vola, invero, anche quando si vorrebbe rallentarlo fino a farlo strisciare.
Darius si ferm di fronte ai fratelli, bramando una parola di incoraggiamento, un augurio o una
promessa di lealt. In assenza di tutto ci, rivolse una breve preghiera alla sacra madre della razza:
Vergine Scriba, ti prego, aiutami a non fallire.

Capitolo 1
Un'altra cazzo di farfalla.
Nel vedere chi stava entrando nel suo negozio di tatuaggi, RIP gi sapeva che sarebbe finito a fare
un'altra cazzo di farfalla. O addirittura due.
Gi. Data la coppia di biondine spumeggianti che si avvicinavano ridacchiando alla cassiera, non
aveva nessuna speranza di disegnare sulla loro pelle un bel teschio-e-tibie-incrociate.
Le due Paris Hilton, con la loro euforia da quanto-siamo-fiche, lo spinsero a guardare l'orologio... e a
desiderare di chiudere subito, invece che all'una.
Dio... le porcherie che faceva per soldi. Il pi delle volte era accomodante con le mezzeseghe che
entravano per farsi marchiare, ma quella sera le brillanti idee delle bamboline-carine gli davano un
gran fastidio. Difficile entusiasmarsi per il classico campionario alla Hello Kitty quando avevi
passato le ultime tre ore a fare un ritratto commemorativo per un motociclista che aveva perso sulla
strada il suo migliore amico. Uno era vita vera, l'altro un cartone animato.
Mar, la cassiera, gli and vicino. Hai tempo per una sveltina? Le sopracciglia con i piercing si
sollevarono, quando alz gli occhi al cielo. Non dovrebbe volerci molto.
S, fece lui con un cenno del capo in direzione della poltroncina imbottita. Porta qui la prima.
Vogliono farlo insieme.
Naturale. Okay. Vai nel retro a prendere lo sgabello.
Mar spar dietro una tenda e lui si prepar a cominciare, mentre le ragazzine vicino alla cassa si
tenevano per mano cinguettando sui moduli di consenso che dovevano firmare. Ogni tanto tutte e
due gli scoccavano occhiate sbalordite, come se, con tuttiquei tatuaggi e quei piercing, fosse una tigre
esotica che erano andate ad ammirare allo zoo... e che approvavano senza riserve.
Uh-huh. Gi. Si sarebbe tagliato le palle piuttosto che gratificarle anche solo con una scopata pietosa.
Dopo aver incassato i soldi, Mar le accompagn da lui presentandole come Keri e Sarah. Meglio di
quanto pensasse. Era gi pronto per Tiffany e Brittney.
Io voglio una carpa arcobaleno, esord Keri, accomodandosi sulla poltroncina con quella che
chiaramente voleva essere una contorsione seducente. Proprio qui.
Cos dicendo tir su la camicetta attillata, tir gi la cerniera dei jeans e abbass il bordo del tanga
rosa. All'ombelico aveva un anellino con appeso un cuoricino rosa di strass ed era chiaro che aveva
un debole per l'elettrocoagulazione.
Bene, fece RIP. Grande quanto?
Keri la Seduttrice si sgonfi un filino... forse il successone riscosso con i giocatori di football del
college l'aveva convinta che RIP avrebbe sbavato di fronte a tutto quel ben di dio messo
generosamente in mostra.
Uhm... non troppo grande. I miei mi uccidono se scoprono che mi sono fatta fare un tatuaggio...
per cui non deve spuntare fuori dalla mutandina del bikini.
Certo che no. Cinque centimetri? RIP alz la mano tatuata per darle un'idea delle dimensioni.
Magari... un po' pi piccola.
Con una penna nera RIP le fece uno schizzo sulla pelle e, dopo che lei gli ebbe raccomandato di
mantenersi all'interno dei contorni, si infil i guanti neri, tir fuori un ago nuovo e regol la
macchinetta elettrica.
In meno di un secondo, Keri aveva gi le lacrime agli occhi e si teneva aggrappata alla mano di Sarah
neanche stesse partorendo senza epidurale. Ma il punto era proprio quello, no? C' una bella
differenza tra essere uno coi controcazzi e un aspirante tale. Farfalline, carpe e graziosi cuoricini non
sono...
La porta del negozio si spalanc... e RIP si raddrizz leggermente sullo sgabello girevole.
I tre uomini che entrarono non erano in uniforme militare, ma di sicuro non erano dei civili. Vestiti
da capo a piedi di pelle nera, dai giubbotti ai calzoni, agli stivali, erano dei colossi; bastava la loro
presenza a risucchiare tutto lo spazio del suo studio, rimpicciolendolo come se le pareti si fossero
ristrette e avvicinate tra loro e il soffitto si fosse abbassato sul pavimento. E sotto quei giubbotti
c'erano un mucchio di rigonfiamenti. Del tipo dovuto a pistole e, forse, coltelli.
Senza farsi notare, RIP si spost verso il banco, dove c'era il bottone per l'allarme di emergenza.
Il tizio sulla sinistra aveva gli occhi di due colori diversi, dei piercing grigio piombo e uno sguardo
gelido da killer. Quello a destra sembrava un po' pi nella norma, coi suoi capelli rossi e la faccia da
bravo ragazzo... a parte il fatto che si muoveva come un reduce di guerra.
Quello in mezzo, per, prometteva guai. Leggermente pi grosso dei suoi compari, aveva i capelli
castano scuro tagliati corti e un viso dalla bellezza classica... ma gli occhi azzurri erano senza vita:
come l'asfalto consumato delle strade, non riflettevano la luce.
Un cadavere ambulante. Senza niente da perdere.
Ehil, fece RIP a mo' di saluto. Volete farvi dei tatuaggi, ragazzi?
Lui s, disse quello con i piercing, annuendo in direzione del suo amico con gli occhi azzurri. Ha
gi il disegno. Lo vuole sulle spalle.
RIP si affid all'istinto. Gli uomini non guardavano Mar in modo lascivo, non puntavano al
registratore di cassa e non avevano estratto armi. Aspettavano cortesemente... ma con una certa
impazienza. Come a dire che, o lui li accontentava o si sarebbero cercati qualcun altro.
RIP si rilass, pensando che quelli facevano proprio al caso suo. Perfetto. Qui ho quasi finito.
Ma dovevamo chiudere tra neanche un'ora... protest Mar da dietro al bancone.
Te lo faccio lo stesso, disse RIP rivolto a quello al centro. Non preoccuparti per l'orario.
Allora credo che mi fermer anch'io, disse Mar, adocchiando quello con i tatuaggi.
Il tipo con gli occhi azzurri sollev le mani e cominci a muoverle con gesti marcati. Quando si
ferm, quello con i piercing tradusse, Dice che la ringrazia. E ha portato anche l'inchiostro, se non 
un problema.
Non era proprio normale e andava contro i regolamenti sanitari, ma con il cliente giusto RIP era
sempre pronto a mostrarsi flessibile. Nessun problema, amico.
RIP torn a concentrarsi sulla carpa e Keri ricominci a mordersi il labbro e a frignare come una
bambinetta. Alla fine non fu per nulla sorpreso che Sarah, dopo aver assistito alle "atroci sofferenze"
dell'amica, decidesse di riprendersi i soldi, invece di farsi fare anche lei un grazioso tatuaggio coi
colori dell'arcobaleno.
Ottima notizia. Significava che poteva mettersi subito al lavoro sul tizio dagli occhi spenti.
Si tolse i guanti neri e pul bene tutto, chiedendosi che razza di disegno gli avrebbe chiesto. E quanto
ci avrebbe messo Mar a infilarsi nei calzoni del tipo coi piercing.
Il primo non doveva essere male.
Quanto alla seconda domanda... una decina di minuti potevano Listare, perch Mar aveva gi
intercettato il suo sguardo bicolore ed era una sveglia, una che non perdeva tempo... e non solo alla
cassa.
Dall'altra parte della citt, lontano dai bar e dai negozi di tatuaggi su Trade Streed, in una enclave di
palazzi signorili in arenaria e viuzze lastricate di ciottoli, Xhex, ritta davanti a un bovindo, guardava
fuori dagli antichi vetri ondulati.
Era nuda, infreddolita e coperta di lividi.
Ma non era debole.
Gi di sotto, sul marciapiede, un'umana col cellulare attaccato all'orecchio portava a passeggio un
cagnolino che abbaiava in continuazione. Sull'altro lato della strada, in altri eleganti edifici senza
ascensore, c'era gente che beveva, mangiava e leggeva. Le auto procedevano adagio, sia per rispetto
verso i vicini sia per timore che l'acciottolato rovinasse le sospensioni.
L'homo sapiens non poteva vederla n sentirla. E non solo perch le capacit della razza umana
erano cos ridotte, rispetto a quelle dei vampiri.
O dei vampiri per met symphath, come nel suo caso.
Poteva accendere il lampadario e urlare fino a mettere fuori uso la laringe, poteva slogarsi le braccia
a furia di agitarle, ma gli uomini e le donne tutt'intorno avrebbero continuato a fare quello che
stavano facendo, ignari che lei era prigioniera in quella camera da letto, proprio l, in mezzo a loro. E
non poteva neanche sollevare il cassettone o il comodino e rompere il vetro. Cos come non poteva
sfondare la porta a calci o strisciare fuori attraverso il condotto d'aerazione del bagno.
Le aveva gi provate tutte.
La killer in lei era sinceramente impressionata dalla natura pervasiva di quella cella invisibile: non
c'era modo di uscirne, nel vero senso della parola.
Diede le spalle alla finestra, gir intorno all'enorme letto matrimoniale con le sue lenzuola di seta e i
suoi ricordi orribili... passo davanti al bagno di marmo... e prosegu fino alla porta che dava sul
corridoio. Per come andavano le cose col suo aguzzino, non aveva nessun bisogno di ulteriore
esercizio fisico, ma non riusciva a stare ferma per la tensione nervosa.
Gi un'altra volta le era capitato di trovarsi in trappola e sapeva che la mente, come un corpo
affamato, pu cannibalizzare se stessa dopo troppo tempo, se non la si nutre con qualcosa.
La sua distrazione preferita? Miscelare gli alcolici. Dopo aver lavorato per anni nei club conosceva
un'infinit di cocktail e intrugli vari e li ripassava mentalmente, figurandosi le bottiglie, i bicchieri,
l'atto di versarli, il ghiaccio e tutto il resto.
Quella specie di "Barista-pedia" le aveva impedito di impazzire.
Fino a quel momento aveva confidato in un errore, una svista, un'opportunit di fuga. Non ce
n'erano state e la speranza cominciava a svanire, lasciando un enorme buco nero pronto a
inghiottirla. Cos continuava a preparare drink nella sua testa e a cercare una possibile via d'uscita.
La sua precedente esperienza le tornava stranamente utile. Qualunque cosa accadesse l, in quella
casa, per quanto si mettesse male, per quanto fosse doloroso sul piano fisico, non era niente se
paragonato a quello che aveva gi passato.
Quello era il campionato di serie B.
O almeno... era quello che lei si ripeteva. A volte sembrava peg-gio.
Continu a camminare: davanti ai due bovindi, accanto al com e poi di nuovo intorno al letto.
Questa volta entr nel bagno. Non c'erano rasoi, spazzole o pettini, solo alcuni asciugamani
leggermente umidi e un paio di saponette.
Quando Lash l'aveva rapita, usando lo stesso tipo di magia che adesso la teneva prigioniera l dentro,
l'aveva portata in quella sua tana elegante e la loro prima nottata e giornata insieme era stata
indicativa di come sarebbe andata in seguito.
Xhex si guard nello specchio sopra i lavandini gemelli e procedette a uno spassionato esame del suo
corpo. Aveva ematomi dappertutto. .. e anche tagli e graffi. Lash era brutale e lei reagiva con
altrettanta violenza perch per nulla al mondo si sarebbe fatta ammazzare. .. quindi era difficile dire
quali segni le aveva fatto lui e quali invece erano la conseguenza accidentale di ci che gli aveva fatto
lei.
Se si fosse messo nudo davanti a uno specchio, quel bastardo non avrebbe avuto un aspetto migliore
del suo, era pronta a scommetterci.
Occhio per occhio.
Il malaugurato corollario, tuttavia, era che Lash godeva nel vederla rispondere colpo su colpo. Pi se
le davano di santa ragione, )i lui andava su di giri, sorpreso dalle sue stesse emozioni, Xhex o
sentiva. Per il primo paio di giorni, Lash era entrato in moda-it castigo, tentando di fargliela pagare
per quello che lei aveva fatto alla sua ultima fidanzata... evidentemente le pallottole che aveva ficcato
nel petto di quella troia lo avevano fatto incavolare di brutto. Poi, per, le cose erano cambiate. Lash
aveva cominciato a parlare meno della sua ex e pi di parti anatomiche e fantasie su un futuro in cui
lei, Xhex, avrebbe portato in grembo suo figlio.
Confidenze intime per sociopatici.
Adesso quando andava a trovarla gli brillavano gli occhi per un motivo ben diverso e, se la metteva
ko, di solito quando rinveniva se lo trovava avvinghiato addosso.
Xhex diede le spalle al proprio riflesso e, prima di fare un altro passo, si blocc.
Al piano di sotto c'era qualcuno.
Uscita dal bagno, and alla porta che dava sul corridoio. Inspir a fondo, lentamente, e quando le
narici si riempirono di un dolciastro fetore di carogna, cap che l'essere al pianterreno era un lesser...
ma non era Lash.
No. Era il suo tirapiedi, quello che ogni sera, prima dell'arrivo del suo aguzzino, passava a
preparargli qualcosa da mangiare. Il che significava che Lash stava per rincasare.
La sua solita fortuna: era stata catturata dall'unico membro della Lessening Society in grado di
mangiare e scopare. Tutti gli altri lesser erano impotenti come vecchietti novantenni e campavano
d'aria. Lash invece? Quello stronzo funzionava a pieno ritmo.
Xhex torn alla finestra e tese una mano verso il vetro. Il confine che delimitava la sua prigione era
un campo d'energia che al minimo contatto si manifestava in una sorta di caldo formicolio. Era
come uno steccato invisibile per qualunque cosa pi grande di un cane... col vantaggio aggiuntivo di
non richiedere collari o guinzagli.
Not un piccolo cedimento... premendo il palmo davanti a s sent un accenno di flessibilit, ma solo
fino a un certo punto. Poi le molecole agitate si ricompattarono e il bruciore divenne cos acuto che
dovette scuotere la mano con forza, camminando fino a far passare il dolore.
Nell'attesa che Lash si rifacesse vivo, la sua mente torn al vampiro a cui tentava di non pensare mai.
Specie se Lash era in circolazione. Non era chiaro fino a che punto il suo rapitore potesse insinuarsi
nella sua testa, ma lei non voleva correre rischi. Se il bastardo subodorava che quel soldato muto era
il suo "pozzo dell'anima", come lo chiamava la sua gente, lo avrebbe usato contro di lei... e contro
John Matthew.
Le torn in mente una sua immagine, i suoi occhi azzurri cos vividi, nel ricordo, che riusciva a
scorgere le pagliuzze blu scuro dell'iride. Dio, quei bellissimi occhi azzurri.
Ricordava la prima volta che lo aveva visto, prima della transizione. L'aveva guardata con un tale
misto di soggezione e meraviglia, come se fosse straordinaria, una rivelazione. All'epoca,
naturalmente, Xhex sapeva solo che lui aveva introdotto una pistola allo ZeroSum e, in qualit di
responsabile della sicurezza del club, era fermamente decisa a disarmarlo e a sbatterlo fuori. Poi,
per, aveva scoperto che il Re cieco era il suo whard. e questo aveva cambiato tutto.
In seguito a quella simpatica notiziola sul suo padrino d'eccezione, John non solo poteva girare
armato per il locale, ma insieme ai suoi due amici era una specie di ospite d'onore. Dopo, John era
tornato regolarmente e non aveva mai smesso di guardarla, quegli occhi azzurri non la mollavano un
secondo. Poi aveva superato la transizione. Porca miseria se era diventato grosso, e tutt'a un tratto
alla dolce timidezza dello sguardo si era aggiunto qualcosa di molto sexy.
Ce n'era voluto, per uccidere quella dolcezza. Ma, fedele alla sua natura di assassina, alla fine Xhex
era riuscita a strangolarla, eliminando tutto il calore dal... modo in cui John la guardava.
Concentrandosi sulla strada sottostante, ripens a quella volta che erano stati insieme, nel suo
appartamento al seminterrato. Dopo il sesso, quando John aveva provato a baciarla, quando i suoi
occhi avevano cominciato a brillare con la tipica vulnerabilit e compassione che aveva imparato ad
associare a lui, lei si era scostata, respingendolo.
Si era spazientita. Proprio non ce la faceva a reggere la pressione di tutto quell'idillio in stile "cuore e
amore"... o la responsabilit derivante dallo stare con qualcuno che provava quei sentimenti per lei...
o la consapevolezza che lei aveva la capacit di ricambiare il suo amore.
Era stata punita: il risultato era stata la morte di quello sguardo tutto speciale.
L'unica consolazione era che, tra tutti quelli che con ogni probabilit si sarebbero messi a cercarla -
Rehvenge, iAm e Trez... i fratelli - John non si sarebbe imbarcato in una crociata. Se la stava cercando
era perch rientrava tra i suoi doveri di soldato, non perch si sentiva in obbligo di farlo come parte
di una sua personale missione suicida.
No, John Matthew non sarebbe sceso sul sentiero di guerra per quello che provava per lei.
Avendo gi visto un vampiro di valore distruggersi nel tentativo di salvarla, almeno non era costretta
a ripetere quell'esperienza.
Mentre l'odore di carne alla griglia si diffondeva per tutta la casa, scacci quei pensieri e si avvolse
nella forza di volont come ci si chiude in un'armatura.
Il suo "amante" era in arrivo da un momento all'altro, perci doveva correre ai ripari, corazzarsi
mentalmente e prepararsi alla battaglia di quella notte. Si sentiva schiacciata dallo sfinimento, ma
con un supremo sforzo di volont scalci via quella zavorra. Doveva nutrirsi, aveva bisogno di
sangue molto pi che di una bella dormita, ma chiss per quanto ancora avrebbe dovuto rinunciare a
entrambe le cose.
Doveva solo resistere, andare avanti, mettere un piede davanti all'altro finch non si rompeva
qualcosa.
Questo, e far fuori il bastardo che osava trattenerla l contro la sua volont.
Capitolo 2
Dal punto di vista cronologico, Blaylock figlio di Rocke conosceva John Matthew da poco pi di un
anno. Ma quella non era una rappresentazione veritiera della loro profonda amicizia. Esistono due
linee temporali nella vita delle persone: quella assoluta e quella percepita. Quella assoluta  il ciclo
universale del giorno e della notte, che nel loro caso ammontava a qualcosa come
trecentosessantacinque. Poi c' il modo in cui quel periodo di tempo  trascorso, gli eventi, le morti,
la distruzione, l'addestramento, i combattimenti.
Nel complesso per loro due il totale equivaleva pressappoco a quattrocentomila anni.
Come minimo, pens, guardando il suo amico.
John Matthew osservava i disegni a china sulle pareti dello studio, facendo scorrere lo sguardo su
teschi e pugnali, bandiere americane e ideogrammi cinesi. Con la sua stazza, faceva apparire
minuscolo il negozio di tre stanze... tanto da sembrare un alieno piovuto da un altro pianeta. In netto
contrasto col suo fisico pre-transizione, adesso aveva la massa muscolare di un professionista del
wrestling; essendo molto alto, tuttavia, il peso era distribuito su ossa molto lunghe che gli
conferivano un aspetto pi elegante rispetto a quegli umani in calzamaglia gonfi di muscoli e
steroidi. Aveva preso l'abitudine di rasarsi la testa, cosa che gli induriva i lineamenti, facendoli
apparire spigolosi piuttosto che belli... e i cerchi scuri sotto gli occhi rafforzavano ancor di pi
l'aspetto da duro.
La vita lo aveva strapazzato di brutto ma, invece di piegarlo, ogni colpo, ogni batosta lo aveva
forgiato rendendolo pi tosto, pi forte e pi resistente. Adesso era d'acciaio dalla testa ai piedi,
senza pi l'ombra del ragazzino di un tempo.
Crescere  cos, d'altronde. Non  solo il corpo a cambiare, ma anche la testa.
Guardando il suo amico, Blay si disse che quella perdita dell'innocenza sembrava un crimine.
Sull'onda di quel pensiero, la sua attenzione venne attratta dalla cassiera dietro al banco. Se ne stava
appoggiata alla vetrinetta dov'erano esposti i piercing, con le tette che traboccavano dal reggiseno
nero e dalla canotta attillata nera. Aveva due maniche di tatuaggi, una in nero e bianco e una in nero
e rosso, e anellini grigio piombo al naso, alle sopracciglia e a entrambe le orecchie. In mezzo a tutti i
disegni alle pareti, era un esempio vivente del lavoro che, volendo, potevi farti fare. Un esempio
molto sexy e hard... con labbra rosse come il vino e capelli neri come la notte.
In lei tutto si combinava alla perfezione con Qhuinn. Sembrava la sua versione femminile.
E, come da copione, Qhuinn le aveva gi messo gli occhi addosso, col suo tipico sorriso da
marpione.
Blay infil la mano nel giubbotto di cuoio, cercando a tastoni il pacchetto di Dunhill rosse. Niente gli
faceva venir voglia di fumare come la vita amorosa di Qhuinn.
E, chiaramente, quella sera, una sigaretta dopo l'altra, avrebbe piantato un altro paio di chiodi nella
bara: Qhuinn si avvicin lento alla cassiera e se la bevve neanche lei fosse un bel boccale di birra
appena spillata e lui avesse sgobbato per ore sotto il sole. Con gli occhi fissi sui suoi seni, si present
e le chiese come si chiamava, mentre lei lo aiutava a farsi un quadro pi preciso della sua mercanzia
sporgendosi in avanti sugli avambracci.
Meno male che i vampiri non si beccano il cancro, pens Blay.
Dando le spalle al canale porno vicino alla cassa, and a piazzarsi vicino a John Matthew.
Questo qui  forte, disse, indicando lo schizzo di un pugnale.
Pensi di farti un tatuaggio, prima o poi? chiese John nella lingua dei segni.
Non saprei.
Dio, quanto gli piacevano, sulla pelle...
Riport lo sguardo su Qhuinn. Il suo enorme corpo si stava inarcando contro l'umana; le spalle
larghe, i fianchi stretti e le gambe lunghe e muscolose le garantivano una cavalcata della miseria.
Era incredibile, a letto.
Non che Blay lo sapesse per esperienza. Lo aveva visto in azione e l'aveva sentito... e aveva
immaginato come doveva essere. Ma quando si era presentata l'occasione, era stato relegato in una
piccola classe speciale: respinto.
Pi che una classe era una categoria, in realt... perch era l'unico con cui Qhuinn si rifiutava di fare
sesso.
Uhm... far sempre cos male? chiese una voce femminile.
Le rispose un profondo borbottio maschile; Blay lanci un'occhiata alla poltroncina. La biondina si
stava infilando con cautela la camicetta dentro i jeans, sopra la pellicola protettiva di cellofan, gli
occhi fissi sull'uomo che l'aveva appena tatuata neanche fosse un medico che le stava illustrando le
probabilit di sopravvivenza alla rabbia.
La coppia di ragazze poi si avvi alla cassa, dove quella senza tatuaggi che aveva cambiato idea si fece
rimborsare, e tutte e due diedero una bella lumata a Qhuinn.
Era sempre cos, ovunque andasse, ed era anche ci che un tempo spingeva Blay a venerare il suo
migliore amico. Adesso, invece, era un rifiuto infinito: ogni volta che Qhuinn diceva di s,
quell'unico no detto a lui risuonava ancora pi forte.
Io sono pronto, se per voi va bene, ragazzi, disse il tatuatore.
John e Blay si avviarono verso il retro del negozio e Qhuinn li segu, abbandonando la cassiera come
una brutta abitudine. Un suo pregio era la seriet con cui prendeva il suo ruolo di ahstrux nohstrum
di John. Era tenuto a stargli accanto ventiquattr'ore su ventiquattro, sette giorni su sette, ed era una
responsabilit che prendeva ancora pi seriamente del sesso.
Seduto sulla poltroncina al centro dello studio, John tir fuori un pezzo di carta, aprendolo sul banco
del tatuatore.
L'uomo si accigli, guardando lo schizzo che John aveva abbozzato. Allora vuoi questi quattro
simboli in cima alle spalle?
John annu dicendo, Pu abbellirli come vuole, ma devono essere ben chiari.
Dopo che Qhuinn ebbe tradotto, il tatuatore annu. Ottimo. Prese una penna nera e cominci a
tracciare un'elegante cornice di svolazzi intorno al disegno nudo e crudo. Cosa sono, a proposito?
Sono solo simboli, rispose Qhuinn.
Il tatuatore annu di nuovo, continuando a disegnare. Cos vi piace?
Tutti e tre si piegarono in avanti.
Cribbio, mormor Qhuinn. Che libidine.
Aveva ragione. Era assolutamente perfetto, il genere di tatuaggio che John poteva sfoggiare con
orgoglio - non che qualcuno avrebbe visto i caratteri nell'Antico Idioma o quello spettacolare intrico
di segni. Non ci teneva a far sapere in giro cosa c'era scritto, ma il bello dei tatuaggi  proprio questo:
non devono per forza essere pubblici, e a lui le T-shirt con cui coprirlo non mancavano.
Quando John annu, il tatuatore si alz in piedi. Vado a prendere la carta di trasferimento. Non ci
vorr molto a copiarlo sulla pelle, cos poi ci mettiamo al lavoro.
John pos sul bancone una boccetta di cristallo piena d'inchiostro e cominci a sfilarsi il giubbotto;
Blay allora si sedette sullo sgabello e tese le braccia. Con tutte le armi che il suo amico aveva in tasca
non era il caso di appenderlo a un gancio.
A torso nudo, John si pieg in avanti, con le braccia appoggiate a una sbarra imbottita. Dopo aver
trasferito l'immagine su carta, il tatuatore appiatt bene il foglio sulla parte superiore della schiena di
John, facendolo aderire alla pelle prima di staccarlo.
Il disegno formava un arco perfetto sopra la distesa di muscoli, coprendo le spalle in tutta la loro
ragguardevole ampiezza.
L'Antico Idioma era proprio bello, pens Blay.
Fissando quei simboli, per un attimo fugace quanto ridicolo, immagin il proprio nome sulle spalle
di Qhuinn, inciso su quella pelle liscia secondo il rito nuziale.
Impossibile. Loro due erano destinati a restare migliori amici... il che, paragonato a essere due
sconosciuti, era una cosa enorme. Paragonato a essere due amanti? Era il lato freddo di una porta
chiusa a chiave.
Guard Qhuinn. Teneva un occhio su John e uno sulla cassiera... che, chiusa a chiave la porta
d'ingresso, si era piazzata al suo fianco.
Dietro la patta dei calzoni di pelle c'era una protuberanza anche troppo evidente.
Blay abbass lo sguardo sul mucchio di vestiti che aveva sulle ginocchia. Uno dopo l'altro, pieg con
cura la maglietta, la T-shirt a maniche lunghe e infine il giubbotto di John. Quando alz gli occhi,
Qhuinn stava facendo scorrere lentamente l'indice lungo il braccio della donna.
Avrebbero finito per infilarsi dietro la tenda in fondo a sinistra. La porta d'ingresso del negozio era
ben chiusa, la tenda era abbastanza leggera e Qhuinn si sarebbe fatto l'umana senza neanche togliersi
le armi. Cos John non avrebbe corso rischi... e lui si sarebbe tolto quella certa voglia.
Il che significava che Blay doveva solo sentirli.
Sempre meglio che sorbirsi tutto lo spettacolo. Specie perch Qhuinn era bellissimo da vedere,
quando faceva sesso. Proprio... bellissimo.
In passato, quando Blay aveva provato ad avere rapporti etero, loro due si erano scopati in coppia
una quantit di umane... non che Blay si ricordasse le facce, i corpi o i nomi di quelle donne.
Lui aveva occhi solo per Qhuinn. Da sempre.
Il dolore sottile procurato dall'ago era un piacere.
John chiuse gli occhi con un respiro lento e profondo, pensando all'intersezione tra metallo e pelle;
l'appuntito penetrava nel morbido, il sangue sgorgava... e tu sapevi esattamente dove avveniva la
penetrazione.
Come adesso: il tatuatore stava lavorando proprio in cima alla spina dorsale.
John aveva molta esperienza in materia di taglia-e-affetta, solo su una scala molto pi vasta, e pi
come donatore che come ricevente. Era stato affettato sul campo un paio di volte, certo, ma aveva
lasciato la sua bella quota di buchi dietro di s. E, come il tatuatore, si portava sempre dietro tutta
l'attrezzatura: dentro il giubbotto aveva ogni sorta di pugnali e coltelli a serramanico, persino una
catena. Oltre a un paio di pistole, per la serie "non si sa mai".
Be'... e anche un paio di cilici.
Non che li usasse mai sul nemico.
No, quelli non erano armi. E anche se da quasi quattro settimane non venivano agganciati alle cosce
di nessuno, non erano inutili. Al momento, erano una specie di perversa coperta di Li-nus. Senza di
loro si sentiva nudo.
Quei brutali strumenti di tortura erano l'unica cosa che lo legava alla persona amata. Il che,
considerato come si erano lasciati, aveva un significato importantissimo.
A lui per ancora non bastavano. I cilici che Xhex si era stretta intorno alle gambe per domare il suo
lato symphath non gli offrivano il tipo di permanenza che cercava, ecco cosa l'aveva spinto verso
quell'operazione metallo-su-pelle. Una volta terminato il tatuaggio, Xhex sarebbe stata sempre con
lui. Sulla sua pelle oltre che nel suo cuore. Sulle sue spalle oltre che nella sua mente.
Sperando che quell'umano facesse un bel lavoro.
Quando ai fratelli servivano dei tatuaggi, per un qualunque motivo, era Vishous a maneggiare l'ago
da vero professionista... cavolo, la lacrima rossa sulla faccia di Qhuinn e la data nera dietro il suo
collo erano una ficata pazzesca. Il guaio era che, se andavi da V a farti fare un lavoro come quello, di
botto cominciavano le domande... non solo da parte sua, ma anche da parte di tutti gli altri.
Nella confraternita non c'erano molti segreti, e John preferiva tenere per s i suoi sentimenti per
Xhex.
La verit era... che era innamorato di lei. Perdutamente, follemente, irrimediabilmente, eternamente
innamorato di lei, roba che neanche morto l'avrebbe lasciata. E anche se il suo amore romantico non
era corrisposto, non importava. Sapeva che l'oggetto del suo desiderio non lo ricambiava e si era
messo il cuore in pace.
Ci che non riusciva ad accettare era che venisse torturata o andasse incontro a una morte lenta e
atroce.
O di non riuscire a darle degna sepoltura.
Era ossessionato dalla sua scomparsa. Determinato al punto di rasentare l'autodistruzione. Sarebbe
stato brutale e spietato verso chi l'aveva catturata. Ma questi erano affari suoi e di nessun altro.
L'unico lato positivo della faccenda era che anche la confraternita era impegnata a capire cosa
diavolo le era successo. I fratelli non abbandonavano mai nessuno nel corso di una missione e,
quando erano andati in quella colonia di symphath a liberare Rehvenge, Xhex era a tutti gli effetti un
membro della squadra. Quando le acque si erano calmate e non l'avevano pi vista, avevano dedotto
che era stata rapita e le alternative erano due: o erano stati i symphath oppure i lesser.
Un po' come dire: preferisci che si becchi la polio oppure Eboia?
Tutti, compresi John, Qhuinn e Blay, erano impegnati a risolvere il caso. Risultato? In apparenza,
trovarla faceva parte dei suoi doveri di soldato in guerra.
Il ronzio dell'ago cess e il tatuatore gli pass un panno sulla schiena.
Sta venendo bene, disse l'umano, rimettendosi a lavorare. Preferisci farlo in due sessioni oppure
tutto adesso?
John guard Blay e rispose a gesti.
Dice che vuole finirlo stasera, se lei ha tempo, tradusse Blay.
S, si pu fare. Mar? Chiama Rick e avvertilo che far tardi.
Subito, disse la cassiera.
No, John non avrebbe mostrato ai fratelli quel tatuaggio... anche se veniva da dio.
Per come la vedeva lui, era nato in una stazione degli autobus ed era stato abbandonato l, dato per
morto; sbattuto negli orfanotrofi del sistema per l'assistenza all'infanzia degli umani; raccolto da
Tohr e dalla sua compagna, solo per vedere lei assassinata e lui volatilizzato. E adesso Z, che aveva
avuto il compito di seguirlo, era comprensibilmente occupato con la sua shellan e la loro figlioletta
appena nata.
Persino Xhex lo aveva tagliato fuori, prima della tragedia.
Cos, amen, aveva capito l'antifona. E poi era curiosamente liberatorio fregarsene dell'opinione
altrui. In questo modo era libero di alimentare la sua ossessione violenta: braccare il rapitore di Xhex
e farlo a pezzettini.
Ti spiace dirmi cosa rappresenta? chiese il tatuatore.
John alz gli occhi, pensando che non c'era motivo di mentire all'umano. E poi, Blay e Qhuinn
conoscevano gi la verit.
Blay parve un po' sorpreso, ma tradusse lo stesso. Dice che  il nome della sua ragazza.
Ah. S, l'avevo immaginato. Dovete sposarvi?
John rispose e Blay tradusse, E' un tatuaggio alla memoria.
Ci fu una pausa, poi il tatuatore pos la macchinetta sul tavolino girevole dove c'era l'inchiostro. Si
tir su la manica della camicia nera e piazz l'avambraccio davanti a John. Sopra c'era il ritratto di
una donna magnifica, col vento tra i capelli, sciolti sulle spalle, e gli occhi puntati su chi la guardava.
Questa era la mia ragazza. Anche lei adesso non c' pi. Dando uno strattone alla manica, l'uomo
copr il tatuaggio. Quindi ti capisco.
Quando l'ago torn al lavoro, John fatic a respirare. L'idea che Xhex ormai fosse morta, con ogni
probabilit, lo faceva impazzire... ma il peggio era immaginare come poteva essere morta.
John sapeva chi l'aveva presa. C'era un'unica spiegazione logica: quando Xhex era entrata nel
labirinto per aiutare a liberare Rehvenge, era comparso Lash, e quando lui era sparito era sparita
anche lei. Non era una coincidenza. Nessuno aveva visto niente, ma nella grotta dov'era
imprigionato Rehv c'erano almeno un centinaio di symphath e stava succedendo di tutto... e Lash
non era un lesser qualunque.
Eh, no... a quanto pareva era il figlio dell'Omega. Il figlio del Male. Il che significava che quel figlio di
puttana conosceva un mucchio di trucchetti strabilianti.
John ne aveva visti alcuni da molto vicino, durante lo scontro alla colonia: se quel bastardo riusciva a
lanciare bombe di energia e ad affrontare faccia a faccia la bestia di Rhage, poteva benissimo
trascinare via qualcuno sotto il naso di tutti. Se Xhex fosse rimasta uccisa quella notte, avrebbero
trovato il suo cadavere. Se fosse stata ferita, ma viva, sarebbe entrata in contatto telepatico con Reh-
venge, da symphath a symphath. E se era viva ma bisognosa di una piccola vacanza, se ne sarebbe
andata solo dopo essersi assicurata che tutti gli altri erano tornati sani e salvi all'ovile.
I fratelli stavano lavorando sulla base di quelle stesse supposizioni logiche, quindi erano tutti fuori a
caccia di lesser. Dopo i raid dell'estate precedente, la maggior parte dei vampiri aveva lasciato
Caldwell per rifugiarsi nelle case sicure oltreconfine; la Lessening Society, sotto la guida di Lash, per
far quadrare i conti si era data al traffico di droga, e lo spaccio si concentrava principalmente intorno
ai club l in citt, lungo Trade Street. La parola d'ordine era battere i vicoli pi malfamati in cerca di
non morti con addosso un tanfo a met tra una puzzola dissanguata e un Giade assorbiodori.
Quattro settimane e non avevano trovato niente, a parte svariati indizi che i lesser spacciavano droga
agli umani per le strade.
John stava impazzendo, soprattutto per la paura e perch ignorava che fine avesse fatto Xhex, ma in
parte anche perch era costretto a tenersi dentro tutta quella violenza. Per quanto,  stupefacente
quello che si riesce a fare quando non si ha scelta... doveva apparire normale ed equilibrato se non
voleva essere estromesso dalle ricerche, quindi era cos che si presentava.
E quel tatuaggio? Era un paletto piantato nel territorio in cui si trovava. Una dichiarazione che,
anche se lei non lo voleva, Xhex era la sua compagna e lui l'avrebbe onorata, viva o morta che fosse.
Ecco il punto: uno si sentiva come si sentiva e non era colpa sua, non era colpa di nessuno se era un
rapporto a senso unico. Era cos... e basta.
Dio, quanto avrebbe voluto trattarla con meno freddezza, quando avevano fatto sesso per la seconda
volta.
Per l'ultima volta.
Scacci via brusco quelle emozioni, richiudendo nella lampada quel genio fatto di tristezza,
rimpianto e amore non corrisposto. Non poteva permettersi di crollare. Doveva continuare a
resistere, continuare a cercare, continuare a mettere un piede davanti all'altro. Il tempo non si
fermava, anche se lui voleva rallentarlo per avere pi possibilit di trovarla viva.
Ma all'orologio non interessavano le sue opinioni.
Dio del cielo, pens. Ti prego, aiutami a non fallire.
Capitolo 3
 Cosa? Affiliazione? Tipo come in un club?
Le parole rimbalzarono dentro la Mercedes e Lash strinse le mani sul volante, mentre guardava fuori
dal parabrezza. Aveva un coltello a serramanico nella tasca interna del completo Canali e la
tentazione di estrarlo e sgozzare quell'umano era fortissima.
Certo, poi si sarebbe ritrovato con un cadavere da far sparire e sangue su tutti gli interni in pelle
dell'auto.
Due seccature.
Guard il ragazzino seduto accanto a lui. L'aveva selezionato tra altre centinaia ed era il classico
figlio di buona donna opportunista che spacciava droga e muoveva gli occhi frenetico. La storia delle
violenze subite da bambino era scritta nella cicatrice circolare sulla faccia - perfettamente tonda e
grande come la brace incandescente di una sigaretta - e la sua dura vita di strada era negli occhi
svegli e in perenne movimento. La sua avidit era nel modo in cui si guardava intorno, dentro l'auto,
quasi cercasse il modo di impossessarsene, e la sua intraprendenza risultava evidente dalla rapidit
con cui si era fatto un nome come pusher.
 pi di un club, disse a bassa voce Lash. Molto di pi. Avrai un futuro in questo settore e te lo sto
offrendo su un piatto d'argento. Ti faccio venire a prendere dai miei uomini, qui, domani sera.
E se non mi presento?
Sta a te scegliere. Naturalmente lo stronzo si sarebbe svegliato morto, la mattina dopo, ma quello
era un dettaglio...
Il ragazzino guard Lash negli occhi. Non aveva il fisico del lottatore, ma piuttosto quello di uno a
cui hanno attaccato le chiappe con lo scotch nello spogliatoio della scuola. Ormai per era chiaro
che adesso alla Lessening Society servivano due tipi di membri: gente capace di fare soldi e soldati.
Lash aveva ordinato a Mr D di battere a tappeto l'Xtreme Park per vedere chi piazzava pi roba e
quello stronzetto dallo sguardo di rettile era in cima alla classifica.
Sei finocchio? chiese il ragazzino.
Lash concesse a una delle mani di lasciare il volante per infilarsi nella giacca. Perch me lo chiedi?
Puzzi come uno di loro. E ti vesti come uno di loro, anche.
Lash si mosse cos in fretta che il suo bersaglio non ebbe neanche il tempo di piegarsi all'indietro sul
sedile. Con un balzo fulmineo estrasse il coltello e spinse la lama affilata contro la vena che palpitava,
vitale, sul lato di quel collo bianco.
L'unica cosa che faccio ai maschi  ucciderli, disse. Vuoi che ti fotta cos? Perch io sono pronto,
se ti va.
Il ragazzino sgran gli occhi come nei cartoni animati, tutto tremante sotto i vestiti lerci. No... non
ho nessun problema con i finocchi.
Quell'idiota del cazzo non aveva capito niente, ma pazienza. Allora, affare fatto? chiese Lash,
aumentando la pressione sulla punta del coltello. Il sangue sgorg in una bolla e rimase cos per una
frazione di secondo, quasi stesse cercando di decidere se colare lungo il metallo lucente della lama o
lungo la pelle liscia del collo.
Scelse la lama, serpeggiando in un rivolo rosso rubino.
Ti prego... non uccidermi.
Qual  la tua risposta?
Okay. Ci sto.
Lash premette pi forte, guardando scorrere il sangue, momentaneamente stregato dal fatto che, se
premeva ancora di pi, quell'umano avrebbe cessato di esistere, come un filo d'aria che svanisce in
una notte gelida.
Gli piaceva sentirsi come un dio.
Quando dalle labbra screpolate del ragazzo usc un lamento, Lash allent la pressione, scostandosi.
Pul la lama con una leccata veloce e chiuse il coltello di scatto. Ti troverai bene, vedrai.
V'
E una promessa.
Diede al ragazzino il tempo di riprendersi; sapeva che non ci avrebbe messo molto a rialzare la
cresta. Gli stronzi come quello hanno un ego grande come una mongolfiera. La pressione, in
particolare quella dovuta a un coltello alla gola, li fa afflosciare, ma passato lo stress si gonfiano di
nuovo.
Il ragazzino si raddrizz con uno strattone il sudicio giubbotto di pelle. Mi trovo gi bene dove sto
adesso.
Tombola. Allora perch guardi la mia macchina come se la volessi nel tuo garage?
Io ne ho una pi bella di questa.
Ah, davvero? Lash lo squadr da capo a piedi. Vieni qui ogni sera su una bici da cross. Hai i jeans
strappati, e non perch sono di un famoso stilista. Quanti giubbotti hai nell'armadio? Oh, aspetta,
tieni la tua roba in una scatolone sotto il ponte. Lash fece roteare gli occhi come se dal sedile del
passeggero fosse spuntata una sorpresa strabiliante. Credevi che non ti avremmo controllato? Ci hai
preso per scemi?
Lash punt un dito verso l'Xtreme Park, dove i patiti dello skateboard scivolavano sulle rampe con la
precisione di metronomi, su e gi, su e gi. Tu sei il boss di questo parco giochi. Benissimo.
Congratulazioni. Ma noi vogliamo farti fare carriera. Se entri nella nostra squadra avrai alle spalle i
muscoli dei miei uomini... avrai grana, roba, protezione. Se ti metti con noi non sarai pi solo un
delinquentello da strapazzo che se lo mena in giro per un parcheggio di cemento. Noi possiamo darti
un futuro.
Lo sguardo calcolatore del ragazzino si spost sulla sua fettina di territorio, l a Caldwell, e poi si
allarg, spingendosi lontano, all'orizzonte, dove si stagliavano i grattacieli. Quella era ambizione,
ecco perch era stato scelto. Quel bastardello aveva bisogno di un ascensore sociale e di una via
d'uscita.
Il fatto che dovesse vendere l'anima per ottenerli gli sarebbe stato chiaro solo quando ormai era
troppo tardi. Con la Societ funzionava cos. Da quanto gli avevano detto i lesser che adesso erano
sotto il suo comando, nessuno aveva mai saputo tutta la verit prima di venire iniziato... ed era
comprensibile. Chi avrebbe creduto che, al di l della porta a cui stavano bussando, li aspettava il
Male? Chi si sarebbe offerto volontario per compiere quel passo?
Sorpresa, coglione. Questa non  Disney World, e una volta salito sulla giostra non potrai mai pi
scendere.
Lash, comunque, non aveva problemi a ingannare la gente.
Sono pronto per roba pi grossa, mormor il ragazzo.
Bene. Adesso scendi dalla mia macchina. Il mio socio passer a prenderti domani sera alle sette.
Okay.
Ora che l'affare era concluso, Lash era impaziente di levarselo di torno. Quel piccolo bastardo
puzzava come una fogna; pi che di una doccia aveva urgente bisogno di essere annaffiato a canna,
come un tratto lurido di marciapiede.
Appena la portiera si richiuse, Lash usc in retromarcia dal parcheggio e imbocc la strada che
correva parallela al fiume Hudson, puntando verso casa, le mani strette sul volante per un motivo
diverso dalla smania di uccidere.
La smania di scopare era una motivazione altrettanto forte, per lui.
Abitava nella parte vecchia di Caldwell, in un viale alberato di bei palazzi in arenaria di epoca
vittoriana del valore immobiliare non inferiore al milione di dollari. I vicini portavano a passeggio il
cane, non facevano mai rumore e mettevano l'immondizia solo nei vicoli sul retro e solo nei giorni
giusti. Pass davanti a casa sua e fece il giro dell'isolato, diretto al garage; c'era da sganasciarsi dalle
risate al pensiero che tutti quei bacchettoni alto borghesi avevano un vicino come lui: poteva anche
sembrare uno di loro e vestire come loro, ma nelle sue vene scorreva sangue nero ed era senz'anima
come una statua di cera.
Prese il telecomando del garage, sorridendo, e le zanne, un regalino per parte di madre, si
allungarono: non vedeva l'ora di rincasare dalla sua bella.
Era sempre un piacere. Tornare a casa da Xhex era sempre un piacere.
Dopo aver parcheggiato la AMG, scese e dovette sgranchirsi un po'. Lei lo strapazzava di brutto,
altro che storie, e lui andava pazzo per come lo lasciava tutto rigido... e non solo nell'uccello.
Non c' come un ottimo avversario per tirarsi su di morale.
Tagliando per il giardino sul retro, entr dalla cucina e subito sent un profumino di lombata alla
griglia e pane fresco.
Al momento, per, non gli andava di mangiare. Grazie alla chiacchieratina al parco, quel piccolo
spacciatore sarebbe stata la sua prima affiliazione, la prima offerta che recava a suo padre, l'Omega.
Il che gli faceva venire una gran voglia di sesso.
Mangia subito? chiese Mr D dai fornelli, rivoltando la fetta di carne. Il piccolo texano si era
rivelato utile non solo come iniziale guida turistica attraverso la Lessening Society, ma anche come
killer e cuoco piuttosto decente.
No, adesso salgo di sopra. Lash butt le chiavi e il cellulare sul piano di granito della cucina.
Lasciami da mangiare nel frigo e chiudi la porta a chiave quando esci.
Signors.
L'appuntamento  per domani sera. Vai a prelevare l'obiettivo alle sette. Sai gi dove.
Signors.
Il trisillabo era la risposta preferita di quel figlio di puttana... altro motivo per cui era ancora vivo e
suo vice.
Attraversata la dispensa e la sala da pranzo, Lash prese a destra verso lo scalone intagliato. La prima
volta che l'aveva vista, la casa era vuota, restavano solo le vestigia di una vita agiata: tappezzeria di
seta, tendaggi damascati e una poltrona. Adesso si stava riempiendo di pezzi d'antiquariato, statue e
splendidi tappeti. Ci avrebbe messo pi del previsto ad arredarla come si deve, ma mica si pu fare
tutto dall'oggi al domani.
Sal le scale di corsa, tutto fremente, sbottonandosi il soprabito e poi la giacca.
Quella che per lui era partita come una vendetta, si era trasformata in una dipendenza, ne era ben
consapevole: ci che lo attendeva oltre la porta della camera da letto era molto pi di quanto avesse
messo in conto.
Era stato cos semplice, all'inizio: lui l'aveva presa per quello che lei aveva preso a lui. In quella grotta,
su alla colonia, Xhex aveva puntato la pistola e premuto il grilletto, pompando una vagonata di
piombo nel petto della sua puttana. Inaccettabile. Gli aveva portato via il suo giocattolo preferito e
lui credeva fermamente nella legge del taglione.
Quando l'aveva portata l e rinchiusa in quella stanza, il suo obiettivo era di spolparla a poco a poco,
un pezzetto dopo l'altro - della sua mente, dalle sue emozioni e del suo corpo - sottoporla a torture e
angherie tali da piegarla fino a spezzarla.
Poi, come un qualsiasi altro rottame, l'avrebbe buttata via.
Almeno quello era il piano iniziale. Stava diventando sempre pi chiaro, per, che lei non si lasciava
ammorbidire.
Eh, no, era fatta di titanio, quella. Le sue riserve di forza si stavano rivelando inesauribili, prova ne
erano i lividi di cui era pieno.
Davanti alla porta si ferm un attimo per spogliarsi completamente. In linea generale, se i vestiti che
aveva addosso gli piacevano, doveva levarseli prima di entrare, perch appena le andava vicino, lei lo
aggrediva selvaggiamente.
Sfil dai calzoni la camicia di seta button-down e, prima di toglierla, si sganci i gemelli e li lasci sul
tavolo in corridoio.
Aveva segni su tutto il corpo. Dei pugni di Xhex. Delle sue unghie. Delle sue zanne.
Guardando l'ampia variet di ferite ed escoriazioni, sent un fremito di eccitazione. Guariva in fretta,
grazie al sangue di suo padre, ma a volte i danni che lei gli procurava duravano a lungo, e questo lo
rendeva euforico.
Se eri il figlio del Male c'era ben poco che non potessi fare, possedere o uccidere, e tuttavia la natura
mortale di Xhex era un trofeo sfuggente che poteva toccare, ma non esporre su uno scaffale.
Questo la rendeva rara. Questo la rendeva preziosa.
Questo... lo aveva fatto innamorare di lei.
Tastando con delicatezza una contusione violacea all'interno dell'avambraccio, sorrise. Quella sera
doveva andare da suo padre a confermargli l'affiliazione, ma prima avrebbe passato un po' di tempo
con la sua femmina, arricchendo la sua collezione di graffi. E prima di uscire le avrebbe lasciato
qualcosa da mangiare.
Come tutti gli animali di pregio, andava sfamata.
Allung la mano verso la maniglia, accigliandosi. Il nutrimento, in senso pi generale, era un bel
problema. Xhex era solo per met symphath e il suo lato vampiresco lo preoccupava. Prima o poi
avrebbe avuto bisogno di qualcosa che non si pu comprare al supermercato di quartiere... qualcosa
che lui non poteva darle.
I vampiri avevano bisogno di attaccarsi alla vena del sesso opposto. Era un bisogno immutabile
perch legato alla biologia. Se non mettevi a buon uso l'hardware che avevi in bocca e non succhiavi
sangue fresco, morivi. E Xhex non poteva bere da Lash: tutto quello che scorreva dentro il suo
organismo era nero. Di conseguenza i suoi uomini - quei pochi che gli erano rimasti - stavano
cercando un vampiro dell'et giusta, ma finora non avevano trovato niente di niente. Caldwell era un
mezzo deserto, quando si trattava di vampiri civili.
Anche se... in effetti, lui ne aveva uno nel surgelatore.
II guaio era che, nella sua vecchia vita, Lash conosceva quello stronzo, e l'idea che Xhex si attaccasse
alla vena di uno che era stato suo amico lo faceva incazzare come una iena.
Oltre tutto, quel bastardo era il fratello di Qhuinn... per cui no, neanche a parlarne: non voleva che
Xhex avesse a che fare con quella stirpe.
Pazienza. Presto o tardi i suoi uomini avrebbero rimediato qualcuno... per forza. Perch non aveva
nessuna intenzione di rinunciare tanto presto al suo nuovo giocattolino.
Apr la porta col sorriso sulle labbra. Ciao, dolcezza. Sono a casa.
All'altro capo della citt, nel negozio di tatuaggi, Blay era concentrato soprattutto sulla schiena di
John. C'era qualcosa di ipnotico in quell'ago che ripassava i contorni azzurri del disegno. Ogni tanto
il tatuatore si fermava per pulire la pelle con un asciugamano di carta bianco, prima di rimettersi al
lavoro, e il ronzio della macchinetta riempiva di nuovo il silenzio.
Purtroppo, per quanto tutto ci fosse affascinante, gli restava abbastanza capacit di concentrazione
per notare quando Qhuinn decise di sbattersi quell'umana. Dopo aver chiacchierato un po' sottovoce
ed essersi scambiati con nonchalance una quantit di carezze sulle braccia e sulle spalle, quegli
stupefacenti occhi di due colori diversi si posarono sulla porta d'ingresso.
Un istante dopo, Qhuinn attravers il negozio per accertarsi che fosse chiusa a chiave.
Tornando verso la postazione del tatuatore, il suo sguardo verde e azzurro non incroci quello di
Blay.
Tutto bene? chiese a John.
Quando John guard in su, annuendo, Qhuinn in fretta disse, nella lingua dei segni, Ti spiace se
faccio un po' di ginnastica dietro quella tenda?
Ti prego d di s, d che ti dispiace, pens Blay. Ti prego, digli che deve stare qui.
Per niente, rispose John. Divertiti.
Arrivo subito, se hai bisogno, a costo di uscire con l'uccello di fuori.
Ecco, apprezzerei molto se potessimo evitarlo.
Qhuinn ridacchi. Mi pare giusto. Una pausa quasi impercettibile e si volt, sempre senza
guardare Blay.
La donna and nell'altra stanza per prima e, da come sculettava, era pronta quanto Qhuinn per
quello che stava per succedere. Poi anche le spalle larghe di Qhuinn uscirono dalla sua visuale e la
tenda ricadde al suo posto.
Il lampadario sul soffitto e le fibre anoressiche della tenda offrivano un'immagine molto chiara della
scena, cos Blay ebbe una visione distillata di Qhuinn che allungava le braccia e attirava per il collo
l'umana contro di s.
Blay devi lo sguardo sul tatuaggio di John, ma quel cambio di direzione non dur a lungo. Due
secondi dopo aveva gli occhi fissi su quel peep-show, non tanto per guardarlo, quanto per
metabolizzarne i dettagli. Com'era tipico di Qhuinn, la donna adesso era in ginocchio e lui le infilava
le mani tra i capelli. Le accarezzava la testa, flettendo e rilassando i fianchi, mentre le trapanava la
bocca.
I mugolii soffocati erano incredibili quanto l'effetto visivo, tanto che Blay dovette cambiare posizione
sulla sedia, eccitato. Voleva essere l dentro, in ginocchio, guidato dalle mani di Qhuinn. Voleva
essere lui a prenderlo in bocca. Voleva essere lui a farlo gemere e ansimare.
Ma non era destino.
Che cavolo, Qhuinn si era scopato cani e porci nei club, nei gabinetti, in macchina, nei vicoli bui e
ogni tanto anche a letto. Si era fatto almeno diecimila sconosciuti, uomini e donne, vampiri e
vampire, indifferentemente... era un Casanova con le zanne. Venire respinti da lui era come essere
chiusi fuori da un parco pubblico.
Blay fece un altro tentativo di distogliere lo sguardo, ma l'eco di un gemito gutturale attrasse un'altra
volta i suoi occhi verso...
Qhuinn aveva voltato la testa in modo da guardare fuori dalla tenda. Quando i loro occhi si
incontrarono, il suo sguardo bicolore brill... quasi fosse eccitato pi da chi lo stava guardando che
da chi si stava trombando.
Blay ebbe un tuffo al cuore. Specie quando Qhuinn tir su la donna e, voltandola, la fece chinare
sopra la scrivania. Uno strattone e le aveva abbassato i jeans all'altezza delle ginocchia. E poi...
Dannazione. Possibile che il suo migliore amico stesse pensando la stessa cosa che stava pensando
lui?
Poi per Qhuinn la fece raddrizzare, premendola contro il petto. Le sussurr qualcosa all'orecchio e
lei rise, voltando la testa per farsi baciare. Cosa che lui fece.
Brutto scemo, pens Blay rivolto a se stesso. Brutto scimunito.
Quello sa benissimo chi si sta sbattendo... e chi no.
Scuotendo la testa, disse, John, ti spiace se esco a fumarmi una sigaretta?
Quando John scosse la testa, Blay si alz e mise i vestiti sulla sedia. Basta far scattare la serratura?
chiese al tatuatore.
S, e se resti fuori dalla porta puoi anche lasciarla aperta.
Grazie, amico.
Non c' di che.
Allontanandosi dal ronzio della macchinetta e dalla sinfonia di gemiti dietro la tenda, Blay usc dal
negozio e si appoggi contro il palazzo, proprio accanto all'ingresso. Prese un pacchetto di Dunhill
rosse, tir fuori una sigaretta, se la infil tra le labbra e l'accese con un accendino nero.
Il primo tiro fu celestiale. Sempre il migliore di tutti quelli che sarebbero seguiti.
Soffi fuori il fumo. Detestava la sua mania di leggere tra le righe, di scorgere connessioni inesistenti,
di equivocare azioni, sguardi e carezze del tutto casuali.
Patetico, davvero.
Qhuinn non aveva alzato la testa durante il pompino per incrociare il suo sguardo. Stava
controllando John Matthew. E aveva voltato la donna per prenderla da dietro perch a lui piaceva
farlo cos.
Accidenti... si dice che la speranza  l'ultima a morire, ma pi che altro uccide il buon senso e l'istinto
di conservazione.
Aspir a fondo, talmente assorto nei suoi pensieri da non notare l'ombra all'imbocco del vicolo
dall'altra parte della strada. Ignaro di essere osservato, continu a fumare; la gelida notte primaverile
inghiott le boccate di fumo che gli uscivano dalle labbra.
La consapevolezza che non poteva pi andare avanti cos gli penetr fin dentro le ossa, come una
doccia fredda.
Capitolo 4
Okay, credo che abbiamo finito.
John sent un ultimo strattone alla spalla, poi la macchinetta si zitt. Raddrizzandosi dal sostegno
contro cui era rimasto piegato nelle ultime due ore, si sgranch le braccia, alzandole sopra la testa, e
rimise in sesto la schiena.
Un secondo che ti pulisco.
Mentre l'umano spruzzava un disinfettante su alcune salviettine di carta, John si rimise in piedi,
lasciando riverberare in tutto il corpo il formicolio dovuto al lavoro dell'ago.
In quell'attimo di tregua fu assalito da uno strano ricordo, una cosa a cui non pensava da anni.
Risaliva all'epoca in cui viveva nell'orfanotrofio di Nostra Signora, quando ancora non sapeva chi era
veramente.
Tra i benefattori della chiesa c'era un riccone proprietario di una grande casa sulle rive del Saranac
Lake. Ogni estate gli orfani venivano invitati a trascorrervi una giornata, giocando sul prato grande
come un campo da football, solcando il lago sulla sua bellissima barca di legno e mangiando panini
imbottiti e anguria.
John si scottava sempre. Per quanto lo ungessero di crema solare, la sua pelle, immancabilmente, si
ustionava... finch lo relegarono all'ombra, sulla veranda. Costretto a starsene in disparte, aveva
guardato giocare gli altri bambini, ascoltando le loro risate riecheggiare sull'erba verde smeraldo,
aspettando che gli portassero da mangiare e consumando i pasti da solo, spettatore invece che
protagonista.
Buffo, adesso sentiva sulla schiena la stessa sensazione di allora: la pelle tirava e prudeva,
specialmente quando il tatuatore passava il panno umido sulle ferite, muovendolo in senso circolare
sull'inchiostro fresco.
Dio, ricordava ancora il terrore che gli ispirava quello strazio annuale al lago. Quanto avrebbe voluto
stare insieme agli altri... anche se, a essere onesti, pi che condividere quello che facevano, moriva
dalla voglia di far parte del gruppo. Quelli avrebbero potuto decidere di masticare cocci di vetro
sanguinando sulle magliette, e lui avrebbe comunque gridato: okay, ci sto.
Le sei ore passate su quella veranda, con un misero giornalino a fumetti o magari il nido di un
uccello caduto dall'albero da guardare e riguardare, gli erano sembrate mesi. Troppo tempo per
pensare e struggersi. Aveva sempre sperato di essere adottato e, in momenti solitari come quello, il
desiderio lo aveva consumato: ancor pi che stare in mezzo agli altri bambini, lui voleva una
famiglia, una vera madre e un vero padre, non dei semplici guardiani pagati per crescerlo.
Voleva appartenere a qualcuno. Voleva che qualcuno gli dicesse, Sei mio.
Naturalmente, ora che sapeva chi era... ora che viveva da vampiro tra i vampiri, capiva con molta pi
chiarezza quella smania di "appartenenza". Anche gli umani avevano un concetto di famiglia, di
matrimonio eccetera, certo, ma la sua razza assomigliava pi alle bestie da soma: i vincoli di sangue e
le unioni tra maschi e femmine erano molto pi viscerali e totalizzanti.
Pensando al suo Io pi giovane e pi triste sent una fitta al cuore... non per la voglia di tornare
indietro nel tempo e dire a quel bambino che i suoi genitori stavano per arrivare, no; soffriva perch
proprio la cosa che pi desiderava lo aveva quasi distrutto. L'adozione era arrivata, in effetti, ma
l"appartenenza" non era durata. Wellsie e Tohr erano entrati allegramente nella sua vita, gli avevano
svelato la sua vera natura e per un attimo gli avevano fatto intravedere cos'era un focolare
domestico... e poi erano spariti.
Dunque poteva affermare senza tema di smentita che aver avuto dei genitori e poi averli persi era
molto peggio che non averli avuti affatto.
S, certo, tecnicamente Tohr era tornato, ma per John continuava a essere lontano; anche se adesso
diceva le cose giuste, partenze e abbandoni erano stati troppi: ora che finalmente poteva esserci un
ritorno, un ricongiungimento, era troppo tardi.
John aveva chiuso definitivamente con Tohr.
Ecco uno specchio. Vai a darti un'occhiata, amico.
John annu a mo' di ringraziamento e si avvi verso uno specchio a figura intera, nell'angolo; mentre
Blay rientrava dalla lunga pausa sigaretta e Qhuinn riemergeva da dietro la tenda della stanzetta
laterale, si volt per guardare il tatuaggio sulla schiena.
Oh, Dio. Era proprio quello che voleva. E la decorazione, con tutti quei ricci, era uno sballo.
Annu, muovendo lo specchio che aveva in mano per controllare ogni particolare. Dio, peccato che
nessun altro, a parte i suoi due amici, potessero ammirarlo. Era spettacolare.
Ma soprattutto, qualunque cosa succedesse, che la ritrovasse viva o morta, Xhex sarebbe sempre
stata con lui.
Le ultime quattro settimane, da quando l'avevano rapita, erano state le pi lunghe della sua vita,
maledizione. E s che gliene erano gi capitate di giornate lunghe da far spavento. Non sapere
dov'era, non sapere cosa le era successo, averla perduta... Era come essere ferito a morte, anche se la
pelle era illesa, braccia e gambe non erano rotte e il petto non era stato trafitto da lame o proiettili.
D'altronde, in fondo al cuore, lei era sua. L'avrebbe salvata solo per permetterle di vivere una vita da
cui lui era escluso? Okay, benissimo, nessun problema. Voleva solo saperla viva e al sicuro.
John guard il tatuatore, si mise la mano sul cuore e si pieg in un profondo inchino per
manifestargli la propria gratitudine. Quando si raddrizz, l'uomo gli tese la mano.
Non c' di che, amico. Il tuo apprezzamento significa molto per me. Adesso per fammelo coprire
con un velo di pomata e una benda.
Si strinsero la mano; poi John disse qualcosa e Blay tradusse, Non  necessario. Il mio amico
guarisce in un lampo.
Ma ci vorr del tempo per... Il tatuatore si protese in avanti per ispezionare il suo lavoro e si
accigli.
Prima che cominciasse a fare domande, John si scost e prese la maglietta dalle mani di Blay.
L'inchiostro che avevano portato era stato trafugato dalla scorta di V - il che significava che
conteneva del sale. Quel nome e quelle favolose volute erano permanenti... e la sua pelle era gi
guarita.
Uno dei vantaggi di essere un vampiro quasi purosangue.
Quel tatuaggio  grandioso, disse Qhuinn. Puro sesso.
Neanche a farlo apposta, proprio in quel momento la donna che si era appena ingroppato usc da
dietro la tenda. Difficile non notare l'espressione addolorata di Blay, specie quando lei infil un
foglietto nella tasca posteriore dei calzoni di Qhuinn. Con sopra il suo numero, garantito; ma non
doveva farsi troppe illusioni. Dopo che si era fatto qualcuno, per Qhuinn era finita... come se i suoi
partner sessuali fossero un pasto che non si poteva mangiare una seconda volta e che non lasciava
mai avanzi. Purtroppo per lei, la sosia di Kat von D aveva gli occhi che brillavano d'amore.
Chiamami, gli sussurr con una fiducia destinata a svanire col passare dei giorni.
Qhuinn abbozz un sorriso. Stammi bene.
Nel sentire quelle due parole, Blay si rilass e raddrizz le spalle. A Qhuinn-landia stammi bene era
sinonimo di non ti rivedr, non ti chiamer e non ti scoper mai pi.
John tir fuori il portafoglio, traboccante di banconote ma senza il minimo indizio sulla sua identit,
e sfil quattrocento bigliettoni. Il doppio di quanto costava il tatuaggio. Mentre il tatuatore
cominciava a scuotere la testa dicendo che era troppo, John rivolse un cenno del capo a Qhuinn.
Insieme alzarono il palmo destro verso gli umani e si insinuarono nelle loro menti per coprire i
ricordi dell'ultimo paio d'ore. N il tatuatore n la cassiera avrebbero rammentato con precisione
quanto era successo. Tutt'al pi potevano fare dei sogni indistinti, ma forse gli sarebbe toccato solo
un po' di mal di testa.
Mentre la coppia di umani entrava in trance, John, Blay e Qhuinn uscirono dal negozio sparendo
nell'ombra. Attesero solo che il tatuatore si riscuotesse e andasse a chiudere a chiave la porta... era
tempo di darsi da fare.
Si va da Sai? chiese Qhuinn, la voce pi bassa del solito grazie alla soddisfazione postcoitale.
Blay si accese un'altra Dunhill mentre John annuiva dicendo, Ci stanno aspettando.
Uno dopo l'altro, i suoi amici svanirono nella notte. Prima di sparire a sua volta, John sost un
istante, messo in allarme dall'istinto.
Guard a destra e a sinistra, penetrando l'oscurit con gli occhi acuti come laser. Trade Street era
piena di luci al neon e c'erano ancora auto in circolazione perch erano appena le due del mattino,
ma a lui non interessavano le zone illuminate.
I vicoli bui, ecco su cosa era concentrato il suo interesse.
Qualcuno li stava spiando.
Infil la mano dentro il giubbotto di pelle e strinse il palmo intorno al manico del pugnale. Non
aveva nessun problema a uccidere il nemico, specie ora che sapeva con certezza chi teneva in pugno
la sua femmina... sperava proprio di veder sbucare un essere che puzzava come un cervo morto da
una settimana.
Niente da fare. Invece, dal suo cellulare part un fischio. Qhuinn e/o Blay si stavano chiedendo dove
cavolo era, garantito.
Attese un altro minuto, poi decise che le informazioni che sperava di ottenere da Trez e iAm erano
pi importanti che massacrare di botte il lesser eventualmente acquattato nell'ombra.
Con una rinnovata sete di vendetta, John si smaterializz nel nulla riprendendo forma nel
parcheggio del ristorante Da Sai. Non c'erano macchine e le luci solitamente accese all'esterno
dell'edificio in mattoni erano spente.
II portone a due battenti si apr subito e Qhuinn mise fuori la testa. Perch cavolo ci hai messo
tanto?
Paranoia, pens John.
Ho ricontrollato le armi, rispose avvicinandosi.
Avresti potuto chiedermi di aspettare. Oppure potevi farlo qui.
S, mamma.
L'interno del ristorante era vecchio stile, l'arredamento ricordava i locali frequentati da Frank Sinatra
e compagni, il famoso Rat Pack: carta da parati rossa con motivi in rilievo e morbida moquette a
perdita d'occhio. Tutto, dalle poltrone di cuoio imbottito ai tavoli con le tovaglie di lino, dai piatti
all'argenteria, era una riproduzione di quello che andava di moda negli anni Sessanta e l'atmosfera
era Dean Martin redivivo: raffinata, lussuosa e di classe come all'Hotel-Casin Sands.
Il buon vecchio The Voice stava anche cantando "Fly Me to the Moon. "
Gli altoparlanti incassati nel soffitto probabilmente avrebbero rifiutato qualunque altro tipo di
musica.
I tre amici oltrepassarono la postazione della direttrice di sala, diretti alla sala bar dove, in barba alla
normativa antifumo di New York, aleggiava un pungente aroma di sigaro. Blay gir dietro al bancone
di tek per versarsi una Coca, John invece si fece un giretto - mani sui fianchi, occhi sul pavimento di
marmo - lungo un percorso delineato dai spar di cuoio tutt'intorno.
Qhuinn si accomod in uno di essi. Hanno detto di bere qualcosa. Arrivano tra un secondo...
In quel mentre, dalla stanza riservava al personale, sul retro, un tump-tump e un gemito giunsero a
interrompere i vocalizzi di Sinatra. Con un'imprecazione, John segu l'esempio di Qhuinn, andando
a sedersi di fronte a lui. Se le Ombre si stavano lavorando qualche pezzo di merda, era probabile che
ci mettessero pi di un secondo.
Qhuinn allung le gambe sotto il tavolo nero, facendo scrocchiare la schiena; era ancora raggiante, le
guance arrossate per lo sforzo, le labbra gonfie di baci. Per un attimo, John fu tentato di chiedergli
perch insisteva a scoparsi la gente davanti a Blay ma, alla vista della lacrima rossa tatuata sulla
guancia dell'amico, cass la domanda.
In che altro modo avrebbe potuto farsi una scopata? In pratica, lui e John erano uniti come due
gemelli siamesi ed erano sempre fuori a combattere... e della squadra faceva parte anche Blay.
Blay si avvicin con la sua Coca, si sedette accanto a John e rimase in silenzio.
Quando si dice l'imbarazzo, pens John, mentre nessuno dei tre apriva bocca.
Dieci minuti dopo, la porta sul retro con su scritto RISERVATO AL PERSONALE si spalanc e ne
usc Trez. Scusate l'attesa. Prese uno strofinaccio da dietro il bancone e si pul il sangue dalle
nocche. iAm sta buttando la spazzatura nel vicolo. Arriva subito.
Si sa niente? chiese John nella lingua dei segni.
Dopo che Qhuinn ebbe tradotto, Trez aggrott le sopracciglia; gli occhi dell'Ombra si fecero
calcolatori. A che proposito?
Xhex, rispose Qhuinn.
Trez fece gran mostra di piegare lo strofinaccio, che adesso era macchiato di rosso. Mi risulta che
Rehv adesso vive al quartier generale insieme a voi.
 cos, infatti.
L'Ombra piant i palmi sul bancone di tek e si pieg in avanti, gonfiando i muscoli delle spalle.
Allora perch venite a chiedere a me a che punto sono le ricerche?
Tu la conosci molto bene, spieg John.
Dopo la traduzione, negli occhi scuri di Trez si accese un lampo verde brillante. E vero. Xhex 
come una sorella, anche se non abbiamo lo stesso sangue.
Allora che problema c'?, chiese John.
Vedendo che Qhuinn esitava, quasi ad assicurarsi che l'amico volesse davvero esprimersi in quei
termini con un'Ombra, John gli fece segno di tradurre.
Qhuinn scosse leggermente la testa. Dice che capisce. Vuole solo essere sicuro che si stiano
battendo tutte le piste.
Ma va?! Non credo che abbia detto questo. Il sorriso di Trez era gelido. Vuoi sapere qual  il mio
problema? Ti accontento subito. Se venite qui in cerca di notizie ne deduco che voi e il vostro re non
vi fidate di Rehv, forse pensate che non vi tenga aggiornati... o magari siete convinti che non si stia
sbattendo abbastanza per trovarla. E, sapete... questa cosa proprio non mi va gi.
iAm usc dalla porta riservata al personale e, raggiungendo suo fratello, li salut con un cenno del
capo... che era pi o meno il suo massimo in fatto di benvenuto. Risparmiava sulle parole, ma non
sui pugni, a giudicare da tutto il sangue che gli macchiava la T-shirt grigia. E non chiese un riassunto
della conversazione. Sembrava aggiornatissimo: o aveva visto la scena da una telecamera di sicurezza
nel retro o aveva interpretato correttamente la tensione che irrigidiva il possente fisico di suo fratello.
Non siamo venuti qui per litigare o per offendere, disse John. Vogliamo solo trovarla.
Dopo che Qhuinn ebbe fatto la sua parte ci fu una pausa. Poi Trez spar la domanda da un milione
di dollari. Il vostro re sa che siete qui?
Quando John scosse la testa, Trez socchiuse ancora di pi gli occhi. E cosa vi aspettate di ottenere
da noi, di preciso?
Qualunque cosa sappiate o riteniate attendibile su dove si trova Xhex. E qualunque informazione sul
traffico di droga qui a Caldwell. John attese che Qhuinn traducesse, prima di continuare. Ammesso
che Rehv abbia ragione, e che sia stato Lash a far fuori quegli spacciatori, in citt, allora  ovvio che
lui e la Lessening Society riempiranno il vuoto che hanno creato. Un'altra pausa per Qhuinn. Allora
la gente dove va a comprarsi la roba, a parte i club sulla Trade? C' un centro di spaccio di crack? E
chi sono i grossi fornitori con cui lavorava Rhev? Se Lash sta cercando di spacciare, deve pur
prendere la roba da qualcuno. Un ultimo attimo di respiro per permettere a Qhuinn di tradurre. Noi
abbiamo battuto i vicoli, ma finora non siamo approdati a nulla. Solo umani che spacciano ad altri
umani.
Trez stacc le mani dal bancone e si raddrizz; stava facendo lavorare il cervello, si poteva quasi
sentire il rumore degli ingranaggi. Posso chiederti una cosa?
Sicuro, disse John.
Trez si guard intorno, poi lo fiss ancora negli occhi. In privato.
Capitolo 5
Quando l'Ombra butt l la sua richiesta, John vide Qhuinn e Blay irrigidirsi e cap subito cosa
stavano pensando. Trez era un alleato, ma era anche pericoloso per definizione. Le Ombre seguivano
un codice tutto loro, indifferenti a qualunque altra regola, ed erano capaci di cose che avrebbero fatto
accapponare la pelle anche a un symphath.
Ma, trattandosi di Xhex, era pronto anche a gettarsi nel fuoco.
Per me possiamo andare, mi servono solo un blocco e una penna, disse. Vedendo che n Blay n
Qhuinn traducevano, si accigli, dando una gomitata a tutti e due.
Qhuinn si schiar la gola e guard Trez, dietro al bancone del bar. Sono il suo ahstrux nohstrum,
quindi dove va lui vado anch'io.
Non in casa mia. O in quella di mio fratello.
Qhuinn si alz in piedi, quasi fosse pronto ad affrontare l'Ombra, se necessario. E cos che
funziona.
John scivol fuori dal spar e gli si piant davanti, prima che quello scemo partisse all'attacco. Con
un cenno del capo verso il retro del locale, dove immaginava che volesse portarlo Trez, attese che
l'Ombra facesse strada.
Naturalmente Qhuinn non riusc a tenere a freno la lingua. Cazzo, John.
John si volt di scatto e disse, Devo darti un fottutissimo ordine? Adesso io vado con lui e tu resti
qua fuori. Punto. Discorso chiuso.
Quanto sei stronzo, ribatt Qhuinn nella lingua dei segni. Mica mi diverto a farti da balia...
Il trillo di un campanello interruppe l'alterco; entrambi guardarono le Ombre. iAm lanci
un'occhiata al monitor di sicurezza sotto il bancone e disse,  arrivato il nostro appuntamento delle
due e mezzo.
Mentre suo fratello girava intorno al bancone diretto alla porta d'ingresso, Trez fiss Qhuinn per un
lungo momento, poi rivolto a John disse, D al tuo amico che  dura proteggere qualcuno da
morto.
Qhuinn rispose con una voce dura come un pugno. Sarei pronto a morire per lui.
Continua cos e non sar pi un'ipotesi.
Qhuinn scopr le zanne ringhiando, trasformandosi nella belva letale che aveva ispirato agli umani
una ricchissima quanto orripilante mitologia. Mentre guardava in cagnesco Trez, era chiaro che nella
sua mente stava gi scavalcando il bancone per avventarsi alla gola dell'Ombra.
Trez sorrise gelido, senza arretrare di un millimetro. Tipo tosto, il ragazzo, eh? O sei tutta scena?
Difficile decidere su chi puntare, tra i due. L'Ombra aveva un sacco di assi nella manica, e tuttavia
Qhuinn sembrava un bulldozer pronto a buttare gi un palazzo. Ma quella era Caldwell, non Las
Vegas, e John non era un allibratore pronto ad accettare scommesse.
Bisognava impedire che la forza inarrestabile si scontrasse con l'oggetto irremovibile.
John picchi il pugno sul tavolo. Il colpo risuon cos forte che tutti voltarono la testa e Blay dovette
afferrare al volo la Coca che era rimbalzata per aria.
Adesso che l'attenzione dei due contendenti era tutta concentrata su di lui, John alz il medio di
entrambe le mani e glielo mostr. Essendo muto, era il modo migliore per dire vedete di stare un po'
calmini.
Qhuinn riport il suo sguardo bicolore sull'Ombra. Faresti lo stesso per Rehv. Non puoi farmene
una colpa.
Ci fu una pausa... poi l'Ombra si rilass leggermente. Verissimo. Mentre l'ondata di testosterone si
placava in un rombo sommesso, Trez annu. S... verissimo. Non gli far del male. Se si comporta da
gentiluomo, lo far anch'io. Ti do la mia parola.
Resta qui con Blay, disse John, prima di voltarsi verso l'Ombra.
Trez fece strada verso un ampio corridoio pieno di casse di birra e alcolici. La cucina era in fondo,
separata da un paio di porte a vento che si aprivano senza il minimo rumore.
Illuminato a giorno e col pavimento piastrellato di rosso, il cuore del ristorante era lucido come uno
specchio e grande come una casa, con una sfilza di fornelli, una cella frigorifera e chilometri di piani
di lavoro in acciaio inossidabile. In alto e in basso erano appesi tegami e padelle, e qualcosa di
squisito stava cuocendo a fuoco lento su un fornello l davanti.
Trez and a sollevare il coperchio, inspir a fondo e si volt verso John con un sorriso. Mio fratello
 un cuoco coi fiocchi.
Senza il minimo dubbio, pens John. Anche se, con le Ombre, bisognava sempre chiedersi quale
fosse la fonte proteica. Girava voce che amassero mangiare i loro nemici.
Trez rimise a posto il coperchio e allung la mano verso una pila di blocchi per appunti. Ne prese
uno, lo fece scivolare sul bancone verso John e tir fuori una penna da una tazza.
Eccoti servito. Trez incroci le braccia sul petto enorme appoggiandosi all'indietro, contro la
cucina a gas. Quando hai chiamato per chiedere di vederci, sono rimasto sorpreso. Come ho gi
detto, Rehv abita sotto il vostro stesso tetto, quindi non potete non sapere cosa sta facendo su al
nord, alla colonia. Quindi saprete, come lo sanno i vostri capi, che questa settimana passer al
setaccio il settore pi settentrionale del labirinto... e saprete anche che non ha trovato niente di
niente che induca a pensare che Xhex  stata catturata da un symphath.
John non batt ciglio, senza confermare o smentire niente.
E trovo anche curioso che tu voglia chiedermi dei traffici di droga, dato che Rehv sa tutto dello
spaccio, qui a Caldwell.
A quel punto iAm entr in cucina. Diede una mescolata anche lui alla pentola sul fuoco, poi si
piazz vicino a suo fratello, assumendo la stessa posa. A John non risultava che fossero gemelli ma,
accidenti, veniva proprio da pensarlo.
Allora, cosa bolle in pentola, John? mormor Trez. Perch il tuo re non sa cosa stai combinando e
perch non vuoi parlare col mio amico Rehvenge?
John li guard entrambi, poi prese la penna e scrisse per qualche secondo. Quando allung il foglio,
le Ombre si protesero in avanti.
Sai benissimo cosa bolle in pentola. Piantala di sprecare il nostro tempo.
Trez rise e iAm addirittura sorrise. Gi, possiamo leggere le tue emozioni. Pensavo solo che magari
volessi spiegarti. Quando John scosse la testa, Trez annu. Okay, mi sta bene. E condivido la tua
politica del "niente giri di parole". Chi altri sa che  una faccenda personale?
John ricominci a scrivere sul blocco. Rehv, molto probabilmente, dato che  un symphath. Qhuinn
e Blay. Ma nessuno dei fratelli.
iAm prese la parola. Allora quel tatuaggio che ti sei appena fatto fare... c'entra con lei?
John rimase momentaneamente sorpreso, ma poi pens che potevano aver fiutato l'inchiostro fresco
o percepito gli echi del dolore, ormai quasi del tutto scomparso.
Con tutta calma scribacchi, Non sono affari vostri.
Okay, posso capirlo, disse Trez. Senti... senza offesa, ma perch non puoi parlarne con i fratelli? E
perch lei  una symphath e ti preoccupa come la prenderebbero? Perch sono pappa e ciccia con
Rehv?
Usa la testa. Metti che parto in quarta, gli racconto tutto e poi la troviamo. Tutti in quella casa si
aspetteranno una cerimonia nuziale, appena rientrati alla base. Credi che lei apprezzerebbe? E se
invece  morta? Non voglio sedermi a tavola ogni mattina con davanti un mucchio di persone che
aspettano di vedere se mi impicco nel bagno.
Trez scoppi in una risata fragorosa. Be'... non posso darti torto. Niente da dire, non fa una grinza.
Quindi mi serve il vostro aiuto. Aiutatemi ad aiutarla.
Le due Ombre si scambiarono un'occhiata e ci fu un lungo silenzio, che John interpret nel senso che
stavano facendo una conversazione da materia grigia a materia grigia.
Qualche minuto dopo lo guardarono e, come al solito, fu Trez a prendere la parola. Be', allora...
visto che ci hai fatto la cortesia di andare dritto al sodo, faremo altrettanto. Parlare con te cos ci
mette in una posizione difficile. Il nostro rapporto con Rehv  molto stretto, come sai, e lui 
coinvolto personalmente quanto te in questa faccenda. John stava gi cercando un modo per
aggirare l'ostacolo, quando Trez mormor, Ma te lo diciamo lo stesso... nessuno di noi due ha
percepito la minima traccia di Xhex. Da nessuna parte.
John deglut a fatica. Non era una bella notizia.
No, non lo . O  morta... oppure la stanno trattenendo da qualche parte con un blocco. Trez
imprec. Anch'io penso che sia nelle grinfie di Lash. E mi convince l'idea che Lash stia spacciando
per strada per tirare su un po' di grana, e che questo sia l'unico sistema per trovarlo. Se dovessi tirare
a indovinare, direi che sta mettendo alla prova gli spacciatori umani prima di farli entrare nella
Lessening Society... e, fidati, comincer appena possibile ad affiliarli. Vorr avere un controllo
assoluto sulla sua squadra di pusher, e l'unico modo per ottenerlo  trasformarli in lesser. Quanto ai
maggiori centri di spaccio, i centri commerciali vanno sempre forte. E cos pure la scuola superiore,
anche se per te sar dura, visti i tuoi problemi con la luce del sole. I cantieri edilizi, anche... i tizi in
quei camion che vendono da mangiare e da bere a manovali e muratori si servivano sempre da noi. E
anche quel posto dove fanno skateboard, l'Xtreme Park. L gira parecchia roba. E sotto i ponti...
anche se l sono quasi tutti barboni, rifiuti della societ, una clientela troppo miserabile per la fame
di soldi di Lash.
John annu, quelle erano proprio le informazioni che sperava di ottenere. Cosa mi dici dei fornitori?,
scrisse. Se Lash ha preso il posto di Rehv, non deve avere rapporti con loro?
S, il pesce pi grosso in citt, Ricardo Benloise,  piuttosto ben protetto, per. Trez lanci
un'occhiata al fratello, e ci fu un altro silenzio. Quando iAm annu, Trez si volt verso John. Okay.
Vedremo di riuscire a trovarti qualcosa su Benloise... almeno abbastanza da permetterti di seguire le
sue tracce, nel caso si incontri con Lash.
Soprappensiero, John us la lingua dei segni. Grazie infinite.
I due fratelli annuirono, poi Trez disse, Due avvertimenti.
Con le mani John lo incit a continuare.
Primo, mio fratello e io non abbiamo segreti con Rehv. Quindi gli diremo che sei venuto a trovarci.
John si accigli, ma Trez scosse la testa. Spiacente, ma funziona cos.
Per noi va bene se scavi a fondo, intervenne iAm. Non che i fratelli non lo stiano facendo, solo
che pi mani ci sono a scavare, pi possibilit ha Xhex di uscirne viva.
John era d'accordo, ma preferiva comunque mantenere riservato il suo coinvolgimento. Prima che
avesse il tempo di scrivere, Trez riprese a parlare.
Secondo, devi passarci assolutamente tutte le informazioni che raccogli. Rehvenge ci ha ordinato di
starne fuori, maledetto bastardo maniaco del controllo. Ma se sei tu a venire qui? Be', quale modo
migliore per farci rientrare in gioco?
Mentre John si chiedeva perch diavolo Rehv voleva tagliare fuori i due guerrieri, iAm spieg, Ha
paura che ci facciamo ammazzare.
E per via del nostro... Trez fece una pausa, quasi stesse cercando il termine giusto. ... "rapporto"
con lui, abbiamo le mani legate.
Tanto valeva che ci incatenasse al muro.
Trez si strinse nelle spalle. Ecco perch abbiamo accettato di vederti. Appena abbiamo ricevuto il
tuo SMS abbiamo capito...
... che era lo spiraglio che...
... cercavamo.
Mentre le Ombre si completavano le frasi a vicenda, John fece un gran sospiro. Almeno capivano il
suo punto di vista.
Assolutamente, conferm Trez. Poi tese il pugno e, quando John ci batt contro il suo, annu. E,
mi raccomando, teniamo per noi questa chiacchieratina a quattr'occhi.
John si chin sul bloc notes. Ma non dovevi dire a Rehv che sono stato qui?
Trez lesse quello che aveva scritto e rise di nuovo. Oh, gli diremo che sei venuto a trovarci e a
mangiare.
iAm sorrise, misterioso. Non c' bisogno che sappia proprio tutto.
Quando Trez e John si appartarono nel retro del ristorante, Blay fin la sua Coca, seguendo con la
coda dell'occhio Qhuinn che camminava su e gi per la sala bar, come se gli avessero tarpato le ali e
lui non gradisse affatto.
Proprio non gli andava gi di essere tagliato fuori. Che fosse una cena, una riunione o uno scontro,
preferiva un lasciapassare senza limitazioni alla vita.
Il suo silenzio cinetico era peggio di una sfilza di parolacce, francamente.
Blay si alz e and dietro al banco del bar col bicchiere vuoto per versarsi un'altra Coca. Guardando
la cascata scura e schiumosa colpire i cubetti di ghiaccio, si chiese perch mai fosse tanto attratto da
Qhuinn. Lui era un bravo ragazzo tutto "per favore e grazie", mentre Qhuinn era pi un tipo alla
"vaffanculo e crepa".
Forse era proprio vero che gli opposti si attraggono. Almeno da parte sua...
iAm torn dall'ingresso con quella che si poteva descrivere solo come un persona distinta: vestito in
modo impeccabile, dal taglio del soprabito grigio scuro alle lucidissime scarpe stringate e con un
foulard al posto della cravatta. I folti capelli biondi erano corti sulla nuca e lunghi sul davanti e gli
occhi erano color perla.
Ges Cristo santissimo, cosa cazzo ci fai tu qui? tuon la voce di Qhuinn quando iAm scomparve
nel retro. Brutto bastardo!
La prima reazione di Blay fu di irrigidirsi tutto. Non aveva nessuna voglia di farsi un altro giro sulla
giostra degli spettatori, ammesso che Qhuinn fosse attratto da quel tizio.
Per poi si accigli. Possibile che fosse...
Il tizio appena entrato rise e abbracci Qhuinn. Certo che ci sai proprio fare con le parole, cugino.
Un incrocio tra un camionista e uno scaricatore di porto, direi... con un pizzico di dodicenne.
Saxton. Era Saxton, figlio di Tyhm. Blay ricordava di averlo gi visto una o due volte, in passato.
Qhuinn si scost leggermente. Cazzo  una specie di virgola, in realt. Non te l'hanno insegnato a
Harvard?
Erano pi interessati al Diritto contrattuale. Propriet. Illeciti civili... che comprendono gli illeciti
contro terzi perseguibili legalmente, a proposito. Mi sorprende non averti visto all'esame finale.
Qhuinn sorrise di gusto, mostrando per un attimo le zanne bianchissime. Quella  la legge degli
umani e loro non possono toccarmi.
Perch, c' forse qualcuno in grado di farlo?
Allora, cosa fai da queste parti?
Transazioni immobiliari per i fratelli Ombra. O credi che abbia studiato tutta quella giurisprudenza
umana per divertimento?
Saxton incroci lo sguardo di Blay e subito cambi espressione, facendosi serio e meditabondo. Be',
ciao.
Dando le spalle a Qhuinn, si avvicin a Blay con un interesse che spinse quest'ultimo a voltarsi per
controllare se per caso c'era qualcuno alle sue spalle.
Blaylock, giusto? Il biondo tese il braccio elegante sopra il bancone. Sono anni che non ci
vediamo.
Blay si era sempre sentito un po' impacciato in presenza di Saxton, perch il "brutto bastardo" aveva
sempre la battuta pronta. E dava l'idea di uno che non solo sa le risposte a tutte le domande, ma che
pu anche scegliere di non dirtele, se non ti trovava alla sua altezza.
Piacere disse Blay, quando i loro palmi si incontrarono.
Saxton aveva proprio un buon profumo e una stretta di mano ferma e decisa. Sei cresciuto
parecchio.
Ritirando la mano, Blay si scopr ad arrossire. Tu invece sei sempre lo stesso.
Davvero? Quegli occhi di perla brillarono. E un bene o un male?
Oh... un bene. Non intendevo...
Allora, dimmi, come stai? Sei sposato con qualche bella fanciulla? I tuoi genitori ti hanno
appioppato qualcuno?
Blay reag con una risata aspra, dura. Dio, no. Non c' nessuno per uno come me.
Qhuinn si inser nella conversazione, quasi infilandosi fisicamente tra i due. E tu come stai,
Saxton?
Abbastanza bene. Nel rispondere, Saxton non degn neanche di uno sguardo Qhuinn, concentrato
com'era su Blay. Anche se i miei vogliono che me ne vada via da Caldwell. Io per non sono
dell'idea.
Ansioso di guardare da un'altra parte, Blay si diede un gran da fare a bere la sua bibita e a contare i
cubetti di ghiaccio che ci galleggiavano dentro.
E tu cosa ci fai qui? chiese Saxton.
Ci fu una lunga pausa; alla fine Blay alz gli occhi, chiedendosi perch Qhuinn non avesse risposto.
Ah. Ecco. Saxton non si stava rivolgendo a suo cugino.
Perch non parli, Blay?, lo incit Qhuinn, accigliato.
Per la prima volta da... Dio, una vita, o almeno cos gli pareva... Blay fece per guardare dritto negli
occhi il suo migliore amico. Anche se stavolta non aveva bisogno di farsi forza. Come sempre, quegli
occhi spaiati erano puntati su qualcun altro: Saxton stava subendo un esame che avrebbe messo in
imbarazzo maschi meno coraggiosi di lui. Ma non se n'era accorto, o forse se ne sbatteva.
S, rispondimi, Blaylock, mormor il cugino di Qhuinn.
Blay si schiar la gola. Siamo qui per aiutare un amico.
Ammirevole. Saxton sorrise, mostrando un paio di zanne scintillanti. Sai, penso che dovremmo
uscire insieme, qualche volta.
La voce di Qhuinn suon tesa. Sicuro. Ottima idea. Ecco il mio numero.
Proprio mentre lo snocciolava, John, Trez e iAm tornarono. Seguirono le presentazioni e uno
scambio di battute, a cui Blay per non prese parte; si scol la Coca e mise il bicchiere nella
lavastoviglie.
Quando gir intorno al banco passando davanti a Saxton, questi tese la mano. E stato bello
rivederti.
Istintivamente, Blay strinse il palmo proteso... e dopo la stretta di mano si accorse che tra le dita gli
era rimasto un biglietto da visita. Nel vederlo nascondere la propria sorpresa, Saxton sorrise.
Blay si infil il cartoncino in tasca e Saxton volt la testa verso Qhuinn. Ti far uno squillo,
cugino.
S. Certo.
I saluti di congedo furono notevolmente meno cordiali da parte di Qhuinn ma, di nuovo, Saxton
sembrava infischiarsene, o forse non ci aveva fatto caso... anche se era difficile credere a questa
seconda ipotesi.
Se volete scusarmi, disse Blay, senza rivolgersi a nessuno in particolare.
Usc dal ristorante solo, e sotto il portone si accese una sigaretta e si appoggi alla fresca parete di
mattoni, sollevando la suola di un anfibio contro l'edificio.
Fumando, tir fuori il biglietto da visita. Cartoncino spesso, color panna. Stampato, ma non in
rilievo... naturalmente. Caratteri neri, vecchio stile. Avvicinandolo alle narici sent quella fragranza
di colonia.
Buona. Molto buona. Qhuinn non credeva nell'acqua di colonia. .. per cui il pi delle volte odorava
di cuoio e di sesso.
Infilandosi il biglietto nel giubbotto, Blay diede un altro tiro e butt fuori il fumo in uno sbuffo
lungo e lento. Non era abituato a essere guardato. O abbordato. Era sempre lui a puntare lo sguardo
e, per quel che ricordava, il bersaglio era sempre stato Qhuinn.
La porta si spalanc di colpo e i suoi amici uscirono.
Dio, quanto odio il fumo di sigaretta, borbott Qhuinn, agitando la mano per dissipare la nuvola
appena esalata.
Blay spense la Dunhill contro il tacco dell'anfibio, infilandosi in tasca la met rimasta. Dove
andiamo?
All'Xtreme Park, rispose John. Quello vicino al fiume. E ci hanno dato anche un'altra pista, ci
vorranno un paio di giorni per verificarla.
Non  quel posto nel territorio delle bande? chiese Blay. Non c' un mucchio di polizia che
bazzica l intorno?
Perch preoccuparsi degli sbirri? Qhuinn scoppi in una risata secca e dura. Se ci mettiamo nei
guai con la polizia, Saxton pu sempre tirarci fuori pagando la cauzione. Giusto?
Blay lo guard, e stavolta avrebbe dovuto farsi forza. Lo sguardo verde e azzurro di Qhuinn lo stava
trafiggendo e, quando se ne accorse, nel petto sent il vecchio brivido familiare.
Dio... era quello il suo amore, pens. E lo sarebbe sempre stato.
Era il profilo marcato di quella mascella volitiva, le sopracciglia scure e nette come due tagli, e quei
piercing, su tutto il lobo dell'orecchio e nel carnoso labbro inferiore. Erano quei folti capelli neri e
lucidi, la carnagione dorata e quel fisico cos muscoloso. Era il modo in cui rideva e il fatto che non
piangeva mai e poi mai. Erano le cicatrici che aveva dentro e che nessuno conosceva e la certezza che
sarebbe sempre stato il primo a gettarsi dentro un palazzo in fiamme, in una rissa sanguinosa o sul
luogo di un incidente stradale.
Erano tutte le cose che Qhuinn era stato e sarebbe sempre stato.
Ma le cose non sarebbero mai cambiate.
Cos' che non cambier? chiese Qhuinn, accigliato.
Oh, merda. Aveva parlato ad alta voce. Niente. Andiamo, John?
John guard prima uno e poi l'altro. Quindi annu. Ci restano solo tre ore prima dell'alba.
Sbrighiamoci.
[eBL 086]
Capitolo 6
Mi piace come mi guardi.
Dall'angolo opposto della camera da letto, Xhex non rispose alle parole di Lash. Dal modo in cui era
steso davanti al com, con una spalla pi alta dell'altra, era possibilissimo che gli avesse slogato il
braccio. E non era l'unico danno. Un rivolo di sangue nero gli colava sul mento dal labbro spaccato e,
dopo il morso che gli aveva dato alla coscia, avrebbe camminato zoppicando.
Sentiva i suoi occhi su di s e non si cur di coprirsi con le mani. Se era pronto per il secondo round,
le serviva ogni briciolo di energia rimastole. E poi, il pudore conta solo se ci tieni al tuo corpo, e lei
quell'interesse l'aveva perso da un pezzo.
Credi nell'amore a prima vista? chiese Lash. Con un grugnito si tir su da terra e dovette
appoggiarsi al bordo del cassettone mentre provava a muovere il braccio.
Allora? la incalz.
No.
Cinica. Lash zoppic fino all'arco che portava al bagno. Ritto sulla soglia, appoggi una mano
contro il muro, volt la faccia verso sinistra e inspir a fondo.
Poi, con uno strappo deciso, rimise a posto la clavicola; si sent un crac e una sonora imprecazione.
Quando si accasci in avanti, respirando a fatica, i tagli sulla faccia lasciarono macchie nere di
sangue di lesser sul montante bianco. Voltandosi verso di lei, sorrise.
Ti andrebbe di fare una doccia con me? di fronte al silenzio di Xhex, scosse la testa. No? Peccato.
Spar dentro la distesa di marmo del bagno e, un istante dopo, si sent scorrere l'acqua.
Solo quando sent che si stava lavando e fiut la fragranza del sapone finissimo che usava sempre,
Xhex spost con cautela braccia e gambe.
Nessuna debolezza. Non gli aveva mostrato nessuna debolezza. Non era solo questione di apparire
forte per indurlo a pensarci due volte prima di tornare all'attacco. La sua natura si rifiutava di cedere
davanti a lui come davanti a chiunque altro. Sarebbe morta lottando.
Era fatta cos e basta: era invincibile... e non era il suo ego a parlare. Il succo della sua esperienza era
che, qualunque cosa le facessero, lei lo avrebbe sopportato.
Per, Cristo santissimo, odiava lottare con Lash. Odiava tutta quella maledetta storia.
Quando lui usc dal bagno, poco dopo, era pulito e gi quasi guarito, i lividi quasi del tutto
scomparsi, i graffi svaniti, le ossa rinsaldate come per magia.
La mia solita fortuna, pens amaramente Xhex. Il fottuto coniglietto della Duraceli.
Vado a trovare mio padre. Quando le and vicino, lei scopr le zanne e per un attimo lui parve
lusingato. Adoro il tuo sorriso.
Non  un sorriso, stronzo.
Comunque tu voglia chiamarlo, mi piace. E un giorno ti presenter al caro vecchio paparino. Ho
dei progetti, per noi due.
Lash fece per chinarsi, senza dubbio per tentare di baciarla, ma nel sentirla ringhiare si ferm e
cambi idea.
Torno presto, sussurr. Amore mio.
Lo faceva apposta, sapendo che lei odiava tutte quelle smancerie, quindi Xhex si trattenne dal
ribattere. Soffoc anche l'impulso di provocarlo, quando lui si volt e usc.
Pi lei si rifiutava di stare al gioco, pi lui sembrava coinvolto e pi le si schiarivano le idee.
Ascoltandolo mentre si muoveva nella stanza accanto, se lo figur mentre si vestiva. Teneva gli
indumenti nell'altra stanza, li aveva spostati quando ormai era stato chiaro come sarebbero andate le
cose tra loro: odiava il disordine e ci teneva al suo guardaroba.
Quando i rumori si smorzarono e lo sent scendere le scale, con un gran sospiro si tir su da terra. Il
bagno era ancora pieno di vapore e torrido per la doccia che aveva fatto Lash; detestava usare il suo
stesso sapone, ma detestava ancora di pi quello che aveva sulla pelle.
Appena s'infil sotto il getto bollente, il marmo ai suoi piedi si color di rosso e di nero via via che i
due tipi di sangue, scivolando via dal corpo, venivano inghiottiti dallo scarico. Si insapon e si
sciacqu in fretta, perch Lash se n'era andato da qualche minuto, ma con lui non si poteva mai
sapere. A volte tornava subito, altre volte spariva per un giorno intero.
La fragranza di quel cavolo di sapone francese con cui Lash insisteva a riempire il bagno la faceva
vomitare, anche se la maggior parte delle femmine avrebbero adorato quella miscela di lavanda e
gelsomino, c'era da scommetterci. Dio, quanto le mancava il buon vecchio Dial di Rehv. Il bruciore
sui tagli sarebbe stato atroce, ma soffrire non la spaventava, e l'idea di sfregarsi la pelle fino a
levarsela era allettante.
Ogni passata su per il braccio o gi per la gamba era accompagnata da fitte di dolore, quando si
piegava di lato o si chinava in avanti; ripens ai cilici che aveva sempre portato per tenere sotto
controllo la sua natura di symphath. Tutte le botte che si erano dati in quella camera da letto erano
bastate a placare le sue inclinazioni malvagie... non che avesse importanza, in realt. Non aveva a che
fare con persone "normali", e quella parte oscura di lei l'aiutava ad affrontare la situazione.
E tuttavia, dopo vent'anni che li portava, era strano non averli con s. Li aveva lasciati nella grande
casa della confraternita... sul com della stanza in cui aveva dormito il giorno prima della spedizione
alla colonia, con l'intenzione di tornare alla fine della nottata, farsi una doccia e rimetterseli... ma
adesso di sicuro si stavano impolverando in attesa del suo ritorno.
Oramai stava perdendo le speranze in un'allegra rimpatriata con quella coppia di bande chiodate.
Buffo come la vita pu interrompersi: uscivi di casa pensando di tornare, ma poi la strada che avevi
imboccato ti portava a sinistra invece che di nuovo a destra.
Per quanto tempo i fratelli avrebbero conservato i suoi effetti personali? Quanto tempo sarebbe
passato prima che le sue poche cose - che fossero al quartier generale della confraternita, nel suo
capanno di caccia o nell'appartamento al seminterrato - venissero relegate tra le cianfrusaglie? Due
settimane erano pi o meno il limite massimo, probabilmente... per quanto, visto che nessuno, a
parte John, sapeva del suo rifugio sotterraneo, la roba che c'era l dentro avrebbe resistito molto pi
a lungo.
Dopo un paio di settimane le sue cose sarebbero finite in qualche ripostiglio. Poi dentro una scatola
in solaio.
O forse, semplicemente, buttate in pattumiera.
E quello che succede quando la gente muore. Quello che  stato un oggetto personale diventa
immondizia... a meno che non venga adottato da qualcun altro.
E non  che ci fosse tutta questa richiesta di cilici.
Chiuse il rubinetto, usc dalla doccia, si asciug e torn in camera da letto. Si era appena seduta
vicino alla finestra quando la porta si apr e il piccolo lesser che si occupava della cucina entr con
un vassoio pieno di roba da mangiare.
Sembrava sempre confuso, quando posava sul cassettone quello che aveva preparato e si guardava
intorno... come se, dopo tutto quel tempo, ancora non capisse perch diavolo doveva lasciare dei
pasti caldi in una stanza vuota. Ispezionava anche le pareti, facendo scorrere le dita sui buchi pi
recenti e sulle scie di sangue nero. Dato il suo aspetto cos lindo e ordinato, di sicuro era tentato di
lanciarsi in un po' di "fai da te": la prima volta che Xhex era entrata l dentro, la tappezzeria di seta
era in perfetto stato; adesso sembrava che l'avessero passata nell'asciugatrice.
Il lesser si avvicin al letto per sistemare il piumone tutto spiegazzato e i guanciali sparpagliati in
giro per la stanza, lasciando la porta spalancata; Xhex spinse lo sguardo fino in corridoio e gi per le
scale.
Inutile correre verso l'uscita. Neanche placcare il piccoletto aveva funzionato. Cos come non era
servito imboccare la via tipica dei symphath, perch era bloccata mentalmente, oltre che fisicamente.
Poteva solo osservarlo, sperando di riuscire in qualche modo a stabilire un contatto con lui. Dio,
quell'impulso impotente di uccidere doveva essere lo stesso dei leoni allo zoo, quando gli inservienti
entrano nella gabbia con le ramazze e i pasti: quelli potevano andare e venire e modificare l'ambiente
in cui vivevi, mentre tu eri bloccato.
Roba da prendere a morsi qualcuno.
Dopo che il lesser se ne fu andato, Xhex si avvicin al vassoio. Prendersela con la bistecca non
sarebbe servito a niente, e per lottare aveva bisogno di calorie, quindi mangi tutto quello che c'era.
Tutto quello che metteva in bocca sapeva di cartone; chiss se un giorno avrebbe ricominciato a
mangiare di gusto, perch ne aveva voglia.
Tutta la storia del cibo come carburante era molto logica, ma per nulla esaltante, all'ora di pranzo.
Finito di mangiare torn alla finestra, si sedette in poltrona, raccolse le ginocchia contro il petto e
ricominci a guardare gi in strada. Era immobile, ma la sua mente non era a riposo.
Dopo tutte quelle settimane cercava ancora una via di fuga... e l'avrebbe fatto fino al suo ultimo
respiro.
Di nuovo, come l'impulso di ribellarsi a Lash, non era un bisogno dettato dalle circostanze, ma insito
nella sua stessa natura; quella consapevolezza la fece pensare a John.
Era stata cos determinata nell'allontanarsi da lui.
Ripens a quando erano stati insieme... non l'ultima volta, quando lui gliel'aveva fatta pagare per
come lo aveva respinto, ma l'altra, nel suo appartamento al seminterrato. Dopo il sesso, lui aveva
tentato di baciarla... chiaramente voleva qualcosa di pi che una scopata veloce e scatenata. E lei
come aveva reagito? Si era scostata ed era andata in bagno, dove si era lavata da capo a piedi come se
lui l'avesse insozzata. Poi se n'era andata.
Quindi non lo biasimava per com'era andato il loro ultimo addio.
Si guard intorno, nella sua prigione verde scuro. Probabilmente sarebbe morta l dentro. E presto,
anche, visto che da un pezzo non si attaccava a una vena ed era sottoposta a uno stress fisico ed
emotivo enorme.
La concreta prospettiva della sua dipartita la fece pensare ai tanti volti che aveva guardato mentre la
vita, a poco a poco, lasciava i loro corpi e l'anima si librava, finalmente libera. In quanto killer, la
morte era il suo mestiere. In quanto symphath, era un sorta di vocazione.
Quel processo l'aveva sempre affascinata. Ognuna delle persone che aveva ucciso aveva lottato
contro l'inevitabile, anche se tutte sapevano, mentre lei incombeva su di loro con in mano una o
l'altra delle armi a sua disposizione, che quand'anche fossero riuscite a sfuggire alla sua presa, lei le
avrebbe colpite di nuovo. Ma sembravano non curarsene. L'orrore e il dolore avevano agito come
una fonte d'energia, cibo per la loro lotta, e lei sapeva come ci si sentiva. Lottavi per respirare anche
se non riuscivi a far entrare l'aria in gola, sulla pelle surriscaldata ti si formava un velo di sudore
gelato, i muscoli si indebolivano, ma tu li imploravi comunque muovetevi, muovetevi, muovetevi,
maledizione.
In passato, quelli che l'avevano catturata l'avevano spinta pi volte fin sull'orlo del rigor mortis.
I vampiri credevano nella Vergine Scriba, mentre i symphath non concepivano un aldil. Per loro la
morte era una bretella d'uscita, non verso un'altra autostrada, ma verso un muro di mattoni contro
cui andavi a schiantarti. Dopo di che non c'era niente.
Personalmente, lei non si era mai bevuta tutte le stronzate sulla santa divinit; che ci fosse arrivata
per via dell'educazione ricevuta o col semplice ragionamento, il risultato era lo stesso. Con la morte
si spegne tutto, fine della storia. L'aveva vista da vicino tante di quelle volte, per l'amor del cielo;
dopo tutto quel lottare c'era... il nulla. Le sue vittime avevano smesso di muoversi, semplicemente,
erano rimaste fissate nella posizione in cui erano quando i loro cuori si erano fermati. Forse certi
muoiono col sorriso sulle labbra, ma in base alla sua esperienza si trattava di una smorfia, non di un
sorriso.
Se stavano per entrare nel regno dei cieli, con la sua vagonata di luce bianca e compagnia bella,
avrebbero dovuto essere raggianti come se avessero vinto alla lotteria.
Forse per erano cos afflitti non tanto per dove stavano andando, ma per dov'erano stati.
I rimpianti... in quei momenti estremi pensavi ai tuoi rimpianti.
A parte il fatto che avrebbe voluto nascere in circostanze diverse, tra le sue tante trasgressioni ce
n'erano due che le pesavano pi di tutte le altre.
Avrebbe voluto confessare a Muhrder, tanti anni prima, che lei era per met symphath. Cos, quando
l'avevano portata alla colonia, non si sarebbe scomodato a salvarla. Avrebbe visto come inevitabile
che l'altro ramo della sua famiglia la reclamasse, e non avrebbe fatto la fine che aveva fatto.
Avrebbe voluto poter tornare indietro anche per dire a John Matthew che le dispiaceva. Lo avrebbe
respinto comunque, perch era l'unico modo per impedirgli di ripetere gli errori dell'altro suo
amante. Ma gli avrebbe spiegato che non era per lui. Era per lei.
Per lo meno non avrebbe corso rischi. Aveva i fratelli e il re della razza che si prendevano cura di lui
e, grazie alla brutalit con cui lei lo aveva tagliato fuori dalla sua vita, non avrebbe commesso
stupidaggini.
Lei era da sola, in quella vicenda, e sarebbe andata come doveva andare.
Avendo condotto una vita violenta, era del tutto prevedibile che andasse incontro a una fine
violenta... ma, tanto per non smentirsi, prima di uscire di scena avrebbe lottato fino all'ultimo e si
sarebbe levata anche qualche soddisfazione, senza nessuna piet.
Capitolo 7
Merda, stava gi facendo chiaro.
John guard l'orologio, ma era tutta fatica sprecata. Il bruciore agli occhi gli diceva tutto quello che
c'era da sapere: la notte era agli sgoccioli.
La sola promessa del giorno bastava a fargli battere le palpebre in modo frenetico.
D'altra parte, il movimento all'Xtreme Park stava comunque scemando, per quella sera, gli ultimi
tossici ritardatari si sdraiavano sulle panchine o si infilavano nei gabinetti pubblici per un'ultima
pera. A differenza degli altri parchi di Caldwell, quello era sempre aperto, e alti pali della luce
illuminavano la distesa di cemento. Difficile dire cosa avessero in mente gli urbanisti con
quell'apertura ininterrotta, perch il risultato era che l si facevano "affari" ventiquattr'ore su
ventiquattro, sette giorni su sette. Con tutte le droghe che passavano di mano, quel posto era come
un bar lontano dai bar sulla Trade.
Niente tesser, per. Solo umani che spacciavano ad altri umani, che poi si facevano nell'ombra.
Tuttavia era una pista promettente. Se Lash non si era ancora infiltrato in quella zona, prima o poi
l'avrebbe fatto. Malgrado gli sbirri di pattuglia, c'era molta privacy, ma anche ottime possibilit di
avvistamento. Il parco era strutturato come una immensa terrazza, con una pista per lo skateboard
in cui si alternavano conche, rampe e salti. Morale della favola: vedevi subito quando arrivava la
polizia e potevi correre dietro o dentro nascondigli di ogni sorta.
E Cristo se erano bene allenati, i frequentatori abituali. Dal loro punto di osservazione privilegiato,
dietro il capanno degli attrezzi, John e i suoi amici avevano assistito in continuazione al ripetersi
di quella scena. Veniva da chiedersi come mai la polizia non girasse su auto civetta o non infiltrasse
agenti in borghese.
O forse lo facevano gi. Forse c'erano altri che, come loro tre, erano invisibili alla folla. Be', non
proprio come loro tre. Impossibile per un membro del Dipartimento di polizia di Caldwell, per
quanto bene addestrato e decorato, annullarsi completamente... come da tre ore stavano facendo
John e i suoi amici. Ogni volta che passava qualcuno, loro gli ripulivano la memoria.
Era abbastanza strano trovarsi in un posto, ma non esserci esattamente... venire avvertiti, ma non
visti.
Leviamo le tende? chiese Qhuinn.
John guard il cielo che rischiarava; nel giro di tredici ore, grosso modo, il sole, quella dannata
lampada con riscaldamento incorporato, sarebbe tornato a nanna e loro avrebbero potuto appostarsi
di nuovo in quell'angolino nascosto e ricominciare ad aspettare.
Maledizione.
John? Andiamo.
Per una frazione di secondo fu quasi sul punto di mangiarsi vivo il suo amico, le mani gi pronte a
stramaledirlo con ogni sorta di "vaffanculo, non sei la mia babysitter".
Ci che lo ferm fu il pensiero che, proprio come prolungare l'attesa non avrebbe fatto comparire
Lash, neanche strapazzare Qhuinn sarebbe servito ad avvistarlo.
Annu, prima di dare un'ultima occhiata in giro. C'era un unico spacciatore che sembrava mandare
avanti la baracca e, a quanto pareva, il ragazzino era intenzionato a fermarsi fino all'ultimo. Di solito
se ne stava appoggiato contro la rampa centrale; mossa astuta, perch da l godeva di una visuale
privilegiata su tutto il parco, dagli angoli pi estremi alla strada da cui andava e veniva la polizia.
Sembrava sui diciassette-diciott'anni, i vestiti gli pendevano addosso, larghi come nello stile degli
skater, ma probabilmente anche in conseguenza del fatto che consumava quello che spacciava. Aveva
un gran bisogno di una bella lavata e strigliata , ma era sveglio e furbo. E all'apparenza lavorava da
solo. Il che era interessante. Per controllare un territorio, di solito lo spacciatore si serve di qualche
scagnozzo pronto a farsi rispettare con la forza... altrimenti  esposto alle aggressioni di chi vuole
fregargli la merce o la grana. Quel ragazzino invece... era sempre per conto suo.
O aveva qualche tirapiedi nascosto nell'ombra, oppure rischiava di farsi ammazzare.
John si raddrizz dal fianco del capanno a cui era rimasto appoggiato e annu ai suoi amici.
Andiamo.
Quando riprese forma, sent scricchiolare la ghiaia sotto le suole degli stivali e una brezza tesa lo
invest in pieno viso. Il cortile della grande casa della confraternita era delimitato dalla facciata della
magione e dal muro di cinta alto oltre sei metri che correva intorno a tutta la propriet. La fontana di
marmo bianco al centro non era ancora stata riempita e rimessa in funzione per i mesi pi caldi e
anche la mezza dozzina di auto parcheggiate in fila aspettava di entrare in azione.
Un ronzio sommesso di ingranaggi ben oliati gli fece alzare la testa. In una discesa coordinata, le
tapparelle di acciaio si stavano abbassando sulle finestre, i pannelli si srotolavano a coprire i vetri
piombati come le palpebre di tanti occhi che si chiudono per dormire.
Temeva di entrare. Dovevano esserci pi di cinquanta stanze in quella casa, eppure il fatto di essere
bloccato l dentro fino al tramonto la faceva assomigliare a una scatola da scarpe.
Quando Qhuinn e Blay si materializzarono al suo fianco, sal i gradini fino all'enorme portone a due
battenti ed entr nel vestibolo.
All'interno, mostr la faccia alla telecamera di sicurezza. Subito la serratura scatt e lui entr in un
atrio uscito dritto dritto dalla Russia degli zar. Colonne di malachite e marmo rosso scuro
sostenevano un soffitto affrescato alto tre piani. Lampadari e specchi dorati generavano e
riflettevano una luce calda che arricchiva ulteriormente i colori. E quello scalone... era come una
pista d'atterraggio coperta da una passatoia che si stendeva fino al cielo; in cima, la balaustra dorata
si dipartiva in due tronconi, a formare la balconata al primo piano.
Suo padre non aveva badato a spese, e chiaramente aveva uno spiccato senso teatrale. Con
l'accompagnamento musicale di un'orchestra, si poteva facilmente immaginare un sovrano che
scendeva solenne, ammantato nella sua lunga veste...
In cima alla scalinata comparve Wrath, l'enorme corpo fasciato di cuoio nero, i lunghi capelli neri
sciolti sulle spalle poderose. Come sempre, portava gli occhiali da sole avvolgenti e, pur trovandosi
in cima a una vasta distesa di gradini da cui era facile ruzzolare, non guardava in gi. Non ce n'era
motivo. I suoi occhi ormai erano completamente ciechi.
Ma non si poteva dire che fosse privo della vista. Al suo fianco, George aveva tutto sotto controllo.
Uniti dall'imbragatura agganciata al petto del golden retriever, il cane guida e il re formavano una
rivisitazione estremizzata di Mutt and Jeff, la "strana coppia" dei fumetti. Un buon samaritano
canino degno di partecipare a un concorso di bellezza e un feroce guerriero capacissimo di sgozzarti
per il solo gusto di farlo. Insieme lavoravano bene, tuttavia, e Wrath era innamorato pazzo del suo
cane; l'animale era il cocco del re e come tale veniva trattato... altro che banali crocchette Iams,
George mangiava tutto quello che mangiava il suo padrone, ovvero tagli di manzo e di agnello di
primissima qualit. Girava addirittura voce che il retriever dormisse nel lettone insieme a Beth e
Wrath - anche se la notizia non era stata confermata da nessuna fonte indipendente, e nessuno era
autorizzato a entrare negli appartamenti della Prima Famiglia.
Wrath cominci a scendere verso l'atrio; zoppicava leggermente, risultato di qualcosa che aveva fatto
dall'Altra Parte, nel regno della Vergine Scriba. Nessuno sapeva chi vedesse, al Santuario, o perch
tornasse regolarmente con un occhio nero o un labbro spaccato, ma tutti, persino John, erano lieti di
quegli incontri. Lo aiutavano a mantenere l'equilibrio mentale e lo tenevano lontano dal campo di
battaglia.
Col re che scendeva e qualche fratello che varcava il portone da cui era appena entrato lui, John
doveva svignarsela alla svelta. Come le Ombre avevano fiutato il tatuaggio fresco, quelli che si
stavano radunando per l'ultimo pasto se ne sarebbero accorti in un baleno, se li lasciava avvicinare
troppo.
Per fortuna in biblioteca c'era un mobile bar, e fu l che John and a versarsi un Jack Daniel's. Il
primo di una lunga serie.
Appoggiato contro il piano di marmo, cominci a versare depositi sul suo "conto alcolici". Quanto
avrebbe voluto disporre di una macchina del tempo... anche se era difficile decidere se usarla per
tornare indietro o per andare avanti.
Ti va di mangiare qualcosa? chiese Qhuinn dalla soglia.
Senza guardarlo, John scosse la testa versandosi un altro goccio di sollievo liquido.
Okay, ti porto un panino.
Con un'imprecazione, John si volt di scatto. Ho detto di no.
Al roast beef? Va bene. E anche una bella fetta di torta di carote. Ti lascio il vassoio in camera tua.
Qhuinn si volt. Se aspetti altri cinque minuti qui dentro, tutti saranno seduti a tavola, cos avrai via
libera su per le scale.
Ci detto, Qhuinn se ne and; a parte spaccargli la testa tirandogli addosso il bicchiere, non c'era
modo di fargli capire che lui non aveva bisogno di niente e di nessuno.
Ma sarebbe stato un inutile spreco di ottimo whisky... Qhuinn aveva la testa cos dura che potevi
prenderlo a sprangate sul lobo frontale senza ottenere il minimo risultato.
Per fortuna l'alcol cominci a fare effetto, stendendogli addosso la sua coperta di torpore, prima sulle
spalle e poi su tutto il resto del. corpo. Non serv a placargli la mente, ma ossa e muscoli si
rilassarono.
Dopo i cinque minuti di attesa suggeritigli da Qhuinn, John afferr bicchiere e bottiglia e sal i
gradini due per volta. Le voci ovattate provenienti dalla sala da pranzo lo seguirono durante la salita,
ma nulla di pi. Ultimamente non c'era stato molto da ridere, a tavola.
Giunto davanti alla sua stanza, apr la porta ed entr in una specie di giungla. C'erano indumenti
sparsi su ogni superficie possibile e immaginabile: com, poltrona, letto, televisore al plasma. Come
se l'armadio avesse vomitato sul resto della mobilia. I due comodini ai lati del letto erano ingombri
di bottiglie vuote di Jack Daniels come tanti soldati morti; da l, la distesa di cadaveri arrivava fino al
pavimento, annidandosi anche tra il piumone e le lenzuola aggrovigliate.
Erano due settimane che non lasciava entrare Fritz e la sua squadra di domestici a fare i mestieri; al
ritmo attuale, quando finalmente si fosse deciso ad aprire loro la porta, avrebbero avuto bisogno di
una ruspa.
John si svest, lasciando per terra calzoni e maglietta, ma fece attenzione al giubbotto. Almeno finch
non tir fuori le armi. Poi lo butt sull'angolo del letto. In bagno controll con cura i due coltelli, poi
in fretta pul le pistole col kit che aveva poggiato accanto al secondo lavandino.
Gi, i suoi standard di ordine e pulizia erano precipitati al di sotto di quelli - gi infimi - degli
universitari, ma con le armi era diverso. L, la manutenzione era cruciale.
Fece una doccia veloce. Insaponandosi petto e addominali, ripens a quando il semplice contatto
con l'acqua calda bastava a farglielo venire duro. Ora non pi. Non aveva un'erezione... dall'ultima
volta che era stato con Xhex.
Aveva perso interesse, tutto qua... perfino in sogno, il che era una novit. Che cavolo, prima della
transizione, quando in teoria non doveva avere la minima consapevolezza della propria sessualit, il
suo subconscio aveva tirato fuori tutto un campionario di fantasie a luci rosse. Orge e ammucchiate
cos realistiche, cos dettagliate, che assomigliavano pi a ricordi che a prodotti della fase REM.
Adesso, invece, sul suo schermo onirico venivano proiettate solo scene di inseguimenti in stile Blair
Witch Project, in cui lui correva a perdifiato in preda al panico, senza sapere chi o che cosa lo stesse
inseguendo... o se sarebbe mai riuscito a mettersi in salvo.
Uscito dal bagno, trov un vassoio con un panino al roast beef e una fettona gigantesca di torta di
carote. Da bere niente: Qhuinn sapeva che, per i beveraggi, lui si serviva solo da Mister Daniel.
John mangi in piedi davanti al com, nudo come un verme, e, quando il cibo gli arriv nello
stomaco, gli risucchi tutta l'energia che aveva in corpo, prosciugandogli il cervello. Pulendosi la
bocca col tovagliolo di lino, mise il vassoio fuori in corridoio e and al gabinetto, dove si lav i denti
solo per abitudine.
Spense le luci in bagno. Spense le luci in camera da letto.
Lui e il Jack seduti sul letto.
Per quanto fosse esausto, non era ansioso di sdraiarsi. C'era un rapporto inversamente proporzionale
tra il suo livello di energia e la distanza tra le sue orecchie e il pavimento: anche se era stanco morto,
appena posava la testa sul cuscino i pensieri cominciavano a vorticare e si ritrovava sveglio come un
grillo a fissare il soffitto, contando le ore e i dolori.
Scol il whisky rimasto nel bicchiere e poggi i gomiti sulle ginocchia. Nel giro di pochi istanti aveva
la testa ciondoloni e non riusciva a tenere gli occhi aperti. Quando cominci a inclinarsi di lato si
lasci andare, anche se non sapeva bene da che parte stava cadendo, verso i cuscini o verso il
piumone imbottito?
I cuscini.
Sollevando i piedi sul letto, si tir le coperte sui fianchi ed ebbe un momento di crollo estatico. Forse
quella notte il ciclo si sarebbe spezzato. Forse quel meraviglioso senso di sollievo lo avrebbe
risucchiato nel buco nero in cui sperava di sprofondare. Forse...
Spalanc gli occhi e rimase a fissare la fitta oscurit della stanza.
No, era stremato al punto da essere in fibrillazione, non solo sveglio come un grillo... ma in stato di
massima allerta, neanche gli avessero ficcato un dito nel culo. Stropicciandosi la faccia, pens che
quella contraddizione paradossale era l'equivalente cognitivo della capacit di volare dei bombi: i
fisici sostengono che  impossibile, eppure succede di continuo.
Rotol sulla schiena, incrociando le braccia sul petto e sbadigliando fin quasi a slogarsi la mascella.
Difficile decidere se accendere la lampada. Il buio amplificava il turbinio dentro il suo cranio, ma la
luce gli faceva bruciare gli occhi, dandogli l'impressione di piangere sabbia. Di solito alternava le due
cose, tenendo la lampada un po' accesa e un po' spenta.
Fuori, nella galleria delle statue, sent Zsadist, Bella e Nalla dirigersi verso la loro stanza. La coppia
parlava della cena, mentre la piccola faceva i versetti tipici dei neonati quando hanno la pancia piena
e sono tranquilli e beati, coi loro genitori.
Poi fu la volta di Blay. A parte V, lui era l'unica altra persona della casa a fumare, ecco da cosa l'aveva
riconosciuto. E con lui c'era Qhuinn. Per forza. Altrimenti Blay non si sarebbe acceso una sigaretta
davanti alla sua stanza.
Voleva fargliela pagare per quella cassiera al negozio di tatuaggi, e chi poteva biasimarlo?
Segu un lungo silenzio. Poi ecco un ultimo paio di stivali.
Tohr stava andando a letto.
Si capiva che era lui pi dal silenzio che dal rumore... i passi erano lenti e relativamente leggeri per
un fratello: Tohr ce la stava mettendo tutta per rimettersi in forma fisicamente, ma non era ancora
autorizzato a scendere sul campo di battaglia. Logico. Doveva mettere su minimo altri venti chili di
muscoli prima di poter affrontare il nemico in un corpo a corpo.
Non sarebbe passato nessun altro. Lassiter, ovvero l'ombra dorata di Tohr, non dormiva; l'angelo, di
solito, se ne stava gi nella sala del biliardo a guardare in TV programmi intellettuali tipo il Maury
Show, coi suoi test di paternit, Forum, con la giudice Mi-lian, e maratone di Real Housewives, un
reality sulle casalinghe.
Silenzio... silenzio... silenzio.
Quando il battito del suo cuore cominci a infastidirlo, John si tir su con un'imprecazione e accese
la luce. Poi si appoggi contro i cuscini, lasciando ricadere le braccia. Non condivideva la passione di
Lassiter per la tele, ma qualunque cosa era meglio del silenzio. Rovistando tra le bottiglie vuote trov
il telecomando; quando premette il tasto on ci fu un attimo di pausa, come se quel coso si fosse
scordato a cosa serviva... poi, per, comparve un'immagine.
Linda Hamilton correva, il fisico che trasudava potenza. In fondo al corridoio un ascensore si apr...
mostrando un bambino bruno coi capelli corti e Arnold Schwarzenegger.
John spense il televisore.
L'ultima volta che aveva visto quel film era in compagnia di Tohr... subito dopo che il fratello lo
aveva tirato fuori da un'esistenza triste e pietosa, svelandogli la sua vera identit... prima che le loro
vite venissero sconvolte.
All'orfanotrofio, nel mondo umano, John aveva sempre saputo ili essere diverso... e quella sera il
fratello gli aveva spiegato il "perch". Gli era bastato mostrargli per un attimo le zanne.
Naturalmente, la scoperta di non essere quello che aveva sempre pensato di essere era stata
accompagnata da una vagonata d'ansia. Ma Thor era rimasto al suo fianco a guardare la TV, calmo e
rilassato, anche se era di turno sul campo e per di pi aveva una shellan incinta a cui badare.
Era il gesto pi gentile che avessero mai fatto per lui.
Tornando alla realt, John gett il telecomando sul comodino; l'oggetto rimbalz, facendo cadere
una delle bottiglie vuote. L'ul-limo dito di bourbon si rovesci e lui si allung a prendere una
maglietta per asciugare quel pasticcio. Considerato il casino in cui era il resto della stanza, era come
ordinare un Big Mac con con-lorno di patatine fritte e poi berci insieme una Diet Coke.
Amen, poco importava.
Asciug il piano del comodino, alzando le bottiglie una a una, poi apr il cassettino per pulire
anche...
Gett la T-shirt per terra, infil dentro la mano e prese un libro antico rilegato in pelle.
Il diario era in suo possesso pi o meno da sei mesi, ma non l'aveva ancora letto.
Era l'unica cosa che gli restava di suo padre.
Non avendo altro da fare e nessun posto dove andare, lo apr.
Le pagine erano di pergamena e odoravano di vecchio, ma l'inchiostro era ancora perfettamente
leggibile.
John ripens alle frasi che aveva scritto per Trez e iAm, da Sai; chiss se la sua calligrafia
assomigliava a quella di suo padre. Impossibile saperlo, visto che il diario era scritto nell'Antico
Idioma.
Sforzando gli occhi stanchi, all'inizio si limit a esaminare la forma dei caratteri, i simboli tracciati a
inchiostro, notando l'assenza di errori e di cancellature e la precisione della scrittura, ordinarissima
malgrado l'assenza di righe da seguire. Si figur Darius chino sopra le pagine, al lume di candela, che
intingeva una penna d'oca nel...
Fu pervaso da una strana sensazione, quasi stesse per sentirsi male... ma la nausea pass quando fu
assalito da un'immagine.
Una enorme casa di pietra, non molto diversa da quella in cui abitavano adesso. Una stanza
ammobiliata con grande gusto, piena di cose bellissime. Frasi buttate gi in fretta su quelle pagine, a
uno scrittoio, prima di un sontuoso ballo.
La luce delle candele, calda e soffusa.
John si riscosse e riprese a voltare le pagine. A un certo punto cominci a leggere, invece di limitarsi
a contemplare le file di caratteri. ..
Il colore dell'inchiostro pass dal nero al marrone quando suo padre scrisse della prima notte
trascorsa al campo di addestramento militare. Che freddo faceva. Com'era spaventato. Quanto gli
mancava casa sua.
Quanto si sentiva solo.
John si immedesim al punto da annullare quasi la separazione tra padre e figlio: malgrado tutti
quegli anni e un intero continente di distanza, gli sembrava di essere nei panni di suo padre.
Bella forza. Era nella stessa identica situazione: una realt ostile con una quantit di angoli oscuri... e
nessun genitore a spalleggiarlo, ora che Wellsie era morta e Tohr era imo spettro ambulante.
Difficile dire quando le sue palpebre si abbassarono e restarono chiuse.
Ma a un certo punto si addorment, con quel poco che gli restava di suo padre stretto con reverenza
tra le mani.
Capitolo 8
1671, PRIMAVERA, VECCHIO CONTINENTE
Darius si materializz nel folto della foresta, riprendendo forma accanto all'ingresso di una grotta.
Aguzzando la vista nella notte, si pose in ascolto di rumori degni di nota... Cervi si aggiravano
silenziosi lungo il ruscello che scorreva tranquillo, la brezza fischiava tra gli aghi di pino e sentiva il
proprio respiro. Ma non avvertiva la presenza di umani n di lesser.
Un istante ancora... e, infilatosi sotto la sporgenza rocciosa, entr in una cavit naturale creata
millenni prima. Addentrandosi nella caverna, l'aria era vieppi satura di un lezzo stantio che
detestava: l'odore di muffa e di terra e la fredda umidit gli rammentavano il campo di
addestramento. Malgrado i ventisette anni trascorsi da quando aveva abbandonato quel luogo
infernale, i ricordi del tempo passato col Carnefice bastavano tuttora a farlo rabbrividire.
Giunto davanti alla parete di fondo, fece scorrere la mano sulla roccia bagnata e irregolare, fino a
trovare la leva di ferro che sbloccava il meccanismo di chiusura della porta segreta. I cardini
ruotarono con un cigolio sommesso e una sezione della parete scivol verso destra; senza attendere
che rientrasse del tutto, Darius sgattaiol all'interno appena riusc a infilare di sghembo il robusto
petto. Dall'altro lato, abbass un'altra leva e attese che il lastrone tornasse a posto.
Il lungo percorso verso il sancta sanctorum della confraternita era illuminato da torce che ardevano
feroci; ombre dai contorni nitidi s agitavano tremolanti sul fondo e sul soffitto della caverna. Pi o
meno a met strada gli giunsero all'orecchio le voci dei suoi fratelli.
Dovevano essere in tanti, alla riunione, a giudicare dalla sinfonia di toni bassi e virili che si
accavallavano, facendo a gara per imporsi.
Lui era l'ultimo ad arrivare, probabilmente.
Giunto al cancello di ferro, prese una pesante chiave dalla tasca interna e la infil nella serratura.
Aprirsi un varco richiedeva uno sforzo notevole anche per lui; l'enorme cancellata si schiudeva solo
se chi cercava di entrare riusciva a spalancarla a forza.
Nell'ampio salone scavato nelle viscere della terra vide la confraternita al gran completo; con la sua
comparsa, la riunione ebbe inizio.
Appena Darius and ad affiancarsi ad Ahgony, tutti ammutolirono e Wrath il Giusto guard i
presenti. I fratelli rispettavano il condottiero della razza, anche se non era un guerriero come loro,
poich era un sovrano di valore i cui saggi consigli e la cui prudente moderazione erano di grande
pregio nella guerra contro la Lessening Society.
Miei prodi, esord il re. In questa circostanza vi reco notizie gravi e una richiesta. Un doggen mi
ha raggiunto nella mia residenza privata in pieno giorno, in qualit di messaggero, chiedendomi
udienza. Dopo essersi rifiutato di rivelare al mio segretario il motivo della sua visita,  scoppiato in
lacrime.
Mentre il monarca posava gli occhi verde chiaro sui volti dei convenuti, raccolti in circolo intorno a
lui, Darius si chiese a cosa preludesse tale preambolo. Nulla di buono, pens.
Fu allora che acconsentii a riceverlo. Il re abbass brevemente le palpebre. Il suo padrone lo aveva
inviato da me con la pi ferale delle notizie. La sua giovane figliola  scomparsa. Si era ritirata presto
nei suoi appartamenti e tutto sembrava normale fino a quando, a mezzod, la cameriera non le ha
recato il pasto, in caso gradisse desinare. La stanza era vuota.
Ahgony, il capo laico della confraternita, prese la parola. Quando  stata vista per l'ultima volta?
Prima dell'Ultimo Pasto. Si era recata dai genitori dicendo che non aveva appetito e che sentiva il
bisogno di stendersi. Il re continuava a far scorrere lo sguardo sui presenti. Suo padre  una brava
persona. Mi ha reso dei favori personali. Di maggior rilievo, tuttavia,  il servigio che ha reso alla
razza nel suo complesso in qualit di leahdyre del Consiglio.
Nella grotta riecheggiarono alcune imprecazioni e il sovrano annu. Si tratta invero della figlia di
Sampsone.
Darius incroci le braccia al petto. Era una notizia terribile. All'interno della glymera, le figlie erano
come gioielli preziosi per i loro padri... fino al momento in cui venivano affidate alle cure di un altro
maschio facoltoso che si impegnava a trattarle di conseguenza. Tali femmine conducevano
un'esistenza protetta e ritirata... Non sparivano semplicemente dalla dimora di famiglia.
Potevano essere rapite, tuttavia.
Come ogni oggetto raro, le femmine di buona famiglia avevano un altissimo valore... e come sempre,
nel caso della glymera, l'individuo era meno importante della famiglia: i riscatti venivano pagati non
per salvare la vita della sventurata, ma la reputazione della sua stirpe. Non era insolito che tali
vergini venissero rapite e trattenute per estorcere denaro, facendo leva unicamente sul terrore
sociale.
La Lessening Society non era l'unica fonte di malvagit al mondo. Era risaputo che anche alcuni
vampiri aggredivano i loro simili.
La voce del re risuon in tutta la caverna, profonda e autorevole. In qualit di mie guardie del
corpo, vi affido il compito di porre rimedio a tale stato di cose. Gli occhi regali si appuntarono su
Darius. E a uno in particolare tra voi chiedo di riparare tale torto.
Darius si pieg in un profondo inchino, prima ancora che la richiesta venisse esplicitata. Come
sempre, era pronto a compiere qualunque missione per il suo re.
Grazie, mio prode. La tua abilit di statista sar di grande aiuto sotto il tetto di quella casa afflitta
dal dolore, cos come il tuo senso del protocollo. E quando scoprirai il malfattore, confido nelle tue
capacit per garantire un adeguato... esito alla vicenda. Puoi avvalerti dell'aiuto di chi sta spalla a
spalla con te e, soprattutto, trova quella sventurata. Nessun padre dovrebbe mai patire un tale
orrore.
Darius non poteva essere pi d'accordo.
Era una scelta saggia compiuta da un re saggio. Darius era un autentico statista, vero, ma dopo aver
perso sua madre aveva anche sviluppato una sensibilit particolare verso il gentil sesso. Non che gli
altri fratelli non vi si sarebbero applicati con la medesima dedizione - fatta eccezione per Hharm,
forse, che non teneva in gran conto il valore femminile. Darius pi di chiunque altro, tuttavia,
avrebbe avvertito tale responsabilit, e un buon re ne era ben consapevole.
Ci detto, egli avrebbe avuto bisogno d'aiuto; dunque si guard intorno per decidere chi scegliere tra
i fratelli, passando in rassegna quei volti arcigni quanto familiari. S'interruppe alla vista di un viso
sconosciuto.
Di fronte all'altare, il fratello Hharm era ritto accanto a una versione pi giovane e snella di se stesso.
Il ragazzo aveva gli stessi capelli scuri e gli occhi azzurri del padre e con lui condivideva anche le
spalle larghe e l'ampio petto. Ma le somiglianze finivano l. Hharm era appoggiato contro la parete
della grotta in una posa insolente... il che non era una sorpresa. Il fratello preferiva i combattimenti
alle conversazioni, avendo poco tempo o poca capacit di concentrazione da dedicare a queste
ultime. Il giovane, al contrario, appariva profondamente assorto, gli occhi intelligenti fissi sul re con
timore reverenziale.
Teneva le mani dietro la schiena.
A dispetto dell'apparente calma esteriore, si torceva le dita di nascosto, un gesto nervoso tradito
dall'incessante movimento delle braccia all'altezza dei gomiti.
Darius capiva come doveva sentirsi. Dopo il discorso del re, tutti sarebbero scesi in campo a
combattere e il figlio di Hharm si sarebbe cimentato per la prima volta contro il nemico.
Non era armato in modo consono.
Fresco di campo di addestramento, le sue armi non erano migliori di quelle che un tempo aveva
avuto Darius... altri scarti del Carnefice. Il che era deplorevole. Darius all'epoca non aveva un padre
che provvedesse ai suoi bisogni, ma Hharm avrebbe dovuto prendersi cura di suo figlio, fornendogli
strumenti adeguati, validi quanto i suoi.
Il re alz le braccia levando gli occhi al soffitto. Voglia la Vergine Scriba vegliare sui valorosi soldati
qui riuniti con tutta la sua grazia e benedizione allorch essi scenderanno sul campo di battaglia.
I fratelli esplosero in un grido di guerra e Darius si un agli altri con tutto il fiato che aveva in gola; il
ruggito riecheggi contro le pareti della grotta, prolungandosi anche dopo che venne intonato un
canto rituale. Mentre la tonante melodia si alzava sempre pi, il re tese il palmo all'infuori. Dalle
tenebre della grotta emerse il giovane erede al trono, l'espressione di gran lunga pi vecchia dei suoi
sette anni. Wrath, figlio di Wrath era, al pari di Tohrment, il ritratto d suo padre, ma l finivano i
punti di contatto tra le due coppie. Il principe era sacro, non solo per i suoi genitori, ma per la razza.
Quel piccolo era il futuro, il condottiero di domani... la dimostrazione che, malgrado le nefandezze
perpetrate dalla Lessening Society, i vampiri sarebbero sopravvissuti.
Ed era impavido. Molti suoi coetanei si erano nascosti impauriti dietro il padre o la madre,
trovandosi di fronte a uno solo dei fratelli; il giovane Wrath, al contrario, non arretr di un passo
mentre li guardava, quasi sapesse, malgrado la tenera et, che un giorno avrebbe comandato le
poderose schiene e le braccia armate dei guerrieri che gli stavano di fronte.
Andate, miei prodi, disse il re. Andate e brandite i pugnali con intento letale.
Parole sanguinarie da pronunciare davanti a orecchie tanto tenere, ma nel bel mezzo della guerra
non era d'uopo tenere all'oscuro la futura generazione della casa reale. Wrath, figlio di Wrath, non
sarebbe mai sceso in campo a combattere - essendo troppo importante per la razza - ma la sua
formazione gli avrebbe consentito di apprezzare ci che i guerrieri sottoposti alla sua autorit
dovevano affrontare.
II re abbass lo sguardo sul suo virgulto, e i suoi occhi si velarono di orgoglio, gioia, speranza e
amore.
Quant'erano diversi, Hharm e suo figlio. Anche quel giovane era accanto al suo genitore, ma, per
l'attenzione che ne riceveva, avrebbe potuto trovarsi vicino a uno sconosciuto.
Ahgony si chin verso Darius. Qualcuno deve vegliare su quel ragazzo.
Darius annu. Gi.
L'ho condotto qui dal campo, stanotte.
Darius guard il fratello. Veramente? E suo padre dov'era?
Tra le gambe di una fanciulla.
Darius imprec sottovoce. In verit, malgrado le sue origini, il fratello Hharm era un barbaro e, a
causa dei suoi bassi istinti, aveva figli a frotte, cosa che forse poteva spiegare, anche se non certo
giustificare, la sua noncuranza. Gli altri suoi rampolli, naturalmente, non potevano candidarsi a
entrare nella confraternita poich le loro madri non erano Elette.
Hharm, tuttavia, sembrava del tutto indifferente.
La vista di quel povero giovane cos isolato risvegli in Darius un vivido ricordo della sua prima
notte sul campo di battaglia: ramment la sua mancanza di legami con chiunque... ramment come
fosse spaventato all'idea di affrontare il nemico col solo ausilio della propria astuzia e del poco
addestramento ricevuto a sostegno del suo coraggio. Non che i fratelli non si curassero di lui, ma
dovevano badare a difendersi e lui doveva dimostrare di cavarsela da solo.
Quel giovane, palesemente, viveva la sua stessa difficolt... ma aveva un padre che avrebbe dovuto
spianargli la strada e recargli conforto.
Abbi cura di te, Darius, disse Ahgony mentre i reali si mescolavano ai fratelli, stringendo mani e
preparandosi a congedarsi. Devo scortare il re e il principe.
Abbi cura di te, fratello. I due si scambiarono un rapido abbraccio, poi Ahgony raggiunse i due
Wrath e usc dalla grotta insieme a loro.
Mentre Tohrture assegnava i territori da presidiare per quella notte, cominciarono a formarsi le
coppie e Darius, tra le teste dei compagni, guard il figlio di Hharm. Il ragazzo se ne stava rigido in
disparte, a ridosso della parete, le mani sempre dietro la schiena. Hharm sembrava interessato solo a
scambiare fanfaronate con gli altri.
Tohrture si infil due dita in bocca e fischi. Fratelli! Attenzione! Sulla grotta scese un silenzio di
tomba. Grazie. Siamo intesi sui territori?
Dopo un "s" collettivo, i fratelli cominciarono a uscire... compreso Hharm che, senza neanche
volgersi a guardare suo figlio, punt dritto verso l'uscita.
A quel punto il ragazzo spost le mani davanti a s, sfregandole nervosamente. Facendosi avanti,
chiam suo padre per nome una... due volte.
Il fratello si volse con l'espressione di chi deve affrontare un obbligo sgradito. Su, forza, dai...
Se posso permettermi, disse Darius, infilandosi tra i due. Sarei lieto di averlo come assistente
nella mia missione. Se non hai nulla in contrario.
In verit non gli importava nulla se Hharm era d'accordo o meno. A quel giovane serviva molto pi
di quanto suo padre fosse disposto a offrirgli, e Darius non era tipo da assistere a un'ingiustizia senza
reagire.
Credi forse che non sappia badare al sangue del mio sangue? sbott Hharm.
Darius si volse verso di lui e gli and sotto a muso duro. Preferiva negoziati pacifici, in presenza di
un conflitto... ma con Hharm era impossibile ragionare. E Darius era perfettamente in grado di
rispondere alla forza con la forza.
Gli altri membri della confraternita rimasero impietriti; Darius abbass la voce, anche se tutti
avrebbero sentito ogni parola. Dammi il ragazzo e te le lo riconsegner tutto intero prima
dell'alba.
Hharm emise un ringhio simile a quello di un lupo davanti al sangue fresco. Proprio come farei io,
fratello.
Darius si fece ancora pi vicino. Se lo conduci fuori a combattere ed egli soccombe, sul tuo
lignaggio peser in eterno l'onta della sua morte. Anche se in verit era difficile sapere se la
coscienza di Hharm ne sarebbe rimasta turbata. Affidalo a me e ti risparmier un tale fardello.
Non mi sei mai piaciuto, Darius.
Eppure al campo di addestramento eri sempre pronto a usare violenza a chi perdeva negli scontri
con me. Darius scopr le zanne. Visto quanto te la godevi, dovresti mostrarmi pi rispetto. Ti
avverto... se non mi permetterai di seguire il ragazzo, ti abbatter al suolo e ti percuoter finch non
cederai.
Hharm distolse lo sguardo, alzando gli occhi sopra la spalla di Darius, risucchiato dal passato. Darius
sapeva quale momento era emerso dalle brume della sua memoria: la notte in cui Darius lo aveva
battuto, al campo... quando Darius si era rifiutato di umiliarlo, punendolo per la sua debolezza,
l'aveva fatto il Carnefice. Brutale era una pallida descrizione di quanto era accaduto e, sebbene
Darius fosse restio a rivangare tale episodio, la sicurezza del ragazzo era un fine sufficientemente
degno a giustificare l'uso di mezzi indegni.
Hharm sapeva chi avrebbe vinto, se fossero venuti alle mani.
Prendilo, disse in tono piatto. E facci quello che ti pare. Lo rinnego come figlio.
Ci detto, si volse e usc a grandi passi...
Risucchiando tutta l'aria della caverna.
I guerrieri lo guardarono allontanarsi in un silenzio pi assordante del grido di guerra di poco
prima. Ripudiare la propria discendenza era contrario alla razza, come la luce del giorno per un
pasto in famiglia: era la catastrofe.
Darius si avvicin al giovane. Quel volto... Beata Vergine Scriba, quel volto cereo e raggelato non era
mesto n affranto, non era neppure vergognoso.
Era un'autentica maschera mortuaria.
Darius gli tese il palmo, dicendo, Salve, figliolo. Io sono Darius, e ti far da whard.
II giovane batt le palpebre una volta.
Figliolo? Dobbiamo partire senza indugio.
D'un tratto, Darius venne investito da uno sguardo penetrante; il ragazzo stava palesemente
cercando indizi di obbligo e commiserazione. Ma non ne avrebbe trovati. Darius sapeva con
esattezza quant'era arido e duro il terreno su cui si trovava quel giovane, dunque era ben consapevole
che ogni forma di mollezza sarebbe sfociata solo in ulteriore ignominia.
Perch?, fu la domanda che si sent rivolgere con voce roca.
Dobbiamo recarci senza indugio alle scogliere a cercare quella fanciulla, rispose Darius con calma.
Ecco perch.
Il ragazzo punt gli occhi in quelli di Darius. Poi si port una mano al petto e, con un inchino, disse,
Mi adoperer per essere d'aiuto invece che di peso.
 arduo scoprirsi indesiderati. Ancora pi arduo camminare a testa alta dopo un simile affronto.
Come ti chiami?, chiese Darius.
Tohrment. Sono Tohrment, figlio di... Si schiar la gola. Sono Tohrment.
Darius and a mettersi al suo fianco e pos la mano su una spalla che ancora doveva svilupparsi in
tutto il suo potenziale.
Vieni con me.
Il ragazzo lo segu con passo deciso... fuori dalla portata degli altri fratelli... fuori dal santuario della
confraternita... fuori dalla grotta... nella notte.
Il cambiamento nel petto di Darius ebbe luogo a un certo punto, tra quell'iniziale passo in avanti e il
momento in cui di smaterializzarono insieme.
Per la prima volta gli parve invero di avere una famiglia tutta sua... poich sebbene quel giovane non
fosse sangue del suo sangue, si era assunto l'impegno di accudirlo.
Pertanto era pronto a offrire il petto a una lama destinata a lui, se necessario, sacrificandosi al suo
posto. Tale era il codice d'onore della confraternita... ma solo verso i propri fratelli. Tohrment non
rientrava ancora in quel novero; era solo un iniziato in virt della sua stirpe, cosa che gli era valsa
l'accesso alla Tomba, ma nulla di pi. Se non si dimostrava all'altezza, sarebbe stato bandito per
sempre da quel luogo.
In realt, in base al codice della confraternita, il ragazzo poteva perdere la vita sul campo di battaglia.
Ma Darius non lo avrebbe consentito.
Aveva sempre desiderato un figlio suo.
Capitolo 9
TRENTA CHILOMETRI FUORI CHARLESTON, CAROLINA DEL SUD.
Porca... miseria. Certo che hanno dei gran begli alberi, da queste parti.
Be', s, in sintesi si poteva dire cos. Mentre il furgone per il collegamento via satellite degli
Investigatori del Paranormale lasciava la Provinciale SC 124, Greg Winn fren, chinandosi sul
volante.
Assolutamente... perfetto.
L'ingresso della dimora storica tipica delle piantagioni del sud degli Stati Uniti era fiancheggiato su
entrambi i lati da querce grosse come camper; appesa ai loro rami massicci, la tillandsia ondeggiava
nella brezza leggera. In fondo al viale d'accesso, a setteottocento metri di distanza, la villa con
colonne se ne stava placida come una gentildonna in poltrona, col sole di mezzogiorno che le
tingeva il volto di una luce giallo limone.
Dal sedile di dietro, Holly Fleet, la "conduttrice" del programma, si sporse in avanti. Sei sicuro?
 un Bed and Breakfast, giusto? Gregg pigi sull'acceleratore. Aperto al pubblico.
Hai telefonato quattro volte.
Non hanno detto di no.
Ma non ti hanno richiamato.
Pazienza. Doveva assolutamente entrare l dentro. Gli speciali in prima serata di IP erano sul
punto di fare un salto di qualit, in termini di introiti pubblicitari sul network. Non erano allo stesso
livello di American Idol, vero, ma con l'ultimo episodio dal titolo La magia smascherata avevano
fatto il picco di ascolti e se quel trend continuava, i soldi avrebbero cominciato a scorrere a fiumi.
Il lungo viale d'accesso era come una pista che consentiva non solo di addentrarsi nella tenuta, ma di
tornare indietro nel tempo. Guardando i terreni erbosi tutt'intorno, Gregg si aspettava di veder
passeggiare sotto gli alberi ammantati di tillandsia dei soldati della Guerra Civile e delle Vivien
Leigh d'anteguerra.
Il viottolo coperto di ghiaia conduceva i visitatori direttamente all'elegante ingresso anteriore; Gregg
parcheggi l accanto, nel caso qualche altra macchina dovesse passare.
Voi due state qui. Io entro.
Scendendo dal posto di guida, copr la maglietta Ed Hardy con una leggera giacca a vento nera e
abbass il polsino sopra il Ro-lex d'oro. Il furgone col logo del programma - una lente
d'ingrandimento sopra un indistinto fantasma nero - era gi abbastanza vistoso, e la casa di sicuro
apparteneva a gente del posto. Lo stile hollywoodiano non  necessariamente un valore aggiunto,
fuori da Los Angeles, questo  il fatto... e un luogo tanto signorile non poteva essere pi lontano dalla
chirurgia plastica e dalle abbronzature artificiali.
Gregg si avvi verso l'entrata, calpestando coi mocassini Prada i coriandoli di pietra del viale.
L'edificio era una semplice scatola bianca su tre piani, con verande al pianterreno e al primo piano e
un tetto a padiglione con abbaini, ma erano l'armonia delle proporzioni e la mole stessa a collocarlo
a pieno titolo nella categoria delle dimore di gran pregio. A coronamento dell'aspetto da gran dama,
tutte le finestre erano incorniciate da tendaggi a tinte vivaci e, attraverso i vetri piombati, si vedevano
i lampadari a bracci appesi agli alti soffitti.
Alla faccia del "bed and breakfast".
Il portone d'ingresso avrebbe potuto appartenere a una cattedrale, tanto era grande, e il pesante
batacchio d'ottone a forma di testa di leone sembrava quasi a grandezza naturale. Gregg lo sollev e
lo lasci ricadere.
Mentre aspettava, controll che Holly e Stan fossero dove li aveva lasciati. Non aveva nessun bisogno
di rinforzi quando era impegnato nell'equivalente di una promozione vendite... specie quando la sua
presenza non giungeva gradita. Venivano da un incarico a Charleston, questa era la verit; se non
fosse stato per quello, forse non avrebbe azzardato un faccia a faccia, ma quel posto era di strada, per
cui valeva la pena di allungare il viaggio di una mezz'oretta. Le riprese per lo speciale di Atlanta non
sarebbero cominciate prima di un paio di giorni, quindi avevano tutto il tempo. Ma soprattutto lui
era pronto a fare carte false pur di...
Il portone si spalanc e Gregg non pot fare a meno di sorridere. Cavolo... di bene in meglio. Il tizio
sulla soglia aveva stampato in fronte maggiordomo inglese, bastava guardarlo: dalle scarpe tirate a
lucido alla giacca nera con panciotto.
Buon pomeriggio, signore. E aveva anche un accento. Non proprio britannico, e neanche
francese... un raffinato accento europeo. Desidera?
Gregg Winn, disse lui, tendendo la mano. L'ho chiamata un paio di volte, ricorda? Non sono
sicuro che abbia ricevuto i miei messaggi.
Capisco, disse il maggiordomo con una frettolosa stretta di mano.
Gregg attese che continuasse. Davanti al suo silenzio, si schiar la voce. Ehm... speravo di ottenere il
suo permesso per svolgere qualche indagine sulla vostra incantevole propriet. La leggenda di Eliahu
Rathboone  davvero notevole, voglio dire... i racconti dei vostri ospiti sono sorprendenti. La mia
squadra e io...
Mi permetta di interromperla. All'interno dell'edificio, filmati e registrazioni sono vietati...
Siamo disposti a pagare.
... senza eccezioni. Il maggiordomo gli rivolse un sorriso stiracchiato. Preferiamo tutelare la
nostra privacy, sono certo che comprender.
In tutta franchezza no, non capisco. Che male c' se diamo un'occhiatina in giro? Gregg abbass la
voce e si sporse in avanti. A meno che, naturalmente... non sia lei ad aggirarsi per casa nel cuore
della notte. O ad appendere una candela a una lenza nella camera da letto all'ultimo piano.
Il maggiordomo non cambi espressione, pur trasudando sdegno da tutti i pori. Abbiamo
terminato, mi pare.
Non era un commento n un suggerimento. Era una richiesta. Ma che cazzo, si disse Gregg, aveva
avuto a che fare con gente ben pi tosta di quella specie di finocchio vestito da pinguino.
Quelle storie sulla casa infestata dai fantasmi devono portarvi un sacco di clienti. Gregg abbass
ancora di pi la voce. Noi abbiamo una grandissima audience. Se gi adesso avete molti visitatori, si
immagini quanto ne guadagnerebbero i vostri affari con un passaggio televisivo su scala nazionale. E
se anche  stato lei a montare tutta la messinscena su Rathboone, possiamo lavorare con lei, invece
che contro di lei. Se capisce cosa intendo.
Il maggiordomo arretr di un passo e fece per chiudere il portone. Buona giornata, signore...
Gregg si infil nella porta. All'inizio non moriva dalla voglia di controllare quegli strani racconti, ma
non era tipo da accettare un no come risposta. E, come al solito, essere respinto aumentava come
non mai il suo interesse.
Allora vorremmo fermarci per la notte. Stiamo facendo dei sopralluoghi in alcuni siti della Guerra
Civile, qui in zona, e ci serve un posto dove dormire.
Temo che siamo al completo.
Proprio in quel momento, come un dono del cielo, una coppia scese il lussuoso scalone con le valigie
in mano. Gregg sorrise, allungando lo sguardo sopra la spalla del maggiordomo.
Adesso un po' meno. Dal suo mazzo di carte della personalit tir fuori la sua migliore espressione
della serie "non le dar nessun fastidio". Un no  un no, l'ho capito. Quindi non registreremo
niente, n in audio n in video. Lo giuro sulla testa di mia nonna. Alzando la mano in segno di
saluto, grid, Ehi, gente... piaciuta la permanenza?
Oh, mio Dio,  stato incredibile! esclam la fidanzata, moglie, scopata occasionale o quello che
era. Eliahu esiste per davvero!
Il fidanzato, marito, aspirante stallone annu. Io non le credevo. Cio, insomma, fantasmi... dai,
figuriamoci. Ma invece s... l'ho proprio sentito.
Abbiamo visto anche la luce. Ha sentito della luce?
Gregg si mise una mano sul petto, scioccato. No, che luce? Ditemi tutto...
Mentre quei due si lanciavano in un resoconto dettagliato di tutte le "cose incredibilmente
straordinarie" che erano cos "incredibili e straordinarie da vedere" durante il loro "incredibile...", gli
occhi del maggiordomo si ridussero a due fessure. Chiaramente le sue buone maniere ebbero la
meglio sull'impulso omicida, spingendolo a farsi da parte per permettere a Gregg di avvicinarsi alla
coppia in partenza, ma la temperatura nell'atrio era precipitata sottozero.
Un momento... ma quello non sar mica... L'uomo si accigli, sporgendosi di lato. Porco cane, lei
lavora per quel programma...
Investigatori del paranormale, sugger Gregg. Sono il produttore.
E la presentatrice... Il tipo lanci un'occhiata alla sua amica. E qui anche lei?
Sicuro. Vuole che le presenti Holly?
Quello mise gi la valigia per infilarsi meglio la polo nei calzoni. Magari, davvero posso?
Ma ce ne stavamo andando, intervenne la sua dolce met. Vero, Dan?
Ma se io... se noi... abbiamo la possibilit di...
Se ci mettiamo in strada subito saremo a casa prima che faccia buio, fece lei, voltandosi verso il
maggiordomo. Grazie di tutto, Mr Griffin. Siamo stati benissimo.
Il maggiordomo le rivolse un inchino impeccabile. Tornate pure quando volete, signora.
Oh, stia tranquillo...  l'ideale per le nostre nozze, a settembre.  un posto incredibile.
Proprio straordinario, conferm il fidanzato, apparentemente ansioso di rientrare nelle sue grazie.
La coppia usc dal portone e Gregg non insistette per l'incontro con Holly - anche se l'uomo esit un
attimo e rimase a guardarlo, quasi sperasse che li avrebbe seguiti.
Allora vado a prendere le borse, disse Gregg al maggiordomo. Intanto lei pu far preparare la
stanza, Mr Griffin.
L'aria intorno al domestico parve subire una deformazione. Abbiamo due camere.
Ottimo. E siccome vedo che lei  un uomo di sani principi, io e Stan dormiremo nella stessa stanza.
Per senso del decoro.
Il maggiordomo inarc le sopracciglia. Capisco. Se lei e i suoi amici volete avere la cortesia di
attendere nel salotto alla sua destra, dar disposizione alle cameriere di preparare le vostre camere.
Fantastico. Gregg gli diede una pacca sulla spalla. Non si accorger neanche della nostra
presenza.
Il maggiordomo si scost di un passo in modo plateale. Un avvertimento, se posso.
Spari.
Non salite all'ultimo piano.
Be', se non era un invito quello... oltre che una battuta uscita il ritta dritta da un film horror tipo
Scream. Assolutamente no. Glielo giuro.
Il maggiordomo si avvi lungo il corridoio e Gregg si sporse fuori dal portone per fare cenno alla sua
troupe di avvicinarsi. Holly scese facendo ballonzolare le maxitette quinta misura sotto la T-shirt
nera e offrendo una fugace visione del pancino piatto e abbronzato grazie ai jeans Seven a vita
bassissima. Gregg non l'aveva assunta per il suo cervello, ma per le misure da Barbie, eppure si era
rivelata meno peggio del previsto. Come molte oche giulive non era completamente stupida, solo un
bel po', e aveva l'inquietante capacit di occupare sempre la posizione pi vantaggiosa per la sua
carriera.
Stan fece scorrere il portello laterale del furgone e scese, battendo freneticamente le palpebre e
scostando i lunghi capelli arruffati. Perennemente "fatto", era la persona perfetta per quel genere di
lavoro: tecnicamente esperto, ma docile al punto di ubbidire senza tante storie.
L'ultima cosa che Gregg voleva era un artista dietro la telecamera.
Prendete i bagagli, grid loro Gregg. Era un messaggio in codice che stava per Oltre alle borse da
viaggio prendete anche l'attrezzatura portatile.
Non era il primo posto in cui riusciva a intrufolarsi grazie alla sua parlantina.
Nel tornare dentro, vide passare la coppia in partenza a bordo di una Sebring decappottabile; invece
di guardare dove stava andando, l'uomo aveva gli occhi fissi su Holly, china dentro il furgone.
Holly tendeva a fare quell'effetto sugli uomini. Un altro motivo per tenerla.
Be', quello, e il fatto che non si faceva problemi a darla via.
Gregg entr nel salotto e fece lentamente un giro panoramico. I dipinti a olio erano degni di un
museo, i tappeti erano persiani e le pareti erano dipinte a mano con una scena pastorale. C'erano
candelabri d'argento su ogni superficie e neanche uno dei mobili era stato fabbricato nel
ventunesimo o nel ventesimo - e forse neanche nel diciannovesimo - secolo.
Il giornalista in lui rizz subito le antenne. I Bed and Breakfast, anche quelli di prima categoria, mica
si presentano cos. Qui gatta ci cova, pens.
O altrimenti voleva dire che la leggenda di Eliahu attirava una quantit spropositata di ospiti.
Gregg si avvicin a uno dei ritratti pi piccoli. Raffigurava un giovane sui venticinque anni, dipinto
in un altro tempo e in un altro luogo. Il soggetto, seduto su una sedia dallo schienale rigido, aveva le
gambe accavallate mentre le belle mani, posate sulle ginocchia, pendevano elegantemente di lato. I
capelli scuri, pettinati all'indietro e legati con un nastro, rivelavano un volto che lasciava a bocca
aperta. Gli abiti erano... Be', chi cavolo lo sapeva, Gregg non era uno storico, ma di sicuro
assomigliavano a quelli indossati da George Washington e dai suoi contemporanei.
Quello era Eliahu Rathboone, pens Gregg. L'abolizionista che in segreto lasciava sempre una luce
accesa per incoraggiare i fuggitivi a trovare riparo in casa sua... l'uomo che era morto per difendere
una causa prima ancora che essa prendesse piede su al Nord... l'eroe che aveva salvato tante vite, solo
per perdere la sua nel fiore degli anni.
Quello era il loro fantasma.
Gregg pieg una mano davanti agli occhi e, fingendo che fosse l'obiettivo di una telecamera, fece una
panoramica della stanza prima di stringere su quel volto.
 lui? chiese Holly, da dietro.  proprio lui?
Gregg le sorrise raggiante da sopra la spalla; fremeva, letteralmente. E io che credevo che le
immagini su Internet fossero buone.
, tipo... stupendo.
E lo erano anche la sua storia, la sua casa e tutta quella gente che usciva da l parlando di spettri.
Al diavolo il viaggio in quel manicomio di Atlanta. Quello era il loro prossimo speciale in diretta.
Voglio che ti lavori il maggiordomo, disse piano Gregg. Sai cosa intendo. Voglio avere accesso a
tutto quanto.
Mi rifiuto di andare a letto con lui. Va bene tutto, ma la necrofilia no e poi no. Quello  pi vecchio
di Matusalemme.
Ti ho forse chiesto di metterti in orizzontale? Esistono altri metodi. E hai a disposizione stanotte e
domani. Lo speciale voglio girarlo qui.
Vuoi dire...
Che tra dieci giorni andiamo in onda in diretta da qui. Gregg and alle finestre affacciate sul viale
alberato; a ogni passo le assi del pavimento scricchiolavano.
Emmy Award aspettateci che arriviamo, pens Gregg.
Assolutamente perfetto.
Capitolo 10
John Matthew si svegli con la mano sull'uccello, O meglio, si svegli solo a met.
Ci su cui aveva il palmo era prontissimo a entrare in azione, per.
Nella sua mente annebbiata, immagini di se stesso e Xhex lo stavano infiammando dal profondo...
Vedeva loro due sul letto di Xhex, in quel suo appartamento al seminterrato, e c'erano un sacco di
scene di nudo; lei seduta a cavalcioni sopra il suo inguine, lui che si protendeva a toccarle i seni. Era
bello sentirla sopra di s, la vulva calda e bagnata contro la sua erezione, il corpo poderoso che si
inarcava e si rilassava, strofinandosi sul membro che smaniava per penetrarla.
Sentiva il bisogno di entrare dentro di lei. Di lasciarle dentro qualcosa di se stesso.
Di marchiarla.
Era un istinto incontenibile, quasi compulsivo... eppure gli rimordeva la coscienza quando si rizz a
sedere per prendere in bocca uno dei capezzoli. Mentre prendeva la sua carne tra le labbra,
succhiandola, leccandola, mordicchiandola con estrema delicatezza, una parte di lui sapeva che non
stava succedendo davvero... e che, anche se era solo una fantasia erotica, era sbagliato. Non era giusto
verso di lei, verso il suo ricordo, ma quelle immagini erano troppo potenti, la mano con cui si stava
masturbando troppo salda... e il momento troppo irresistibile ed elettrizzante per censurarlo
bruscamente.
Impossibile tornare indietro.
John immagin di rovesciarla sulla schiena torreggiando sopra di lei, guardando quei suoi occhi
grigio piombo. Xhex aveva le cosce spalancate, pronta a ricevere quello che lui voleva darle; il suo
odore gli penetr nelle narici finch a un certo punto non cap pi niente, sentiva solo lei, vedeva
solo lei. Facendo scorrere le mani sui suoi seni e sul ventre, si meravigli di quanto fossero simili i
loro due corpi. Lei era pi bassa e pi minuta, ma i loro muscoli erano identici, sodi e tonici, pronti
all'uso, duri come l'acciaio quando erano all'opera. Gli piaceva da morire sentirla cos solida sotto la
pelle morbida e liscia, cos forte, cos granitica...
La desiderava da impazzire.
Solo che all'improvviso non riusc ad andare avanti.
Era come se la fantasia si fosse bloccata, il nastro rotto, il DVD graffiato, il file digitale corrotto.
L'unica cosa che gli restava era quell'attrazione e quell'estasi straziante, appena accennata, che lo
avrebbe mandato al manicomio...
Xhex gli prese il volto tra le mani e, con quel contatto delicato, d'un tratto lo domin completamente,
testa, anima e corpo: lo possedeva, e con lui possedeva tutto ci che lui era, dagli occhi alle cosce. Lui
era suo.
Vieni da me, gli disse, piegando la testa di lato.
Le lacrime gli annebbiavano la vista. Finalmente si sarebbero baciati. Finalmente. Quello che lei gli
aveva negato si sarebbe avverato...
Quando si chin... lei gli guid di nuovo la bocca verso il capezzolo.
Lui prov una momentanea fitta di delusione, ma poi fu sopraffatto da una strana esaltazione. Il
modo in cui lo aveva deviato era cos fedele all'originale che forse non era un sogno. Forse stava
succedendo veramente. Mettendo da parte la tristezza, si concentr su quello che lei era disposta a
dargli.
Marchiami, disse Xhex con voce profonda.
Scoprendo le zanne, John fece scorrere la punta bianca e affilata intorno all'areola, girando in tondo,
accarezzando. Voleva chiederle se era sicura, ma non ce ne fu bisogno: con mossa repentina, Xhex si
sollev dal materasso premendogli la testa contro la pelle per costringerlo a trafiggerla, per fare
sgorgare il sangue.
John si ritrasse bruscamente, timoroso di averle fatto male... ma non era cos e, quando lei si inarc
in modo erotico, la sua scintillante sorgente di vita lo spinse all'orgasmo.
Succhiami, ordin lei mentre il suo uccello eiaculava, inondandole le cosce di spruzzi roventi.
Fallo, John. Subito.
Non se lo fece ripetere due volte. Stregato da quel rivolo rosso scuro che colava lungo il seno pallido,
con lenta grazia si chin a catturarlo con la lingua, leccandolo su, su, fino al capezzolo...
Nel sentire il suo sapore venne un'altra volta, scosso da spasmi violenti, marchiandole di nuovo la
pelle. Il sangue di Xhex era incredibile e inebriante in bocca, come una droga che d dipendenza sin
dal primo assaggio, una meta che non voleva pi lasciare, ora che l'aveva raggiunta. Mentre lo
assaporava, gli parve di sentirla ridere soddisfatta, ma poi si smarr in quello che lei gli stava dando.
Fece scorrere la lingua sull'areola e sul taglio, poi chiuse le labbra intorno al capezzolo e succhi,
facendo scendere in gola e nelle viscere quel gusto intenso. Quella comunione con Xhex era ci che
aveva sempre voluto, e adesso che si stava nutrendo da lei venne sopraffatto dalla gioia, oltre che
dall'energia nucleare procuratagli dal suo sangue.
Desideroso di darle qualcosa in cambio, abbass il braccio e fece scorrere la mano sul suo fianco e
tra le sue cosce. Seguendo i muscoli tesi, trov il suo sesso... Oh, Dio, era liscia, bagnata e caldissima,
pronta e smaniosa di accoglierlo. Non ne sapeva molto di anatomia femminile, ma lasci che fossero
i suoi mugoli e i suoi movimenti scomposti a guidarlo, a dirgli dove dovevano andare le dita e cosa
dovevano fare.
La mano con cui la toccava, ben presto si copr di umori, bagnandosi come l'oggetto delle sue
carezze; fu allora che affond il medio dentro di lei. Col pollice massaggi la sommit del suo sesso,
allo stesso ritmo con cui le succhiava il seno.
La stava spingendo verso il limite, portandola con s, restituendole ci che lei gli stava dando,
quando cap che non gli bastava. Aveva bisogno di qualcosa di pi. Voleva stare dentro di lei al
momento del suo orgasmo. Allora si sarebbe sentito completo in un modo etereo, intero, appagato.
Era l'istinto e la necessit di ogni vampiro innamorato. Ci che gli serviva per sentirsi in pace.
Sollevando le labbra dal suo seno, tolse la mano dalla vulva e cambi posizione, in modo che il pene
stillante fosse sospeso sopra le sue gambe aperte. Guardandola negli occhi in quel momento
incendiario, accarezz i capelli corti che le incorniciavano il viso. Lentamente abbass la bocca...
No, fece lei. No, questo non c'entra.
John Matthew balz su di colpo, la fantasia onirica in frantumi, il petto stretto da gelide funi di
dolore.
Disgustato, lasci andare l'erezione... non che fosse ancora duro. Il suo uccello si era rattrappito
letteralmente, malgrado l'orgasmo gi in arrivo.
No, questo non c'entra.
A differenza del sogno, che era tutto su un piano ipotetico, quelle erano le parole che Xhex gli aveva
effettivamente detto... e proprio nello stesso contesto.
John abbass gli occhi sul proprio corpo nudo: il ventre e le lenzuola erano imbrattate del suo seme,
quello che aveva immaginato di riversare sopra di lei.
Non c'era immagine pi potente per esemplificare la solitudine.
Lanciando un'occhiata alla sveglia, vide che non l'aveva sentita suonare. O pi probabilmente non si
era preso la briga di puntarla. Uno dei vantaggi dell'insonnia  che non devi ricaricare in
continuazione il cellulare perch sei sempre l a premere il tasto che interrompe la suoneria della
sveglia.
Nella doccia si lav in fretta, a cominciare dall'uccello. Detestava quello che aveva fatto in quello
strano dormiveglia. Gli sembrava assolutamente sbagliato farsi le seghe, date le circostanze; d'ora in
avanti avrebbe dormito coi jeans addosso, se necessario.
Per quanto, conoscendo la sua mano, quella maledetta si sarebbe infilata comunque dentro la patta.
'Fanculo, si sarebbe incatenato i polsi alla testiera del letto.
Dopo essersi fatto la barba - cosa che, come lavarsi i denti, faceva pi per abitudine che per interesse
verso il proprio aspetto - appoggi i palmi contro la parete di marmo della doccia, piegandosi verso
il soffione principale e lasciandosi scorrere l'acqua addosso.
I lesser sono impotenti. I lesser... sono impotenti.
Abbandonando la testa sul petto, sent il getto bollente sulla
nuca.
II sesso faceva scattare nella sua mente ricordi terribili, rievocando ogni sorta di porcheria; quando
l'immagine di una squallida rampa di scale si allarg a macchia d'olio nel suo cervello, John spalanc
le palpebre costringendosi a tornare al presente. Non che fosse un miglioramento.
Era pronto a rivivere un migliaio di volte quello che gli era capitato pur di risparmiare a Xhex lo
strazio di subire anche solo una volta le stesse molestie. Oh... Dio...
I lesser... erano impotenti. Lo erano sempre stati.
Muovendosi come uno zombie, usc dalla doccia, si asciug e and in camera da letto a vestirsi. Si
stava infilando i calzoni di pelle, quando gli squill il cellulare; allung la mano verso il giubbotto
per tirarlo fuori.
Lo apr e... trov un SMS di Trez.
Diceva solo: 189 st. francis ave 10 stanotte.
Chiuse il telefono col cuore che batteva a mille. Una crepa qualunque nelle fondamenta... cercava
solo una piccola crepa nel inondo di Lash, una fessura, qualcosa dentro cui potersi incuneare per far
crollare l'intero edificio del cazzo.
Xhex poteva benissimo essere morta, e quella nuova realt senza ili lei poteva essere la sua realt per
il resto della vita, ma non significava che non potesse vendicarla.
In bagno si agganci il fodero al petto, prese le armi e, dopo aver afferrato il giubbotto, usc in
corridoio. Si ferm un attimo a pensare a tutte le persone che si stavano radunando al piano di
sotto... e all'ora. Le tapparelle erano ancora abbassate.
Invece di andare a sinistra, verso lo scalone e l'atrio, prese a destra... camminando senza fare rumore
malgrado i pesanti stivali.
Blaylock usc dalla sua stanza un po' prima delle sei perch voleva passare a vedere come stava John.
Di solito il suo amico bussava intorno all'ora di pranzo, ma quella volta non l'aveva fatto. Il che
significava che era morto oppure ubriaco fradicio.
Davanti alla stanza di John si ferm un attimo, accostando l'orecchio alla porta. Niente, nessun
rumore.
Buss piano e, non ottenendo risposta, apr imprecando tra s. Dio, la stanza sembrava reduce da un
saccheggio: c'erano vestiti dappertutto e il letto sembrava una di quelle piste automobilistiche in cui
tutti cercano di sfasciare le macchine degli avversari.
 l dentro?
Nel sentire la voce di Qhuinn, Blay si irrigid e dovette trattenersi dal voltarsi. Non ce n'era motivo.
Sapeva gi che l'amico indossava una T-shirt con sopra Sid Vicious, i Nine Inch Nails o gli Slipknot
infilata nei calzoni neri di pelle, che aveva il viso liscio e ben rasato e che i capelli neri con gli spike
da punk erano ancora umidi per la doccia.
Quindi entr e si diresse verso il gabinetto, pensando che bastasse quello come risposta. J? Dove sei,
J?
Si fece strada in mezzo a tutto quel marmo; l'aria era satura di umidit e del profumo di Ivory, il
sapone che usava John. Sul piano del lavandino c'era un asciugamano bagnato.
Voltandosi per uscire, and a sbattere contro il petto di Qhuinn.
Fu come essere investiti da una macchina e il suo miglior amico allung le braccia per sorreggerlo.
Oh, no. Non voleva essere toccato.
Blay arretr in fretta, puntando lo sguardo sulla camera da letto. Scusa. Segu una pausa
imbarazzata. Qui non c'.
Ma va?
Qhuinn si pieg di lato e mise la faccia, quella faccia bellissima, sulla linea visiva di Blay. Quando si
raddrizz, gli occhi di Blay lo seguono di riflesso.
Non mi guardi pi.
No, era vero. S, invece.
Ansioso di sfuggire a quello sguardo verde e azzurro, cerc di ricomporsi andando a prendere
l'asciugamano. Lo appallottol e lo infil nello scivolo per la biancheria sporca, e la cosa lo aiut un
pochino.
Specie quando si immagin di infilarci la testa, dentro quel buco.
Quando si volt, era pi calmo. Riusc addirittura a sostenere quello sguardo. Scendo a cenare.
Poi fece per allontanarsi, tutto fiero di se stesso...
La mano di Qhuinn scatt in fuori e lo afferr per il braccio, bloccandolo. Abbiamo un problema.
Noi due.
Davvero. Non era una domanda. Perch quella era una conversazione che non voleva incoraggiare.
Si pu sapere cosa cavolo ti prende?
Blay batt le palpebre, incredulo. Cosa aveva lui? Mica era lui quello che si scopava qualunque cosa
avesse un buco.
No, lui era il povero scemo che si struggeva per il suo migliore amico. Il patetico idiota che frignava
fino a Casina, come un femminuccia; ancora un po' e doveva infilarsi un Kleenex nella manica per
asciugarsi le lacrime.
Purtroppo quell'impeto di rabbia di sgonfi subito, lasciandolo come svuotato. Niente. Non ho
niente.
Cazzate.
Okay. Be'. Non era giusto. Avevano gi affrontato l'argomento e Qhuinn poteva anche essere un
puttaniere, ma la sua memoria funzionava benissimo.
Qhuinn... Blay si pass una mano tra i capelli.
Neanche a farlo apposta, gli esplose nel cervello quella maledetta canzone di Bonnie Raitt, la sua
voce piena che cantava... Non posso costringerti ad amarmi se non mi ami... Non puoi costringere il
tuo cuore a provare qualcosa che non vuole provare...
Gli venne da ridere.
Cosa c' di tanto buffo?
 possibile venire castrati senza accorgersene?
Adesso fu Qhuinn a battere le palpebre, perplesso. No, a meno ili essere sbronzo marcio.
Be', io sono sobrio. Sobrio da far schifo. Come al solito. Forse doveva seguire l'esempio di John e
cominciare a bere per dimenticare. Per mi sa che cambier andazzo. Fammi passare, per
piacere...
Blay...
No. Non cominciare, non te lo permetto. E punt il dito in I accia al suo migliore amico. Fai le
tue cose, in questo sei imbattibile, e lasciami in pace.
Ci detto usc, la testa incasinata, ma i piedi per fortuna no.
Imbocc la galleria delle statue fino allo scalone; passando davanti ai capolavori greco-romani, fece
scorrere gli occhi su quei corpi maschili. Naturalmente in cima a tutti, neanche li avesse ritoccati con
Photoshop, c'era la testa di Qhuinn...
Non devi cambiare niente, disse Qhuinn a bassa voce, standogli alle calcagna.
Giunto in cima alle scale, Blay guard gi. Lo splendido atrio sotto di lui era come un dono che
aprivi col tuo corpo, a ogni passo entravi in un abbraccio visivo d'oro e colori.
Lo scenario perfetto per una cerimonia nuziale, pens, senza un motivo particolare.
Blay. Dai. Non  cambiato niente.
Blay si volt a guardarlo da sopra la spalla. Le sopracciglia col piercing di Qhuinn erano aggrottate, i
suoi occhi duri. Era chiaro che aveva voglia di parlare, ma Blay ne aveva abbastanza.
Cominci a scendere in fretta le scale.
E non fu affatto sorpreso quando Qhuinn non moll... n lui n quel discorso. Cosa accidenti
vorresti dire?
Ah, benone, ci mancava solo questa: una bella scenata davanti ai commensali riuniti in sala da
pranzo. Qhuinn non aveva problemi a esibirsi in pubblico per qualunque cosa, ma Blay non trovava
per niente utili le platee gremite di spettatori.
Torn indietro due gradini a passo di carica, finch furono faccia a faccia. Come si chiamava?
Qhuinn trasal. Come, scusa?
La cassiera, come si chiamava?
Quale cassiera?
Quella di ieri sera. Al negozio di tatuaggi.
Qhuinn alz gli occhi al cielo. Oh, ma dai...
Come si chiamava.
Dio, non ne ho la pi pallida idea. Qhuinn alz le mani col palmo all'ins, il gesto universale per
dire emb? Che importanza ha?
Blay apr la bocca, sul punto di dire chiaro e tondo che se per Qhuinn quello non significava niente,
per lui starlo a guardare era stato un inferno. Ma sarebbe suonato possessivo e stupido, lo sapeva.
Invece di parlare, infil la mano in tasca, tir fuori le Dunhill e ne sfil una dal pacchetto. Se la mise
in bocca e l'accese, fissando quegli occhi di due colori diversi.
Non mi piace che fumi, bofonchi Qhuinn.
Be', rassegnati, ribatt Blay, voltandosi per finire di scendere le scale.
[eBL 086]
Capitolo 11
 Dove stai andando, John?
Nella stanza di servizio sul retro della casa della confraternita, John si blocc con la mano su una
delle porte che davano sul garage. Porca miseria... in una casa cos grande, uno pensava di poter
uscire senza incrociare nessuno. E invece no... occhi dappertutto. Opinioni... dappertutto.
Era come l'orfanotrofio, sotto quel punto di vista.
Si volt verso Zsadist. Il fratello aveva un pannolino in una mano e un biberon nell'altra,
evidentemente si era appena alzato dal tavolo in sala da pranzo ed era entrato passando dalla cucina.
E, roba da non crederci... subito dopo dalla stessa porta spunt Qhuinn, con in mano una coscia di
tacchino mezzo rosicchiata, neanche fosse la sua ultima speranza di mangiare per, tipo, le dieci ore
successive.
L'arrivo di Blay trasform la cosa in un cazzo di raduno.
Z accenn con la testa alla mano di John, stretta intorno alla maniglia, e chiss come, malgrado tutto
l'armamentario per neonati, riusc a sembrare un serial killer. Per via della cicatrice che aveva in
faccia, forse. O pi probabilmente per gli occhi neri che mandavano lampi minacciosi.
Ti ho fatto una domanda, ragazzo.
Porto fuori la spazzatura.
Allora dove hai lasciato la pattumiera?
Qhuinn spazzol la sua cena, poi, deliberatamente, and ai bilioni dell'immondizia a buttare l'osso
spolpato con cura. Su, da bravo, John, rispondi.
Neanche morto.
Io esco, rispose nella lingua dei segni.
Z si chin in avanti, piantando un palmo sui pannelli della porta,
col pannolino che penzolava floscio come una bandiera senza vento. E da un po' che anticipi
sempre pi l'orario di uscita, la sera; adesso basta, per, sei arrivato al limite. Non ti lascio andare
fuori cos presto. Finirai carbonizzato. E ti dir di pi: se mai ti venisse in mente di filartela di nuovo
senza la tua guardia del corpo, Wrath user la tua faccia come un martello, mi sono spiegato?
Cristo santissimo, John, sbott Qhuinn in un ringhio disgustato, con la faccia di uno a cui hanno
fregato le lenzuola per pulirci il cesso. Io non ti ho mai fermato. Mai. E tu mi freghi cos?
John fissava un punto sopra l'orecchio sinistro di Z. Era tentato di ribattere che aveva sentito di
quando il fratello cercava Bella: era andato fuori di testa e aveva fatto pazzie di ogni tipo. Ma tirare in
ballo il rapimento della sua shellan era come agitare un drappo rosso davanti a un toro e John aveva
gi un diavolo per capello. Se un vampiro infuriato per la sua femmina era pericoloso, figurarsi due.
Meglio non esagerare.
Cosa ti succede, John? chiese Z, abbassando la voce.
Lui rimase in silenzio.
John. Z si protese ancora di pi verso di lui. Ti costringer a rispondere a furia di botte, se
necessario.
Ho solo sbagliato a leggere l'ora. Era una bugia pietosa, perch se fosse stato vero sarebbe uscito dalla
porta principale invece di coprire le sue tracce con la storia dell'immondizia. Ma onestamente se ne
infischiava se il secchio con dentro le sue cazzate faceva acqua da tutte le parti.
Non me la bevo. Z si raddrizz e controll l'orologio. E non uscirai per altri dieci minuti.
John incroci le braccia sul petto per trattenersi dal fare commenti su quel confinamento forzato, ma
gli sembrava di esplodere.
Lo sguardo duro di Z di sicuro non era d'aiuto.
Dieci minuti dopo, il rumore delle tapparelle che si alzavano in tutta la casa ruppe il momento di
stallo e Z annu in direzione della porta. Okay, adesso vai pure, se vuoi. Almeno non ti arrostirai al
sole. John si volt. Se ti becco un'altra volta senza il tuo ahstrux nohstrum, ti denuncio.
Qhuinn imprec. Ah, benone, cos poi mi licenziano in tronco. Il che significa che V mi infilzer il
culo con bel un pugnale.
John afferr la maniglia e spalanc la porta con uno strattone, coi nervi a fior di pelle. Non voleva
guai con Z perch lo rispettava, ma era troppo teso e tutto lasciava presagire che sarebbe andata
sempre peggio.
In garage svolt a sinistra, puntando verso la porta in fondo. Camminando, si rifiut di guardare le
bare accatastate sull'altro lato. No, meglio evitare di imprimersi nella mente quell'immagine, al
momento. Non voleva vederne neanche una. Sedici, poi, figurarsi.
Apr la porta d'acciaio e usc sul lungo prato ondulato che si stendeva intorno alla piscina, adesso
vuota, fino al limitare dei boschi e al muro di cinta. Sapeva di avere Qhuinn attaccato al sedere
perch l'odore di disapprovazione contaminava l'aria fresca come la muffa in un seminterrato. E
c'era anche Blay, a giudicare dalla fragranza di acqua di colonia.
Stava per smaterializzarsi quando venne afferrato con forza per il braccio. Si volt per dire a Qhuinn
di andare a farsi fottere, ma dovette bloccarsi.
Era Blay a trattenerlo, e i suoi occhi azzurri fiammeggiavano.
Invece di parlare, Blay us la lingua dei segni, forse per costringerlo a fare attenzione.
Se vuoi farti ammazzare benissimo. A questo punto mi sono rassegnato a questa eventualit. Ma non
devi mettere in pericolo gli altri. Questo non lo tollero. Non uscire pi senza avvertire Qhuinn.
Al di sopra della spalla di Blay, John guard Qhuinn, che aveva l'aria di voler menare le mani, tanto
era frustrato. Ah, ecco perch Blay aveva scelto di comunicare a gesti. Non voleva che il terzo
elemento, in quel triumvirato disfunzionale, vedesse cosa stava dicendo.
Siamo intesi? Lo incalz Blay.
Era raro che Blay si impuntasse per far valere la sua opinione. E questo spinse John a spiegarsi.
Non posso prometterti che non dovr schizzare via all'improvviso, disse a gesti. Proprio non posso.
Ma ti giuro che glielo dir. Almeno cos potr uscire di casa.
John...
Lui scosse la testa stringendo con forza il braccio di Blay. Non posso prometterlo a nessuno, con
quello che mi ronza per la testa. Ma non uscir senza dirgli dove sto andando o quando penso di
tornare.
Blay contraeva e rilassava la mascella. Non era uno stupido, per. Sapeva quando sul tavolo c'era
un'opzione non negoziabile. Okay. Cos pu andare.
Vi spiace dirmi cosa state confabulando, voi due? chiese Qhuinn.
John fece un passo indietro e disse, Andiamo all'Xtreme Park lino alle dieci. Poi ci spostiamo in St.
Francis Avenue. Trez mi ha mandato un SMS.
Si smaterializz in direzione sud-ovest, riprendendo forma dietro il capanno dove si erano appostati
la sera prima. Quando la sua squadra comparve dietro di lui, ignor la tensione che appesantiva
l'atmosfera.
Puntando lo sguardo al di l dello spiazzo di cemento, localizz i vari attori in campo. Quel
ragazzino sicuro di s con le tasche piene di roba era ancora al centro del parco; appoggiato contro
una delle rampe, giocherellava con l'accendino, facendolo scattare a vuoto. Una mezza dozzina di
skater faceva su e gi per la pista, mentre un'altra dozzina chiacchierava, facendo girare le ruote degli
skateboard. Nel parcheggio c'erano sette auto qualunque; vedendo la macchina della polizia passare
lentamente senza fermarsi, John ebbe la sensazione che quella fosse una colossale perdita di tempo.
Forse, se si addentravano ancora di pi nel centro citt e passavano al setaccio i vicoli, avrebbero
avuto pi...
La Lexus che entr nel parcheggio, invece di infilarsi in uno degli appositi spazi, si ferm
perpendicolare ai sette paraurti posteriori delle altre macchine... e il tipo che scese dal posto di
guida, tra i jeans larghi e il cappello da cowboy, sembrava un ragazzino delle superiori.
Ma la brezza che soffi il suo odore fino alle narici di John puzzava come un obitorio senza aria
condizionata.
E anche di... dopobarba Old Spice?
John si raddrizz, col cuore che batteva a mille per la serie "ehi guarda un po' chi si rivede". Il suo
primo pensiero fu di scagliarsi in avanti e placcare quel bastardo, ma Qhuinn lo trattenne con una
leva al gomito.
Aspetta, lo ammon. Meglio scoprire perch  qui.
John sapeva che l'amico aveva ragione, quindi tir il freno a mano memorizzando la targa della LS
600h coi cerchioni cromati.
Le altre portiere della berlina si aprirono e scesero tre tizi. Non erano sbiaditi come i lesser di vecchia
data, ma quanto a pallore non scherzavano neanche loro, e puzzavano di borotalco lontano un
chilometro.
Dio che schifo di odore.
Uno dei non morti rest indietro a controllare la macchina, mentre gli altri due seguirono il piccolo
cowboy, tenendosi leggermente alle sue spalle. Attraversarono la spianata d'asfalto con tutti gli occhi
nel parco puntati su di loro.
Il ragazzino vicino alla rampa centrale si raddrizz, infilandosi in tasca l'accendino.
Merda, vorrei tanto aver preso la macchina, bisbigli Qhuinn.
Verissimo. A meno che nelle vicinanze non ci fosse un grattacielo da cui si potesse godere di una
veduta panoramica, non c'era modo di seguire le tracce della Lexus.
Il pusher non si mosse, nel vederli avvicinare, e non parve sorpreso dalla visita, quindi era probabile
che si trattasse di un incontro combinato. Guarda guarda... dopo uno scambio di battute, i non morti
lo circondarono e insieme tornarono verso la berlina.
Salirono tutti tranne un lesser.
Era tempo di prendere una decisione. Dovevano rubare una macchina e lanciarsi all'inseguimento?
Oppure materializzarsi sul cofano della Lexus e poi gi botte da orbi? Entrambe le soluzioni
correvano il rischio di procurare un grave disturbo della quiete pubblica, questo era il guaio... e loro
non potevano ripulire pi ili tanto la mente di una ventina di umani.
Mi sa che uno resta indietro, mormor Qhuinn.
Eh gi. Quando la Lexus fece inversione, dirigendosi verso l'uscita, l'amico rimase nel parcheggio.
Lasciare andare quell'auto fu l'impresa pi ardua che John avesse mai affrontato. Ma quel branco di
bastardi aveva appena prelevato uno dei pi grossi spacciatori della zona... per cui sarebbero tornati.
E poi si erano lasciati dietro un lesser.
Quindi, lui e i suoi amici avevano di che tenersi occupati.
John segu con gli occhi il non morto che entrava nel parco. A differenza del tipo che aveva
rimpiazzato, quello era un camminatore; misurava il perimetro del parco, incrociando tutti gli
sguardi puntati su di lui. Chiaramente innervosiva gli skater, e un paio di loro, che la sera prima
aveva fatto acquisti, se ne and. Ma non tutti erano cauti... o lucidi abbastanza da preoccuparsi.
Sentendo salire un sommesso ticchettio, John guard in basso. Il suo piede batteva sullo sterrato, su e
gi, veloce come la zampetta di un coniglio.
Ma non aveva nessuna intenzione di mandare tutto all'aria. Attese dietro il capanno... e attese... e
attese.
Pass quasi un'ora prima che quello stronzo, cammina e cammina, arrivasse dalle loro parti, ma,
quando finalmente capit a tiro, tutto quel battere di piede venne ampiamente ripagato.
Con la forza del pensiero, John spense il lampione pi vicino per garantirsi un po' di privacy. E
quando il bastardo guard in su, John sbuc fuori da dietro il capanno.
Il lesser volt la testa di scatto e subito cap che la guerra aveva appena bussato alla sua porta: quel
figlio di puttana sorrise, infilandosi la mano nella giacca.
Mai pi John avrebbe pensato di vederlo estrarre una rivoltella, l'unica regola di ingaggio era che
non bisognava mai sparare in presenza di uman...
Un'automatica comparve e fece fuoco; lo sparo riecheggi in tutto il parco, sonoro come una
bestemmia.
John si chin con prontezza per schivare il colpo, l'incredulit gli aveva messo le ali ai piedi. Poi
volarono altre pallottole; il piombo rimbalzava sul cemento mentre gli umani scappavano da tutte le
parti, strillando.
Dietro il capanno, John sbatt la schiena contro la parete di legno ed estrasse la pistola. Blay e
Qhuinn lo raggiunsero e, in una frazione di secondo che coincise con una pausa nella pioggia di
proiettili, controllarono che nessuno fosse rimasto ferito.
Cosa cazzo gli salta in mente? disse Qhuinn nella lingua dei segni. Non vede quanta gente c' in giro?
Pesanti passi in avvicinamento, poi il clic di un caricatore che veniva sostituito. John guard la porta
del capanno. Il robusto lucchetto attaccato alla catena era un dono del cielo: alzando il palmo, lo apr
con la forza del pensiero lasciandolo penzolare dalle maglie metalliche.
Girate dietro l'angolo, ordin ai suoi amici. E fingete di essere feriti.
Oh, cavolo, no...
John punt la pistola in faccia a Qhuinn.
Questi si ritrasse di scatto e John lo guard dritto negli occhi azzurri e verdi. Stava andando tutto per
il verso giusto: sarebbe stato lui ad affrontare il lesser. Fine della discussione.
Vaffanculo, sillab Qhuinn prima di smaterializzarsi insieme a Blay.
Con un sonoro gemito, John si lasci cadere pesantemente su un fianco, toccando terra come un
grosso sacco di cemento. Steso a pancia in gi, tenne la SIG sotto il petto, togliendo la sicura.
I passi erano sempre pi vicini. E cos pure una sommessa risata, come se il lesser si stesse
divertendo un mondo.
Quando Lash torn dall'incontro con suo padre, riprese forma nella camera da letto accanto a quella
in cui aveva segregato Xhex. Per quanto desiderasse vederla, si tenne alla larga. Ogni volta che
tornava dal Dhunhd, per una buona mezz'ora era completamente fuori uso, e non era tanto stupido
da offrirle l'opportunit di ucciderlo.
Perch lei lo avrebbe fatto. Non era commovente?
Si sdrai sul letto a occhi chiusi. Il suo corpo era lento e freddo; inspir a fondo, con la sensazione di
scongelare come una bistecca di manzo. Non che dall'Altra Parte si gelasse. In realt la tana di suo
padre era calda, comoda e bene arredata... sempre che a uno piacesse lo stile alla Liberace.
II paparino, in pratica, non aveva mobili, ma una quantit esagerata di candelabri.
I brividi sembravano dovuti al balzo per rientrare nella realt terrena, e ogni volta che tornava da
questa parte faceva sempre pi fatica a riprendersi. La buona notizia era che non prevedeva di dover
pi andare tanto spesso di l. Ora che aveva esplorato a fondo i trucchi del mestiere e li
padroneggiava appieno, non ce n'era nessun bisogno e, a dire il vero, l'Omega non era esattamente
una compagnia stimolante.
Era un caso di inguaribile narcisismo della serie "ma adesso basta parlare di me cosa ne pensi di me",
e anche se la suddetta richiesta di masturbazione dell'ego era avanzata da uno stronzo malefico e
notoriamente potente, che guarda caso era anche il tuo pap, ben presto veniva a noia.
Senza contare che la vita amorosa di suo padre era inquietante da morire.
Lash non sapeva neanche cosa fossero gli esseri su quel letto. Creature nere, okay, ma il loro sesso era
un mistero, cos come la loro specie, e il modo in cui si muovevano, avviluppandosi tra loro, faceva
venire la pelle d'oca. In pi, erano sempre in cerca di una scopata, anche in presenza di estranei.
E suo padre non diceva mai di no.
Sentendo un bip, infil la mano nella giacca del completo per prendere il cellulare. Era un SMS di
Mr D: Arrivo. Ho il ragazzo.
Lash guard l'orologio e si raddrizz di colpo. Impossibile, doveva esserci un errore. Erano passate
gi due ore dal suo ritorno... come aveva fatto a perdere la cognizione del tempo fino a quel punto?
Tirarsi su gli diede il voltastomaco e alzare le mani per stropicciarsi la faccia gli cost uno sforzo
sovrumano. Il peso morto del suo corpo, insieme all'indolenzimento generale, gli ramment il
tempo in cui si beccava raffreddori e influenze. Stessa sensazione. Possibile che si stesse ammalando?
Chiss se avevano inventato un farmaco antinfluenzale per i morti come lui, qualcosa tipo il
Tachifudec, invece del Tachifludec, tanto per dire.
Probabilmente no.
Lasci ricadere le braccia in grembo e si volt verso il bagno. La doccia sembrava lontana chilometri,
non valeva la pena di sforzarsi a raggiungerla.
Gli ci vollero altri dieci minuti prima di riuscire a scuotersi di dosso la letargia; quando si alz in
piedi, si sgranch energicamente per rimettere in circolo il sangue nero. Invece che lontano
chilometri, il bagno si rivel essere a pochi metri di distanza, e a ogni passo Lash si sentiva pi forte.
Prima di aprire il rubinetto dell'acqua calda si ammir nello specchio, controllando la sua collezione
di lividi. Quasi tutti quelli della notte precedente erano spariti, ma sapeva che se ne sarebbero
aggiunti altri...
Accigliandosi, alz il braccio. La piaga all'interno dell'avambraccio era diventata pi grande, invece
di rimpicciolire.
La tast col dito; non faceva male, ma era brutta come il peccato: una ferita aperta, piatta, grigia al
centro e contornata di nero.
Il suo primo pensiero fu che doveva farsi visitare da Havers... ma era ridicolo, un retaggio della sua
vecchia vita. Mica poteva presentarsi alla clinica dicendo: Ehi, mi fate entrare?
Oltre tutto, non sapeva neanche dove si erano trasferiti. Che poi era il problema dei raid portati a
termine con successo: il bersaglio prendeva sul serio la tua minaccia e si nascondeva ancora meglio.
S'infil sotto il getto caldo, avendo cura di strofinare col sapone il punto lesionato: se era un qualche
tipo di infezione, poteva essere utile fare cos; poi pens ad altro.
Lo aspettava una nottata impegnativa. L'iniziazione alle otto. L'incontro con Benloise alle dieci.
Poi un'altra puntatina l a casa per fare ancora un po' di sesso.
Uscito dalla doccia, si asciug, esaminando la lesione. Sembrava incazzata per le attenzioni che le
aveva riservato, tanto che in superficie si era formato un sottile velo nero.
Fantastico, bel casino sarebbe stato togliere quello schifo dalle sue camicie di seta nera.
Ci schiaff sopra un cerotto grosso come una scheda; forse quella sera lui e la sua ragazza avrebbero
fatto i bravi.
Tanto per cambiare, l'avrebbe legata.
In un lampo si infil un magnifico completo Zegna e usc. Passando davanti alla camera da letto
padronale, si ferm e strinse la mano a pugno. Sorridendo, buss, abbastanza forte da svegliare
anche i morti.
Torno presto con delle catene.
Attese una reazione. Non ottenendone, mise la mano sulla maniglia e accost l'orecchio alla porta. Il
rumore del respiro di lei era sottile come una leggera corrente d'aria, ma c'era. Era viva. E lo sarebbe
stata ancora al suo ritorno.
Con deliberato autocontrollo lasci andare la maniglia. Se avesse aperto la porta avrebbe perso un
altro paio d'ore, e a suo padre non piaceva aspettare.
Gi in cucina tent di mangiare un boccone, ma dovette desistere. La macchina del caff era stata
programmata per accendersi due ore prima, quindi una rapida occhiata al suo contenuto rivel un
intruglio simile a olio lubrificante e aprendo il frigo non vide nulla di appetitoso, malgrado avesse
una fame da lupo.
Fin con lo smaterializzarsi a mani vuote e con lo stomaco che protestava. Non proprio il massimo
per il suo umore, ma non voleva perdersi lo spettacolo... se non altro perch era curioso di vedere
cosa aveva subito durante l'iniziazione.
La fattoria era a nord-est della casa di arenaria; appena riprese forma sul prato, cap che suo padre
era gi arrivato: uno strano fremito gli agitava il sangue ogni volta che si trovava in presenza
dell'Omega, come una eco in uno spazio chiuso... ma non era sicuro se lui era il suono e suo padre la
caverna o viceversa.
La porta d'ingresso era aperta; sal i gradini della veranda ed entr nell'ingresso piccolo e squallido,
ripensando alla propria affiliazione.
Quando diventasti veramente mio.
Lash si volt di scatto. L'Omega era in soggiorno, la lunga veste bianca gli copriva il volto e le mani,
la sua energia malefica trasudava fin sul pavimento, un'ombra scura che non era dovuta a nessuna
illuminazione.
Sei eccitato, figlio mio?
S. Lash si volt a guardare il tavolo della sala da pranzo. Il socchio e i coltelli che erano stati
utilizzati su di lui erano l. Pronti e in attesa.
Nel sentire lo scricchiolio della ghiaia sotto gli pneumatici, si volt verso la porta. Sono arrivati.
Figlio mio, gradirei che me ne portassi degli altri. Sono affamato di carne fresca.
Nessun problema, disse Lash dalla soglia.
Almeno in questo erano in perfetta sintonia. Pi reclute significava pi soldi, pi combattimenti.
L'Omega and a piazzarsi dietro di lui e Lash sent una leggera carezza quando una mano nera corse
gi, lungo la sua spina dorsale. Sei un bravo figliolo.
Per una frazione di secondo il cuore nero di Lash si gonfi di dolore. Era la stessa frase che ogni
tanto gli diceva il vampiro che lo aveva cresciuto. Grazie.
Mr D e gli altri due lesser scesero dalla Lexus... facendo avanzare l'umano. Il piccolo bastardo non
aveva ancora capito che era a un paio di jeans e una T-shirt di distanza dal diventare un agnello
sacrificale. Ma alla vista dell'Omega sarebbe stato tutto chiaro come il sole.
Capitolo 12
Sentendo i passi del nemico che si avicinavano, John, steso a faccia in gi, respir riempiendosi le
narici di terriccio fresco. Fingere di essere morto non era un'idea brillante, in linea generale, ma
quello stronzo col dito epilettico sul grilletto non sembrava un tipo scrupoloso, attento a verificare se
aveva centrato il bersaglio oppure no.
Sparare all'impazzata nel bel mezzo di un parco pubblico?
Quell'idiota non aveva mai sentito parlare del Dipartimento di Polizia di Caldwell? Del Caldwell
Courier journal?
Gli anfibi si fermarono e l'odore dolciastro e nauseante che i lesser avevano sulla pelle lo fece quasi
vomitare. Buffo come la vita e la morte attirino l'attenzione dell'esofago.
Senti qualcosa di smussato contro il braccio sinistro, come se il non morto stesse saggiando con la
punta dell'anfibio se John era pronto a uscire dall'obitorio con un cartellino attaccato all'alluce. Poi,
con tempismo perfetto, da dietro l'angolo del capanno giunse il gemito sommesso e patetico di
Qhuinn.
Neanche il fegato gli stesse colando dentro il colon.
John socchiuse un occhio; gli anfibi avanzarono lungo il suo fianco quando il lesser and a indagare.
Come in una produzione hollywoodiana, il bastardo stringeva la pistola con entrambe le mani, dritta
davanti a s, muovendo la canna da una parte all'altra, facendo pi scena che altro. Era ridicolo, con
quelle mosse teatrali alla Miami Vice, ma le pallottole sono pallottole e gli bastava un leggero
spostamento di direzione per sparare a bruciapelo a John.
Meno male che quest'ultimo se ne sbatteva altamente. Mentre quel coglione proseguiva nella sua
marcia nuziale verso i mugoli di Qhuinn, un'immagine del viso di Xhex lo spinse a balzare su
da terra con agilit. Atterr sulla massiccia schiena del lesser, aggrappandosi con le gambe e il
braccio Ubero e puntandogli la pistola alla tempia.
Il non morto rimase impietrito per una frazione di secondo e John fischi, il segnale per Qhuinn e
Blay di venire fuori.
E ora di gettare le armi, stronzo, disse Qhuinn, uscendo allo scoperto. Senza dargli il tempo di
ubbidire, strinse le mani intorno all'avambraccio del bastardo, spezzandolo come un bastoncino.
Lo schianto secco delle ossa rotte risuon pi forte del fischio di John e il risultato fu un polso
fratturato e una Glock sottratta al controllo del nemico.
Mentre il lesser sgroppava in preda al dolore, in lontananza risuonarono le sirene della polizia...
sempre pi vicine.
John trascin il bastardo verso la porta del capanno e, dopo che Blay l'ebbe aperta, tir dentro la sua
preda, lontano da occhi indiscreti.
Muovendo le labbra in modo esagerato, sillab, rivolto a Qhuinn, Vai a prendere l'Hummer.
Se quei piedipiatti stanno venendo qui per noi, dobbiamo smammare.
Non ce ne andiamo. Porta qui l'Hummer.
Qhuinn tir fuori le chiavi e le lanci a Blay. Vai tu. E chiudici dentro, intesi?
Senza perdere un secondo, Blay usc e chiuse la porta. Si ud un leggero tintinnio metallico quando
rimise a posto la catena, poi un clic quando chiuse il lucchetto.
Il lesser stava cominciando a lottare con pi foga, ma non era un male... loro lo volevano lucido.
John lo volt a pancia in gi e gli tir indietro il collo, piegandogli la spina dorsale neanche fosse una
di quelle ciambelle a forma di nodo.
Qhuinn sapeva gi cosa fare. Inginocchiandosi, spinse la faccia contro quella del non morto.
Sappiamo che tenete prigioniera una femmina. Dov'?
Mentre l'ululato delle sirene diventava sempre pi assordante, il lesser riusc a emettere solo una
serie di grugniti, quindi John allent leggermente la presa per permettergli di far entrare un po'
d'aria nei polmoni.
Qhuinn tir indietro il braccio e gli moll uno schiaffo. Ti ho fatto una domanda, rottinculo.
Dov'?
John allent ancora un po' la presa, attento per a non lasciarselo scappare. Con quel margine di
manovra in pi, il lesser rabbrivid di paura, a dimostrazione che, se prima era tutto gasato dal ruolo
di pistolero, arrivato al dunque era solo un delinquentello in una situazione pi grande di lui.
La seconda sberla di Qhuinn fu ancora pi pesante. Rispondi.
Nessun... prigioniero.
Quando Qhuinn tir indietro il braccio un'altra volta, il lesser si ritrasse... gi, quegli stronzi erano
morti, ma i loro recettori del dolore funzionavano alla perfezione. La femmina rapita e tenuta
prigioniera dal vostro Fore-lesser. Dov'?
John pass a Qhuinn la sua pistola e con la mano libera sfil il coltello da caccia da dietro la schiena.
Inutile dire che era l'unico autorizzato a fare davvero male. Avvicin la lama agli occhi del lesser, che
si dimen selvaggiamente, ma venne ben presto ridotto all'impotenza da John, il quale lo avvolse
come una coperta nel suo corpo enorme.
Ti conviene parlare, disse asciutto Qhuinn. Fidati.
Non so di nessuna femmina. Con la trachea compressa dall'avambraccio di John, le parole erano
ridotte a un sibilo.
John diede uno strattone all'indietro e il non morto grid,  la verit!
Adesso le sirene urlavano e fuori nel parcheggio si ud un gran stridore di pneumatici.
Ora bisognava procedere con cautela. Il lesser aveva gi dimostrato un totale disprezzo verso l'unica
regola della guerra per cui, se con qualunque altro non morto il silenzio era garantito, con Mr Clic-
clic Bang-bang non potevano essere altrettanto sicuri.
John incroci lo sguardo bicolore di Qhuinn, che stava gi provvedendo. Allungata la mano verso un
mucchio di stracci unti, ne ficc uno della bocca del lesser. Poi tutto si blocc come in un fermo-
immagine.
Dall'esterno, le voci degli sbirri giungevano soffocate: Coprimi.
Ricevuto.
John mise via il coltello per trattenere la preda con entrambe le mani. Si sentiva un gran scalpiccio,
per lo pi in lontananza, ma alla fine si sarebbe sicuramente avvicinato.
Mentre i poliziotti si sparpagliavano per il parco, le radio nelle autopattuglie fornivano un'incessante
colonna sonora all'iniziale perquisizione e messa in sicurezza della zona. Che non dur a lungo.
Tempo un paio di minuti e gli agenti si raccolsero intorno alle macchine, proprio accanto al
capanno.
Unit Due-quaranta a centrale. L'area  sicura. Nessuna vittima. Nessun...
Con mossa repentina il lesser scalci, rovesciando una tanica di benzina. E in pratica si sentirono
tutti quei poliziotti che rialzavano le pistole, puntandole contro il capanno.
Ma cosa cazzo succede?
Lash sorrise nel vedere il ragazzino con gli occhi fissi sull'Omega. Anche se era tutto coperto dalla
lunga tunica, bisognava essere dei cretini integrali per non capire che l sotto c'era qualcosa di molto
strano... e, ding-ding-ding, avevano un vincitore alla lotteria cognitiva.
Il bastardello cominci a indietreggiare fuori dalla fattoria, ma subito i lesser che davano man forte a
Mr D lo affiancarono, afferrandolo per le braccia.
Lash annu in direzione del tavolo in sala da pranzo. Mio padre lo far secco l.
Far cosa? Adesso, nel panico pi totale, il ragazzino si divincolava come un maiale sgozzato. Un
ottimo esercizio per ci che stava per accadere, in realt.
I lesser lo sollevarono di peso sopra il piano di legno tutto bucherellato, tenendolo gi per i piedi e
per le caviglie mentre l'Omega avanzava tra tutti quegli strilli e gesti scomposti.
Quando il male si tolse il cappuccio, scese il silenzio.
Poi l'urlo che usc dalla bocca dell'umano lacer l'aria, riecheggiando fino al soffitto e riempiendo di
rumore la casa decrepita.
Lash si tenne in disparte e lasci agire suo padre, guardando i vestiti dell'umano finire a brandelli
sotto un semplice tocco di quel palmo nero trasparente. Poi fu la volta del coltello; la lama scintillava
alla luce del lampadario da quattro soldi appeso al soffitto cadente.
Fu Mr D ad aiutare con i dettagli tecnici... posizionando i secchi sotto le braccia e le gambe
dell'umano e correndo di qua e di l.
Lash era morto, quando gli avevano prosciugato le vene; si era svegliato solo quando una scossa
generata da Dio solo sapeva dove lo aveva percorso da capo a piedi. Quindi trovava interessante
vedere come funzionava il tutto: il corpo che veniva dissanguato, il petto che veniva aperto e l'Omega
che si recideva il polso per versare olio nero nella cavit toracica, il Male che, evocando dal nulla una
palla di energia, la scagliava dentro il cadavere, la rianimazione che faceva confluire il liquido
malefico verso ogni vena e arteria. Il passo finale era la rimozione del cuore; l'organo si raggrinziva
sul palmo dell'Omega, prima di essere inserito in un contenitore di ceramica.
Ripercorrendo il proprio ritorno dal regno dei morti, Lash ramment anche che suo padre aveva
trascinato a s Mr D perch I ungesse da fonte di nutrimento per suo figlio. Lash aveva bisogno di
quel sangue, ma a quel punto era morto da parecchie ore... ed era almeno per met vampiro.
L'umano, invece, si svegli con la bocca spalancata come un pesce fuor d'acqua e una gran
contusione in testa.
Lash si mise la mano sul petto per sentire il battito del cuore...
Qualcosa stava colando. Dentro la sua manica.
Mentre l'Omega cominciava a fare cose depravate all'iniziato, Lash corse su in gabinetto. Si tolse la
giacca del completo, la pieg a met... e si rese conto che non c'era niente su cui appoggiarla. Era
tutto coperto da almeno un ventennio di luridume.
Cristo, perch non aveva mandato qualcuno a pulire quel porcile?
Fin per appendere la giacca a un gancio e...
Oh, merda.
Alzando il braccio vide una macchia nera nel punto in cui aveva attaccato il cerotto, la base del
gomito era bagnata.
Porca puttana.
Si strapp via i gemelli, si sbotton la camicia e quando si guard il petto, rimase impietrito.
Alz gli occhi sullo specchio opaco, come se ci potesse cambiare quello che stava vedendo, e si
sporse in avanti. Sul pettorale sinistro c'era un'altra piaga, grossa come una moneta da dieci
centesimi e piatta come la prima. E una terza vicino all'ombelico.
Il panico gli diede il capogiro, costringendolo ad aggrapparsi al lavandino. Il suo primo pensiero fu
di correre dall'Omega a chiedere aiuto, ma si trattenne... a giudicare dalle grida e dai grugniti
provenienti dal piano di sotto, in tinello era in corso qualcosa di parecchio movimentato, e solo un
idiota l'avrebbe interrotto.
L'Omega era volubile per natura, ma in certe cose aveva la concentrazione tipica di chi  affetto da
disturbi ossessivo-compulsivi.
Puntando le mani sul lavabo, Lash abbandon la testa sul petto, con lo stomaco vuoto che si
rimescolava, rischiando di farsela sotto. Chiss quante altre ulcerazioni aveva... Non pot fare a
meno di chiederselo, ma preferiva non conoscere la risposta.
La sua iniziazione, rinascita o quello che era, avrebbe dovuto essere permanente. Cos gli aveva detto
suo padre. Era nato dal Male, generato da un pozzo tenebroso che era eterno.
Marcire da vivo non rientrava nei patti.
Tutto bene, l dentro?
Lash chiuse gli occhi; la voce del texano gli graffiava la schiena come un artiglio. Per gli mancava
l'energia per mandarlo a farsi fottere.
Come sta andando, gi di sotto? chiese invece.
Mr D si schiar la gola, ma la disapprovazione lo fece comunque incespicare nelle parole. Credo che
ci vorr ancora parecchio, signore.
Fantastico.
Lash costrinse la spina dorsale afflosciata a raddrizzarsi e si volt verso il suo vice...
D'un tratto sent allungarsi le zanne e per un attimo non cap il perch. Poi si accorse che aveva gli
occhi puntati sulla giugulare del piccoletto.
In fondo alle viscere, la fame mise le corna e, come un toro scatenato, and fuori controllo,
scombussolandogli lo stomaco.
Accadde troppo in fretta perch potesse fermarsi, porsi delle domande o riflettere. Un momento era
fermo davanti al lavandino e quello dopo era addosso a Mr D e lo spingeva contro la porta,
addentandolo al collo.
Il sangue nero che sent sulla lingua era il tonico che gli serviva; bevve avidamente, mentre il texano
lottava per poi arrendersi, immobile. Ma il coglione non doveva preoccuparsi, non c'era niente di
sessuale in tutto quel succhiare. Era puro e semplice nutrimento.
E pi beveva pi sentiva il bisogno di bere.
Stringendosi il lesser al petto, si nutr a saziet.
Capitolo 13
Quando il rumore dell'anfibio del lesser contro la tanica di benzina si spense, Qhuinn and a
sedersi sulle gambe di quel figlio di puttana. Quel bastardo era riuscito a sferrare un calcio, ma non
avrebbe avuto una seconda possibilit.
Fuori, gli sbirri umani si radunarono intorno al capanno.
E' chiuso, disse uno di loro facendo sferragliare la catena.
Qui ci sono dei bossoli.
Aspetta, dentro c' qualcosa... oh, cristo, che puzza.
Qualunque cosa sia,  morta da almeno una settimana. Che tanfo...  persino peggio del pasticcio di
tonno di mia suocera.
La battuta suscit una risata di approvazione.
Al buio, John e Qhuinn si guardarono e attesero. L'unica soluzione, se la porta si apriva, era
smaterializzarsi lasciando l il lesser, impossibile trasportare nell'aria il peso del non morto. Ma
nessuno di quei poliziotti poteva avere la chiave... se volevano entrare dovevano per forza sparare al
lucchetto.
E c'erano ottime probabilit che rinunciassero a farlo: fare fuoco solo per entrare nel capanno li
avrebbe costretti a riempire una montagna di scartoffie; non ne valeva la pena.
Secondo la chiamata al nove-uno-uno ha sparato una sola persona. E non pu essere l dentro.
Ci fu un colpo di tosse e un'imprecazione. Se  l dentro, gli cascher il naso dal fetore.
Chiama il custode, disse una voce profonda. Qualcuno deve tirare via di l quell'animale morto.
Intanto diamo una controllata nel quartiere qui intorno.
Chiacchiere e passi. Poco dopo, una delle auto si allontan.
Dobbiamo liquidarlo, bisbigli Qhuinn all'orecchio di John. Prendi il coltello; facciamogli la festa
e filiamocela.
John scosse la testa. Non voleva assolutamente perdere il suo trofeo.
John, non possiamo portarcelo dietro. Uccidilo, cos possiamo squagliarcela.
Anche se Qhuinn non poteva vedergli le labbra, John sillab, Col cazzo. Lui  mio.
Non aveva intenzione di lasciarsi sfuggire la sua fonte di informazioni. Alla peggio, potevano
sistemare i poliziotti sul piano mentale... e anche su quello fisico, se necessario.
Sent il fruscio di un coltello che veniva sfoderato. Spiacente, John, ma dobbiamo cambiare aria.
No! Grid John da sopra la spalla, senza emettere alcun suono.
Qhuinn afferr John per il colletto del giubbotto, tirandolo fino a fargli perdere l'equilibrio: o
lasciava andare il collo del non morto o gli avrebbe staccato la testa dalla spina dorsale. Dal
momento che un lesser decapitato non poteva parlare, John moll la presa... e si tenne piantando il
palmo sul cemento gelido.
Per niente al mondo avrebbe permesso al suo amico di privarlo della sua preda.
Quando si avvent contro Qhuinn, si scaten il finimondo. I due vampiri lottarono per assicurarsi il
controllo del pugnale, rovesciando ben pi che una tanica di benzina; nel frattempo il lesser,
liberatosi, schizz verso la porta tempestandola di pugni per uscire, coi poliziotti che urlavano a
squarciagola...
Il rumore che subito dopo riusc a sovrastare quel frastuono fu uno sparo, seguito da un tintinnio
metallico.
I piedipiatti avevano fatto saltare il lucchetto con un colpo di pistola.
Da terra, John pieg il braccio dietro la schiena e, ruotando sulle ginocchia, lanci il pugnale in
sincrono con Qhuinn.
Le lame attraversarono da un capo all'altro lo spazio angusto trafiggendo il lesser in mezzo alle
scapole; la penetrazione fu tale che evidentemente una sola o entrambe centrarono il bersaglio: con
un lampo accecante e un boato capace di far sanguinare le orecchie, il lesser venne rispedito al
creatore, lasciandosi dietro solo un odore di fumo... e un buco grosso come un frigorifero nella porta
del capanno.
Con l'adrenalina alle stelle, n John n Qhuinn potevano sma-tcrializzarsi, quindi balzarono in piedi
appiattendosi con la schiena ai due lati dello squarcio e restando immobili quando dall'apertura
spuntarono prima una e poi una seconda canna di pistola.
Seguite dagli avambracci.
Poi dai profili e dalle spalle. E dalle torce elettriche.
Per fortuna gli umani entrarono del tutto.
Psst. Avete la patta aperta. Quando gli sbirri si voltarono verso il ghigno beffardo di Qhuinn, John
estrasse le due SIG e, con una LUO
botta incrociata alla testa di entrambi, fece vedere le stelle agli eroi del Dipartimento di Polizia di
Caldwell, che crollarono a terra.
Proprio in quel mentre, Blay arriv con l'Hummer.
John scavalc d'un balzo i poliziotti fiondandosi verso il SUV, seguito a ruota da Qhuinn; le New
Rock che quel cazzone insisteva a portare facevano letteralmente tremare la terra sotto i piedi. John
corse verso il portellone posteriore, che Blay aveva opportunamente sganciato, afferr la maniglia e
si gett all'interno, mentre Qhuinn si infilava sul sedile di dietro.
Mentre Blay partiva sgommando e usciva dal parco a tavoletta, John ringrazi il cielo di aver dovuto
sistemare una sola coppia di sbirri... anche se gli altri due agenti sarebbero tornati al pi presto, poco
ma sicuro.
Stavano puntando a nord, verso l'autostrada, quando John si fece strada con le mani fino al sedile di
dietro... e le strinse di nuovo intorno al collo di Qhuinn.
Ma cosa cavolo vi prende? grid Blay, vedendo che ricominciavano a picchiarsi.
Non c'era tempo per rispondere. John era impegnato a stringere con tutte le sue forze, mentre
Qhuinn cercava di fargli un occhio nero... riuscendoci.
Quasi cento chilometri all'ora. Dentro e fuori dalla citt. Con una possibile descrizione
dell'Hummer, se almeno uno dei poliziotti aveva ripreso conoscenza abbastanza da mettere a fuoco
la vista, mentre Blay li portava in salvo a tutto gas.
E una scazzottata in corso.
In seguito John si sarebbe reso conto che c'era un solo posto in cui Blay poteva andare, naturalmente.
Quando entr nel parcheggio di Sai - dietro al ristorante, dove non c'erano luci - sia John che
Qhuinn sanguinavano. La rissa termin solo quando Trez trascin fuori dalla portiera John... Blay
doveva averlo avvertito telefonicamente. Qhuinn sub un trattamento analogo da parte di iAm.
John sput per pulirsi la bocca e li guard tutti quanti in cagnesco.
Credo si possa dire che  finita in parit, ragazzi, disse Trez con un mezzo sorriso. Cosa ne
pensate?
Quando John venne lasciato libero, tremava dalla rabbia. Quel lesser poteva essere l'unica risorsa a
loro disposizione per sbrogliare la matassa, risolvere il mistero, scoprire il nascondiglio in cui
tenevano Xhex... tutto quanto insomma. E per colpa di Qhuinn, che aveva insistito per sprecarla,
adesso erano al punto di partenza. Senza contare che quel bastardo era morto cos, come niente,
senza soffrire. Una pugnalata al cuore e stop, fine di tutti i suoi problemi. Era a casa... o quanto meno
era tornato dall'Omega.
Qhuinn si pul la bocca sul dorso della mano. Per l'amor del cielo, John! Credi che non voglia
trovarla? Credi che non me ne freghi un cazzo? Cristo, sono uscito ogni notte con te a cercare,
perlustrare, sperando in un indizio, uno spiraglio. Gli punt contro l'indice. Perci ficcatelo bene
in testa: noi due che ci facciamo beccare da un branco di umani con un lesser ferito non ci  di
nessun aiuto. Vuoi andare a dire a Wrath come te la sei giocata con quello? Io no. E se ti azzardi
un'altra volta a puntarmi una pistola in faccia ti riempio di botte, anche se per lavoro dovrei
proteggerti.
John non si fidava a rispondere, era troppo furibondo. Una cosa era certa, per... se non avesse avuto
la speranza che saltasse fuori qualcosa all'indirizzo di Benloise, in St. Francis Avenue, avrebbe I atto
un macello. E nessuno, Ombra o altro, sarebbe riuscito a fermarlo.
Mi hai sentito? lo incalz Qhuinn. Mi sono spiegato?
John camminava su e gi, mani sui fianchi, testa bassa. Quando la rabbia cominci a sbollire, il suo
lato razionale cap che Qhuinn aveva ragione. Era anche ben consapevole di aver momentaneamente
perso la testa, in quel capanno. Aveva davvero puntato una calibro quaranta sul muso del suo amico?
Quella improvvisa lucidit gli diede la nausea.
Se non si dava subito una regolata avrebbe avuto problemi ben pi gravi che una femmina
scomparsa. Sarebbe finito al cimitero, per una leggerezza sul campo di battaglia o perch Wrath gli
avrebbe procurato una grave forma di calcinculite.
Guard Qhuinn. Dio, l'espressione dura su quella faccia piena di piercing era vicinissima al limite
oltre il quale un'amicizia si rompe per sempre... e non c'entrava col fatto che Qhuinn era un tipo
tosto, ma piuttosto col fatto che John era un imbecille con cui nessuno voleva avere a che fare.
Si avvicin all'amico e non si sorprese nel vedere che Qhuinn non arretrava di un passo, malgrado il
pestaggio in macchina. Quando tese la mano, ci fu una lunga pausa.
Non sono io il nemico, John.
John annu, concentrandosi sulla lacrima tatuata sotto l'occhio di Qhuinn. Ritraendo la mano, disse,
Lo so. Solo che... devo trovarla. E se quel lesser fosse stato il modo per riuscirci?
Forse lo era... ma la situazione era troppo critica e a volte devi anteporre te stesso a lei. Perch
altrimenti non scoprirai mai cosa  successo, non puoi cercarla da dentro una bara.
John non trov nulla da ridire.
Allora ascoltami bene, pazzo che non sei altro, ci siamo dentro insieme, in questa cosa, disse piano
Qhuinn. E io sono qui per impedirti di farti ammazzare. Capisco la tua smania di trovarla, sul serio.
Ma noi due dobbiamo collaborare.
Uccider Lash, disse d'impeto John. Gli stringer le mani intorno al collo e lo guarder negli occhi
mentre muore. Non mi importa quanto mi coster... ma sparger le sue ceneri sulla tomba di Xhex.
Lo giuro su...
Su cosa poteva giurare? Non su suo padre o su sua madre.
... lo giuro sulla mia vita.
Chiunque altro avrebbe potuto tentare di placarlo con un mare di cazzate della serie "abbi fede",
"vedrai che ce la faremo", Qhuinn invece gli diede una pacca sulla spalla. Ti ho detto quanto ti
voglio bene, ultimamente?
Ogni volta che esci con me per aiutarmi a trovarla.
Non  per lavoro.
Questa volta, quando John tese la mano, il suo amico la afferr, attirandolo a s in un abbraccio
virile. Poi lo spinse via e controll l'orologio. Dovremmo andare in St. Francis Avenue.
Avete ancora dieci minuti, disse Trez, mettendogli un braccio intorno alle spalle e avviandosi verso
la porta di servizio che dava sulla cucina. Voi due dovete darvi una bella ripulita. Potete lasciare
l'Hummer nella nostra area per il ricevimento merci, cos gli cambier le targhe mentre siete via.
Qhuinn lo guard.  molto gentile da parte tua.
Gi, sono un vero signore. E, per dimostrartelo, vi dir anche tutto quello che so su Benloise.
John li segu; non aver cavato niente da quel lesser lo rendeva ancora pi deciso, spietato,
irremovibile.
Lash non avrebbe lasciato Caldwell. Non poteva. Finch era a capo della Lessening Society doveva
stare a distanza ravvicinata con la confraternita, e i fratelli non si sarebbero mossi dalla citt... l c'era
la Tomba. Cos, anche se i vampiri civili si erano sparpagliati altrove, Caldie restava l'epicentro della
guerra perch il nemico non poteva cantare vittoria finch i fratelli erano in vita.
Presto o tardi, Lash avrebbe fatto un passo falso, e John sarebbe stato l, pronto ad aspettarlo.
Per, cavolo, quant'era snervante l'attesa, ti logorava da morire. Ogni nottata senza niente di nuovo,
niente a cui aggrapparsi... era un inferno senza fine.
Capitolo 14
Quando Lash finalmente si stacc dalla vena di Mr D, lo spinse via come un piatto sporco alla fine
del pranzo. Poi si accasci sul lavandino, soddisfatto per aver saziato l'appetito e perch si sentiva gi
pi in forma. Adesso per era fiacco da morire, come gli accadeva sempre dopo un pasto a base di
sangue.
Ogni tanto succhiava dalla vena di Xhex, cos, per sfizio, ma chiaramente non era quello che gli
serviva per riempirsi lo stomaco.
E allora significava che doveva vivere nutrendosi dai... lesser?
Naa, mica pendeva da quella parte, lui. Mai nella vita. Non aveva nessuna intenzione di attaccarsi
regolarmente alla gola di un maschio. Non esisteva proprio.
Alz il braccio per controllare l'orologio. Le dieci meno dieci. E sembrava un barbone. Si sentiva
come un barbone, anche.
Pulisciti, disse a Mr D.Devi farmi una cosa.
Cominci a impartire ordini, ma incespicava nelle parole.
Hai capito bene? chiese.
Signors. Il texano si guard intorno, nel bagno, come in cerca di un asciugamano.
Gi di sotto, disse brusco Lash. In cucina. Vai a casa mia a prendermi un cambio di vestiti e
portamelo qui. Oh, e gi che ci sei, porta qualcos'altro da mangiare in camera da letto.
Mr D annu, uscendo con passo malfermo.
Hai portato un cellulare per la nuova recluta? Documenti? gli grid dietro Lash.
Sono gi nella borsa. E le ho mandato un SMS col numero.
Quel cazzone era proprio un ottimo segretario particolare.
Lash si sporse dentro la doccia per aprire i rubinetti sul muro
piastrellato; non si sarebbe sorpreso nel vedere che non ne usciva niente o solo un filo di schifezza
marrone. Invece era il suo giorno fortunato: dal soffione scese una pioggerella fresca e pulita. Si
spogli in fretta.
Che bello lavare via tutto lo sporco, gli sembrava di riavviare il proprio corpo come si fa con un
computer.
Finita la doccia, us la camicia per asciugarsi, poi usc barcollando in camera da letto. Si sdrai e
chiuse gli occhi, con una mano sullo stomaco, sopra le piaghe. Un gesto sciocco. Mica doveva
proteggerle da qualcosa.
I rumori dal piano di sotto sembravano indicare che le cose stavano procedendo; ne fu sollevato... e
un tantino sorpreso. Non esprimevano pi dolore e spavento; stavano sconfinando nel porno: gemiti
e mugoli da orgasmo.
Sei finocchio? ricord che gli aveva chiesto il ragazzino.
Forse, pi che una domanda, era una speranza.
Mah. Lash non voleva farsi vedere in quello stato da suo padre; con un po' di fortuna la nuova
recluta sarebbe stata strapazzata ancora per un po'.
Chiuse gli occhi cercando di "staccare" il cervello. Progetti per la Societ, pensieri su Xhex,
frustrazione per tutta la faccenda del nutrimento... le sue onde cerebrali si misero a girare
vorticosamente, ma il suo corpo era troppo esausto per restare cosciente.
Tanto meglio...
Fu mentre sprofondava nel sonno che ebbe la visione. Chiara e nitida; pi che apparire entr dentro
di lui, insinuandosi nella sua mente chiss da dove e spingendo prepotentemente via ogni altra
preoccupazione.
Vide se stesso nella tenuta in cui era cresciuto; camminava sul prato, verso la sontuosa villa.
All'interno le luci erano accese e c'era gente che si muoveva da una stanza all'altra... proprio come la
notte in cui era entrato per assassinare i due vampiri che lo avevano tirato su come un figlio. Quelli,
per, non erano i volti di persone conosciute. Erano diversi. Erano gli umani che avevano acquistato
la casa.
Sulla destra c'era l'aiuola di edera in cui aveva sepolto i suoi genitori.
Vide se stesso ritto nel punto in cui aveva scavato la fossa e gettato i cadaveri. Il terreno era ancora
leggermente smosso, anche se qualche giardiniere ci aveva piantato dell'altra edera.
Si inginocchi e tese le braccia in avanti... e soltanto allora si accorse che quelle non erano le sue
braccia.
Aveva assunto la forma del suo vero padre: un'ombra nera e traslucida.
Per qualche motivo quella rivelazione lo gett nel panico e cerc di svegliarsi. Nel corpo immobile,
agit scompostameli le le braccia.
Ma era gi sprofondato troppo tra le braccia di Morfeo per riuscire a liberarsi dalla sua morsa.
La galleria di Ricardo Benloise era in centro, nei pressi del complesso ospedaliero del St. Francis
Hospital. Il moderno edificio a sei piani spiccava in mezzo ai "grattacieli" fratelli degli anni Venti
grazie a un lifting che gli aveva regalato un esterno in acciaio satinato e finestre grandi come le porte
di una stalla.
Un po' come una stellina del cinema seduta vicino a un branco di vecchie matrone.
Quando John e i suoi amici comparvero sul marciapiede di fronte alla facciata, il posto era in gran
fermento. Attraverso le enormi vetrate si vedevano uomini e donne in nero che si aggiravano per le
sale con in mano flute di champagne, esaminando i quadri alle pareti che, almeno della strada,
sembravano un misto tra la pittura con le dita dei bambini di cinque anni e l'opera di un sadico con
la fissa dei chiodi arrugginiti.
John prov un moto di avversione per il modo di fare di quell'avanguardia colta e, come sempre, non
aveva idea del perch avesse un'opinione sull'arte. Come se importasse qualcosa.
Trez aveva detto di girare sul retro, quindi tutti e tre proseguirono lungo l'isolato, tagliando nel
vicolo che correva dietro la galleria. Se il davanti del palazzo faceva di tutto per dare nell'occhio e
attirare visitatori, il retro era l'esatto opposto. Niente finestre. Tutto dipinto di nero, due porte
anonime e un'area di carico pi chiusa di una cintura di castit.
In base alle informazioni ricevute da Trez, le pietose manifestazioni "artistiche", come quelle discusse
da quei presuntuosi aspiranti Warhol non erano l'unico prodotto che entrava e usciva da l. Il che
spiegava la quantit esagerata di telecamere di sicurezza montate sopra l'uscita posteriore.
Per fortuna c'erano molti angoli bui in cui nascondersi; invece di camminare in prossimit di tutti
quegli obiettivi, dunque, si smaterializzarono vicino a una catasta di pallet di legno.
La citt, a quell'ora, era ancora piena di vita, il suono smorzato dei clacson delle automobili, le sirene
della polizia in lontananza e i rumorosi grugniti degli autobus dell'azienda di trasporti municipale si
rincorrevano nell'aria frizzante in una tipica sinfonia urbana...
Un'auto svolt nel vicolo e avanz a fari spenti verso la galleria.
Appena in tempo, bisbigli Qhuinn. E quella Lexus.
John inspir a fondo, sperando di non perdere subito il bene della ragione.
La berlina si ferm parallela all'area di carico e la portiera si apr. Quando la luce dell'abitacolo si
accese...
Il piccolo lesser del parco, quello che puzzava di Old Spice, scese da una macchina per il resto vuota.
Nessuna traccia di Lash.
Il primo impulso di John fu di balzargli addosso... ma secondo Trez alla riunione doveva presenziare
anche Lash. Intervenendo adesso, rischiavano di farselo scappare; forse c'era un ordine di arrivo
prestabilito per i partecipanti all'incontro; se l'ordine saltava, Lash poteva ricevere una soffiata.
E, dati tutti i trucchetti che quella carogna sapeva tirar fuori dal cilindro, l'elemento sorpresa era
decisivo.
Per un attimo, John si chiese se non fosse il caso di inviare un SMS ai fratelli. Avvertirli. Chiedere
massicci rinforzi... ma non appena fu sfiorato da quel pensiero, la sua sete di vendetta torn ad alzare
la testa.
Proprio per questo infil la mano in tasca e tir fuori il cellulare. Mentre il nanerottolo entrava, invi
a Rhage un messaggino conciso, che andava dritto al punto: 189 St. Francis. Lash in arrivo. Noi 3 in
vicolo dietro.
Rimettendo il telefonino in tasca, si accorse che Blay e Qhuinn lo guardavano da sopra la spalla. Uno
di loro gli diede una stretta alla spalla in segno di approvazione.
Qhuinn aveva ragione, questa era la verit. Se l'obiettivo era veramente quello di far fuori Lash,
c'erano pi probabilit di beccarlo se si lasciava aiutare. E doveva agire con astuzia... perch fare lo
scemo non lo avrebbe portato da nessuna parte.
Un attimo dopo, Rhage si materializz all'imbocco del vicolo insieme a Vishous e i due si
avvicinarono. Hollywood era il fratello giusto da interpellare, quando si trattava di Lash, perch
aveva l'unica arma in grado di affrontare il bastardo in un corpo a corpo: quel suo drago lo seguiva
dappertutto.
In un baleno John se li trov di fianco; prima che cominciassero a tempestarlo di domande, mise
subito in chiaro una cosa.
Voglio essere io a uccidere Lash. Intesi? Devo essere io.
Vishous immediatamente annu e nella lingua dei segni disse, Conosco i tuoi trascorsi con quel
pezzo di merda. Ma se si arriva a dover scegliere tra te e quel figlio di puttana, dovrai mettere da
parte l'onore e lasciare intervenire noi. Chiaro?
John fece un profondo respiro. Era una motivazione pi che sufficiente. Var in modo che non
dobbiate preoccuparvi di questo.
Okay, andata.
Tutti si bloccarono quando il lesser arrivato a bordo della Lexus torn fuori, si mise al volante... e
part, come se la riunione fosse stata annullata.
Sui tetti, disse Rhage, scomparendo.
Imprecando tra s, John accolse il suggerimento e riprese forma in cima al palazzo di Benloise;
sporgendosi oltre il bordo, vide la berlina fermarsi lungo St. Francis Street. Per fortuna il piccoletto,
ligio al codice della strada, mise la freccia a sinistra, quindi John si smaterializz, per ricompattare le
sue molecole due edifici pi in l. Via via che la macchina procedeva ripet l'operazione pi volte,
finch il lesser non svolt a destra, nella parte pi vecchia di Caldwell.
Dove i tetti piatti finivano e bisognava atterrare su quelli a punta di epoca vittoriana.
Meno male che le suole dei suoi stivali avevano una buona aderenza.
Fingendo di essere un doccione, John si appollai su torrette, abbaini e davanzali, seguendo la sua
preda dall'alto... finch la Lexus s'infil in un vicolo dietro una fila di palazzi in arenaria.
John conosceva pochissimo quel quartiere - c'era stato una volta sola, nel seminterrato dove abitava
Xhex, l vicino - ma non era un territorio normale per la Lessening Society. Di solito i loro covi si
trovavano in zone molto meno eleganti.
C'era un'unica spiegazione possibile. L abitava Lash.
Uno come lui, cresciuto in mezzo al lusso, tra gioielli, vestiti eleganti e cagate simili avrebbe dovuto
sottoporsi a un trapianto di personalit per riuscire ad accontentarsi di qualcosa di meno di una
bella casa in un quartiere signorile. Era venuto su in un posto cos e di sicuro lo vedeva come un suo
diritto.
Il cuore di John si mise a battere all'impazzata.
La Lexus si ferm davanti a un garage e, quando la porta si apr, entr. Un attimo dopo il piccoletto
attravers un giardino fino al retro di uno dei palazzi pi belli.
Rhage comparve di fianco a John e nella lingua dei segni disse, Vieni sul retro con me. Vishous e i
ragazzi si smaterializzeranno entrando dal portone anteriore. V  gi sulla veranda e dice che non c'
traccia di acciaio.
John annu e, insieme, i due vampiri ripresero forma su una terrazza di ardesia... proprio mentre il
lesser apriva la porta su una cucina degna di un buongustaio. Attesero un momento, immobili nel
tempo e nello spazio, che il nanerottolo disattivasse il sistema di sicurezza.
Il fatto che andasse staccato non significava necessariamente che Lash non era in casa. I lesser
avevano bisogno di prendersi delle pause per ricaricarsi con una certa regolarit, e soltanto un
imbecille non avrebbe provveduto a proteggersi con le dovute precauzioni.
John doveva solo sperare che l'oggetto delle sue ricerche fosse dentro quella casa.
Capitolo 15
Xhex era seduta nella poltrona vicino alla finestra quando sent il rumore sul tetto. Il bump-bump
soffocato fu abbastanza forte da strapparla all'aerobica mentale che faceva per mantenersi vigile.
Guard il soffitto...
Al piano di sotto scatt il sistema di sicurezza e il suo udito finissimo colse il bip-bip-bip-bip-bip di
quando veniva disattivato, seguito dai passi leggeri del lesser che le portava da mangiare...
C'era qualcosa di strano. Qualcosa... non quadrava.
Piegandosi in avanti sulla poltrona si tese tutta, drizzando le antenne mentali. Non potendo inviare
segnali symphath, la sua capacit di decrittare le griglie emotive era compromessa, ma non del
tutto... ecco come scopr che nei pressi della casa c'era qualcun altro, oltre al non morto.
Una quantit di corpi. Due sul retro. Tre sul davanti. E le emozioni degli individui che avevano
circondato la villa coincidevano con quelle tipiche dei soldati: massima calma e concentrazione.
Ma non erano lesser.
Xhex scatt in piedi.
Cristo santo. L'avevano trovata. I fratelli l'avevano trovata, cazzo.
L'imboscata venne messa in atto con tempismo perfetto. Al pianterreno sent un grido di sorpresa,
un parapiglia confuso e poi tonfi e passi pesanti, quando si scaten il corpo a corpo e i rinforzi
piombarono dentro da un'altra direzione.
Anche se nessuno poteva udirla, tranne Lash, si mise a urlare a pi non posso nella speranza di
superare, per una volta, i muri invisibili della sua gabbia.
John Matthew non riusciva a credere che il lesser fosse ignaro della loro presenza. A meno che quello
stronzo fosse in qualche modo compromesso, avrebbe dovuto accorgersi che c'erano dei vampiri
tutto intorno alla casa. Ma lui no... and avanti con le sue cose, entrando e lasciando la porta aperta.
La prima regola, in una irruzione,  assumere il controllo; appena varcata la soglia della casa di
arenaria, John neutralizz il lesser torcendogli le braccia dietro la schiena, spingendolo a faccia in
gi sul pavimento e sedendosi sul suo didietro, neanche fosse un pianoforte a coda. Nel frattempo,
Rhage lo oltrepassava con passo sorprendentemente leggero proprio mentre V e i ragazzi sbucavano
in cucina dalla sala da pranzo.
Mentre il pianterreno veniva setacciato in fretta, John sent un formicolio alla schiena... un coltello
affilato come un rasoio lungo la spina dorsale. Si guard intorno, ma non riusc a localizzare la fonte
di quella sensazione, quindi per il momento la accanton.
Cantina, sibil Rhage.
Vishous scese insieme al fratello.
Con i suoi amici che gli guardavano le spalle, John fu in grado di concentrare la propria attenzione
sul lesser sotto di s. Quello stronzo era troppo silenzioso, troppo immobile. Respirava, ma niente di
pi.
Che avesse sbattuto contro qualcosa cadendo per terra? Sanguinava? Di solito quelle carogne
reagivano.
Sferrando calci alle taniche di benzina, tanto per fare un esempio.
John cerc tracce di sanguinamento o altre ferite, attento a non dargli la possibilit di liberarsi.
Afferrandolo per i capelli, lo tir su...
E qualcosa trov, eccome se la trov... ma di sicuro non era dovuta alla colluttazione. Sul lato sinistro
del collo del lesser c'erano due forellini e un livido circolare: qualcuno lo aveva morso e poi gli aveva
succhiato il sangue.
Qhuinn si avvicin e si mise in ginocchio. Chi si  attaccato al tuo collo, amico?
Il lesser non rispose; intanto V e Rhage si smaterializzarono di ritorno dal seminterrato e puntarono
verso il primo piano.
Mentre i fratelli si muovevano silenziosamente per casa, Qhuinn afferr il lesser per la mascella.
Stiamo cercando una femmina. E puoi rendere le cose pi facili anche per te stesso, se ci dici dov'.
Il lesser si accigli... e lentamente spost gli occhi verso l'alto.
A John non serviva altro.
Scatt in avanti, afferrando il palmo di Blay e abbassandolo con forza sul non morto. Dopo quel
cambio di mano, John schizz via attraversando di corsa una sala da pranzo e un atrio. La scalinata
era ampia e coperta da una passatoia, il che gli consent di avere
pi presa nel salire i gradini tre alla volta. Pi saliva, pi il suo istinto urlava.
Xhex era l dentro.
Giunto in cima, Rhage e V gli comparvero davanti, bloccandogli la strada.
La casa  vuota... cominci Rhage
John lo interruppe. Lei  qui.  qui da qualche parte. Ne sono sicuro.
Rhage lo afferr per il braccio. Andiamo gi a interrogare il lesser. Cos ne sapremo di pi...
No! Lei  qui!
Vishous gli si piazz davanti al muso, gli occhi di diamante che scintillavano. Ascoltami, figliolo. Ti
conviene tornare da basso.
John socchiuse gli occhi. Quei due non volevano semplicemente farlo scendere gi di sotto. Non lo
volevano l sopra.
Cosa avete trovato? Nessuno dei due fratelli rispose. Che cosa avete trovato!
Riusc a scartarli entrambi; sent Rhage imprecare, mentre V balzava davanti a una porta.
Naa, lascialo andare, V, fece Hollywood con voce sepolcrale. Lascialo andare... odia gi
abbastanza Lash, non gli basterebbe una vita intera per perdonarlo.
Gli occhi di V fiammeggiarono, come se volesse ribattere, poi per estrasse dal giubbotto ima delle
sue sigarette rollate a mano e si fece da parte con un'imprecazione.
Con la schiena rigida, John entr come una furia, ma si ferm di colpo. La tristezza nella stanza era
una soglia tangibile in cui doveva aprire una breccia, riusc a penetrare quel gelido muro di
desolazione solo perch costrinse i piedi ad avanzare.
Era stata imprigionata l.
Xhex era stata imprigionata l... e torturata l.
Schiuse le labbra per respirare, mentre con gli occhi seguiva i graffi alle pareti. Ce n'erano
un'infinit, oltre a macchie nere... e altro sangue secco.
Di un rosso scuro, quasi viola.
John si avvicin e fece scorrere le mani sopra un buco cos profondo che sotto la tappezzeria di seta
si vedevano le assicelle di legno intonacate.
Via via che ispezionava la stanza, il suo respiro si faceva sempre pi affannoso. Il letto era un
macello, i cuscini buttati per terra, il piumone un groviglio inestricabile...
Sopra c'era del sangue.
Si chin a raccogliere uno dei cuscini e lo strinse con delicatezza. Accostandolo al naso, inspir... e
sent una versione pi penetrante di ci che sognava ogni notte: l'odore di Xhex.
Le ginocchia cedettero di schianto e lui and gi come un sasso nell'acqua ferma, crollando di fianco
al materasso. Affondando la faccia nella morbidezza del guanciale, respir a fondo per accogliere
Xhex dentro di s, la sua fragranza persisteva come un ricordo a un tempo tangibile e sfuggente.
Lei era stata l. Di recente.
John guard le lenzuola insanguinate. I muri insanguinati.
Era arrivato troppo tardi.
Aveva la faccia bagnata e sent qualcosa gocciolare gi dal mento, ma non gliene fregava niente. Era
sconvolto al pensiero di essere arrivato a un passo dal salvarla... c'era andato vicino, ma non
abbastanza. Non aveva fatto in tempo.
Il singhiozzo che usc dalla sua gola di muto ruppe il silenzio.
Mai in vita sua il cuore di Xhex era stato incline a spezzarsi. A lungo aveva sospettato che fosse una
conseguenza del suo lato symphath, una sorta di condizione congenita che la induriva relativamente
a quelle cose per cui la maggior parte delle femmine si commuove, e perde il controllo.
Ma alla fine venne fuori che si sbagliava.
Ritta accanto a John Matthew, alla vista del suo corpo enorme accasciato vicino al letto, l'organo che
batteva dietro il suo sterno s'infranse come uno specchio.
Andando in mille pezzi.
Nel vedere John che stringeva al petto quel cuscino come un neonato, si sent morire. Era distrutta.
Completamente. Assolutamente. In quel momento di totale disperazione, avrebbe fatto qualunque
cosa per alleviare il suo dolore: non aveva idea del perch lui si sentisse cos, ma i motivi erano
irrilevanti.
La cosa fondamentale era la sua sofferenza.
Indebolita a propria volta, si inginocchi accanto a lui, turbata nel profondo da quell'immagine
tragica.
Le sembravano passati secoli dall'ultima volta che lo aveva visto e, Dio, era ancora cos bello... anche
pi di come se lo ricordava nei suoi momenti di quiete. Con quel profilo forte e marcato c quegli
straordinari occhi azzurri, aveva il volto di un guerriero; e il fisico poderoso, con le spalle larghe tre
volte quelle di lei, non era da meno. Era tutto vestito di pelle, a eccezione della T-shirt, e aveva i
capelli praticamente rapati a zero, tagliati col rasoio elettrico, come se non gliene importasse pi
niente.
Sul davanti del giubbotto e sulla maglietta c'era sangue di lesser.
Quella notte aveva ucciso. E forse per questo l'aveva trovata.
Be', quasi trovata.
John? disse piano una voce maschile.
Xhex guard verso la porta, anche se lui non lo fece. Qhuinn,
che aveva appena raggiunto i fratelli Rhage e Vishous, adesso era fermo sulla soglia insieme a loro.
Soprappensiero, Xhex not lo shock sui volti dei fratelli... evidentemente ignoravano che tra lei e
John c'era stato qualcosa di serio. Adesso per avevano ricevuto il messaggio. Forte e chiaro.
Qhuinn entr e si avvicin al letto. John, siamo qui da mezz'ora, disse, mantenendo un tono dolce.
Se dobbiamo interrogare quel lesser gi da basso per farci dire qualcosa su di lei dobbiamo sbrigarci
a portarlo vi'. Non vogliamo torchiarlo qui e so che vuoi essere tu a occupartene.
Oh, Dio... no...
Portatemi con voi, sussurr disperatamente Xhex. Vi prego... non lasciatemi qui.
D'un tratto John la guard, come se avesse udito la sua supplica.
Ma no, stava solo guardando il suo amico; il suo sguardo la attraversava senza vederla.
Nel vederlo annuire, Xhex memorizz il suo viso, sapendo che era l'ultima volta che lo vedeva.
Appena scoperta l'irruzione, Lash l'avrebbe uccisa su due piedi oppure trasferita da qualche altra
parte... e con ogni probabilit non sarebbe sopravvissuta abbastanza a lungo per essere ritrovata di
nuovo.
Alz la mano, anche se non serviva a niente, e la pos sul viso di John, sfregando il pollice avanti e
indietro sui segni delle lacrime. Immagin di riuscire quasi a sentire il calore della pelle e l'umido
delle guance.
Avrebbe dato qualunque cosa per poterlo prendere tra le braccia e stringerlo forte. Ancora di pi per
poter andare via con lui.
John... disse con voce rotta. Oh, Dio... perch ti stai facendo questo.
Lui si accigli, senza dubbio per qualcosa che aveva detto Qhuinn. Per poi alz il palmo e lo pos
nel punto in cui lo stava toccando lei.
Ma solo per asciugarsi le lacrime.
Quando si alz, prese con s il cuscino e and alla porta, passando proprio attraverso Xhex.
Lei guard la sua schiena che si allontanava, col sangue che le rombava nelle orecchie. Per certi versi
quella era una eco del processo di morte, pens. A poco a poco, un passo dopo l'altro, ci che la
legava alla vita se ne andava, si allontanava, spariva. A ogni passo di John verso la porta, lei sentiva
evaporare il fiato nei polmoni. Il suo cuore si fermava. La sua pelle si raffreddava.
La sua possibilit di salvezza stava andando via. La sua possibilit di...
Fu allora che cap cosa aveva contrastato sin dall'inizio e, per una volta, non prov l'impulso di
nascondere le proprie emozioni.
Non ce n'era bisogno. Anche se John era l con lei, era completamente sola e separata da lui, ma
soprattutto era la sua natura mortale a chiarire le sue priorit.
John, disse piano.
Lui si ferm e guard verso il letto.
Ti amo.
Col bel volto contratto dal dolore, John si massaggi il centro del petto, come se qualcuno gli avesse
stretto il cuore nel pugno, strizzandolo fino alla morte.
Poi si volt.
Il corpo di Xhex ebbe la meglio sulla sua mente. Con un balzo disperato corse verso la porta aperta,
spalancando le braccia e la bocca.
Quando and a sbattere contro i confini della sua prigione, ud un rumore assordante, come una
sirena... o come il sibilo acuto dei fuochi d'artificio quando vengono accesi... o forse era scattato
l'allarme del sistema di sicurezza.
Ma non era niente di tutto ci.
Era lei che urlava a squarciagola.
[eBL 086]
Capitolo 16
John dovette staccarsi a forza da quella camera da letto. Se non fosse stato per la spinta della logica e
per il bisogno di sventrare quel lesser, non sarebbe riuscito a muoversi di un millimetro.
Sentiva la presenza di Xhex, era pronto a giurarci... ma sapeva che era uno scherzo della sua mente,
generato dalla sua ricerca instancabile. Lei non era in quella stanza. C'era stata. Due cose
completamente diverse... e la sua unica possibilit di scoprire cosa le era capitato era gi in cucina.
Scese al pianterreno stropicciandosi gli occhi e la faccia e scopr che una mano non voleva saperne di
staccarsi dalla guancia. La pelle, in quel punto, formicolava... un po' come quando Xhex lo aveva
accarezzato, le poche volte che l'aveva fatto.
Dio... il sangue in quella stanza. Tutto quel sangue. Lei aveva lottato contro Lash e, anche se pensare
che lo aveva riempito di botte era motivo di orgoglio, trovava intollerabile quanto era accaduto l
dentro.
Svolt a sinistra e attravers la sala da pranzo a grandi passi, sforzandosi di riacquistare lucidit, con
la sensazione che lo avessero scorticato vivo e gettato nell'oceano. Entr in cucina e...
Non appena pos gli occhi sul lesser, fu scosso da un terremoto: tutto il suo universo si spalanc, gi
gi fino al suo nucleo rovente.
Spalanc la bocca in un urlo silenzioso.
Mentre si scagliava in avanti, la rabbia gli allung le zanne e il corpo inser il pilota automatico,
smaterializzandosi attraverso lo spazio e riprendendo forma davanti a quel bastardo. Spinse via Blay
e il vampiro innamorato in lui aggred il non morto con una ferocia di cui aveva sentito parlare... ma
che non aveva mai visto.
E certamente mai sperimentato.
Accecato dall'ira, con i muscoli potenziati da una furia omicida, era tutto azione e niente pensiero
quando attacc, le mani che graffiavano come artigli, le zanne che fendevano come pugnali,
trasformato in animale da un furore incontenibile.
Non aveva idea di quanto and avanti... n di quello che fece. L'unica cosa di cui era vagamente
consapevole era il tanfo dolciastro che gli riempiva le narici. Non sentiva altro.
Qualche tempo dopo... molto tempo dopo... un secolo dopo... si ferm per riprendere fiato e si scopr
a quattro zampe, la testa ciondoloni, i polmoni in fiamme per lo sforzo. Aveva i palmi piantati su
mattonelle rese viscide dal sangue nero e qualcosa gli gocciolava dai capelli e dalla bocca.
Sput un paio di volte nel tentativo di liberarsi di un sapore disgustoso, ma qualunque cosa fosse,
non ce l'aveva solo sulla lingua e sui denti; ce l'aveva anche in gola e nelle viscere. Gli bruciavano gli
occhi e aveva la vista annebbiata.
Aveva ricominciato a piangere? Non si sentiva pi triste... si sentiva svuotato.
Ges... Cristo... mormor qualcuno.
Improvvisamente sopraffatto dalla stanchezza, John permise al gomito di piegarsi e si lasci andare
di lato. Appoggi la testa in una pozza sempre pi fredda e chiuse gli occhi. Era senza forze. Riusciva
a malapena a respirare.
Qualche tempo dopo, sent Qhuinn che gli parlava. Quando ci lu una pausa annu, pi per una
cortesia innata che per una qualche consapevolezza di quello che stava succedendo.
Rimase momentaneamente sorpreso nel sentire delle mani sulle spalle e sulle gambe, e riusc in
qualche modo ad alzare le palpebre quando venne sollevato.
Strano. I pensili e gli altri mobili erano bianchi, quando era entrato in cucina. Adesso... li avevano
dipinti di un nero lucido.
In preda al delirio, si chiese perch mai qualcuno avesse fatto una cosa del genere.
Non si poteva certo dire che il nero fosse un colore beneaugurante.
Chiuse gli occhi, sentendo gli urti e gli scossoni mentre lo portavano fuori, poi venne sollevato
un'ultima volta e, infine, il suo corpo si accasci, inerte. Il motore di una macchina che veniva
avviato. Portiere che si chiudevano.
Erano in viaggio. Senza dubbio verso il quartier generale della confraternita.
Prima di crollare addormentato, si port la mano alla guancia. Al che si rese conto di aver
dimenticato il cuscino.
Svegliandosi di soprassalto, si raddrizz di colpo, come Lazzaro tornato dal regno dei morti.
Per fortuna ci aveva pensato Blay. Eccolo qua. Mi sono assicurato di non andare via senza.
John prese il guanciale ancora impregnato dell'odore di Xhex e ci si raggomitol intorno. Quella fu
l'ultima cosa che ricordava del viaggio di ritorno a casa.
Lash si svegli esattamente nella stessa posizione in cui si era assopito: steso sulla schiena con le
braccia incrociate sul petto... come un cadavere dentro una bara. Quand'era un vampiro si muoveva
nel sonno e, di solito, si svegliava su un fianco, con la testa sotto il cuscino.
Mettendosi a sedere, la prima cosa che fece fu controllare le lesioni al petto e all'addome. Invariate.
Non peggiorate, ma invariate. E il suo livello di energia non era migliorato in modo significativo.
Nonostante avesse dormito... Cristo santo, tre ore? Ma che cavolo...?
Meno male che aveva avuto il buon senso di posticipare l'appuntamento con Benloise. Non puoi
incontrare un uomo cos quando hai la faccia - e ti senti - come uno che  sbronzo da una settimana
e mezza.
Butt le gambe gi dal letto, chiam a raccolta le forze e sollev il culo dal materasso, mettendosi in
verticale. Barcollava. Dal piano di sotto non giungeva alcun rumore, solo silenzio. No... un
momento. Qualcuno stava dando di stomaco. Il che significava che l'Omega aveva finito con la
nuova recluta e il ragazzo era agli inizi di una spassosissima sessione di vomito lunga dalle sei alle
dieci ore.
Lash raccolse la camicia macchiata e il completo, chiedendosi dove diavolo fosse il cambio di
biancheria che aveva chiesto a Mr D. Mica ci volevano tre ore per andare da Benloise, fissare un
nuovo appuntamento, andare a casa per dare da mangiare a Xhex e prendere dall'armadio degli abiti
puliti.
Scendendo le scale, chiam quell'idiota al cellulare e appena scatt la casella vocale sbrait, Dove
cazzo sono i miei vestiti, imbecille?
Riattacc, e dal corridoio butt l'occhio in tinello. La nuova recluta non era pi sopra il tavolo, ma
sotto di esso, almeno in parte; piegata sopra un secchio, era scossa da conati a vuoto, neanche avesse
nella pancia un topo incapace di trovare l'uscita.
Ti lascio qui, disse ad alta voce Lash. Questo diede luogo a una pausa in cui la recluta lo guard.
Aveva agli occhi iniettati di sangue e dalla bocca gli colava qualcosa di simile alla sciacquatura di
piatti.
Cosa... mi sta succedendo? Vocina flebile. Parole sconnesse.
Lash si port la mano sulla piaga al petto; faticava a respirare.
Pens ancora una volta che alle reclute non veniva mai raccontata tutta la storia. Non sapevano mai
cosa aspettarsi, non capivano fino in fondo a cosa rinunciavano e cosa ricevevano in cambio.
Non aveva mai pensato a se stesso come a ima recluta, prima d'ora. Lui era il figlio dell'Omega, non
una delle tante rotelle dell'ingranaggio. Ma fino a che punto conosceva la verit?
Si costrinse a levare la mano dalla lesione.
Passer, disse brusco. Tutto... si sistemer. Tra poco ti addormenterai e quando ti sveglierai...
starai meglio di prima.
Quella cosa...
 mio padre. Lavorerai per me, come ti ho detto. Non  cambiato niente. Quando l'impulso di
scappare si fece troppo impellente per poterlo contrastare, Lash and alla porta. Adesso ti mando
qualcuno.
Per favore... non lasciarmi. Due occhi lacrimosi lo imploravano e una mano macchiata si tese
verso di lui. Per favore...
Le costole di Lash si strinsero con forza, comprimendo i polmoni al punto di comprometterne il
funzionamento, finch non riusc pi a far entrare aria in gola.
Adesso verr qualcuno.
Fuori dalla porta, fuori di casa, fuori da quel casino. Corse verso la Mercedes, si mise al volante e si
chiuse dentro, uscendo a tutta birra dal corto vialetto della fattoria. Gli ci vollero quasi cinque
chilometri prima di riuscire a respirare bene, e si sent meglio solo quando vide i grattacieli del
centro.
Lungo il tragitto verso la casa di arenaria chiam altre due volte Mr D; trov la casella vocale, e poi...
di nuovo la casella vocale.
Svoltando a destra nel vicolo che portava al garage, era sul punto di scagliare il cellulare fuori dal
finestrino per la frustrazione...
Tolse il piede dall'acceleratore e si lasci superare da un'altra auto... ma non aveva rallentato per
gentilezza verso la Porsche del suo vicino.
La porta del garage era spalancata e dentro c'era la Lexus di Mr D. In barba al protocollo.
Questo, unito al fatto che non gli rispondeva al telefono era un campanello d'allarme grosso come
una casa e il suo primo pensiero and a Xhex. Se quei bastardi dei fratelli se l'erano portava via li
avrebbe infilzati a un palo e lasciati in mezzo al prato ad abbrustolire lentamente al sole.
Chiuse gli occhi drizzando le antenne... e un attimo dopo avvert la presenza di Mr D, ma il segnale
era debolissimo. Quasi impercettibile.
Chiaramente quel coglione era stato ferito, ma non era ancora morto del tutto.
Quando un'auto alle sue spalle suon il clacson, Lash si accorse di essere fermo in mezzo alla
stradina.
Normalmente la sua prima mossa sarebbe stata infilare la Mercedes in garage e precipitarsi in casa,
pronto a combattere... ma era a dir poco debilitato, fiacco e intontito. Non era il momento buono per
affrontare il nemico, se i fratelli erano ancora l dentro.
Anche i lesser potevano tirare le cuoia. Anche il figlio del Male poteva essere rispedito al creatore.
Gi, ma... e la sua femmina?
Incalzato da uno strano terrore gelido, Lash prosegu fino in fondo al vicolo, poi svolt a destra e
ancora a destra. Passando davanti alla casa, preg con tutto il cuore che Xhex fosse ancora...
Quando alz gli occhi verso le finestre del primo piano e la vide in camera da letto... non riusc a
trattenere un profondo sospiro di sollievo. Non gli importava cos'era successo in quella casa, non gli
importava chi ci era entrato: Xhex era ancora dove l'aveva lasciata, il suo volto era visibile a lui, e a
lui soltanto, dietro quel vetro, gli occhi levati verso il cielo, la mano alla gola.
Che bella immagine, pens. I capelli le stavano crescendo e cominciavano ad arricciarsi e il chiaro di
luna sui suoi zigomi alti e sulle labbra perfette era decisamente romantico.
Era ancora sua.
Si costrinse a proseguire. Lei era al sicuro dov'era... la sua prigione invisibile era impenetrabile da
qualunque vampiro, umano o lesser, che fosse un fratello o un vecchio scemo con una pistola e tanta
grinta.
Se fosse entrato e fosse rimasto coinvolto in uno scontro con i fratelli? Se fosse rimasto ferito?
L'avrebbe persa, perch mantenere l'incantesimo in cui l'aveva intrappolata richiedeva energia e lui
aveva gi abbastanza problemi a raccogliere le forze necessarie all'impresa. Per quanto disprezzasse
la propria debolezza, doveva essere realista.
Non potersi fermare l con lei era terribile. Una sofferenza atroce.
Ma era la decisione giusta. Se non voleva perdere Xhex doveva lasciarla fino all'alba, quando la casa
si sarebbe svuotata per forza di cose.
Ci mise un po' ad accorgersi che stava girando in tondo senza meta; la verit era che l'idea di tornare
a dormire in una delle squallide casette di propriet della Lessening Society gli faceva venire voglia
di scorticarsi la faccia.
Dio, quanto ci metteva l'alba ad arrivare...
Da una parte non riusciva a credere di essere cos vigliacco da scappare, ma dall'altra faceva fatica
anche solo a tenere gli occhi aperti e la testa diritta, al volante. Imboccando il ponte che portava a
ovest di Caldwell, ancora non si capacitava di tanta stanchezza. Le piaghe potevano benissimo venire
dalle battaglie con Xhex, ma quello sfinimento era...
La risposta gli venne guardando i veicoli sull'altra corsia, diretti a est. Ma certo, era ovvio, eppure
quella rivelazione lo colp con una forza tale da fargli alzare il piede dall'acceleratore.
Est e ovest. Sinistra e destra. Notte e giorno.
Per forza, nutrirsi da Mr D lo aveva aiutato solo in apparenza.
Gli serviva una femmina. Una lesser.
Perch non ci aveva pensato prima? I vampiri si rafforzano solo grazie al sangue del sesso opposto. E
anche se in lui era predominante il lato paterno, il retaggio del suo passato non era del tutto
scomparso, evidentemente, se doveva far ricorso alle zanne per nutrirsi.
Solo dopo essersi abbeverato alla vena di Mr D si era sentito almeno in parte soddisfatto.
Be', questo cambiava tutto... e apriva un futuro completamente nuovo per Xhex.
Capitolo 17
I rumori della sanguinosa mischia al piano di sotto era giunto fino alle orecchie di Xhex; dai miasmi
che adesso filtravano dalla porta della camera da letto, poteva facilmente indovinare cosa era toccato
al piccolo lesser che le portava da mangiare.
Tutto lasciava supporre che una parte del pianterreno fosse stata appena ritappezzata in "carta da
parati lesser".
Era sorpresa che i fratelli avessero deciso di smembrarlo l in casa. Da quello che sapeva, Butch
O'Neal di solito inalava quei bastardi per impedire il loro ritorno dall'Omega. Ma gi da basso... Si
sarebbe meravigliata che fosse rimasto ancora qualcosa da raccogliere col cucchiaino.
A meno che fosse un messaggio per Lash.
Dopo il caos assordante del massacro ci fu uno strano silenzio, seguito da un gran rumore di passi.
Ora che non c'era pi nessuno da uccidere, se ne andavano.
Nel petto sent montare di nuovo il panico e dovette fare uno sforzo quasi fisico per riprendersi...
non doveva lasciarsi andare, maledizione. In quella situazione poteva contare solo su se stessa, era
quella la sua arma: la mente e il corpo erano le uniche cose che Lash non poteva portarle via.
Perderle equivaleva a morire.
'Fanculo, perderle significava che, alla sua morte, non avrebbe potuto trascinare con s Lash.
Trov la forza di non mollare proprio nella realt della situazione, quel fardello che gravava su di lei
l'aiut a tenere i piedi per terra e a dominare le emozioni, che altrimenti si sarebbero liberate
portandosi via anche la sua logica. Xhex chiuse tutto sottochiave in un angolo della mente,
qualunque cosa avesse sentito stando accanto a John Matthew.
Non lasci filtrare nulla. Non lasci venire a galla nulla.
Entr in modalit guerra e si rese conto di non aver sentito nessuno schiocco n visto il riverbero di
un lampo, quindi i fratelli non avevano pugnalato il lesser. E, dal lezzo che ammorbava la casa, c'era
da scommettere che avessero abbandonato l il corpo.
Lash avrebbe dato fuori di matto. Xhex lo aveva sentito interagire col piccolo texano e, anche se lui lo
avrebbe negato, era chiaramente affezionato a quel nanerottolo. Doveva sfruttare quel suo punto
debole, far leva sul suo smarrimento per mandarlo ancora pi in crisi. Forse allora sarebbe crollato...
Avvolta dal silenzio e da quel tanfo dolciastro, si mise a camminare per la stanza e fin col ritrovarsi
davanti alla finestra. Soprappensiero, dimenticando il campo di forza, appoggi le mani sul telaio...
Balz subito indietro, aspettandosi una fitta di dolore.
Invece... sent solo un formicolio.
Nella sua prigione c'era qualcosa di diverso.
Tenendo sempre la testa sotto controllo, avvicin di nuovo i palmi alla barriera, premendoli contro
quell'argine invalicabile. Per valutare bene le cose doveva essere assolutamente obiettiva... ma il
cambiamento era cos evidente che era impossibile non notarlo: la trama dell'incantesimo si era
indebolita. Indebolita in modo inequivocabile.
La domanda era: perch? Ed era una debolezza destinata ad aumentare o doveva approfittare subito
di quell'intoppo?
Xhex fece scorrere lo sguardo lungo i contorni della finestra. A vederla, la sua prigione non aveva
nulla di anormale; pos la mano sul vetro, tanto per essere sicura... s, aveva visto giusto.
Lash era morto? Era stato ferito?
In quel momento una grossa Mercedes nera pass davanti alla casa e al suo interno lei avvert la
presenza di quel figlio di puttana. E, vuoi perch Lash aveva succhiato il suo sangue, vuoi perch la
barriera di contenimento in cui l'aveva chiusa si stava incrinando, la griglia emotiva di quella
carogna risult chiarissima al suo lato symphath: Lash si sentiva isolato. Angosciato. E... debole.
Bene, bene, bene...
Questo avvalorava il cedimento che aveva percepito. E spiegava anche come mai non era cos ansioso
di correre da lei. Nei panni di Lash, se non si fosse sentita particolarmente in forma, avrebbe atteso
l'alba, prima di entrare.
O sarebbe corsa a cercare rinforzi degni di tal nome.
Ma per questo ci sono i cellulari, no?
Quando la Mercedes lasci il quartiere senza accennare a tornare, Xhex fece due passi indietro.
Contraendo le cosce, strinse i pugni e si pieg leggermente all'indietro sui fianchi, come un pugile.
Inspir a fondo, si concentr, e...
Facendo scattare in avanti il pugno destro con tutta la forza che aveva nella spalla, colp la barriera
con una forza tale che, se fosse stata la mascella di qualcuno, l'avrebbe maciullata.
L'incantesimo la respinse con una sorta di scossa elettrica, ma in tutta la stanza comparvero come
delle increspature, la sua cella tremolava, quasi si stesse ricalibrando dopo una ferita. Prima che si
riprendesse del tutto, Xhex sferr un altro pugno...
Il vetro, al di l della barriera, si infranse.
All'inizio rimase come imbambolata... anche se sentiva la brezza sul viso; guard le nocche
insanguinate per avere la conferma che la finestra non si era rotta per qualche altro motivo.
Porca... troia.
Esaminando rapidamente le potenziali strategie di fuga, si volt a guardare la porta che John e i
fratelli avevano lasciata aperta.
L'ultima cosa che voleva era scappare attraverso la casa, perch ignorava com'era strutturata e in
cosa poteva incappare lungo la strada. Ma l'istinto le diceva che probabilmente era troppo debole per
smaterializzarsi... perci, se provava a sfondare la finestra, rischiava di non riuscire a volatilizzarsi a
mezz'aria.
Nel qual caso si sarebbe sfracellata sulla strada sottostante.
La porta aperta era l'alternativa migliore. Poteva usare il proprio corpo come un pugno e, prendendo
la rincorsa, avrebbe avuto ancora pi slancio.
Si volt, appoggiandosi con le scapole contro il muro, fece un respiro profondo e... scatt in avanti,
attraversando la stanza a tutta velocit, pompando con le braccia e con le gambe.
Quando colp la barriera, un dolore incandescente pervase ogni cellula del suo corpo, come un fuoco
che la divorava dall'interno. Accecata dal male, rimase bloccata dall'incantesimo, che la intrappol
entro i suoi confini, lasciandola come morta...
Poi per il suo slancio l'ebbe vinta sulle sbarre invisibili della prigione; ci fu come una lacerazione e...
perdio, fin fuori dalla camera da letto.
Finalmente libera, and a sbattere in pieno contro la parete del corridoio, con una violenza tale che,
scivolando fino a terra, si aspettava di portar via una mano di vernice con la faccia e col petto.
Con la testa che girava e gli occhi pieni di lucine scintillanti, si prepar a rimettersi in moto. Era
fuori, ma non era ancora libera.
Si guard indietro e vide le increspature dell'incantesimo che si stava ricostituendo... spezzandolo,
aveva forse inviato un qualche segnale a Lash?
Corri via... subito... esci... scappa!
Alzandosi faticosamente da terra e trascinandosi lungo il corridoio, infil le scale con le gambe che
tremavano, barcollando, incespicando. Nell'atrio al pianterreno, il fetore di sangue di lesser le tolse il
respiro fin quasi a farla vomitare; si allontan di volata, ma non per proteggere il suo naso. I lesser
entravano e uscivano sempre dal retro. Se le restava anche solo un briciolo di tempo, doveva
concentrarsi sul trovare un'altra via d'uscita.
Poco pi avanti, il portone d'ingresso era un coso massiccio con decorazioni a intaglio e un pannello
di vetro rinforzato da sbarre di ferro. Ma era chiuso da semplici serrature di sicurezza.
Facile come rubare una caramella a un bambino.
Xhex si avvicin, pos la mano sulla serratura Schlage e concentr tutte le energie residue
nell'impresa di far scattare i cilindri. Uno... due... tre... e infine il quarto.
Spalanc il portone e aveva gi un piede fuori, quando sent lo scricchiolio di qualcuno che entrava
in cucina.
Oh, merda. Lash era tornato. Era tornato per lei.
In un lampo spar, il panico le mise le ali ai piedi e la mente, concentratissima, ne fece buon uso.
Nello stato in cui era sapeva di non poter andare lontano; decise quindi che la cosa migliore era
rifugiarsi nel suo appartamento al seminterrato. L almeno sarebbe stata al sicuro finch non
recuperava le forze.
Riprese forma nel sottoscala che conduceva al suo monolocale e, con la forza del pensiero, fece
scattare le serrature di rame. Appena varc la soglia, le luci a sensori di movimento si accesero nel
corridoio imbiancato a calce e lei alz il braccio per schermarsi gli occhi, scendendo i gradini con
passo malfermo. Sprangata la porta col pensiero, avanz barcollando e si accorse vagamente che
zoppicava.
Colpa dell'impatto contro il muro? Della corsa precipitosa gi per le scale? Boh, chi cazzo lo sapeva o
se ne fregava.
Riusc ad arrivare in camera e si chiuse dentro. Quando le luci automatiche si accesero, guard il
letto. Lenzuola candide e pulite. Cuscini in perfetto ordine. Piumone senza una grinza.
Non ce la fece ad arrivare fino al materasso. Le ginocchia cedettero di schianto e lei si lasci andare;
lo scheletro croll su se stesso, riducendola a un mucchietto di ossa rivestite di pelle.
Appena tocc terra, non fu il sonno a vincerla. Ma andava bene cos.
Svenire era anche meglio.
Blaylock rientr nella casa di arenaria, insieme a Rhage e a Vishous una ventina di minuti dopo che
ne erano usciti con John. Subito dopo averlo depositato sano e salvo alla base, erano tornati per
finire di passare al setaccio la casa: stavolta cercavano roba piccola, tipo documenti, computer,
denaro contante, droga, qualunque cosa in grado di fornire informazioni.
Blay entr in cucina e subito si mise ad aprire pensili e cassetti;
avendo assistito allo scempio effettuato da John Matthew, le conseguenze lo lasciarono pressoch
indifferente. Vishous sal al primo piano, mentre Rhage perlustr il davanti della casa.
Blay cominciava a prendere il ritmo, quando Rhage grid, Il portone  spalancato.
Allora qualcuno era tornato l dopo che se l'erano svignata insieme a John? Lesser? Improbabile: non
avrebbero mai lasciato le loro cose incustodite. Un ladro, forse? I fratelli non avevano chiuso a chiave
la porta sul retro, quando se l'erano filata, quindi forse qualcuno si era intrufolato dentro casa.
Se era un umano, chiss che spavento si era preso a quello spettacolo. Questo poteva spiegare una
fuga precipitosa dal portone anteriore.
Blay impugn la pistola, nell'eventualit che in casa ci fosse qualcuno, e, con la mano libera, riprese a
rovistare in fretta dappertutto. Dentro un cassetto, insieme ai coltelli, trov due cellulari, entrambi
senza caricabatteria... ma ci avrebbe pensato V a risolvere il problema. Accanto al telefono c'erano
anche dei biglietti da visita, ma erano tutti di umani del settore edilizio... probabilmente ingaggiati
per dei lavori di ristrutturazione.
Era alle prese con gli armadietti sotto il piano di lavoro, quando guard in su, accigliato. Proprio di
fronte a lui c'era un portafrutta con delle mele fresche.
Guardando in direzione della cucina a gas, vide dei pomodori. E un filone di pane francese avvolto
nella carta.
Raddrizzandosi, and al frigorifero Sub-Zero e lo apr. Latte biologico. Cibi cotti da asporto presi da
Whole Foods. Un tacchino fresco pronto per essere cucinato. Pancetta affumicata canadese.
Non esattamente cibi per una prigioniera.
Blay alz gli occhi verso il soffitto; si sentivano i passi pesanti di V che passava da una stanza
all'altra. Poi fece scorrere lo sguardo sulla cucina nel suo insieme, dal completo di cachemire
appoggiato sopra uno sgabello alle pentole di rame accatastate sulle mensole a vista, fino alla
caffettiera col caff gi pronto da versare.
Tutto di marca, nuovo di zecca e pi pulito della foto di un catalogo.
Proprio nello stile di Lash... ma i lesser in teoria non mangiavano. Dunque, a meno che quel
bastardo trattasse Xhex come una regina, cosa alquanto improbabile... qualcuno in quella casa
pappava regolarmente.
La dispensa era attaccata alla cucina; Blay schiv i resti sanguinolenti del lesser per dare un'occhiata
veloce alla stanza tappezzata di scaffali: c'erano abbastanza cibi in scatola da sfamare un'intera
famiglia per un anno.
Uscendo, gli cadde l'occhio su qualcosa per terra: c'era una sottile serie di graffi sulla superficie in
legno massello, per il resto intatta e lustra come uno specchio... graffi a forma di mezzaluna.
Blay si accovacci sui talloni, facendo scrocchiare le ginocchia, e spost di lato un aspirapolvere.
Sulla parete in pedinato non not strane fessure, ma gli bast batterci sopra con le nocche per
individuare uno spazio vuoto. Tir fuori il coltello e us il manico a mo' di sonar per determinare le
dimensioni esatte della cavit nascosta; poi volt l'arma e conficc la punta della lama nel punto di
giuntura tra due assicelle.
Forzando leggermente, il rivestimento in legno si stacc; Blay prese una torcia a stilo e illumin
l'interno.
Un sacco della spazzatura. Nero come il sangue dei lesser.
Lo tir fuori e lo apr. Porca... vacca.
Alle sue spalle comparve Rhage. Cos'hai trovato?
Blay infil dentro la mano e tir fuori una manciata di banconote tutte spiegazzate. Soldi. Un
mucchio di soldi.
Prendili. V ha trovato un laptop e una finestra rotta al piano di sopra che prima non c'era. Io ho
chiuso il portone, cos gli umani non verranno a ficcanasare. Controll l'orologio. Dobbiamo
squagliarcela prima che sorga il sole.
Ricevuto.
Blay afferr il sacco, lasciando aperto il nascondiglio segreto; pi prove c'erano di un furto con
scasso, meglio era. Anche se i brandelli di lesser non potevano passare inosservati.
Quanto gli sarebbe piaciuto vedere la faccia di Lash, al suo ritorno a casa.
Uscirono tutti e tre dal retro, passando dal giardino; lui e Rhage si smaterializzarono, mentre
Vishous metteva in moto la Lexus parcheggiata in garage, collegando i fili dell'accensione per poterla
confiscare.
Inutile dire che avrebbero preferito restare per vedere chi arrivava. Ma con l'alba non si pu
contrattare.
Giunti alla grande casa della confraternita, Blay entr nell'atrio insieme a Hollywood e trov una fila
di gente ad attenderli. Tutto il bottino venne passato a Butch perch lo esaminasse alla Tana. Appena
pot allontanarsi, Blay sal di sopra in camera di John.
Buss, e per tutta risposta ottenne un grugnito; quando entr, vide Qhuinn seduto in una poltrona
vicino al letto. La lampada sul comodino accanto a lui proiettava un cono di luce gialla nell'oscurit,
illuminando sia lui sia la montagna stesa sotto il piumone.
John dormiva della grossa.
Qhuinn, dal canto suo, ci stava dando dentro con l'Herradura, In bottiglia di Seleccion Suprema che
aveva vicino al gomito, il bicchiere di cristallo pieno della tequila di prima qualit che ultimamente
era diventata la sua bevanda d'elezione.
Cristo, con Qhuinn che tracannava quella e John che si faceva di Jack Daniels, Blay stava meditando
di passare ad alcolici pi tosti. La birra, tutt'a un tratto, sembrava roba da sbarbatelli.
Come sta? chiese sottovoce Blay.
Qhuinn butt gi una sorsata di tequila. Maluccio. Ho chiamato Layla. L'amico ha bisogno di
nutrirsi.
Blay si avvicin al letto. Pi che chiusi, gli occhi di John erano sprangati, le sopracciglia talmente
aggrottate che sembrava intento a risolvere nel sonno qualche legge fisica. In contrasto col suo
pallore innaturale, i capelli sembravano ancora pi scuri, e aveva il respiro troppo leggero. Lo
avevano svestito e ripulito di quasi tutto il sangue del lesser.
Tequila? offr Qhuinn.
Blay tese la mano senza guardare, ancora concentrato sul loro comune amico. Ci che si ritrov tra le
dita fu il bicchiere, invece della bottiglia, ma non se ne cur e bevve avidamente.
Be', almeno adesso sapeva perch a Qhuinn piaceva tanto quella roba.
Glielo restitu e, a braccia conserte, ascolt il sommesso gorgoglio del bicchiere che veniva riempito
di nuovo. Per qualche motivo, il suono ovattato, seducente, della costosa bevanda alcolica contro il
cristallo lo rilassava.
Non riesco a credere che si sia messo a piangere, mormor. Cio, s... ci riesco, ma  stata una
sorpresa.
E chiaro l'hanno tenuta prigioniera in quella stanza. L'Herradura torn sul comodino con un
leggero tonfo. E noi l'abbiamo mancata per un pelo.
Lui ha detto qualcosa?
No. Nemmeno quando l'ho ficcato sotto la doccia e sono entrato dentro insieme a lui.
Okay, quella era un'immagine di cui Blay faceva volentieri a meno. Meno male che John non era
dell'altra sponda...
Qualcuno buss piano alla porta e si sent un profumo di cannella e spezie. Blay and ad aprire e
fece accomodare Layla, inchinandosi con deferenza.
In cosa posso servir... L'Eletta guard il letto, accigliandosi. Oh, no...  ferito? disse,
avvicinandosi a John Matthew.
S, pens Blay, ma soprattutto dentro.
Grazie di essere venuta, disse Qhuinn alzandosi dalla poltrona. Poi si chin sopra John, dandogli
una spintarella alla spalla. Ehi, amico, svegliati un secondo.
John si svegli come se stesse lottando contro un cavallone enorme, alzando lentamente la testa e
battendo le palpebre, quasi avesse la faccia sommersa dall'acqua.
E ora di mangiare. Senza voltarsi a guardarla, Qhuinn fece cenno a Layla di avvicinarsi, tendendo
la mano. Fai un ultimo sforzo che poi ti lasciamo in pace.
L'Eletta si ferm in istante... poi fece un passo avanti. Afferr lenta il palmo proteso di Qhuinn,
facendo scivolare la pelle sulla sua e avvicinandosi con una sorta di timida bellezza che suscit la
compassione di Blay.
A giudicare dal rossore che d'improvviso le imporpor le guance, ebbe la sensazione che Layla, come
chiunque altro, a quanto pareva, si fosse infatuata di Qhuinn.
John... amico? Dai, ho bisogno che ti concentri. Qhuinn tir Layla per la mano fino a farla sedere
sul letto; non appena l'Eletta guard da vicino John, si dedic completamente a lui.
Padrone... disse con una voce pacata e incredibilmente dolce, alzando la manica della veste.
Padrone, svegliatevi e prendete ci che ho da offrirvi. Ne avete un gran bisogno, in verit.
John cominci a scuotere la testa, ma Qhuinn intervenne con prontezza. Vuoi dare la caccia a Lash?
Non puoi farlo in questo stato. Non riesci neanche ad alzare la testa, cazzo... scusa il linguaggio,
Eletta. Devi rimetterti in forze... Dai, John, non fare lo stronzo.
Qhuinn spost lo sguardo bicolore su Layla, sillabando in silenzio: Scusa. Lei doveva avergli sorriso,
perch per un attimo lui inclin il capo come se ne fosse rimasto colpito.
O forse gli aveva solo detto qualcosa in silenzio anche lei.
S, doveva essere andata cos.
Per forza.
Poi tutti e due abbassarono la testa di scatto e Layla si lasci sfuggire un ansito quando John le
affond le zanne nella carne, cominciando a succhiare. Palesemente soddisfatto, Qhuinn torn al suo
posto e si riemp il bicchiere. Ne bevve met, poi lo allung a Blay.
L'idea migliore mai avuta da chiunque, da secoli. Blay si piazz contro l'alto schienale della poltrona
e, facendo scorrere un braccio sulla sua sommit, bevve una lunga sorsata, e poi un'altra, prima di
restituire la tequila.
Rimasero cos, dividendosi l'acquavite, mentre John si sfamava col sangue di Layla... finch a un
certo punto di quella duplice bevuta, Blay si rese conto che stava posando le labbra sullo stesso bordo
da cui beveva Qhuinn...
Sar stato l'alcol. O forse il bicchiere. O forse il fatto che, dal punto in cui si trovava, a ogni respiro
sentiva l'odore intenso di Qhuinn...
Doveva andare via, lo sapeva.
Voleva stare accanto a John, ma col passare dei minuti scivolava vicino, pi vicino, sempre pi
vicino... a Qhuinn. Al punto che, con la mano penzoloni sullo schienale, quasi gli accarezzava i folti
capelli neri.
Devo andare, disse brusco, restituendogli il bicchiere per l'ultima volta, diretto alla porta.
Stai bene? grid Qhuinn.
S. Dormi bene e riguardati, Layla.
Non hai bisogno di nutrirti? chiese Qhuinn.
Domani.
L'Eletta disse qualcosa di amabile e cortese, ma Blay non si volt. No. Non poteva.
E preg Dio di non incontrare nessuno, fuori in corridoio.
Non aveva controllato per vedere quant'era grave, ma sapeva quando era eccitato... e quella era una
cosa che, per quanto beneducato, un maschio in calzoni di pelle attillati non pu nascondere.
Capitolo 18
Dall'Altra Parte, Payne girava in tondo nella fontana di sua madre, tracciando cerchi coi piedi nella
vasca dove si raccoglievano gli zampilli. Schizzava l'acqua, tenendo sollevata la lunga veste e
ascoltando gli uccellini colorati appollaiati sull'albero bianco nell'angolo. I piccoli volatili
cinguettavano, svolazzando da un ramo all'altro, becchettandosi a vicenda e arruffando le piume.
Come diavolo facessero a trovare la voglia di svegliarsi per un'attivit cos limitata, proprio non ne
aveva idea.
Nel santuario il tempo non esisteva, eppure lei avrebbe tanto voluto un orologio da tasca o una
pendola per controllare quant'era in ritardo il Re cieco. Si vedevano ogni pomeriggio per una
sessione di arti marziali.
Be', pomeriggio per lui. Per lei, bloccata l da quella parte, tutto era eternamente immerso in un
giorno indistinto.
Si chiese quanto tempo era passato, di preciso, da quando sua madre l'aveva tirata fuori da quella
sorta di ibernazione concedendole un po' di libert. Impossibile saperlo. Wrath aveva cominciato a
presentarsi regolarmente pi o meno da... quindici volte e lei era stata rianimata forse... be', da molto
prima. Perci, torse, erano passati pi di sei mesi?
La vera domanda era per quanto tempo era rimasta prigioniera in quella specie di ghiacciaia... ma
non poteva chiederlo a sua madie. Loro due non si parlavano. Finch la femmina "divina" che l'aveva
generata non si decideva a lasciarla andare, Payne non aveva nulla da dirle.
Quel silenzio forzato, in verit, non sembrava fare alcuna differenza; non che Payne si fosse illusa del
contrario. Quando tua madre  la creatrice della razza e non deve rendere conto a nessuno, neppure
al re...
 piuttosto facile rimanere intrappolata nella tua stessa vita.
Quando acceler il passo, la tunica cominci a inzupparsi, allora balz fuori dalla fontana e
cominci a correre tutt'intorno, sferrando pugni nell'aria.
Essere un'Eletta docile e obbediente non era nel suo codice genetico, ed era la radice di tutti i
problemi tra lei e sua madre. Oh, che spreco. Oh, che delusione.
Oh, vedi di fartela passare, mammina cara.
Quel genere di condotta e di fede incondizionata non faceva per lei. E se la Vergine Scriba voleva un
altro spettro in tunica che si aggirava fluttuando silenzioso come una corrente d'aria in una stanza
dalla temperatura ideale, avrebbe dovuto scegliere un altro padre per sua figlia.
Payne aveva ereditato tutta la vitalit del Carnefice, i tratti del padre erano passati alla generazione
successiva...
Ruot su se stessa, parando il pugno di Wrath con l'avambraccio e sferrandogli una sforbiciata in
pieno fegato. Il re fu lesto a reagire, e la violenta gomitata con cui contrattacc era una promessa di
commozione cerebrale.
Payne si abbass rapida, schivandola per un pelo. Un altro calcio costrinse il re a balzare
all'indietro... malgrado fosse cieco, sapeva sempre esattamente dove si trovava la sua avversaria.
Di conseguenza avrebbe intuito che Payne lo avrebbe attaccato sul fianco. Infatti si stava gi
spostando, pronto a colpirla alla schiena con la suola dello stivale.
Cambiando idea, Payne si gett a terra e spinse in fuori le gambe, centrandolo alla caviglia e
sbilanciandolo. Un rapido scarto sulla destra e si spost dalla traiettoria di caduta di quell'enorme
corpo barcollante. Quando Wrath atterr con violenza, il collo stretto nell'incavo del gomito di
Payne, con un altro balzo gli fu sulla schiena. Per aumentare la presa, lei si afferr il polso e us
l'altro bicipite per premere contro la sua gola.
La reazione del sovrano? Posizionarsi a tartaruga.
Grazie alla sua incredibile forza, riusc a infilare i piedi sotto il peso di entrambi e si alz. Poi, con un
gran balzo per aria, atterr sopra di lei, che si era appiattita contro il marmo del pavimento.
Fargli da materasso era tutt'altro che comodo... Payne sentiva le ossa che in pratica si piegavano.
Il re era innanzi tutto - e soprattutto - una persona d'onore, tuttavia, e in considerazione
dell'inferiore forza muscolare di Payne non la teneva mai sotto per molto. Cosa che la indispettiva.
Lei avrebbe preferito uno scontro basato solo sull'abilit, senza esclusione di colpi, ma tra i sessi ci
sono differenze ineludibili, e i maschi, semplicemente, sono pi grossi e dunque pi forti.
Per quanto fosse infastidita dai limiti imposti dalla biologia, non c'era niente da fare.
E ogni volta che riusciva a mettere in difficolt l'avversario superandolo in velocit, la soddisfazione
era ancora pi grande.
Il re si rimise in piedi con agilit e, quando si volt, i lunghi capelli neri si allargarono a ventaglio
prima di ricadere sul judogi bianco. Con le lenti scure sugli occhi e quell'impressionante distesa di
muscoli, era magnifico, un distillato del meglio delle stirpi dei vampiri, incontaminato da qualunque
traccia umana o di altro genere.
Anche se il suo problema era proprio questo. Payne aveva sentito che la sua cecit era la conseguenza
di tutto quel sangue puro.
Quando fece per alzarsi, Payne sent una fitta lancinante alla schiena, ma la ignor per affrontare
un'altra volta il suo avversario. Questa volta fu lei ad attaccare come una furia e, per essere cieco,
Wrath diede prova di un'abilit davvero straordinaria nel parare i colpi.
Forse per questo non si lamentava mai del suo handicap. D'altra parte non parlavano molto, e a lei
andava bene cos.
Anche se si chiedeva che vita conducesse lui, sulla terra.
Quanto invidiava la sua libert.
Continuarono a darsele di santa ragione, girando intorno alla lontana e poi spostandosi verso il
colonnato e la porta che si apriva sul santuario. E ritorno. E ancora da capo, lungo lo stesso percorso.
Alla fine erano entrambi pesti e sanguinanti, ma non era un problema. Appena avessero lasciato
ricadere le mani lungo i fianchi e smettevano di scambiarsi colpi, le ferite avrebbero cominciato a
guarire.
L'ultimo pugno venne da Payne, e fu un montante micidiale che centr il mento del re come una di
quelle palle di ferro attaccate all'estremit di una catena in uso nel Medioevo. Gli rovesci indietro la
testa, scompigliandogli la lunga chioma.
Senza bisogno di parlare, concordavano sempre su quando era il momento di smettere.
Si sciolsero i muscoli passeggiando fianco a fianco fino alla fontana, facendo stretching e
sgranchendosi il collo. Insieme si lavarono la faccia e le mani nell'acqua limpida, cristallina, e si
asciugarono con dei panni morbidi che Payne aveva chiesto di avere a portata di mano.
Pur scambiandosi pugni e non parole, Payne aveva cominciato a pensare al re come a un amico. E, in
quanto tale, a fidarsi di lui.
Era la prima volta che le capitava.
Ed erano davvero soltanto amici. Per quanto lei ammirasse i suoi notevoli attributi fisici, non c'era la
minima attrazione, tra loro... e questo era uno dei motivi per cui il loro sodalizio funzionava.
Altrimenti lei non si sarebbe sentita a suo agio.
No, non le interessava un rapporto a sfondo sessuale, n con lui n con nessun altro. I vampiri
maschi, specie quelli di nobili origini, avevano la tendenza a comandare. Era pi forte di loro...
ancora una volta, l'esempio di un comportamento determinato dal sangue. E lei aveva gi qualcuno
che voleva decidere della sua vita. Non gliene serviva un altro.
Tutto okay? chiese Wrath mentre si sedevano sul bordo della fontana.
S. E tu? Non le dispiaceva che lui le chiedesse sempre se stava bene. Un paio di volte, all'inizio, si
era offesa... il re stava forse insinuando che lei non riusciva a sopportare i postumi della lotta? Poi,
per, aveva capito che non c'entrava col fatto che era una femmina... Wrath l'avrebbe chiesto a
chiunque, dopo scontri tanto violenti.
Io sto da Dio, disse lui, con un sorriso che mise in mostra due zanne spaventose. A proposito,
quella leva al gomito, all'inizio,  stata uno sballo.
Payne sorrise tanto da farsi dolere le guance. Che era un altro dei motivi per cui le piaceva stare con
lui. Dato che Wrath non ci vedeva, non c'era motivo di nascondere le proprie emozioni... e nulla la
riempiva di gioia come sentirgli dire che era rimasto impressionato da qualche sua mossa.
Be', Vostra Altezza, voi mi fregate sempre con le vostre tartarughe.
Adesso fu Wrath a sorridere ancora pi di gusto e, per un attimo, Payne si commosse al pensiero che
i suoi complimenti contassero qualcosa per lui. Il peso morto ha la sua utilit, mormor il re.
D'un tratto si volt verso di lei; gli occhiali scuri che non si levava mai gli conferivano un'aria
crudele, pens ancora una volta Payne. Eppure in un'infinit di occasioni aveva dimostrato che non
era cos.
Wrath si schiar la gola. Grazie di tutto. A casa le cose vanno male.
Come mai?
Lui distolse lo sguardo, come se stesse scrutando l'orizzonte. Forse un riflesso di quando celava le
proprie emozioni agli altri. Abbiamo perso una femmina.  nelle mani del nemico. Scosse la testa.
E uno dei nostri ne soffre.
Erano sposati?
No... ma lui si comporta come se lo fossero. Il re si strinse nelle spalle. Non mi ero accorto del
legame che li univa. Nessuno di noi l'aveva notato. Ma... esiste, e stanotte  emerso in modo
evidente.
La brama per il mondo sottostante, per le vite terrene, traumatiche ma vivide, spinse Payne a
sporgersi verso di lui. Cosa  successo?
Il re spinse indietro i capelli; l'attaccatura alta spiccava sulla pelle dorata. Ha massacrato un lesser,
stanotte. Ha massacrato quel bastardo.
E il suo dovere, no?
Non l'ha fatto sul campo.  successo nella casa dove i non morti tenevano prigioniera la femmina.
Quel bastardo avrebbe dovuto essere interrogato, ma John l'ha fatto a pezzi. John  un bravo
ragazzo... ma l'istinto possessivo del maschio innamorato... pu essere micidiale, e non in senso
buono, mi spiego?
Payne venne assalita da ricordi vaghi e indistinti di quand'era sulla Terra, raddrizzava torti,
combatteva e...
La Vergine Scriba varc la soglia dei propri appartamenti privati, le vesti nere che fluttuavano
leggermente sopra il pavimento di marmo.
Il re si alz in piedi e si inchin... eppure in qualche modo non appariva per nulla servile. Motivo di
pi per apprezzarlo. Vergine Scriba.
Wrath, figlio di Wrath.
E poi... basta. Poich era vietato rivolgere domande alla madre della razza, e poich la madre di
Payne rimase zitta, dopo i saluti ci fu un gran silenzio.
Gi, perch - che il destino ce ne scampi - non conveniva gravarla di alcuna richiesta. Ed era chiaro il
motivo di quella interruzione: sua madre voleva evitare ogni contatto tra Payne e il mondo esterno.
Ora mi ritiro, disse Payne al re. Perch temeva quello che poteva uscirle di bocca se sua madre si
fosse azzardata a mandarla via.
Il re tese il pugno. Arrivederci. A domani?
Con piacere. Payne batt le nocche contro quelle del re, secondo l'uso che le aveva insegnato, e si
diresse alla porta che conduceva al santuario.
Al di l dei pannelli bianchi, l'erba di un verde brillante fu uno shock per i suoi occhi; battendo le
palpebre, oltrepass il Tempio del Primale e scese verso gli alloggi delle Elette. Adesso fiori gialli,
rosa e rossi crescevano in assoluta libert, allegri tulipani si mescolavano a giunchiglie e iris.
Tutti fiori primaverili, se ben ricordava dal breve periodo trascorso sulla Terra.
L al santuario era sempre primavera. Ma sempre agli inizi, senza mai giungere alla piena
magnificenza e al caldo sfacciato dell'estate. O almeno... a com'era l'estate in base alle sue letture.
L'edificio con colonne in cui risiedevano le Elette era suddiviso in tanti cubicoli che offrivano un
minimo di intimit alle inquiline. Per la maggior parte erano vuoti, adesso, e non solo perch le
Elette erano una specie in via di estinzione. Da quando il Primale le aveva "liberate", la collezione
privata di eteree fannullone della Vergine Scriba si stava assottigliando grazie ai viaggi sulla Terra.
Sorprendentemente, nessuna di loro aveva scelto di abbandonare per sempre la condizione di
Eletta... ma, a differenza di prima, se andavano nella residenza privata del Primale, erano autorizzate
a tornare al santuario.
Payne and direttamente ai bagni termali e prov un senso di sollievo nel vedere che non c'era
nessuno. Sapeva che le sue "sorelle" non capivano quello che faceva col re e preferiva godersi gli
effetti rilassanti dell'esercizio fisico lontana da occhi indiscreti.
La piscina comune per le abluzioni occupava un maestoso spazio marmoreo, e in fondo all'enorme
vasca c'era una cascata. Come per tutto il resto che accadeva al santuario, l non vigevano le leggi
della razionalit: il ruscello tiepido che scorreva sopra il bordo di pietra bianca era sempre pulito,
sempre fresco, pur non avendo una sorgente, uno scarico o un sistema di depurazione evidente.
Payne si tolse la veste che lei stessa aveva modificato per renderla simile al judogi - come lo
chiamava lui - di Wrath, ed entr nella piscina con addosso la biancheria intima. La temperatura era
sempre perfetta... e le faceva venire una gran voglia di un bagno troppo caldo o troppo freddo.
Al centro del grande catino di marmo, l'acqua era abbastanza profonda da permettere di nuotare;
Payne fece qualche bracciata, godendosi i movimenti privi di peso.
S, quella era decisamente la parte migliore degli incontri di lotta libera con Wrath. Salvo quando
riusciva a mettere a segno un bel colpo.
Giunta davanti alla cascata, sguazz verso di essa sciogliendosi i capelli. Li aveva pi lunghi di Wrath
e aveva imparato non solo a raccoglierli in una treccia, ma anche a fissarli sulla nuca per non
offrirgli un appiglio con cui strattonarla.
Sotto gli spruzzi l'attendevano saponette profumate; Payne se ne pass una su tutto il corpo. Quando
si volt per sciacquarsi, scopr di non essere pi sola.
Ma almeno la figura claudicante vestita di nero non era sua madre.
Salve, grid Payne.
No'One si inchin, ma non rispose, come sempre; tutt'a un tratto Payne si dispiacque di aver
abbandonato la veste sul pavimento.
La prendo io, disse, facendo riecheggiare la voce per tutta la grotta.
No'One scosse la testa e raccolse l'indumento. La cameriera, amabile e taciturna, faceva il suo dovere
senza lamentarsi, malgrado la sua disabilit.
Sebbene non parlasse mai, non era difficile indovinare quale fosse la sua triste storia.
Motivo di pi per disprezzare Colei che aveva generato la razza, pens Payne.
Al pari dei membri della Confraternita del Pugnale Nero, le Elette erano state allevate entro
determinati parametri con l'intento di conseguire il risultato desiderato. Mentre i maschi dovevano
essere forti e robusti, aggressivi e valorosi in battaglia, le femmine erano state programmate per
essere intelligenti, tenaci e dotate di grandi capacit di recupero, capaci di imbrigliare gli istinti pi
bassi dei maschi e di civilizzare la razza. Lo yin e lo yang. Le due parti di un tutto, con la garanzia che
i due sessi fossero legati per sempre dal reciproco bisogno di bere il sangue dell'altro.
Nello schema divino, tuttavia, c'era qualcosa che non andava. Gli accoppiamenti tra consanguinei
avevano dato origine a dei problemi, e se nel caso di Wrath le leggi stabilivano che, in quanto figlio
del re, poteva salire al trono comunque, con o senza menomazioni, le Elette non erano altrettanto
fortunate. Le leggi della procreazione selettiva non ammettevano i difetti. Era cos da sempre.
Dunque una handicappata come No'One era relegata a servire le sue sorelle sotto un mantello... un
motivo di imbarazzo tenuto nascosto e di cui si preferiva non parlare, ma ciononostante guardato
con "amore".
O con "piet", per meglio dire.
Payne sapeva esattamente come doveva sentirsi No'One. Non per quel suo difetto fisico, ma per
essere relegata in uno spazio carico di aspettative impossibili da soddisfare.
E, a proposito di aspettative...
Layla, un'altra Eletta, entr nel bagno e si tolse la tunica porgendola a No'One con il sorriso gentile
che la contraddistingueva.
Ma appena abbass gli occhi, entrando nell'acqua cambi espressione. Sembrava assorta in pensieri
tutt'altro che piacevoli.
Salve, sorella, la apostrof Payne.
Layla alz la testa di scatto, sorpresa. Oh... ma guarda, non sapevo che ci fossi anche tu. Salve,
sorella.
Dopo un profondo inchino, l'Eletta si sedette su una delle panche di marmo sommerse; Payne non
era un'amante della conversazione, tuttavia qualcosa, nel profondo silenzio dell'altra, l'attrasse.
Finito di sciacquarsi, nuot verso Layla, intenta a lavare i segni di un morso al polso, e si accomod
accanto a lei.
Chi hai nutrito? chiese Payne.
John Matthew.
Ah, s, doveva essere il giovane menzionato dal re.  andata come doveva andare?
S. Certo.
Payne reclin la testa all'indietro, contro il bordo della piscina, contemplando la bionda bellezza
dell'Eletta. Posso chiederti una cosa? mormor un attimo dopo.
Certamente.
Qual  il motivo di tanta mestizia? Sei sempre cos... torni sempre afflitta. Anche se gi conosceva
la risposta. Per una femmina, essere costretta a fare sesso con qualcuno e a nutrirlo solo perch lo
imponeva la tradizione, era una violazione irragionevole.
Layla guard i segni del morso sulla sua vena con una sorta di spassionata concentrazione, quasi
meditasse sulle ferite di un'altra persona. Poi scosse la testa. Non posso lagnarmi dell'onore che mi
 stato fatto.
Onore? In verit, sembra che tu sia vittima di tutt'altro. Una maledizione sembrava il termine pi
appropriato.
Oh, no,  un onore potersi rendere utile...
Suvvia, non celarti dietro simili espressioni quando il tuo viso tradisce il tuo cuore. Come sempre,
se ti preme rivolgere qualche critica alla Vergine Scriba, puoi confidarti con me. Un paio di occhi
verde pallido si alzarono di scatto su di lei, scioccati. Payne si strinse nelle spalle. Non ho mai fatto
mistero di ci che penso.
No... hai ragione. Solo, sembra cos...
Poco signorile? Sconveniente? Payne fece schioccare le nocche. Peccato.
Layla fece un lungo sospiro. Sono stata educata come si conviene, sai. Come ehros.
Ed  ci che non ti piace...
Niente affatto. E ci che non conosco, ma che vorrei conoscere.
Payne aggrott la fronte, perplessa. Non vieni utilizzata?
In verit, sono stata respinta da John Matthew, la sera della sua transizione, dopo che lo avevo
assistito durante il cambiamento. E quando mi reco a nutrire i fratelli, loro non mi toccano mai.
Chiedo scu... Aveva capito bene? Tu vuoi fare sesso. Con uno di loro.
Comprendi di certo, pi di qualunque altra tra le mie sorelle, cosa significhi non poter esprimere
appieno il proprio potenziale, disse Layla in tono sagace.
Be'... ma allora non aveva capito proprio niente. Con tutto il dovuto rispetto, non riesco a capire
perch desideri fare... quello... con uno di quei maschi.
Perch non dovrei? I fratelli e quei tre giovani guerrieri sono phearsome, creature magnifiche e
forti. E ora che il Primale non si accoppia pi con noi... Layla scosse la testa. Dopo essere stata
istruita a fondo nell'atto sessuale, dopo averlo sentito descrivere c averne letto... voglio sperimentarlo
in prima persona. Foss'anche solo per una volta.
Invero io non ho la bench minima inclinazione in tal senso. Non l'ho mai avuta e non credo che
l'avr mai. Preferisco combattere.
Allora ti invidio. Oh?
Gli occhi di Layla sembravano vecchissimi. Molto meglio essere indifferenti che inappagati. Uno 
un sollievo, l'altro un vuoto gravato da un enorme fardello.
No'One comparve con un vassoio di frutta tagliata a tocchetti e una caraffa di spremuta. Non vuoi
farci compagnia, No'One?
Layla sorrise alla cameriera. Coraggio. Siediti qui con noi.
Con un inchino e una scrollata del capo, No'One lasci il pasto che aveva preparato con tanta
sollecitudine e torn alle sue faccende, zoppicando oltre l'arcata, fuori dai bagni.
Tra Payne e l'Eletta Layla scese il silenzio. Accigliata, Payne rifletteva su quanto si erano appena
dette; era arduo comprendere come potessero avere opinioni tanto opposte... eppure avere entrambe
ragione. Per il bene di Layla, Payne si augur di avere torto: che delusione sarebbe stata struggersi
per qualcosa di tanto inferiore alle aspettative.
Capitolo 19
Una femmina... La voce sommessa, echeggiante, delI'Omega, risuon pi forte di quanto
suggerisse il volume; le due parole pervasero ogni angolo della stanza in pietra levigata che formava i
suoi appartamenti privati.
Lash fece del suo meglio per apparire distaccato, appoggiandosi contro una delle pareti nere. Mi
serve per il suo sangue.
Davvero.
 una questione di biologia.
L'Omega si aggirava per il salone. Nella sua veste bianca faceva un figurone; col cappuccio alzato, le
braccia conserte e le mani infilate nelle ampie maniche svolazzanti, sembrava un alfiere degli scacchi.
Salvo che, naturalmente, l era il re.
L'area in cui il Male dava udienza era grande pi o meno quanto una sala da ballo e arredata in
modo analogo, con una quantit di lampadari a bracci e candelabri neri che reggevano moltitudini
di candele nere. Era tutt'altro che disadorna, tuttavia. Tanto per cominciare, in cima a tutti quei
lucignoli risplendevano fiammelle rosse, ma, soprattutto, pareti, pavimento e soffitto erano del
marmo pi straordinario che Lash avesse mai visto: da una certa angolatura era nero, mentre da
un'altra era di un rosso sangue metallico e, dato che la fonte d'illuminazione variava di continuo, col
tremolio delle fiammelle eri circondato da entrambi i colori contemporaneamente.
Non era difficile intuire il perch di un arredo simile. Visto il guardaroba dell'Omega, limitato a
quelle tuniche avvolgenti bianche come la neve, il centro dell'attenzione, l'unico elemento di spicco,
era lui. Il resto era scena.
E governava cos anche il suo mondo.
E sarebbe una compagna per te, figlio mio? chiese l'Omega dal fondo del salone.
No, ment Lash. Solo una fonte di sangue.
Era sconsigliabile dare all'Omega pi informazioni del necessario: Lash sapeva bene quanto poteva
essere volubile, suo padre; la chiave dei rapporti con lui era volare sotto la quota radar.
Non ti ho dato abbastanza forza?
La mia natura di vampiro  quella che .
L'Omega si volt per averlo di fronte. Dopo una pausa, quella voce distorta sussurr, In effetti.
Devo constatare che  vero.
Te la porter, disse Lash, staccandosi dal muro. Alla fattoria. Stanotte. Tu la trasformerai e io avr
quello che mi serve.
E non posso fornirtelo io?
Me lo fornirai, infatti. Tu la affilierai e io avr la fonte di sangue necessaria a darmi energia.
Dunque, stai dicendo che sei debole?
Miseriaccia, ma era ovvio. L'Omega era in grado di percepire le cose e di certo se n'era accorto gi da
tempo.
Di fronte al silenzio di Lash, L'Omega si avvicin fino a trovarsi faccia a faccia con lui. Non ho mai
affiliato una femmina.
Non sarebbe un membro a tutti gli effetti della Lessening Society. Sarebbe solo per me.
Per te.
Non c' motivo di farla uscire a combattere.
E questa femmina. L'hai gi scelta.
S. Lash fece una risatina, pensando a Xhex e ai danni di cui era capace. Sono sicuro che
incontrer la tua approvazione.
Ne sembri proprio certo.
Ho buon gusto.
Tutt'intorno le fiammelle rosse tremolarono sugli stoppini, come agitate da una brezza.
D'un tratto il cappuccio dell'Omega si abbass, rivelando un volto traslucido, spettrale, identico alla
versione in carne e ossa di Lash.
Torna da dove sei venuto, disse solenne l'Omega, alzando la mano tenebrosa e indistinta. Con una
carezza sulla guancia di Lash, il Male si volt. Torna da dove sei venuto.
Ci vediamo appena fa buio, disse Lash. Alla fattoria.
Appena fa buio.
Preferisci pi tardi? All'una? Vediamoci all'una.
Mi vedrai eccome.
Grazie, padre.
L'Omega si allontan fluttuando, il cappuccio torn a posto da solo e un pannello scorrevole si apr
all'altro capo della sala. Un attimo dopo Lash era solo.
Con un gran sospiro si stropicci la faccia, guardando tutte
quelle fiammelle rosse e quelle pareti spettacolari. Quel luogo assomigliava un po' a un grembo.
Con un supremo atto di volont, si catapult fuori da Dhunhd, tornando alla squallida casetta che
doveva usare come piattaforma di lancio. Risvegliandosi nella sua forma corporea, prov un moto di
disgusto: era steso su un divano rivestito con una fodera dozzinale, il disegno stampato raffigurava
delle foglie autunnali e la stoffa sembrava pelo di cane... e aveva anche lo stesso odore.
Sempre che il suddetto quadrupede si fosse rotolato in un portacenere umido.
Alz la testa e si tir su la camicia fino al collo. Erano ancora l. Le lesioni erano ancora l e si
allargavano sempre pi. E lui stava da schifo.
Si mise a sedere con mani tremanti; controll il telefonino: niente da parte di nessuno. Niente
messaggi di Mr D nella casella vocale e nessun altro lesser si era fatto sentire. Logico. Tutto e tutti
passavano attraverso il suo vice, quindi se quel figlio di puttana aveva tirato le cuoia, la Societ non
era in grado di rintracciare Lash.
Forse il piccolo texano era stato anche troppo bravo come segretario particolare.
Spronato dalla fame, si trascin in cucina e apr il frigorifero. Vuoto. Salvo una scatola di bicarbonato
di sodio Arm & Hammer che avrebbero dovuto usare su quel divano.
Sbatt la porta del frigo col disprezzo pi assoluto per il mondo e per tutti quelli che ci abitavano...
anche se, pi che altro, quella era una conseguenza del non avere le sue uova con pancetta pronte ad
aspettarlo.
In pi, quel postaccio schifoso avrebbe fatto quell'effetto a chiunque. La casa era un nuovo acquisto e
lui c'era stato una volta sola... neanche Mr D sapeva che apparteneva alla Societ. Lash l'aveva
comprata a una vendita di beni ipotecati perch avevano bisogno di posti per produrre la
metamfetamina e quella topaia aveva uno spazioso seminterrato. Incredibile che i precedenti
proprietari non fossero stati in grado di estinguere l'ipoteca. Quella stamberga era appena un
gradino pi su di un gabinetto esterno.
Forse mezzo gradino.
And in garage; salire sulla Mercedes fu un sollievo enorme... anche se gli scocciava dover passare da
un McDonald's per ordinare un Egg McMuffin e un caff. Oltre tutto, gli sarebbe toccato aspettare in
coda con un branco di camionisti e di mamme in monovolume.
Sulla via del ritorno verso il palazzo di arenaria, il suo umore sprofond sempre pi in territorio
Charles Manson... e fin dritto gi nel cesso appena arriv davanti al garage. La porta era ancora
aperta, ma la Lexus era sparita.
Parcheggi la Mercedes, chiuse la porta col telecomando e usc.
Il giardino sul retro era relativamente intatto, ma sent puzza di tesser non appena...
Fermo sulla terrazza, alz gli occhi di scatto verso il primo piano. Oh, Dio...
Rinvigorito dal panico, Lash si mise a correre a pi non posso, saltando in un colpo solo i gradini sul
retro ed entrando come una furia...
Di fronte al macello che gli si par davanti, fren di botto. Ges... Cristo... la sua cucina.
Sembrava finita sotto una doccia d'olio. Per forza: non era rimasto molto di Mr D. Il torace del lesser
era in mezzo alla stanza, vicino all'isola, ma braccia e gambe erano sparpagliate tutt'intorno... e il
tubo digerente pendeva dalle maniglie degli armadietti, come macram.
Per qualche miracolo, la testa era ancora attaccata al collo e gli occhi spalancati; quando vide che non
era pi solo, cominci a muovere la bocca; una supplica gutturale gli usc dalle labbra, lucide di
sangue nero rappreso.
Razza di finocchio, sbott Lash. Ma guardati. Per l'amor del cielo!
Maledizione, aveva problemi ben pi grossi a cui pensare del suo vice ridotto a brandelli. Scavalc
d'un balzo quello scempio, ii (travers di volata la sala da pranzo e si precipit su per le scale.
Irrompendo nella stanza che aveva condiviso con Xhex, non trov niente di niente; solo il vuoto pi
totale... e una finestra con dentro un buco.
Porca troia!
Si volt di scatto e, attraverso la porta aperta, vide il segno sulla parete del corridoio. Avanz a
grandi passi, premette il naso contro la tappezzeria di seta e inspir. Nelle fibre della trama c'era
l'odore di Xhex.
Era riuscita a evadere facendo appello a tutta la sua forza fisica.
Eppure era ancora nella stanza, dopo l'aggressione a Mr D. I I rateili erano tornati e l'avevano aiutata
a scappare?
Una corsa veloce attraverso la casa, e l'umore di Lash pass dal fattivo al pessimo. Il portatile era
sparito. E mancavano anche i cellulari.
Porca troia.
Gi in cucina, punt verso la dispensa per prendere...
Oh, porca puttana! S'inginocchi per controllare il pannello divelto. Era sparito anche il suo
gruzzolo? Come cavolo avevano latto a trovarlo?
D'altronde, Mr D sembrava la cavia di un corso di anatomia, l'orse aveva vuotato il sacco. Il che
significava che Lash non poteva sapere con certezza quali altri indirizzi erano stati compromessi.
In un accesso d'ira sferr un pugno, senza badare a quello che colpiva.
Un grosso vaso di olive.
Che and in frantumi, spargendo salamoia ovunque; i piccoli frutti tondi simili a occhi rotolarono
sul pavimento in tutte le direzioni, in cerca di libert.
Lash torn in cucina, furioso, e si avvicin a Mr D. La bocca insanguinata del lesser ricominci a
muoversi in uno sforzo pietoso decisamente nauseante.
Allungandosi sopra il bancone, Lash estrasse una Henckels e cal con forza il calcio sulla testa del
suo vice. Gli hai detto qualcosa?
Mr D scosse la testa; Lash lo guard negli occhi. Il bianco stava trascolorando nel grigio e le pupille
dilatate inghiottivano quasi tutta l'iride. Sembrava in punto di morte, ma abbandonato a se stesso era
condannato a languire, decomponendosi in eterno in quello stato. C'era un solo modo per
"ucciderlo".
Sei sicuro? mormor Lash. Neanche quando ti hanno strappato via le braccia?
Mr D mosse la bocca, emettendo dei gorgogli simili a cibo per cani bagnato che cade dal barattolo.
Con un'imprecazione disgustata, Lash pugnal il petto vuoto del lesser, sbarazzandosi almeno di
quella parte dello scempio. Lo schiocco e il lampo svanirono in fretta; poi Lash si chiuse in casa,
sprangando la porta di servizio prima di salire un'altra volta al primo piano.
Gli ci volle una mezz'ora per mettere in valigia i vestiti. Scese le scale con sei pesanti borsoni Prada;
non ricordava di aver mai dovuto portare di persona i propri bagagli.
Dopo aver allineato il carico fuori, sui gradini posteriori, inser l'allarme, chiuse a chiave la porta e
faticosamente trascin le sue cose fino alla Mercedes.
Si allontan al volante della macchina. Detestava l'idea di tornare in quella fottutissima topaia, ma al
momento non aveva alternative e doveva preoccuparsi di ben altro che dell'alloggio.
Doveva trovare Xhex. Da sola non sarebbe andata lontano, era troppo debole. Quindi doveva essere
con la confraternita.
Ges Cristo... con suo padre in arrivo all'una di notte per l'affiliazione, doveva sbrigarsi a
riprendersela. Altrimenti doveva arrangiarsi, trovando qualcuno con cui sostituirla.
Il colpo che svegli John risuon forte come una fucilata; qualcuno stava bussando energicamente.
Appena lo sent, si drizz sul letto. Stropicciandosi gli occhi con un fischio che significava "avanti",
preg che fosse solo Qhuinn col vassoio del Primo Pasto.
La porta rimase chiusa.
John abbass le mani, accigliato.
Alzandosi in piedi, afferr un paio di jeans e se li infil, poi and alla porta e... sulla soglia c'era
Wrath con al fianco George, e non era solo. Con lui c'erano anche i suoi due amici e Rehvenge, cos
come tutti gli altri fratelli, compreso Tohr.
Oh... Dio... no.
Le mani gesticolavano frenetiche mentre il suo cuore si fermava di colpo. Dove avete trovato il
cadavere?
E viva, disse Rehvenge allungandogli un telefonino. Ho appena ricevuto un messaggio. Premi
quattro.
John ci mise qualche istante ad assimilare l'informazione. Poi strapp il cellulare dalle mani di Rehv
e premette il tasto. Ci fu un bip e poi...
Cristo santo... la sua voce. La voce di Xhex.
Rehv... sono libera. Mi sono liberata. Segu un sospiro lungo e profondo. Sto bene. Sono tutta
intera. Sono libera. Lunga pausa. Al punto che John stava per controllare se il... Mi serve un po' di
tempo. Sono al sicuro... ma non torno per un po'. Mi serve un po' di tempo. Dillo a tutti... dillo... a
tutti. Mi faccio sentire io. Un'altra pausa, poi la sua voce si fece pi forte, rabbiosa. Appena
possibile... Lash  mio. Hai capito? Nessuno deve farlo fuori a parte me.
Fine del messaggio.
John premette di nuovo il tasto quattro e ascolt tutto una seconda volta.
Alla fine restitu il telefonino a Rehv e lo guard dritto negli occhi color ametista. Sapeva benissimo
che Rehv conosceva Xhex da anni e anni, sapeva che condivideva con lei non solo una quantit di
esperienze ma anche il sangue symphath, cosa che per molti versi cambiava tutto, sapeva che era pi
vecchio, pi saggio eccetera.
Ma il suo amore per Xhex lo poneva sullo stesso piano di Rehv.
Se non addirittura su uno superiore.
Dove potrebbe essere andata? chiese.
Dopo che Qhuinn ebbe tradotto, Rehv annu. Ha un capanno da caccia a ventiquattro-venticinque
chilometri da qui. A nord. Sul fiume Hudson. Penso che sia andata l. Da l ha accesso a un telefono
ed  un posto sicuro. Ci vado appena fa buio, da solo. A meno che non voglia venire anche tu.
Nessuno sembrava sorpreso da quello scambio di battute... d'un tratto John si rese conto che il suo
segreto, ormai, non era pi tale. Dopo il modo in cui si era comportato nella camera da letto di
quella casa di arenaria... per non parlare di come si era accanito contro quel lesser, tutti quanti ormai
sapevano quello che provava per Xhex.
Ecco perch si erano presentati in gruppo. Era un riconoscimento della sua posizione, di ci che gli
era dovuto. I diritti e i confini dei vampiri innamorati venivano rispettati, quando si trattava delle
loro femmine.
John guard Qhuinn: Digli che ci vado.
Qhuinn tradusse e Rehv annu, poi si rivolse a Wrath. Vado con lui e con lui soltanto. Non pu
portarsi dietro Qhuinn. Avremo gi abbastanza guai con Xhex piombando l senza avvertire.
Wrath si accigli. Dannazione, Rhev...
Lei  a rischio fuga. Ci sono gi passato una volta. Se Xhex vede qualcun altro prender il volo e
non chiamer pi. E poi John... mi seguirebbe comunque, dico bene, figliolo? Scaricherai Qhuinn e
mi seguirai comunque.
John annu senza esitare.
Qhuinn imprec con violenza e Wrath scosse la testa. Perch diavolo ti ho assegnato lui come
ahstrux...
Ci fu qualche secondo di silenzio carico di tensione, durante il quale il re parve riflettere. Oh, per
l'amor del cielo, va bene... disse alla fine. Per questa volta ti lascio andare senza la tua guardia del
corpo, ma non azzardarti ad affrontare il nemico. Vai in quel capanno e basta, e poi torni qui e ti
riprendi Qhuinn prima di uscire sul campo. Intesi?
John annu e si volt per andare in bagno.
Dieci minuti, disse Rehv. Hai dieci minuti e poi partiamo.
A John ne bastarono quattro e al sesto era gi da basso a camminare su e gi nell'atrio. Era armato
fino ai denti, come da protocollo, e coperto di cuoio protettivo. Ma, soprattutto, si sentiva vivo come
non mai, col sangue che scorreva alla velocit di un tornado.
Mentre camminava nervosamente si sentiva osservato. Dalla sala del biliardo. Dalla sala da pranzo.
Dalla balconata al primo piano. Bocche cucite, ma occhi a cui non sfuggiva niente.
I fratelli e gli altri abitanti della casa erano chiaramente scossi dal suo legame con Xhex, e poteva
anche capirlo. Sorpresa! Si era innamorato di una symphath.
Ma non puoi decidere di chi ti innamori... o cambiare i sentimenti di chi non ricambia il tuo amore.
Non che questo avesse importanza. Lei era viva!
Rehvenge scese lo scalone; il bastone rosso batteva i gradini coperti dalla passatoia ogni volta che
mandava avanti il piede destro. Era vestito non per andare in guerra, ma per stare al caldo, la lunga
pelliccia di visone sfiorava la punta delle scarpe stringate e i polsini dell'elegante completo nero.
Giunto davanti a John, annu e fece strada verso il vestibolo. Insieme uscirono nella notte gelida.
L'aria odorava di pulito, di terra libera dalla morsa del gelo.
Il profumo della primavera. L'aroma stesso della speranza e della rinascita.
Avviandosi verso la Bentley, John inspir a fondo trattenendo quella fragranza nei polmoni,
dicendosi che Xhex stava facendo la stessa identica cosa in quella stessa identica notte.
E non perch era sepolta sottoterra.
Le lacrime gli pungevano gli occhi e la gratitudine gli inondava le vene, pompata in tutto l'organismo
da un cuore euforico.
Non riusciva a credere che l'avrebbe rivista... Dio, vederla un'altra volta. Guardare in quei suoi occhi
grigio piombo...
Merda, sarebbe stata dura non gettarle le braccia al collo, tenendola stretta fino al mattino dopo. O
magari anche fino alla settimana dopo.
Saliti in macchina, Rehv mise in moto, ma non part. Guardava fuori dal parabrezza, il viale
lastricato di ciottoli.
A voce bassa chiese, Da quanto tempo provi questa cosa? Per lei.
John tir fuori un blocchetto che aveva portato con s e scrisse: Dal primo momento che l'ho vista.
Rehv lesse e si accigli. Lei prova la stessa cosa per te?
John scosse la testa, senza abbassare lo sguardo. Non aveva senso cercare di nascondersi. Non con un
symphath.
Rehv annu, reciso.  proprio da lei. Maledizione... okay, andiamo.
Con un rombo si allontanarono nella notte.
Capitolo 20
La speranza  un'emozione infida.
Soltanto due sere dopo, Darius pot finalmente entrare nella casa della fanciulla rapita; allorch il
portone si spalanc davanti a lui e Tohrment, un doggen li accolse con gli occhi tragicamente colmi
di speranza. Il maggiordomo era invero convinto di introdurre nella dimora del suo padrone due
salvatori, piuttosto che due comuni mortali, tale era il riguardo che trasudava dalla sua espressione.
Soltanto il tempo e i capricci della fortuna avrebbero rivelato se la sua fiducia fosse bene o mal
riposta.
Darius e Tohrment vennero condotti senza indugio in uno studio elegante, dove un nobile si alz
faticosamente da una poltrona foderata di seta.
benvenuti, signori, grazie di essere venuti, esord Sampsone, tendendo entrambe le mani per
stringere quelle di Darius. Mi scuso di non avervi potuto ricevere prima. La mia diletta shellan...
La voce del padrone di casa si incrin e, nel silenzio che segu, Darius si fece da parte. Permettetemi
di presentarvi il mio collega, Tohrment, figlio di Hharm.
Appena Tohrment si inchin con la mano sul cuore, apparve chiaro che il figlio aveva le belle
maniere che difettavano al padre.
Il padrone di casa ricambi l'inchino. Gradite rifocillarvi?
Darius scosse la testa, accomodandosi su una sedia; Tohrment rimase in piedi, alle sue spalle. No,
grazie, fece Darius. Ma forse potremmo parlare di quanto  accaduto in questa casa.
S, s, naturalmente. Cosa volete sapere?
Tutto. Raccontateci... tutto.
Mia figlia... il mio faro nella tenebra... Il padrone di casa prese un fazzoletto. Era onesta e
virtuosa. Non esiste fanciulla pi affettuosa...
Pur sapendo di aver gi perso due sere preziose, Darius concesse al padre qualche minuto per
abbandonarsi ai ricordi, prima di riportarlo al punto. E quella notte, signore, quella notte terribile,
tagli corto, approfittando di una pausa. Cosa  accaduto qui, in questa casa?
Il vampiro annu, asciugandosi gli occhi. Appena sveglia, si sentiva lievemente indisposta e per il
suo bene le consigliammo di restare in camera sua. A mezzanotte le servirono un pasto, e poi un
altro ben prima dell'alba. Quella fu l'ultima volta che fu vista. I suoi appartamenti per la notte si
trovano al piano di sopra, ma, come il resto della famiglia, ha anche delle stanze nel sotterraneo.
Spesso, tuttavia, durante il giorno preferiva non scendere da basso con noi e, potendo raggiungerla
attraverso corridoi interni, pensavamo che fosse al sicuro...
A quel punto il vampiro s'interruppe, soffocato dall'angoscia. Quanto rimpiango di non avere
insistito.
Darius comprendeva perfettamente. Troveremo vostra figlia. In un modo o nell'altro la troveremo.
Ora, col vostro permesso, gradiremmo visitare la sua camera da letto.
Prego. Il padrone di casa rivolse un cenno del capo al doggen e il maggiordomo fece un passo
avanti. Silas sar ben lieto di accompagnarvi. Io... preferirei attendere qui.
Ma certamente.
Quando Darius si alz, il padre si protese ad afferrargli la mano. Permettete una parola? In privato.
Darius acconsent e, dopo che Tohrment si fu allontanato col doggen, il padrone di casa si
abbandon di nuovo pesantemente sulla poltrona.
Invero... mia figlia era una fanciulla onesta. Virtuosa. Illibata...
Nella pausa che segu, Darius intu qual era il timore del vampiro: se non la riportavano indietro in
quello stato virginale, l'onore della giovane, oltre a quello dell'intera famiglia, era a repentaglio.
Non posso dirlo di fronte alla mia diletta shellan, riprese il vampiro. Ma nostra figlia... Se  stata
disonorata... forse sarebbe meglio lasciare...
Darius socchiuse le palpebre. Preferireste che non venisse trovata.
Quegli occhi spenti si riempirono di lacrime. Io... D'un tratto il vampiro scosse la testa. No... no.
La rivoglio indietro. Non importa come, non importa in che stato... rivoglio mia figlia,
naturalmente.
Darius era restio a offrirgli conforto... che il solo pensiero di rinnegare il sangue del proprio sangue
avesse sfiorato la mente di quel padre era grottesco. Ora gradirei andare nella stanza di vostra
figlia.
Il padrone di casa schiocc le dita e il doggen rientr attraverso l'arcata dello studio.
Da questa parte, signore, disse il maggiordomo.
Mentre veniva scortato attraverso la casa insieme al suo pupillo, Darius esamin con cura finestre e
porte. C'era metallo dappertutto, per separare le lastre di vetro e rinforzare i robusti pannelli di
quercia. Entrare di soppiatto non sarebbe stato facile... ed era pronto a scommettere che ogni stanza,
al primo come al secondo piano, era costruita allo stesso modo... cosi come gli alloggi della servit.
Mentre salivano le scale, ispezion anche ogni quadro, tappeto e oggetto prezioso. Quella era una
famiglia molto altolocata, all'interno della glymera, con forzieri colmi di monete e un invidiabile
albero genealogico. Dunque la scomparsa di una figlia nubile non toccava solo le corde del cuore: la
fanciulla era un bene negoziabile, con un preciso valore di mercato. Con origini di tal fatta, una
femmina in et da marito era una cosa meravigliosa... piena di implicazioni sociali e finanziarie.
E non era tutto. In base alle medesime valutazioni, era vero anche il contrario: avere una tale figlia
rovinata, nei fatti o in seguito a maldicenze, era una macchia che solo dopo generazioni si poteva
sperare, se non di cancellare, quanto meno di veder sbiadire. Il padrone di quella casa senza dubbio
amava sinceramente sua figlia, ma il peso di tutto ci distorceva il loro rapporto.
Avendolo guardato negli occhi, Darius era propenso a credere che egli preferisse vederla tornare a
casa dentro una bara, piuttosto che viva, ma defiorata. Questa seconda eventualit era una
maledizione, la prima, invece, una tragedia che avrebbe suscitato grande solidariet.
Darius odiava la glymera. Veramente.
Ecco gli appartamenti privati della signorina, disse il doggen, aprendo una porta.
Tohrment entr nella stanza illuminata dalle candele. Sono stati puliti? Sono stati riordinati
dall'ultima volta che ci  entrata lei? chiese Darius.
Naturalmente.
Lasciateci soli, prego.
Il doggen fece un profondo inchino e spar.
Tohrment si aggirava per la stanza, ammirando i tendaggi di seta e il salottino arredato con gusto. In
un angolo c'era un liuto e in un altro un bel ricamo terminato solo in parte. Libri di autori umani
campeggiavano in bell'ordine su alcuni scaffali, accanto a rotoli di pergamena nell'Antico Idioma.
Non c'era nulla fuori posto, questa era la prima cosa che si notava. Difficile dire se per opera della
servit o se perch tutto era cos al momento della scomparsa della fanciulla.
Non toccare niente, intesi? raccomand Darius.
Certamente, disse Tohrment.
Darius entr nella sontuosa camera da letto. I tendaggi erano di un tessuto molto pesante, tale per
cui la luce del sole non poteva sperare di penetrare nella stanza, e la medesima stoffa era stata
utilizzata per il letto a baldacchino.
Darius si avvicin al guardaroba e apr le ante intagliate. Splendidi abiti blu zaffiro, rosso rubino,
giallo citrino e verde smeraldo erano appesi gli uni accanto agli altri, carichi di magnifiche promesse.
All'interno dell'armadio c'era una sola gruccia vuota appesa a un gancio, come se la fanciulla avesse
fatto la sua scelta per la serata.
Sul tavolo da toletta c'erano una spazzola e svariati vasetti di unguenti, oli profumati e ciprie in
polvere. Tutti allineati in file ordinate.
Darius apr un cassetto... e si lasci sfuggire una sommessa imprecazione. Astucci per gioielli. Piatti
astucci di cuoio per gioielli. Ne prese uno, fece scattare il fermaglio dorato e sollev il coperchio.
Diamanti scintillarono alla luce delle candele.
Darius ripose la scatolina accanto alle compagne; in quel mentre Tohrment si ferm sulla soglia,
posando lo sguardo sul lussuoso tappeto intrecciato con fili di varie tonalit di giallo, rosso e pesca.
Alla vista del lieve rossore sul volto del giovane, Darius si rattrist per qualche motivo. Non sei mai
stato nel boudoir di una femmina, dunque?
Tohrment arross ancora di pi. Ehm... no, signore.
Con la mano, Darius gli fece cenno di avvicinarsi. Be', questo  lavoro. Meglio lasciare in un canto
ogni timidezza.
Tohrment si schiar la gola. S. Certo.
Darius and alle due portefinestre. Entrambe affacciavano su una terrazza e lui usc, seguito
dappresso da Tohrment.
Si intravede qualcosa tra gli alberi, in lontananza, mormor il giovane, avanzando verso la
balaustra.
Era vero. Attraverso i rami spogli era visibile la magione della tenuta confinante. Per dimensioni e
bellezza, la grande casa era paragonabile a quella della fanciulla scomparsa, con torrette impreziosite
da belle lavorazioni in ferro battuto e graziosi giardini... ma, per quel che Darius riusciva a vedere,
non era abitata da vampiri.
Darius si volse e attravers il terrazzo da un capo all'altro, ispezionando finestre, porte, maniglie,
cardini e serrature, senza tralasciare nulla.
Non c'erano segni di effrazione e, col freddo che faceva, la giovane non avrebbe tenuto finestre o
porte spalancate.
Il che significava che, o se n'era andata di sua spontanea volont... oppure aveva aperto a chi poi se
l'era portata via. Sempre ammesso che il rapitore fosse penetrato da l.
Darius guard le stanze attraverso il vetro della portafinestra, tentando di immaginare cos'era
accaduto.
Al diavolo il punto d'ingresso, era pi importante individuare quello d'uscita. Era molto improbabile
che il rapitore l'avesse trascinata fuori attraverso la casa: doveva aver agito col favore delle tenebre,
altrimenti la poveretta sarebbe rimasta incenerita dal sole, e durante le ore notturne c'era sempre
gente in giro per casa.
No, pens. Dovevano essere usciti da quella suite.
Tohrment prese la parola. Non c' nulla in disordine, n dentro n fuori. Niente graffi sui pavimenti
o segni sul muro, il che significa...
Che potrebbe averli fatti entrare lei, senza opporre troppa resistenza.
Darius torn dentro e prese la spazzola. Tra le setole erano rimaste impigliate sottili ciocche chiare.
Nessuna sorpresa, visto che entrambi i genitori erano biondi.
La domanda era: cosa poteva indurre una fanciulla onesta a scappare dalla dimora di famiglia
appena prima dell'alba, senza lasciare traccia... e senza portare niente con s?
Una prima risposta appariva evidente: un amante.
Non sempre i padri sanno tutto della vita delle loro figlie.
Darius guard fuori, nella notte, lasciando vagare lo sguardo sui giardini e sugli alberi... e sulla
magione vicina. Dei fili... l dentro c'erano dei fili utili a risolvere quel mistero.
La risposta che stava cercando era l, da qualche parte. Doveva solo cucire insieme i vari pezzi.
Cosa facciamo? chiese Tohrment.
Parliamo con i domestici. A tu per tu.
Per la maggior parte, in dimore come quella, i doggen non si sarebbero mai sognati di dire qualcosa
di inopportuno. Ma quelle non erano circostanze normali ed era possibile che la piet e la
compassione per la poveretta avessero la meglio sulla reticenza della servit.
E a volte il retro della casa sa cose che il davanti ignora.
Darius si volse, dirigendosi a grandi passi verso la porta. Ora spariremo.
Spariremo?
Uscirono insieme in corridoio e Darius guard a destra e a sinistra. Precisamente. Vieni da questa
parte.
Scelse la sinistra perch nella direzione opposta c'era una porta a due battenti che si apriva su
un'altra terrazza... dunque era evidente che la scala di servizio non era da quella parte. Mentre
avanzavano, oltrepassando numerose stanze arredate con eleganza, Darius aveva il cuore gonfio di
dolore, al punto che faticava a respirare. A distanza di due decenni, le perdite patite gravavano
ancora su di lui come un fardello, la caduta in disgrazia aveva tuttora una pesante eco. Sentiva
soprattutto la mancanza di sua madre, in verit. E dietro quel dolore c'era la fine della vita di agi e
raffinatezze che un tempo aveva condotto.
Faceva ci per cui era nato e per cui era stato formato a garanzia del bene della razza, indulgeva a
certe... debolezze e si era guadagnato il rispetto dei compagni, in guerra. Ma non c'era gioia, per lui,
in quella esistenza. Nessuna attrattiva. Nessuna emozione.
Provava interesse da sempre solo per le cose graziose? Era cos frivolo e superficiale? Se un giorno
avesse avuto una casa grande e bella con stanze a non finire piene di oggetti mirabili, sarebbe stato
felice?
No, pens, se sotto quegli alti soffitti non ci fosse stato nessuno.
Sentiva la mancanza di persone che, unite dagli stessi interessi e ideali, abitassero insieme, una
comunit alloggiata entro solide mura, un gruppo che fosse una famiglia, sia per vincoli di sangue
che per elezione. I membri della confraternita non vivevano insieme poich Wrath il Giusto lo
giudicava un rischio per la razza: se il nemico avesse scoperto dove abitavano, tutti sarebbero stati in
pericolo.
Pur comprendendo tale punto di vista, Darius non era certo di condividerlo. Se gli umani potevano
vivere in castelli fortificati nel bel mezzo dei loro campi di battaglia, anche i vampiri potevano fare
altrettanto.
Quantunque, a essere onesti, la Lessening Society fosse un nemico alquanto pi pernicioso.
A un certo punto, lungo il corridoio, finalmente trovarono ci che Darius aveva sperato: una porta a
vento che si apriva su una scala di servizio del tutto disadorna.
Scendendo i gradini di pino, sbucarono in una piccola cucina; la loro comparsa interruppe il pasto in
corso al lungo tavolo di quercia, all'altro capo della stanza. I doggen ivi radunati balzarono in piedi
posando in gran fretta boccali di birra e tozzi di pane.
Riprendete pure a desinare, disse Darius, incoraggiandoli con le mani a rimettersi seduti.
Gradiremmo conferire con il sottomaggiordomo addetto al primo piano e con la cameriera
personale della signorina.
Tutti i domestici tornarono a sedersi sulle panche, salvo due, una anziana canuta e un giovane dal
volto gentile.
Potete indicarci, di grazia, un luogo tranquillo in cui appartarci? chiese Darius rivolto al
sottomaggiordomo.
Abbiamo un piccolo salotto, da quella parte. Cos dicendo, il domestico accenn col capo a una
porta accanto al camino. L troverete ci che cercate.
Darius annu e, rivolto alla cameriera, pallida e tremante come se fosse nei guai, disse, Non avete
fatto nulla di male, cara. Venite, sar un colloquio breve e indolore, ve l'assicuro.
Meglio iniziare da lei, pens Darius: dubitava che avrebbe retto, se costretta ad attendere che
terminassero col sottomaggiordomo.
Tohrment fece strada e tutti e tre entrarono in un salottino spoglio, paragonabile a un fascio di
pergamena bianco.
Come sempre accade nelle grandi propriet, le stanze riservate alla famiglia erano arredate con
grande sfarzo, mentre in quelle della servit si badava solo all'aspetto pratico.
[eBL 086]
Capitolo 21
Quando la Bentley di Rehv usc dalla Statale 149 Nord per immettersi in una stretta stradina
sterrata, John si sporse in avanti verso il parabrezza. I fari illuminarono nudi tronchi d'albero mentre
la berlina procedeva serpeggiando, sempre pi vicino al fiume, in un paesaggio ostile e fitto di
vegetazione.
Il capanno da caccia che comparve a un certo punto non era niente di speciale: piccolo, scuro e senza
pretese, con un garage in un fabbricato a parte. Era rustico, ma in perfetto stato.
John apr la portiera prima ancora che la Bentley si fermasse e si avvi verso la porta d'ingresso
prima che Rehv scendesse dal posto di guida. Il prepotente senso di paura che lo assal era un buon
segno, in realt, lo aveva sentito anche su alla colonia symphath-. era logico che Xhex proteggesse i
suoi appartamenti privati con un analogo campo di forza.
Attravers il vialetto in terra battuta col rumore degli stivali che gli rimbombava nelle orecchie;
appena mise piede sull'erba marrone e trascurata del praticello, tutto piomb nel silenzio. Senza
bussare, strinse la maniglia e, mentalmente, ordin alla serratura di scattare.
Solo che... non funzion.
Non riuscirai a entrare l dentro con la forza del pensiero. Rehv lo raggiunse con in mano una
chiave di rame, la infil nella toppa e apr.
La robusta porta venne spinta di lato e John scrut nell'oscurit, accigliato, la testa piegata di lato, in
attesa di sentir scattare un allarme.
Xhex non crede negli allarmi, spieg sottovoce Rehv... prima di trattenerlo dal precipitarsi dentro.
Alzando il tono, chiam, Xhex? Xhex? Metti gi la pistola... siamo io e John.
In qualche modo la sua voce suonava strana, pens John.
Nessuna risposta.
Lasciando andare il braccio di John, Rehv accese le luci e insieme entrarono. La cucina era un
semplice angolino, con il minimo indispensabile: forno a gas, un vecchio frigorifero, un lavello in
acciaio inossidabile funzionale e tutt'altro che chic. Ma era tutto immacolato e in perfetto ordine.
Niente posta e niente riviste in giro. Niente armi in vista.
Odore di chiuso. C'era odore di chiuso.
In fondo c'era un'unica stanza piuttosto grande con una fila di finestre affacciate sull'acqua. I mobili
erano ridotti al minimo: due sedie di vimini, un divano in rattan e un piccolo tavolo.
Rehv attravers deciso la stanza, puntando dritto verso una porta chiusa sulla destra. Xhex?
Di nuovo quella voce. Appoggi il palmo allo stipite, si accost ai pannelli di legno e chiuse gli occhi.
Poi scroll le enormi spalle.
Xhex non c'era.
John avanz e, afferrando la maniglia, entr nella camera da letto. Vuota. Cos come il gabinetto, in
fondo.
Maledizione. Rehv gir sui tacchi e usc a grandi passi. Sentendo una porta che sbatteva sul lato
del capanno affacciato sul fiume, John immagin che fosse uscito sulla veranda e adesso stesse
fissando l'acqua.
Si guard intorno, imprecando tra s. Era tutto pulito e in ordine. Niente fuori posto. Niente finestre
socchiuse per far entrare un po' d'aria fresca o porte aperte di recente.
Lo si capiva dal sottile velo di polvere sulle maniglie e sui chiavistelli.
Forse Xhex era stata l, ma adesso non c'era pi. E, se c'era andata, non si era fermata a lungo n
aveva fatto granch, perch non c'era traccia del suo odore.
Gli parve di averla perduta di nuovo.
Cristo, era convinto che saperla viva sarebbe bastato a farlo andare avanti... e invece l'idea che lei
fosse da qualche parte sul pianeta, ma non con lui, era stranamente paralizzante. In pi, si sentiva
come accecato dalla situazione; ancora non sapeva i come, i dove e i perch di tutta la storia.
Bello schifo.
Alla fine raggiunse Rehv sulla piccola veranda esterna. Prese il blocco e scribacchi in fretta
qualcosa, sperando in cuor suo che il symphath comprendesse le sue ragioni.
Rehv lesse da sopra la spalla quello che gli mostrava. Un attimo dopo disse. S. Certo. Dir loro che
Xhex non era qui e che sei venuto con me a mangiare da iAm. Cos avrai tre o quattro ore di tempo,
minimo.
John si mise una mano sul petto, inchinandosi profondamente.
Per non sognarti di andare a combattere. Non voglio sapere dove stai andando, sono affari tuoi. Se
ti fai ammazzare... io ho gi un mucchio di problemi, ma tu diventeresti il pi grosso di tutti. Rehv
riport lo sguardo sul fiume. E non preoccuparti per lei. L'ha gi fatto in passato. Questa  la
seconda volta che viene... portata via cos.
La mano di John scatt in fuori, stringendo con forza l'avambraccio di Rehv. Lui non fece una
piega... d'altronde girava voce che non sentisse niente per colpa di quello che faceva per dominare il
suo lato symphath.
Gi. Questa  la seconda volta. Lei e Muhrder stavano insieme... Alla vista delle zanne di John,
Rhev sogghign.  stato tanto tempo fa, non hai motivo di preoccuparti. Xhex era andata alla
colonia per motivi familiari. Loro per le giocarono un brutto scherzo; non volevano pi lasciarla
andare. Quando Muhrder and su a prenderla, i symphath catturarono anche lui e le cose si misero
molto male. Fui costretto a stringere un patto per liberarli tutti e due, ma all'ultimo momento la
famiglia di Xhex la vendette, proprio sotto il mio naso.
John deglut a fatica e, soprappensiero, us la lingua dei segni. A chi?
Umani. Lei per riusc a liberarsi, proprio come stavolta. E poi se ne and via per un po'. Negli
occhi color ametista di Rehv si accese come un lampo.  sempre stata tosta, ma dopo quello che le
fecero quegli umani - qualunque cosa fosse - si  indurita ancora di pi.
Quando, sillab John.
Una ventina di anni fa. Rehv torn a guardare l'acqua del fiume. Per tua informazione, Xhex non
scherzava in quel messaggio. Non apprezzer che qualcuno voglia diventare il suo eroe uccidendo
Lash. Deve farlo da sola. Vuoi un consiglio? Lascia che sia lei a venire da te, quando sar pronta... e
non starle tra i piedi.
Gi, be', molto probabile che Xhex non avesse nessuna fretta di mandargli un SMS, pens John.
Quanto alla faccenda di Lash, non era sicuro di riuscire a starne fuori. Neanche per lei.
Per piantarla di rimuginare, tese la mano. Lui e Rhev si strinsero in un rapido abbraccio, poi John si
smaterializz.
Quando riprese forma era di nuovo all'Xtreme Park, dietro al capanno, a scrutare le rampe e i catini
deserti. Lo spacciatore capo non era tornato. E nessuno stava facendo skateboard. Pi che logico, in
entrambi i casi. La notte prima c'era stato quel raid della polizia, con una caterva di sbirri in giro. Per
non parlare della sparatoria.
Per un po' il parco si sarebbe trasformato in una citt fantasma.
John si appoggi contro il legno grezzo del capanno, i sensi all'erta. Era consapevole dello scorrere
del tempo, un po' per la luna che tracciava un arco sopra la sua testa, e un po' perch il suo cervello
cominciava a rallentare, passando gradualmente da una frenesia maniacale a un'agitazione pi
ragionevole. Sempre uno schifo, ma almeno pi facile da gestire.
Xhex era libera e lui non sapeva nemmeno in che stato fosse. Era ferita? Aveva bisogno di nutrirsi?
Aveva...
Okay. Basta con quella solfa.
Forse era il caso di smammare. Wrath era stato molto chiaro sul divieto di combattere senza Qhuinn,
e quella era ancora da considerarsi una zona calda per il nemico.
All'improvviso cap dove doveva andare.
Staccandosi dal capanno, si ferm un attimo per guardarsi intorno. La sensazione di essere
osservato, di essere seguito, lo assal un'altra volta... proprio come era accaduto al negozio di
tatuaggi.
Stanotte, per, non aveva proprio l'energia per reggere una buona dose di paranoia, per cui,
semplicemente, si smaterializz. Chi gli stava alle costole lo avrebbe scovato di nuovo, o forse no.
Forse John sarebbe riuscito a seminarlo nell'etere... l'una o l'altra eventualit gli era ugualmente
indifferente.
Era decisamente distrutto.
Riprese forma a una manciata di isolati di distanza dalla casa in cui si era scatenato contro quel
lesser, la notte prima. Dalla tasca interna del giubbotto tir furori una chiave di rame identica a
quella che Rehv aveva usato al capanno di caccia.
Ce l'aveva grosso modo da un mese e mezzo. Xhex gliel'aveva data una sera, quando le aveva detto
che con lui il suo segreto era al sicuro: non avrebbe detto a nessuno che lei era una symphath. Come
i cilici, la portava sempre con s, ovunque andasse.
Sgattaiolando sotto i gradini d'ingresso di un palazzo in arenaria, infil la chiave nella toppa e apr la
porta. Le luci nell'atrio si accendevano automaticamente al minimo movimento, cos il muro di
pietra imbiancato a calce s'illumin all'istante.
John si premur di chiudere a chiave il seminterrato prima di proseguire verso l'unica altra porta.
Gi una volta Xhex gli aveva offerto riparo in quella sua tana segreta. Gli aveva dato accesso al
monolocale quando aveva avuto bisogno di stare da solo. John aveva approfittato dell'ospitalit e la
conseguenza era stata che lei gli aveva rubato la verginit.
Si era rifiutata di baciarlo, per.
Sempre la stessa chiave serviva ad aprire la porta della camera da letto; la serratura scatt senza
problemi. Appena spalanc i pannelli di metallo, la luce si accese e lui entr...
Alla vista di quello che c'era sul letto, John si sent morire: cuore e respiro si fermarono, le onde
cerebrali cessarono, il sangue gel nelle vene.
Il corpo nudo di Xhex era raggomitolato sulle lenzuola.
Appena la luce invase la stanza, la sua mano si strinse intorno alla pistola posata sul materasso e
puntata verso la porta.
Non aveva la forza di alzare la testa o l'arma, ma era in grado di premere il grilletto, John ne era pi
che sicuro.
Alz le mani mostrando bene i palmi, si spost di lato e, con un calcio, chiuse la porta per
proteggerla.
John... La sua voce era a malapena un sussurro.
Una solitaria lacrima rosso sangue sgorg dall'occhio che lui poteva vedere; John la guard scivolare
lentamente sopra la radice del naso e cadere sul cuscino.
Xhex ritrasse la mano dalla pistola e se la port al viso, lentissimamente, un centimetro dopo l'altro,
come se dovesse fare appello a tutte le sue forze per sollevarla. Si copr nell'unico modo che poteva,
nascondendogli le lacrime dietro lo scudo del palmo e delle dita.
Era tutta coperta di lividi ed escoriazioni a vari stadi di guarigione ed era dimagrita al punto che le
ossa sembravano in procinto di perforare la carne. La pelle era grigiastra, invece che di un sano
colore rosato, e il suo odore naturale era quasi inesistente.
Stava morendo.
L'orrore di quella scena gli fece tremare le ginocchia, tanto che dovette appoggiarsi contro la porta
per non cadere.
Barcollava, ma il suo cervello si mise in moto. La dottoressa Jane doveva venire a visitarla e Xhex
aveva bisogno di nutrirsi.
Non restava molto tempo.
Se voleva salvarla, doveva prendere in pugno la situazione.
Si strapp via il giubbotto e in fretta si rimbocc la manica della maglietta, avvicinandosi al letto. La
prima cosa che fece fu coprire con delicatezza la sua nudit, avvolgendola nel lenzuolo. La seconda
fu avvicinarle il polso alla bocca... e aspettare che l'istinto avesse il sopravvento.
Forse la sua mente non lo voleva, ma il suo corpo non ce l'avrebbe fatta a resistere a ci che lui aveva
da offrirle.
L'istinto di sopravvivenza l'aveva sempre vinta sugli affari di cuore. Lui ne era la prova vivente.
Capitolo 22
Xhex sent una leggera carezza alla spalla e al fianco quando John la copr coi lenzuolo.
Da dietro il riparo della sua mano, inspir a fondo e sent un buon odore di pulito, di maschio sano...
e quell'odore le riaccese la fame nelle viscere, l'appetito e i suoi bisogni si ridestarono dal sonno con
un ruggito.
E questo prima che John le accostasse il polso alle labbra, cos vicino che poteva baciarlo.
Il suo istinto di symphath sgusci fuori per leggere le emozioni di John.
Era calmo e determinato. Saldissimo, nella testa e nel cuore: le avrebbe salvato le chiappe, fosse
l'ultima cosa che faceva.
John... sussurr.
Il problema di quella situazione... be', uno dei problemi... era che John non era l'unico a sapere
quant'era vicina alla morte.
La rabbia verso Lash l'aveva tenuta in vita durante la prigionia e le sevizie, e credeva che anche da
libera l'avrebbe aiutata a tirare avanti. Subito dopo la telefonata a Rehv, invece, tutta la sua energia si
era come prosciugata. Le restava solo il battito cardiaco. E non era neanche un gran battito, per
giunta.
John avvicin ancora di pi il polso... fino a sfiorarle la bocca.
Le zanne di Xhex si allungarono fiaccamente e il cuore ebbe come un singulto, come se non
funzionasse bene.
Poteva scegliere, in quel momento sospeso e carico di tensione: attaccarsi alla sua vena e
sopravvivere, oppure respingerlo e morire davanti a lui nel giro di un'ora o poco pi. Perch lui non
se ne sarebbe andato.
Tolse la mano dalla faccia e spost gli occhi su di lui. Era bello come sempre, con un viso che era il
sogno di tutte le femmine.
Alz il palmo per toccarlo.
Negli occhi di lui si accese un lampo di sorpresa; poi John si chin per permetterle di posargli la
mano sulla guancia calda. Lo sforzo di tenere la mano alzata si rivel superiore alle sue forze;
sentendo il tremore delle dita, John pos il palmo sopra il suo, tenendolo fermo dov'era.
I suoi occhi blu scuro, lo stesso colore del cielo che si sta oscurando, erano una sorta di firmamento
caldo, di paradiso.
Doveva prendere una decisione. Bere il suo sangue o...
Non trovando l'energia per completare il pensiero, prov un senso di smarrimento: sembrava
cosciente, quindi doveva essere viva... eppure non era pi lei. La voglia di lottare era svanita da
tempo, la cosa che pi di ogni altra l'aveva definita era evaporata. Pi che logico. Vivere non le
importava pi, e non poteva fingere, n per lui n per se stessa.
Due esperienze di prigionia l'avevano logorata troppo.
Dunque... che fare, che fare?
Si pass la lingua sulle labbra secche. Era nata in condizioni che, potendo, in piena libert, non
avrebbe mai scelto e il resto del suo percorso, il tempo passato a respirare, mangiare, combattere e
scopare, non aveva migliorato quel punto di partenza. Per poteva andarsene alle sue condizioni... e
dopo aver sistemato le cose.
Gi, ecco la risposta. Grazie alle ultime tre settimane e mezzo aveva una bella lista di cose da fare,
prima di morire. Sopra c'era un solo nome, certo, ma a volte basta questo a motivarti.
In un impeto di determinazione la sua corazza esterna si riform, lo strano senso di sconcerto che le
aveva offuscato la mente si dissip, lasciandosi dietro una acuta consapevolezza. Bruscamente sfil la
mano da sotto quella di John, provocando con quel gesto un picco di timor panico sulla sua griglia
emotiva. Poi tir il suo polso verso di s, scoprendo le zanne.
II senso di trionfo di John fu come un'ondata di calore.
Almeno finch non apparve chiaro che Xhex non aveva la forza
di incidere la pelle... gli incisivi graffiavano la superficie e niente di pi. John allora reag con
prontezza. Con mossa fulminea si morse la vena, avvicinandole alle labbra quella fonte di vita.
Il primo assaggio fu... una trasformazione. Il sangue di John era cos puro che le divamp prima in
bocca e poi gi in gola... e il fuoco che le accese nello stomaco si diffuse in tutto il corpo,
sciogliendola, rinvigorendola. Salvandola.
Succhiando avidamente, bevve il suo sangue per riprendersi, ogni sorso una scialuppa di salvataggio
su cui strisciare, una fune lanciata oltre la scogliera della sua dipartita, la bussola necessaria a
ritrovare la strada di casa.
Lui le faceva dono di s senza aspettative, speranze o emozioni di sorta.
Cosa che, anche nella sua frenesia, la addolor. Gli aveva proprio spezzato il cuore: non gli aveva
lasciato pi nessun desiderio da coltivare. Non lo aveva spezzato del tutto, per... e questo glielo
faceva rispettare come nessun altro al mondo.
Mentre si nutriva, il tempo scorreva come il sangue di John, dentro l'infinito e dentro di lei.
Finalmente sazia, si stacc dal suo polso, leccando la ferita per rimarginarla.
Ben presto cominciarono i tremiti. Iniziarono alle mani e ai piedi, per concentrarsi quasi subito nel
petto, tremori incontrollabili che le fecero battere i denti, annebbiandole il cervello e la vista; si
sentiva come un calzino gettato in una asciugatrice.
Scossa dai brividi, vide che John prendeva il cellulare dal giubbotto.
Cerc di afferrarlo per la maglietta. N-n-n-no. N-n-non...
Lui la ignor, inclinando quel dannato telefono per digitare un SMS.
C-c-c-cazzo... gemette lei.
Quando John chiuse il telefonino di scatto, Xhex disse. S-s-se ades-s-so provi a p-p-portarmi da H-
H-Havers... t-t-te n-ne p-p-pentirai.
Il suo terrore per le cliniche e le procedure mediche l'avrebbe sconvolta, e grazie a lui, al suo sangue,
adesso aveva l'energia per sfogare il suo panico. Sarebbe stato un vero spasso per tutti loro.
John tir fuori un blocco e scribacchi qualcosa. Poi lo volt verso di lei e, un attimo dopo, usc;
quando la porta si chiuse, Xhex non pot fare altro che chiudere gli occhi.
Apr le labbra per respirare dalla bocca. Chiss se aveva la forza di alzarsi, vestirsi e uscire prima che
la brillante idea di John si materializzasse. Un rapido controllo le disse che era escluso. Se non
riusciva ad alzare la testa e a tenerla sollevata dal cuscino per pi di mezzo secondo, come poteva
sperare di mettersi in verticale?
John non ci mise molto a tornare con la dottoressa Jane, il medico personale della Confraternita del
Pugnale Nero. La femmina spettrale aveva con s una borsa nera e trasudava il tipo di competenza
medica che Xhex ammirava... ma che avrebbe infinitamente preferito vedere applicata ad altri,
invece che a se stessa.
Jane si avvicin e pos a terra le sue cose. La giacca bianca e il camice da chirurgo apparivano solidi,
anche se faccia e mani erano traslucidi. Tutto cambi, tuttavia, appena si sedette sul bordo ilei letto.
Ogni cosa in lei prese forma e la mano che pos sul braccio di Xhex era calda e pesante.
Per quanto compassionevole, tuttavia, la dottoressa le faceva accapponare la pelle. Non voleva
proprio essere toccata da nessuno.
Jane tolse la mano e Xhex ebbe la sensazione che avesse capito ni volo. Prima di mandarmi via,
dovrebbe sapere un paio di cose.
Anzitutto, non dir a nessuno dove si trova e non riveler a nessuno quello che lei mi dir o quello
che emerger dalla visita. Dovr informare Wrath che l'ho visitata, ma tutto ci che scoprir sul
piano clinico rester strettamente riservato.
Suonava bene. In teoria. Ma non voleva che quella donna le si avvicinasse con quello che c'era in
quella borsa nera.
Secondo, prosegu Jane, io non so un accidente di niente dei symphath. Quindi, se dal punto di
vista anatomico c' qualcosa di diverso o di rilevante in quella met della sua persona... non  detto
che sia in grado di curarlo. Acconsente ancora a farsi visitare da me?
Xhex si schiar la gola, cercando di bloccare le spalle per non tremare troppo. Non v-voglio essere
visitata.
E quello che ha detto John. Ma lei ha subito un trauma...
N-n-non  stato cos terribile. Percep la reazione emotiva di John a quell'affermazione, ma non
aveva la forza di analizzare nel dettaglio ci che stava provando. Sto b-b-bene...
Allora dovrebbe vederla come una semplice formalit.
Ho l'a-a-aria di una che bada alla forma?
Jane socchiuse gli occhi verde scuro. Ha l'aria di una che  stata picchiata, che non si  nutrita in
modo adeguato e che non ha dormito abbastanza. A meno che non voglia raccontarmi che quel
livido viola alla spalla  ombretto e che quelle borse sotto gli occhi sono un miraggio.
Xhex era abituata alla gente che non accetta un no come risposta... aveva lavorato per anni con Rehv,
tanto per dirne una. Dal suo tono, pacato ma fermo, era chiarissimo che la dottoressa voleva averla
vinta a tutti i costi. O l'accontentava o quella non se ne sarebbe andata. Mai.
M-m-m-maledizione.
Per la cronaca, prima cominciamo, prima finiamo.
Xhex lanci un'occhiata a John; se proprio dovevano visitarla, lui non doveva ssere presente. Non
c'era nessun bisogno che sapesse pi di quanto probabilmente aveva gi intuito dello stato in cui si
trovava.
La dottoressa si volt a guardarlo da sopra la spalla. John, ti spiace aspettare in corridoio, per
favore?
John chin il capo e usc dalla stanza, la distesa impressionante della sua schiena scomparve oltre la
porta. Quando la serratura scatt, la dottoressa apr quella borsa della malora e stetoscopio e
sfigmomanometro furono i primi a saltare fuori.
Voglio solo auscultarle il cuore, disse, infilandosi la forcella nelle orecchie.
La vista degli strumenti medici ag come benzina sul fuoco per i tremiti di Xhex che, per quanto
confusa e disorientata, si ritrasse.
Jane si ferm. Non le far male. E non le far niente contro la sua volont.
Xhex chiuse gli occhi e rotol sulla schiena. Ogni muscolo del corpo cominci a dolerle
all'improvviso. Forza, leviamoci il pensiero.
Appena il lenzuolo venne sollevato, sent l'aria fredda sulla pelle e il disco gelido dello stetoscopio
sullo sterno. Ricordi del passato minacciarono di farla strillare come su un ottovolante da brivido;
Xhex fiss il soffitto, sforzandosi di non levitare sopra quel maledetto materasso.
F-faccia alla svelta, d-d-dottoressa. Non poteva tenere a bada il panico pi di tanto.
Pu farmi un bel respiro?
Xhex fece del suo meglio e si ritrov a contrarre il viso in una smorfia di dolore. Una o pi vertebre
dovevano essere fratturate, per l'impatto contro il muro fuori da quella camera da letto, forse.
Riesce a mettersi seduta? chiese Jane.
Xhex imprec con un gemito, mentre tentava di sollevare il busto dal letto senza riuscirci. Jane alla
fine fu costretta ad aiutarla; quando la dottoressa le tast la schiena, Xhex si lasci sfuggire un sibilo
soffocato.
Non fa poi cos male, disse a denti stretti.
Non so perch, ma ne dubito, comment la dottoressa, ricominciando a spostare il disco metallico.
Respiri pi a fondo che pu senza farsi male.
Xhex ci prov e fu sollevata quando la dottoressa, con delicatezza, la spinse di nuovo gi sui cuscini,
coprendola col lenzuolo.
Posso controllare se ha delle ferite alle braccia e alle gambe? Xhex si strinse nelle spalle; allora Jane
mise da parte lo stetoscopio e si spost ai piedi del letto. Un'altra corrente d'aria indic i he il
lenzuolo veniva tirato indietro... poi l'altra femmina esit.
Segni di legatura molto profondi intorno alle caviglie, mormor, quasi tra s.
Be', perch Lash a volte la legava col filo di ferro.
Numerose escoriazioni...
Xhex interruppe l'ispezione quando sent il lenzuolo all'altezza lei fianchi. Diciamo solo che
arrivano su fino al collo, okay?
Jane rimise a posto il lenzuolo. Posso palparle l'addome?
Si accomodi.
Xhex si irrigid al pensiero di venire scoperta di nuovo, ma la dottoressa si limit ad appiattire bene
il lenzuolo prima di procedere alla palpazione. Purtroppo fu impossibile nascondere le smorbi di
dolore, specie in prossimit del basso ventre.
La dottoressa si raddrizz e guard Xhex dritto negli occhi. C' qualche speranza che si lasci fare
una visita interna?
Interna in che senso...? Appena Xhex afferr il significato, scosse la testa. No. Neanche morta.
Ha subito violenza sessuale?
No.
Jane annu, recisa. C' altro che dovrei sapere e che non mi ha detto? Dolori in qualche punto
specifico?
Sto bene.
Lei sanguina. Non credo che se ne sia accorta. Ma sta sanguinando.
Xhex si accigli, guardandosi le braccia tremanti.
Ha del sangue fresco all'interno delle cosce. Ecco perch le ho chiesto se potevo procedere a una
visita ginecologica.
Xhex venne assalita dalla paura.
Glielo chiedo un'altra volta. Ha subito violenza sessuale? Non c'era traccia di emozione dietro
quelle parole professionali, e la dottoressa aveva indovinato. Xhex avrebbe accolto con freddezza
qualunque isterismo o piet eccessiva e sdolcinata.
Non ottenendo risposta, Jane interpret correttamente il suo silenzio. C' qualche possibilit che sia
rimasta incinta? Oh... Dio.
I cicli dei symphath erano bizzarri e imprevedibili e lei era stata talmente presa dal dramma della
cattura e della prigionia, che non aveva neanche pensato alle possibili ripercussioni.
In quel momento detest il fatto di essere femmina. Profondamente.
Non lo so.
Jane annu. Da cosa lo capirebbe, se lo fosse?
Xhex scosse la testa. E impossibile che sia incinta. Il mio fisico ne ha passate troppe.
Si lasci visitare, okay? Solo per essere sicuri che non c' niente che non va. Dopo, vorrei portarla al
quartier generale della confraternita per farle un'ecografia. Si  agitata parecchio quando le ho
tastato l'addome. Ho chiesto a V di venire con un'auto... ormai dovrebbe essere quasi arrivato.
Xhex sentiva a stento quello che Jane le stava dicendo. Era troppo assorta a ripercorrere l'ultimo paio
di settimane. Il giorno prima del rapimento aveva fatto l'amore con John. Quell'ultima volta. Forse...
Se era incinta si rifiutava categoricamente di credere che c'entrasse qualcosa con Lash. Sarebbe stato
troppo crudele. Troppo crudele, cazzo.
E poi, forse, sanguinava per qualche altro motivo.
Tipo un aborto spontaneo, insistette a rimarcare una parte del suo cervello.
E va bene, disse alla fine. Per si sbrighi. Queste cose non mi piacciono neanche un po', e se la
visita dura pi di qualche minuto potrei dare i numeri.
Far in fretta.
Xhex chiuse gli occhi facendosi forza e subito nella sua testa part una piccola proiezione di
diapositive. Prima diapositiva: il suo corpo su un tavolo d'acciaio inossidabile in una stanza
piastrellata. Seconda diapositiva: caviglie e polsi le venivano legati. Terza: medici umani con occhi
invasati, da ritardati mentali, le si avvicinavano. Quarta: una videocamera puntata in faccia, che poi
faceva una panoramica verso il basso. Quinta: un bisturi scintillava alla luce che pioveva dal soffitto.
Snap. Snap.
Alz le palpebre di scatto, incerta se quegli schiocchi fossero nella sua testa o nella stanza. Era la
seconda ipotesi. La dottoressa Jane si era infilata i guanti di lattice.
Sar delicata, la rassicur Jane.
Relativamente, ovvio.
Xhex strinse il lenzuolo nei pugni, irrigidendosi dalla testa ai piedi, e sent contrarsi i muscoli
all'interno delle cosce. La buona notizia era che quell'irrigidimento istintivo la guar dalla balbuzie.
Faccia veloce, per favore.
Xhex... voglio che mi guardi. Subito.
Xhex volt la testa. Cosa?
Mi guardi negli occhi. Qui. La dottoressa indic i suoi occhi. Li guardi fissi. Mi guardi in faccia e
si ricordi che anch'io ho subito lo stesso tipo di visita, okay? So esattamente cosa sto facendo, e non
solo perch me l'hanno insegnato.
Xhex si sforz di concentrarsi e... Ges, funzionava davvero. Guardare quegli occhi verdi la aiutava
sul serio. Lo sentir.
Come dice?
Xhex si schiar la gola. Se sono... incinta, lo sentir.
In che modo?
Quando... ci sar come una impronta. Dentro. Non... Inspir a fatica, attingendo ai racconti che
aveva sentito dalla gente di suo padre. Le pareti non saranno lisce.
La dottoressa Jane non batt ciglio. Ho capito.  pronta?
No. S.
Alla fine della visita, Xhex era tutta un sudore freddo e quella costola fratturata urlava per i suoi
respiri affannosi.
Mi dica tutto, disse con voce roca.
Capitolo 23
Ti sto dicendo... che Eliahu  vivo. Eliahu Rathboone...  vivo.
Ritto davanti alla finestra della sua stanza, nella magione diEliahu Rathboone, Gregg Winn stava
contemplando la tillandsia, quella pianta cos caratteristica della Carolina del Sud. Al chiaro di luna i
lunghi filamenti facevano accapponare la pelle, come l'ombra proiettata da un oggetto... o da un
corpo non meglio identificato.
Gregg, mi hai sentito?
Gregg si stropicci gli occhi nel tentativo di scacciare il sonno, I poi si volt a guardare da sopra la
spalla la sua attraente, giovane collaboratrice. Holly Fleet era ferma appena oltre la soglia, i lunghi
capelli biondi raccolti in una coda di cavallo, il viso struccato, gli occhi non pi cos grandi o
maliardi, senza le ciglia finte e tutta quell'altra roba luccicante che si metteva prima di comparire da
vanti alla telecamera. In compenso, la vestaglia di seta rosa non faceva nulla per nascondere il suo
fisico mozzafiato.
E in pratica stava vibrando, neanche il suo diapason interno fosse stato colpito con forza
spropositata.
Ti rendi conto, farfugli assonnato Gregg, che quel figlio di buona donna  morto pi di
centocinquant'anni fa.
Allora qui c' davvero il suo fantasma.
I fantasmi non esistono. Gregg torn a voltarsi verso il panorama fuori dalla finestra. Dovresti
saperlo meglio di chiunque altro.
Questo qui esiste.
E mi hai svegliato all'una di notte per dirmi questo?
Non era stata una mossa astuta. La notte prima tutti e tre non avevano praticamente chiuso occhio e
lui aveva passato la giornata
al telefono con Los Angeles. Si era infilato sotto le coperte un'ora prima, senza illudersi di riuscire a
dormire... ma per fortuna il suo corpo aveva altri progetti.
O era cos oppure il suo cervello gli stava dicendo di gettare la spugna perch le cose non
procedevano bene. Quel maggiordomo si rifiutava di cambiare idea sulla questione del permesso;
Gregg era tornato alla carica due volte, ma entrambi gli approcci erano stati respinti, quello a
colazione cortesemente declinato, quello a cena apertamente ignorato.
Nel frattempo avevano gi inviato alla base una gran quantit di filmati. Grazie al potere evocativo
delle riprese girate di nascosto, i pezzi grossi gli avevano dato il via libera per spostare l lo speciale...
ma lo stavano pressando per avere un promo da trasmettere prima possibile.
Cosa impossibile finch il maggiordomo non cedeva.
Pronto? sbott Holly, piccata. Mi stai ascoltando?
Cosa c'?
Io voglio andare.
Gregg si accigli; col cervellino che si ritrovava, quella poteva spaventarsi solo per un TIR col suo
nome stampato sulla griglia del radiatore. Andare dove?
A Los Angeles.
Gregg quasi sobbalz. Los Angeles? Stai scherzando... Okay, levatelo dalla testa. A meno che tu non
voglia tornare indietro con uno scomodissimo volo low cost. Abbiamo un lavoro da fare, qui.
Il che visto che il maggiordomo aveva la luna per traverso, comportava una buona dose di maneggi e
suppliche. E queste ultime erano il pane di Holly. E poi... se era spaventata, questo giocava ;i loro
favore. Poteva far leva sulla paura. Gli uomini di solito reagiscono bene a quel genere di stimolo...
specie i perfetti gentiluomini con la cavalleria al posto del midollo nelle vecchie ossa l'insecchite.
Davvero, io... Holly si strinse intorno al collo i baveri di seta... e il davanti della vestaglia si tese sui
capezzoli turgidi. Io
ho una fifa blu.
Hmm. Se era uno stratagemma per infilarsi nel suo letto... non era poi cos stanco. Vieni qui.
Gregg tese le braccia e, quando Holly and a premersi contro
di lui, sorrise da sopra la sua testa. Dio, che buon odore aveva. Non quella fragranza floreale che si
spruzzava di solito, ma qualcosa di pi intenso e penetrante. Buono.
Lo sai che devi stare con noi, piccola. Ho bisogno della tua magia.
Fuori, la tillandsia fluttuava nella brezza; il chiaro di luna creava l'illusione che fosse chiffon, tanto
che gli alberi sembravano in abito da sera.
Qui c' qualcosa che non va, disse lei contro il suo petto.
Gi di sotto, sul prato, comparve una figura solitaria. Camminava con tutta calma. Stan che andava a
farsi una passeggiatina fumandosi l'ennesima canna, chiaramente.
Gregg scosse la testa. L'unica cosa che non va  quel maledetto maggiordomo. Non vuoi diventare
famosa? Uno speciale qui ti aprir un sacco di porte. La prossima volta potresti presentare Ballando
con le stelle. O il Grande Fratello.
Cap di aver catturato la sua attenzione perch sent il suo corpo rilassarsi e, per aiutarla
ulteriormente, le accarezz la schiena.
Cos, brava. Intanto seguiva con lo sguardo Stan che vagava per il prato con le mani in tasca, la
testa voltata dall'altra parte rispetto alla casa, i lunghi capelli agitati dal vento. Un altro paio di metri
e, uscendo da sotto gli alberi, sarebbe stato inondato dalla luce della luna. Senti, voglio che resti qui
con me... come ho gi detto, tu meglio di chiunque altro dovresti sapere che queste storie di fantasmi
sono sempre solo pavimenti che scricchiolano. Abbiamo un lavoro proprio perch la gente vuole
credere a queste stronzate da pelle d'oca.
Neanche a farlo apposta, qualcuno sal le scale proprio in quel momento, i passi leggeri
accompagnati da effetti speciali degni di Vincent Price, col silenzio rotto dai gemiti e dai lamenti del
legno antico.
E di questo che hai paura? Qualche scricchiolio nella notte? disse Gregg, scostandosi per
guardarla. Le labbra carnose di Holly gli riportarono alla mente alcuni ricordi molto piacevoli; le
accarezz la bocca col pollice; forse se le era fatte siliconare ancora un po'. Sembravano supergonfie e
belle.
No... sussurr lei. Non  per quello.
Allora perch credi che ci sia un fantasma?
Bussarono alla porta; poi la voce di Stan giunse soffocata. Voi due state scopando oppure adesso
posso andare a letto?
Gregg si accigli, voltando la testa di scatto verso la finestra. La figura solitaria usc in piena vista,
lasciandosi illuminare dalla luna... e scomparve nel nulla.
Perch ci ho appena fatto sesso, spieg Holly. Ho fatto sesso con Eliahu Rathboone.
Capitolo 24
Fuori in corridoio, a casa di Xhex, John stava scavando un sentiero nel pavimento di pietra. Avanti e
indietro. Avanti e indietro. E dalla porta della camera da letto non filtrava il minimo rumore.
Era un bene, o almeno cos supponeva... l'assenza di grida e di parolacce significava che la visita della
dottoressa Jane non era dolorosa.
Con un SMS aveva informato Rehvenge di aver trovato Xhex, ingiungendo che avrebbero cercato di
riportarla al quartier generale. Non accenn al monolocale nel seminterrato, per. Xhex voleva
tenerlo segreto, evidentemente, perch se Rehv avesse saputo della sua esistenza avrebbe insistito per
andarci, non trovandola al capanno di caccia.
Dopo aver controllato l'orologio, John si pass di nuovo le mani nei capelli, chiedendosi come
facessero i vampiri innamorati come Wrath, Rhage e Z, a gestire situazioni come quella... Z aveva
dovuto assistere alle doglie e al parto di Bella, Cristo. Come diavolo facevano...
La porta si apr e lui si volt di scatto, facendo stridere le suole sul pavimento.
La dottoressa Jane era cupa. Ha accettato di venire al quartier generale. V dovrebbe essere qua fuori
ad aspettare, nella Escalade... puoi andare a vedere se c'?
Sta bene? chiese John a gesti.
Se l' vista brutta. Vai a controllare se la macchina  arrivata, li spiace? Poi dovrai portarla fuori in
braccio, okay? Non voglio farla camminare e non voglio usare una barella; meglio non dare
spettacolo per strada.
Senza perdere un minuto, John schizz fuori dal seminterrato.
Parcheggiato l davanti, con i fari spenti ma il motore acceso, c'era il SUV. Dietro il volante scorse un
bagliore arancione quando V diede un tiro alla sigaretta rollata a mano.
Il fratello abbass il finestrino. La portiamo via?
John annu reciso e torn dentro di corsa.
Giunto davanti alla porta della stanza di Xhex la trov chiusa, quindi buss piano.
Un minuto, grid Jane; la voce giunse soffocata. Okay.
John apr e trov Xhex ancora stesa su un fianco. Adesso era avvolta in un asciugamano e un
lenzuolo pulito la copriva dalla testa ai piedi. Cristo... non c'era differenza tra la sua pelle e tutto quel
bianco.
John si avvicin. Strano, pens, non si era mai accorto di essere tanto pi alto di Xhex. Ora, invece,
torreggiava sopra di lei, e non solo perch era sdraiata.
Adesso ti prendo in braccio, le disse nella lingua dei segni, e contemporaneamente muovendo le
labbra.
Lei lo guard negli occhi, poi annu e fece per mettersi a sedere. Vedendo la fatica che faceva, John si
chin e la prese tra le braccia.
Non pesava niente.
Quando si raddrizz, Jane pieg in fretta le coperte del letto e si avvi alla porta.
Xhex se ne stava tutta rigida e questo le costava energia; John avrebbe voluto dirle di rilassarsi, ma,
anche se avesse potuto parlare, sarebbe stata una perdita di tempo. Xhex non era il tipo che si fa
portare in braccio, in nessun caso, da nessuno.
Almeno... in circostanze normali.
Il corridoio sembrava lungo una ventina di chilometri e, all'esterno, i tre metri scarsi che dovette fare
per attraversare il marciapiede fino al SUV gli parvero lunghi il doppio.
V salt gi dal posto di guida e apr il portellone posteriore. Pu sdraiarsi l. Ho steso delle coperte
prima di partire.
John annu e fece per deporla sul morbido nido che era stato predisposto.
Xhex gli strinse con forza la spalla. Resta con me. Per favore.
Lui si blocc per una frazione di secondo... poi s'infil dentro, sempre tenendola in braccio. Fatic
un po' a trovare la posizione giusta... ma alla fine si sistem contro la fiancata con le ginocchia
piegate e Xhex in grembo, rannicchiata contro il suo petto.
Le portiere vennero chiuse e, dopo altri due tonfi sordi, si sent il rombo del motore.
Attraverso i finestrini oscurati, vide le luci dei lampioni arretrare mentre uscivano a tutta birra dalla
citt.
Xhex cominci a rabbrividire e lui la strinse pi forte tra le braccia, tenendola a contatto col proprio
corpo e cercando di infonderle tutto il suo calore. E forse funzion, perch un istante dopo Xhex
pos la testa sul suo petto e i tremori diminuirono.
Dio... per quanto tempo aveva desiderato stringerla tra le braccia. Se l'era immaginato, sognando
possibili scenari in cui sarebbe accaduto.
Ma non certo quello.
Inspir a fondo, intenzionato a esalare un sospiro... e fiut l'odore che stava emanando. Speziato,
penetrante. Lo stesso che sentiva addosso ai fratelli in presenza delle loro shellan. Quella fragranza
stava a significare che il suo corpo si stava facendo sentire. Impossibile tornare indietro.
Impossibile nascondere i suoi sentimenti per Xhex, maledizione, impossibile fermarli. Sin dall'inizio,
dalla prima volta che l'aveva vista, un passo dopo l'altro si era avvicinato all'orlo del baratro e,
nutrendola col proprio sangue, chiaramente l'aveva oltrepassato.
John? sussurr lei.
Lui le batt piano sulla spalla per farle capire che l'aveva sentita.
Grazie.
John pos la guancia sui suoi capelli e annu, per farglielo sentire.
Quando lei si sfil da sotto non ne fu sorpreso... almeno fino a quando non si rese conto che voleva
guardarlo.
Oh, Ges, che orrore l'espressione sul suo volto smunto. Era terrorizzata, gli occhi grigio scuro
avevano il colore dell'asfalto.
Tranquilla, sillab lui. Ti rimetterai.
Dici? Lei strinse gli occhi con forza. Sul serio?
S, cazzo, lui avrebbe fatto tutto il possibile per aiutarla.
Xhex riapr gli occhi. Mi dispiace tanto, disse con voce roca.
Ver cosa?
Per tutto. Per averti trattato come ti ho trattato. Per essere quello che sono. Tu meriti molto di pi.
Mi... dispiace davvero tanto.
Alla fine le si incrin la voce e, battendo freneticamente le palpebre, abbass di nuovo la testa e pos
la mano sul cuore di John.
Era in momenti come quello che lui desiderava disperatamente poter parlare. Mica poteva spostarla
per prendere quel cavolo di bloc-notes.
Alla fine si limit a stringerla con cautela perch non poteva offrirle di meglio.
Non aveva frainteso il significato di quelle parole. Delle scuse non sono una dichiarazione d'amore e
non erano neanche necessarie, perch lui l'aveva comunque perdonata. Eppure la cosa lo aiut, in
qualche modo. Era ancora lontanissimo da come aveva sperato che le cose potessero andare tra loro,
ma era molto meglio che niente.
Le tir un po' pi su il lenzuolo sulla spalla, poi abbandon la testa all'indietro. Fuori dal finestrino
oscurato, scrut le stelle che punteggiavano la fitta coltre nera e vellutata del cielo notturno.
Buffo, gli sembrava che il paradiso fosse contro il suo petto, invece che su in alto, sopra il mondo
intero.
Xhex era viva. Tra le sue braccia. E la stava portando a casa.
Gi, tutto sommato le cose avrebbero potuto andare molto peggio.
Capitolo 25
In seguito, Lash avrebbe fatto una riflessione di questo tipo: non sai mai chi puoi incrociare sulla tua
strada, non puoi mai sapere come la semplice decisione di svoltare a destra o a sinistra a un incrocio
potrebbe cambiare le cose. A volte scegliere una cosa o l'altra non ha importanza, altre volte invece...
puoi ritrovarti in luoghi inaspettati.
In quel preciso momento, tuttavia, non era ancora giunto a quella consapevolezza. Guidava la
Mercedes in campagna, pensando all'ora.
L'una di notte passata da poco. Quanto manca?
Lash guard il sedile accanto al suo. La prostituta che aveva tirato su in un vicolo del centro era
abbastanza piacente e sufficientemente siliconata per darsi al porno, ma per colpa della droga, Plastic
Fantastic era tutta pelle e ossa e irrequieta.
Disperata, anche. Strafatta al punto che era bastata una banconota da cento dollari per farla montare
sulla AMG diretta a una "festa".
Non molto, rispose lui, tornando a concentrarsi sulla strada. Era deluso da morire. Quando si era
immaginato tutta la scena nella sua testa, Xhex era legata e imbavagliata sul sedile di dietro... molto
pi romantico. Invece eccolo l con quella troia schifosa. Ma la realt era quella che era: lui aveva
bisogno di nutrirsi e suo padre lo stava aspettando, e rintracciare Xhex richiedeva pi tempo di
quello che lui aveva a disposizione.
Uno dei compromessi peggiori a cui era dovuto scendere era che la puttana seduta di fianco a lui era
un'umana: molto meno utile di una vampiri, ma sperava che le ovaie bastassero, per succhiarle il
sangue.
Ma soprattutto, non era riuscito a trovare una come lui in gonnella.
Sai, biascic lei. Un tempo facevo la modella.
Davvero.
Gi a Manhattan. Per poi sai, quei bastardi... non gliene frega un cazzo di te. Vogliono solo usarti,
sai.
Okay. Primo, quella doveva piantarla di dire sai ogni due parole e, secondo, credeva forse di
passarsela meglio da sola, l a Caldwell?
Mi piace la tua macchina.
Grazie, bofonchi Lash.
Lei si sporse verso di lui, facendo quasi traboccare le tette dall'attillato top rosa su cui spiccavano
delle ditate di unto, come se non lo lavasse da un paio di giorni; puzzava di ciliegine candite, sudore
e fumo di crack.
Mi piaci, sai...
Allung la mano verso la sua coscia, chinando la testa sul suo grembo. Quando Lash la sent
armeggiare in cerca della cerniera, afferr una ciocca arruffata biondo-finto e la tir su con uno
strattone.
Lei non si accorse neanche del dolore.
Non adesso, aspetta, disse Lash. Ormai ci siamo.
La donna si lecc le labbra. Okay. Bene.
I campi di stoppie ai due lati della strada erano inondati dal chiaro di luna e le case rivestite di legno
che li punteggiavano risplendevano bianche. Per la maggior parte avevano una luce accesa sulla
veranda e basta. Da quelle parti si andava a letto presto, mezzanotte passata era gi moooooolto
tardi.
Anche per questo la Societ aveva un avamposto l, nella terra della torta di mele calda e delle
bandiere americane alle finestre.
Cinque minuti dopo accostarono alla fattoria e parcheggiarono vicino alla porta d'ingresso.
Non c' nessuno, disse la donna. Siamo i primi?
Gi. Lash spense il motore. And...
II clic vicino all'orecchio lo lasci impietrito.
La voce della prostituta non era pi un biascichio confuso. Scendi dalla macchina, stronzo.
Lash volt la testa e quasi baci in bocca la canna di una nove millimetri. All'altra estremit della
pistola, le mani della puttana erano saldissime e i suoi occhi ardevano del tipo di astuzia che non
poteva non incutergli un certo rispetto.
Sorpresa, pens.
S-C-E-N-D-I, lo incalz brusca lei.
Lui sorrise, sornione. Hai mai sparato con quella?
Un mucchio di volte, rispose lei senza battere ciglio. E il sangue non mi fa impressione. Ah. Be',
buon per te.
Scendi...
E cos, quale sarebbe il piano? Mi fai scendere dalla macchina, mi fai un buco in testa e mi pianti
qui morto? Mi freghi Mercedes, orologio e portafoglio?
E anche quello che hai dentro il baule.
Ti serve una ruota di scorta? Puoi comprarne una in qualunque punto vendita della Firestone o
della Goodyear, sai? Tanto per la cronaca.
Credi che non sappia chi sei?
Oh, era pi che sicuro che non ne avesse la pi pallida idea. Perch non me lo dici tu.
Ho gi visto questa macchina. Ho visto te. Ho comprato la tua droga.
Una cliente. Che cosa carina. S-C-E-N-D-I.
Vedendo che lui non si muoveva, la donna spost la pistola di un centimetro e premette il grilletto.
Quando la pallottola fece esplodere il finestrino dietro di lui, Lash si incazz. Una cosa era giocare,
un'altra danneggiare la propriet altrui.
Quando l'umana gli punt di nuovo la canna della nove millimetri in mezzo agli occhi, lui si
smaterializz.
Riprese forma fuori dall'auto, dal lato passeggero, e la guard sobbalzare sul sedile e guardarsi
intorno, sconvolta, coi capelli crespi che volavano di qua e di l.
Pronto a insegnarle un paio di cosette sui piani, spalanc la portiera e la trascin fuori per un
braccio. Prendere il controllo sull'arma e su di lei fu questione di un attimo, un gioco da ragazzi. Poi
si infil la nove millimetri nella cintura, dietro la schiena, e immobilizz la donna contro il proprio
petto con una presa da soffocamento.
Cosa... cosa...
Mi hai detto di scendere dalla macchina, le bisbigli all'orecchio. Cos l'ho fatto.
Il corpo magro dell'umana era fragile come una foglia al vento, poco pi che un'ombra nei suoi
volgari vestiti da battona. Paragonato agli scontri fisici con Xhex, quello era un alito di vento contro
la forza impetuosa di un uragano. Che noia.
Entriamo, mormor Lash, chinando la bocca sulla sua gola e tacendo scorrere una zanna sulla
giugulare. L'altro invitato alla lesta dovrebbe essere gi dentro ad aspettarci.
Ritraendosi, la donna volt la faccia e Lash sorrise, mettendo in mostra le zanne. L'urlo di lei
spavent un gufo appollaiato sopra la loro testa, facendolo volare via; per essere sicuro che la
piantasse di strillare conte in un thriller di Hitchcock, Lash le schiaff sulla bocca la mano libera e la
spinse verso la porta.
Dentro, la casa puzzava di morte, per via dell'iniziazione della notte precedente e di tutto il sangue
nei secchi. C'era un vantaggio, per. Quando accese le luci con la forza del pensiero e la pollastra
vide la sala da pranzo, si irrigid, atterrita, e poi svenne.
Gentile da parte sua. Sollevarla sul tavolo e legarla a braccia e gambe spalancate fu pi facile.
Dopo aver ripreso fiato, Lash port i secchi in cucina, li sciacqu nel lavandino e pul i coltelli,
rimpiangendo amaramente che Mr D non potesse pi occuparsi del lavoro sporco.
Stava per rimettere a posto la canna dell'acqua, quando si rese conto che non c'era traccia del lesser
affiliato la sera prima.
Riport i secchi in sala da pranzo, li sistem sotto i polsi e le caviglie della puttana e controll meglio
il pianterreno. Niente, nisba, nada, il lesser non c'era. Sal al primo piano.
Lo sportello dell'armadio in camera da letto era aperto e c'era una gruccia sul letto, come se
qualcuno avesse preso una camicia. In bagno, le pareti della doccia gocciolavano di fresco.
Ma cosa cazzo...?
Come cavolo aveva fatto a scappare? Non c'erano auto, quindi l'unica alternativa era andare a piedi.
E poi fare l'autostop. Oppure rubare uno di quei camioncini usati dagli agricoltori della zona.
Lash scese da basso e scopr che la puttana aveva ripreso i sensi e stava lottando per levarsi lo
straccio che le aveva ficcato in gola, gli occhi fuori dalle orbite mentre si contorceva sul tavolo.
Non ci vorr molto, le disse, lanciando un'occhiata alle sue gambe lunghe e sottili. Aveva dei
tatuaggi su tutte e due, ma erano un gran caos senza un tema preciso, solo chiazze a casaccio... alcuni
magari potevi identificarli, altri erano rovinati da cicatrici o da un pessimo lavoro di manutenzione:
una volta scoloriti, glieli avevano ripassati male.
Tante farfalle fosforescenti. Forse all'inizio l'idea era quella.
Si mise a girare per casa, and in cucina e torn indietro, passando dalla sala da pranzo, poi torn in
corridoio. Il ticchettio dei tacchi a spillo che battevano sul tavolo e lo stridore della pelle nuda sulla
sua superficie si spensero in lontananza mentre Lash si chiedeva che fine avesse fatto la nuova
recluta e come mai suo padre fosse in ritardo.
Mezz'ora dopo, ancora non si vedeva nessuno; Lash invi un impulso mentale dall'Altra Parte.
Suo padre non rispose.
Lash sal al piano di sopra e chiuse la porta; forse non si era concentrato abbastanza perch era
incazzato nero e frustrato. Si sedette sul letto, mise le mani sulle ginocchia e si calm. Quando il
battito cardiaco torn lento e regolare, fece un profondo respiro e invi un altro segnale... senza
alcun risultato.
Che fosse successo qualcosa all'Omega?
In un impeto emotivo, decise di andare nel Dhunhd.
Le sue molecole si scomposero abbastanza bene, ma quando tent di riprendere forma nell'altra
dimensione dell'esistenza venne bloccato. Tagliato fuori. Respinto.
Fu come andare a sbattere contro un muro; rimbalzando indietro nella squallida camera da letto
della fattoria, il suo fisico incass il colpo con un'ondata di nausea.
Ma cosa cazzo stava succedendo...
Sentendo suonare il cellulare, Lash si affrett a tirarlo fuori dalla tasca della giacca del suo completo
e alla vista del numero si accigli.
Pronto?
La risatina che gli rispose era quella di un ragazzino. Ehil, stronzo. Sono il tuo nuovo capo.
Indovina un po' chi  stato appena promosso? A proposito, il tuo paparino dice di non seccarlo pi.
Pessima mossa chiedere delle signorine... dovresti conoscere meglio tuo padre. Ah, e adesso ho il
compito di ucciderti. A presto!
La nuova recluta scoppi a ridere e quel suono sfond la linea telefonica, trapanando il cranio di
Lash quando la chiamata venne interrotta.
Dal suo interlocutore.
Non era incinta. Almeno per quel che poteva dire la dottoressa Jane.
Ma, grazie a quella simpatica sosta a panicolandia, Xhex non ricordava nulla del viaggio fino al
quartier generale della confraternita. L'idea che ci fosse anche solo una possibilit di essere...
Dopo tutto non portava i cilici... e il loro scopo era di sopprimere le sue tendenze symphath,
ovulazione compresa.
Che cosa avrebbe fatto?
Okay, inutile pensarci, quindi meglio darci un taglio. Dio solo sapeva se non aveva gi abbastanza di
cui preoccuparsi nella categoria delle "cose reali".
Inspir a fondo, inalando l'odore di John, e si concentr sul battito del suo cuore, forte e regolare,
sotto l'orecchio. Non ci mise molto ad assopirsi; il misto di stanchezza, torpore post-prandiale e
bisogno di dire per un po' ciao ciao alla vita, la trascin in un sonno profondo e senza sogni, l sul
retro del SUV.
Fu svegliata dalla sensazione di essere sollevata e apr gli occhi.
John stava attraversando con lei in braccio una specie di area di parcheggio che, date le pareti e il
soffitto simili a una caverna, doveva essere sottoterra. Vishous, che sembrava sorprendentemente in
vena di radersi utile, apr una massiccia porta d'acciaio al di l della quale... c'era un incubo.
Un lungo corridoio anonimo con un pavimento di piastrelle pallide, muri di cemento e faretti
fluorescenti incassati nel basso soffitto.
Il passato torn all'improvviso, il filtro dell'esperienza precedente sostitu ci che stava accadendo
veramente col ricordo di un incubo. Tra le braccia di John, il suo corpo pass dalla debolezza a
un'agitazione convulsa; Xhex cominci a divincolarsi, lottando per liberarsi. Lo scompiglio fu
immediato, gente che correva verso di lei, un suono assordante come l'ululato di una sirena...
Sent vagamente che la mascella le faceva male e si rese conto che stava urlando.
Poi, all'improvviso, vide solo la faccia di John.
In qualche modo era riuscito a voltarla, tra le sue braccia, e adesso erano naso contro naso, occhi
negli occhi, le mani di lui affondate nei suoi fianchi. Ora che la vista di quel corridoio istituzionale
era stata rimpiazzata dal suo sguardo azzurro, il passato perse la sua presa e Xhex rimase come
stregata.
John non disse una parola. Rimase fermo e si lasci guardare.
Era esattamente ci di cui lei aveva bisogno. Lo guard fisso negli occhi, usandoli per spegnere il
cervello.
Quando John annu, lei annu a sua volta e lui riprese a camminare. Ogni tanto distoglieva un attimo
lo sguardo per controllare dove stavano andando, ma poi tornava sempre a posarlo nei suoi occhi.
Tornava sempre.
C'erano voci, molte, e molte porte che si aprivano e si chiudevano, poi una distesa di piastrelle verde
pallido. Era in una sala visita, con un lampadario multiluci e ogni sorta di scorte medicinali dentro
armadietti con lo sportello di vetro, ovunque guardasse.
Quando John la depose sul tavolo operatorio, lei perse di nuovo il controllo. I polmoni si rifiutavano
di fare il loro lavoro, come se l'aria fosse avvelenata, e gli occhi rimbalzavano dappertutto, posandosi
su ogni sorta di fonte di panico, come le apparecchiature mediche, gli strumenti chirurgici e il
tavolo... il tavolo.
Okay, la stiamo perdendo di nuovo. Il tono della dottoressa Jane era inesorabilmente pacato.
John, entra.
Il volto di John torn vicinissimo e Xhex si aggrapp ai suoi occhi.
Xhex? la voce della dottoressa Jane veniva da un punto sulla sinistra. Adesso le somministro un
sedativo...
Niente droghe! La risposta le balz fuori dalle labbra. Preferisco essere terrorizzata... piuttosto
che impotente...
Aveva il fiato dolorosamente corto e ogni inutile espansione della cassa toracica la convinse come
nient'altro al mondo che la vita  pi sofferenza che gioia. C'erano stati troppi di questi momenti,
troppe volte il dolore e la paura avevano avuto il sopravvento, troppe ombre scure che non si
limitavano a incombere minacciose, ma risucchiavano tutta la luce dalla notte in cui lei conduceva la
sua esistenza.
Lasciatemi andare... lasciatemi andare via... Quando John sgran gli occhi, Xhex si accorse di aver
trovato uno dei suoi coltelli, lo aveva sfoderato e stava cercando di impugnarlo. Lasciatemi andare,
per favore... non voglio pi stare qui... lasciatemi dormire per sempre, vi prego...
I corpi impietriti intorno a lei e l'assenza di movimento le restituirono un po' di lucidit. Rhage e
Mary erano nell'angolo. C'era anche Rhev. Vishous e Zsadist. Nessuno parlava o muoveva un solo
dito.
John le tolse il pugnale di mano e fu questo a farla scoppiare in lacrime. Perch lui non l'avrebbe
usato. Non su di lei. N ora... n mai.
E a lei mancava la forza di farlo da sola.
Tutt'a un tratto sent ribollire nelle viscere un'emozione tremenda; via via che si espandeva e la
pressione aumentava dentro di lei, Xhex si guard intorno frenetica, mentre le mensole
cominciavano a tremare e il computer nell'angolo sobbalzava sulla scrivania.
John se ne accorse e reag con prontezza. Cominci a gesticolare con la stessa urgenza che sentiva lei
e un attimo dopo uscirono tutti.
Tranne lui.
Cercando disperatamente di non esplodere, Xhex si guard le mani. Tremavano con una violenza
tale da assomigliare alle ali di una mosca... e fu mentre le fissava che tocc il fondo.
Dalla gola le usc un urlo lacerante; era un suono assolutamente sconosciuto, acuto e inorridito.
John non si spost di un millimetro. Anche quando lei url di nuovo.
Non sarebbe andato da nessuna parte. Non era scosso. Era solo... l.
Afferrando il lenzuolo che l'avvolgeva, Xhex se lo strinse addosso, consapevole che stava per crollare,
che il tragitto lungo quel corridoio aveva aperto una crepa e adesso lei stava andando in frantumi. In
realt le sembrava che nella stanza ci fossero due Xhex: quella pazza che urlava a squarciagola sul
tavolo operatorio e piangeva lacrime di sangue... e una Xhex calma e sana di mente, nell'angolo in
fondo, che osservava dall'esterno se stessa e John.
Le due parti di lei si sarebbero di nuovo riunite oppure sarebbe rimasta per sempre cos, lacerata, a
pezzi?
La sua mente prefer l'osservatrice all'isterica e lei si ritir in quell'angolo silenzioso da cui vedeva se
stessa soffocata dai singhiozzi. Le scie di sangue che le rigavano le guance ceree non la disgustavano
e neanche gli occhi folli, spiritati o gli spasmi epilettici che le agitavano scompostamente braccia e
gambe.
Le dispiaceva per la disgraziata che era stata condotta a quegli estremi. Che si era tenuta lontana da
tutte le emozioni.
Quella disgraziata era maledetta dalla nascita. Aveva fatto del male e l'aveva subito. Si era indurita; la
sua mente e le sue emozioni erano diventate d'acciaio.
Quella disgraziata aveva sbagliato a chiudersi in se stessa, a tenersi tutto dentro.
Non era una dimostrazione di forza, come si era sempre detta.
Era puro istinto di sopravvivenza... e, molto semplicemente, non ce la faceva pi ad andare avanti
cos.
[eBL 086]
Capitolo 26
Tu hai fatto... sesso. Con Eliahu Rathboone.
Gregg scost Holly e la guard in faccia, pensando che le avesse dato di volta il cervello... be', quel
poco che aveva. E cos erano in due, perch lui si era chiaramente immaginato quello che aveva
appena "visto" fuori dalla finestra.
Peccato che lo sguardo di Holly fosse assolutamente candido e trasparente.  venuto da me. Io mi
ero addormentata...
Un'altra raffica di pugni alla porta la interruppe, poi sentirono la voce di Stan che diceva, Ehil, mi
sentite? In che stanza posso...
Pi tardi, Stan, tagli corto Gregg. Il borbottio si spense, poi udirono dei passi in corridoio fino
alla stanza di Holly, e una porta che sbatteva.
Vieni qui. Gregg tir Holly verso il letto. Siediti e raccontami... cosa diavolo credi sia successo.
Mentre lei parlava, lui si concentr su quelle labbra turgide. Be', ero appena uscita dalla doccia. Ero
stanca morta e mi sono sdraiata sul letto per far riposare gli occhi prima di infilarmi la camicia da
notte. Devo essermi addormentata... perch la cosa che ricordo subito dopo  questo sogno...
Oh, per l'amor di Dio. Holly, solo perch hai avuto un incubo non significa che...
Non ho finito, sbott lei. E non era un incubo.
Credevo che avessi una fifa boia.
La roba da brivido  venuta dopo. Holly inarc un sopracciglio. Mi lasci parlare?
Va bene. Ma solo nella speranza di convincerla a fare qualcos'altro con quella bocca, dopo.
Accidenti com'erano belle quelle labbra... Vai avanti.
S, avanti verso un bel pompino, ecco a cosa stava pensando.
Ho sognato che quest'uomo entrava in camera mia. Era molto alto e muscoloso... uno degli uomini
pi grossi che abbia mai visto. Era vestito di nero e se ne stava in piedi vicino al mio letto. Aveva un
odore pazzesco... e mi guardava. Io... Si strinse la mano intorno al collo e poi, lentamente, la fece
scivolare gi, in mezzo ai seni. Io mi sono tolta l'asciugamano e l'ho attirato sopra di me.  stato...
indescrivibile...
Ottima notizia. Perch all'improvviso Gregg non aveva pi voglia di ascoltare quello che era successo
dopo.
Mi ha posseduta. Holly si port di nuovo la mano alla gola. Come non mi era mai capitato prima.
Era cos...
... dotato, ce l'aveva grosso come una mazza da baseball ti ha scopata in tutti i modi possibili e
immaginabili. Complimenti. Il tuo subconscio dovrebbe dirigere filmetti porno. Cosa c'entra questo
con Eliahu Rathboone?
Holly gli scocc un'occhiataccia... poi, con gesto deciso, si apr la vestaglia. Perch quando mi sono
svegliata, avevo questo. Cos dicendo, indic quello che aveva tutta l'aria di essere un succhiotto sul
collo. E effettivamente avevo fatto sesso.
Gregg aggrott la fronte. Tu... Come fai a saperlo?
Prova un po' a indovinare.
Gregg si schiar la gola. Stai bene? disse, posandole la mano sul braccio. S, insomma... ehm, vuoi
chiamare la polizia?
Lei se ne usc con una risata sommessa e incredibilmente sexy. Oh,  stato consensuale. Qualunque
cosa fosse. D'un tratto si rabbui. Il punto  proprio questo... non so che cosa  stato. Credevo di
averlo sognato. Non pensavo che fosse vero finch...
Finch non aveva scoperto una prova inequivocabile del contrario.
Gregg le accarezz le extension bionde sulla spalla. Sei sicura di stare bene?
Credo di s.
Gregg ci mise meno di un secondo a prendere una decisione. Be', allora domani ce ne andiamo.
Cosa? Oh, mio Dio, Gregg... non volevo creare problemi... Holly si accigli. Forse... forse ho
sognato anche la parte in cui mi sono svegliata. Ho fatto un'altra doccia... forse non  successo
proprio niente.
Col cavolo. Appena fa giorno chiamo Atlanta e dico che  tutto riconfermato. Non voglio farti stare
in un posto dove non sei al sicuro.
Gesj cio, insomma,  molto cavalleresco da parte tua, ma... non so. E tutto cos vago, e adesso mi
chiedo se domani mattina non mi sentir meglio. Sono proprio confusa...  stato cos strano.
Cominci a massaggiarsi le tempie in senso circolare con la punta
delle dita, come se le facesse male la testa. Volevo che succedesse, dall'inizio alla fine, direi...
Avevi chiuso a chiave la porta? la interruppe brusco Gregg; voleva una risposta alla sua domanda,
ma soprattutto non aveva nessuna voglia di sentir magnificare le prestazioni del Fantasma
Superdotato.
Chiudo sempre a chiave la porta di una stanza d'albergo prima di farmi una doccia.
E le finestre?
Chiuse. Credo che siano addirittura bloccate. Non so.
Be', stanotte resti con me. Qui sarai al sicuro. E non solo perch adesso non ci avrebbe pi provato
con lei. Aveva con s una pistola. Sempre. Aveva il porto d'armi e sapeva come usarla: ai tempi in cui
a Los Angeles avevano cominciato a sparare alla gente per strada, aveva deciso di premunirsi.
Insieme si stesero sul letto. Lascio la luce accesa.
Non c' bisogno. Basta che chiudi bene la porta.
Gregg annu e scivol gi dal letto, tirando il chiavistello e agganciando la catenella; poi diede una
rapida controllata alle finestre per accertarsi che fossero ben chiuse. Quando torn a sdraiarsi, Holly
si accoccol contro il suo braccio con un sospiro.
Gregg sfil il piumone da sotto le loro gambe e lo tir addosso a entrambi, spense l'abat-jour e
appoggi la testa sui cuscini.
Pens all'uomo che passeggiava in giardino e quasi gli sfugg un grugnito. 'Fanculo quelle stronzate.
O era uno del posto con un passepartout, oppure un domestico in grado di forzare la serratura.
Sempre ammesso che fosse successo davvero qualcosa. Cosa di cui Holly sembrava sempre meno
sicura...
Amen. La mattina dopo sarebbero partiti, punto e basta.
Al buio si accigli. Holly? S?
Perch hai pensato che fosse Rathboone?
Lei spalanc la bocca in uno sbadiglio. Perch era identico al ritratto in soggiorno.
Capitolo 27
Gi nella sala visite della clinica sotterranea, John, ritto di fronte a Xhex, si sentiva assolutamente
incapace di aiutarla. Seduta sul tavolo d'acciaio inossidabile, lei urlava, le braccia contratte sul
lenzuolo, il volto tirato, la bocca spalancata, mentre lacrime rosse le rigavano le guance cadaveriche...
E lui non ci poteva fare niente.
Conosceva il luogo infernale in cui lei si trovava. Sapeva che non poteva raggiungere in alcun modo
il pozzo in fondo al quale era precipitata: c'era stato anche lui. Sapeva con esattezza cosa significava
inciampare, cadere e soffrire in modo atroce per la violenza dell'impatto... anche se tecnicamente il
tuo corpo non era andato da nessuna parte.
L'unica differenza era che Xhex aveva una voce in grado di mettere le ali al suo dolore.
Con le orecchie che fischiavano e il cuore a pezzi per lei, rimase saldo contro la bufera impetuosa
che lei aveva scatenato. Rest l ad assistere al suo dolore, sentiva le sue urla e stava l per lei, perch 
l'unica cosa che si pu fare davanti a una crisi di nervi.
Dio che supplizio, per, vedere quanto soffriva. Ma era un supplizio che lo rendeva ancora pi lucido
e determinato; nella sua mente, il volto di Lash comparve come uno spettro che assume forma fisica.
Mentre Xhex gridava e gridava, lui giur di vendicarla, finch il suo cuore, invece che sangue,
cominci a pompare sete di vendetta.
A un certo punto, Xhex fece una serie di profondi respiri. Poi altri due.
Credo di aver finito, disse brusca.
Lui attese un istante per essere sicuro. Quando lei annu, John tir fuori il bloc-notes e scrisse in
fretta qualcosa.
Le mostr la pagina e Xhex la guard, ma dovette rileggerla un paio di volte per cogliere il succo.
Posso lavarmi la faccia, prima?
John annu e and al lavandino d'acciaio inox. Apr il rubinetto dell'acqua fredda, prese un
asciugamano pulito da un'alta pila e lo inumid prima di tornare la lei. Xhex tese le mani e lui le mise
la salvietta sui palmi e la guard mentre se la premeva lentamente sul viso. Era dura vederla cos
fragile; ripens a come l'aveva sempre conosciuta: forte, sicura, vigile.
I capelli le si erano allungati e cominciavano ad arricciarsi in punta; se non li avesse tagliati
sarebbero diventati una folta chioma ondulata. Dio, che voglia di toccare quella massa morbida.
Fece scorrere gli occhi lungo il tavolo e, all'improvviso, li sgran. Il lenzuolo si era attorcigliato,
scivolando via... e sugli asciugamani avvolti intorno ai suoi fianchi c'era una macchia scura.
Inspirando a fondo, John fiut l'odore di sangue fresco e si stup di non averlo notato prima.
D'altronde, era stato leggermente distratto da altre cose.
Oh... Cristo. Xhex stava sanguinando...
Le batt leggermente sul braccio e sillab, Dottoressa Jane,
Xhex annu. S. Leviamoci il pensiero.
Agitatissimo, John raggiunse in due falcate la porta della sala visite. Fuori in corridoio c'era una
moltitudine di facce preoccupate{ con la dottoressa Jane alla testa del gruppo.
E pronta per me? Quando John si spost di lato, agitando frenetico il braccio, la dottoressa fece per
entrare.
Lui per la ferm e, dando le spalle a Xhex, disse, E' ferita da qualche parte. Sanguina.
Jane gli mise una mano sulla spalla e lo fece ruotare in modo ila scambiarsi di posto con lui. Lo so.
Perch non aspetti qui fuori? Mi prender cura di lei, sta' tranquillo. Ehlena? Ti spiace venire? Avr
bisogno di un altro paio di mani.
La shellan di Rehvenge entr nella sala visite e, al di sopra della testa di Jane, John vide che
cominciava a lavarsi le mani.
Perch non hai chiamato Vishous ad assisterla? chiese.
Facciamo solo un'ecografia per assicurarci che stia bene. Non devo operarla. Jane gli sorrise in
modo professionale... cosa stranamente inquietante. Poi gli chiuse la porta in faccia.
John si guard intorno. Tutti i maschi erano chiusi fuori in corridoio. Dentro con Xhex c'erano
soltanto femmine.
II suo cervello cominci a macinare ipotesi e non ci mise molto a giungere a una conclusione che
non poteva in alcun modo essere quella giusta.
Una mano pesante gli cal sulla spalla e, a voce bassa, V disse. No, devi restare qua fuori, John.
Lascia andare.
Soltanto allora si accorse di avere stretto le dita intorno alla ma-
niglia della porta. Guard in gi, ordinando a se stesso di mollare la presa... ma dovette ripetere il
comando due volte prima di veder scivolare via la mano dal metallo.
Non ci furono altre grida. Neanche il minimo rumore.
John attese. E attese. Cammin su e gi e attese ancora. Vishous si accese un'altra sigaretta rollata a
mano. Blay lo imit, accendendosi una Dunhill. Qhuinn tamburellava le dita sulla coscia. Wrath
accarezzava la testa di George mentre il golden retriever guardava John con i suoi mansueti occhi
castani.
A un certo punto, Jane fece capolino dalla porta e guard il suo compagno. Ho bisogno di te.
Vishous spense la sigaretta contro la suola dello stivale e infil il mozzicone nella tasca posteriore dei
calzoni. Devo prepararmi? Gi.
Vado a cambiarmi.
Mentre V si avviava in fretta verso lo spogliatoio, Jane guard John. Mi prender cura di lei, sta'
tranquillo...
Cosa c' che non va? Perch sta sanguinando? chiese lui nella lingua dei segni.
Mi prender cura di lei.
Poi la porta si richiuse.
Quando V torn, non aveva perso minimamente il suo aspetto da guerriero, anche se si era tolto i
calzoni di cuoio; John sper ardentemente che la sua bravura sul campo di battaglia valesse anche in
campo medico.
Quei suoi occhi di diamante brillavano; diede una pacca sulla spalla di John prima di infilarsi nella
sala visite... che adesso evidentemente fungeva da sala operatoria.
Quando la porta si chiuse, John fu assalito dall'impulso di mettersi a urlare a sua volta.
Invece continu a camminare su e gi per il corridoio. Su e gi. Su e... gi. Alla fine gli altri si
allontanarono, avviandosi verso un'aula vicina, ma lui non se la sent di unirsi a loro.
Ogni volta che passava davanti a quella porta chiusa, allargava il giro fino a tracciare un percorso che
andava dal parcheggio allo spogliatoio. Le sue lunghe gambe divoravano la distanza, riducendo una
cinquantina di metri a qualcosa come pochi centimetri.
O almeno cos sembrava.
In quello che doveva essere il suo cinquantesimo giro fino allo spogliatoio, John si volt, ritrovandosi
davanti alla porta a vetri dell'ufficio. La scrivania, gli schedari e il computer avevano un aspetto
implacabilmente normale, e lui trasse uno strano conforto da quegli oggetti inanimati.
Sollievo che svan non appena ricominci a camminare.
Con la coda dell'occhio scorse le crepe nel muro di cemento di fronte, le fessure si allargavano a
ragnatela da un singolo punto d'impatto.
Ricordava la notte in cui era successo. Quella notte orribile.
Lui e Tohr erano seduti insieme, in ufficio, lui a fare i compiti, il fratello sforzandosi di restare calmo
mentre chiamava casa in continuazione. Ogni volta che Wellsie non rispondeva al telefono, ogni
volta che scattava la casella vocale, la tensione aumentava... finch non era comparso Wrath, con alle
spalle l'intera confraternita.
La notizia che Wellsie era morta era tragica... ma poi Tohr aveva saputo il "come": non era morta
perch incinta del loro primo figlio, ma perch un lesser l'aveva uccisa a sangue freddo. Assassinata.
Fatta fuori, e il piccolo con lei.
Era stato quello a provocare quei segni.
John si avvicin e fece scorrere le dita sulle sottili linee nel cemento. La rabbia era stata cos grande
che Tohr, letteralmente, era imploso come una supernova, il sovraccarico emotivo lo aveva fatto
smaterializzare da qualche parte.
John non aveva mai saputo dove.
La sensazione di essere osservato gli fece alzare la testa per guardarsi alle spalle. Al di l della porta a
vetri, Tohr, in piedi nell'ufficio, lo fissava.
Si guardarono negli occhi, da pari a pari, non da adulto a ragazzo.
John adesso aveva un'et diversa e, come per tante altre cose, in quella situazione era impossibile
tornare indietro.
John? Dal fondo del corridoio giunse la voce di Jane e lui si volt di scatto, poi corse da lei.
Come sta? Cosa  successo? Sta...?
Si riprender. Sta uscendo adesso dall'anestesia. La terr a letto per le prossime sei ore, grosso
modo. L'hai nutrita col tuo sangue, giusto? Lui le mostr il polso e la dottoressa annu. Bene. Ti
sarei molto grata se rimanessi con lei, nel caso ne avesse ancora bisogno.
Dove altro credeva che sarebbe andato?
John entr in sala visite muovendosi in punta di piedi, attento a non disturbare; ma lei non c'era.
L'abbiamo trasferita nell'altra stanza, spieg V dal fondo della sala, vicino all'autoclave.
Prima di attraversare la sala operatoria fino alla porta in fondo, John guard i resti di quello che
avevano fatto a Xhex, qualunque cosa fosse. Sul pavimento c'era un allarmante mucchio di garze
insanguinate e altro sangue sul tavolo dove prima era stesa Xhex. 11 lenzuolo e gli asciugamani in
cui era avvolta erano per terra, in un angolo.
Un mare di sangue. Tutto fresco.
John fischi forte per richiamare l'attenzione di V. Qualcuno pu dirmi cosa cazzo  successo qui
dentro?
Puoi parlarne con lei. Il fratello tir fuori un sacchetto arancione per rifiuti biologici e cominci a
raccogliere le garze usate; a un certo punto si ferm e, senza guardarlo negli occhi, disse, Si
rimetter.
Fu allora che John ne ebbe la certezza.
Sapeva che era stata maltrattata, ma in realt le era andata peggio. Molto peggio di quanto avesse
immaginato.
In genere, quando si trattava di ferite riportate in combattimento o sul campo, se ne parlava senza
neanche pensarci - un femore fratturato, delle costole rotte, una pugnalata. Ma arrivava una
femmina, veniva visitata senza nessun maschio presente e nessuno si azzardava a dire una sola
parola sull'intervento che aveva subito?
Solo perch i tesser erano impotenti non significava che non potessero fare altre cose con...
La brezza gelida che invest la sala operatoria spinse V a rialzare la testa. Un consiglio, John. Fossi in
te, terrei per me le mie supposizioni. Ammettiamo che tu voglia uccidere Lash, okay? Non avrebbe
senso che Rehv o le Ombre, con tutto il rispetto, ti privino di un tuo diritto.
Cavolo,  in gamba il fratello, pens John.
Annu una volta, poi and nella stanza di Xhex; quei tre non erano il solo motivo per cui avrebbe
tenuto il becco chiuso. Neanche Xhex doveva sapere fino a che punto era disposto a spingersi.
Xhex si sentiva come se qualcuno le avesse parcheggiato nell'utero un autobus Volkswagen.
La pressione era tale che alz la testa per vedere se si era gonfiata fino ad assumere le dimensioni di
un garage.
No. Piatta come sempre.
Lasci ricadere la testa.
Da un certo punto di vista non riusciva ancora a credere di essere l, reduce da un intervento
chirurgico, sdraiata in un letto con braccia, gambe e testa ancora attaccate... e la lacerazione alla
parete uterina riparata.
Presa nella morsa della iatrofobia, la paura dei medici e di tutto ci che ha a che fare con la medicina,
non riusciva a vedere al di l di ci che il suo cervello aveva contrassegnato come mortale. In preda a
un terrore cieco, era convinta di non essere in un ambiente sicuro, circondata da persone note, di cui
si poteva fidare.
Adesso, dopo quella prova del fuoco, il fatto di esserne uscita illesa e in salute le procurava una
strana euforia da endorfine.
Qualcuno buss piano; dall'odore che filtrava dalla porta cap chi era.
Toccandosi i capelli, si chiese che razza di aspetto poteva avere e decise che era meglio non saperlo.
Avanti.
John Matthew infil dentro la testa e inarc le sopracciglia come a chiedere "come stai?"
Sto bene. Sto meglio. Intontita dalle medicine.
Lui entr e si appoggi contro il muro, infilandosi le mani in tasca e accavallando uno stivale
sull'altro. La T-shirt era una semplice Hanes bianca; una fortuna, probabilmente, visto che era
macchiata di sangue di lesser.
Aveva l'odore che ogni maschio dovrebbe avere. Di sapone e sudore pulito.
Ed era come ogni maschio dovrebbe essere. Alto, grosso e letale.
Dio, era davvero andata completamente fuori di testa davanti a lui?
Hai i capelli pi corti, disse, senza un motivo particolare.
Lui sfil una mano dalla tasca e, in evidente imbarazzo, se la pass sul cranio rasato. Con la testa
china, i poderosi muscoli che correvano dalle spalle fin sul collo si fletterono sotto la pelle dorata.
All'improvviso, Xhex si chiese se avrebbe mai pi fatto sesso.
Era un pensiero ben strano, considerato come aveva passato le ultime...
Si accigli. Da quante settimane ero sparita?
Lui alz quattro dita, poi ne pieg leggermente uno.
Quasi quattro? Quando John annu, lei fece gran mostra di raddrizzare il risvolto del lenzuolo che
le correva sul petto. Quasi... quattro.
Be', gli umani l'avevano trattenuta per mesi, prima che lei riuscisse a scappare. Meno di quattro
settimane non erano niente, in confronto, tirare avanti doveva essere una passeggiata.
Ah, ma lei non progettava di restare in circolazione ancora per molto, no? Il punto non era tanto
"tirare avanti" quanto piuttosto "tirare le cuoia".
Vuoi sederti? disse, indicando una sedia di fianco al letto. Era In classica sedia da ospedale, quindi
aveva l'aria di essere comoda come un palo ficcato su per il culo, ma non voleva che John se ne
andasse.
Lui inarc di nuovo le sopracciglia e, annuendo, si avvicin. Sistemando alla bell'e meglio l'enorme
corpo sulla seggiolina, tent prima di accavallare le ginocchia e poi le caviglie. Fin per stare mezzo
girato, coi piedi sotto il letto e un braccio dietro la spalliera.
Xhex, intanto, continuava ad armeggiare con quel lenzuolo della malora. Posso chiederti una cosa?
Con la coda dell'occhio lo vide annuire, poi voltarsi e tirare fuori dalla tasca di diedro un blocco e
una penna.
Schiarendosi la gola, si chiese come formulare la domanda.
Alla fine opt per una cosa impersonale. Dov' stato visto Lash per l'ultima volta?
John annu e, chinandosi sopra il foglio, cominci a scrivere in fretta. Mentre le parole prendevano
forma sulla pagina bianca, Xhex si sofferm a guardarlo... e si rese conto che non voleva mai pi
vederlo andare via. Lo voleva per sempre l, accanto a s.
Al sicuro. Era proprio al sicuro con lui.
John si raddrizz e le mostr il bloc-notes. Poi parve come impietrito.
Per qualche motivo, Xhex non riusciva a mettere a fuoco quello che aveva scritto e si sforz...
John lentamente abbass il braccio.
Aspetta, non ho ancora letto. Potresti... Cosa... Cosa c'? Accidenti, adesso i suoi occhi si
rifiutavano di vederlo bene.
John si pieg di lato e lei sent un lievissimo fruscio. Poi si trov davanti un Kleenex.
Oh, per l'amor del cielo. Prese il fazzoletto di carta e se lo premette su tutti e due gli occhi.
Quanto odio essere una femmina. Lo detesto con tutto il cuore.
Mentre lei si lanciava in un'invettiva contro estrogeni, gonne, smalto per unghie rosa e tacchi a spillo
del cavolo, John le passava un Kleenex dopo l'altro, raccogliendo quelli macchiati di rosso che aveva
usato.
Io non piango mai, lo sai. Disse Xhex, guardandolo torva. Mai.
Lui annu. E le allung un altro fottutissimo fazzoletto di carta.
Ges Cristo. Prima mi metto a strillare come un'aquila e adesso eccomi qui a frignare senza motivo.
Potrei uccidere Lash solo per questo.
Una folata gelida spazz la stanza e lei guard John... e si ritrasse, spaventata. Era passato dal
comprensivo al sociopatico nello spazio di un secondo. Al punto da non accorgersi di aver scoperto
le zanne, Xhex ne era pi che sicura.
Lei ridusse la voce a un sussurro e quello che davvero voleva chiedergli venne fuori di slancio.
Perch sei rimasto? Prima, in sala operatoria. Stacc gli occhi dai suoi, concentrandosi sullo
macchie rosse sul fazzoletto appena usato. Sei rimasto e... sembrava che avessi capito tutto.
Nel silenzio che segu, si rese conto che conosceva come le suo tasche il contesto della vita di John:
con chi viveva, cosa faceva sul campo, dove trascorreva il suo tempo. Ma non sapeva niente di lui
nello specifico. Il suo passato era un buco nero.
E, per qualche motivo a lei sconosciuto, voleva che lui la illuminasse.
Sconosciuto un corno, sapeva benissimo perch: nell'orrore incandescente che aveva affrontato in
sala operatoria, l'unica cosa che l'aveva tenuta ancorata a terra era stato lui; era strano, ma adesso si
sentiva legata a lui a un livello molto profondo. John l'aveva vista al suo peggio, al culmine della sua
debolezza e della sua paranoia, e non si era voltato dall'altra parte. Non se n'era andato, non l'aveva
giudicata e non era rimasto "scottato".
Era come se il fuoco che lei aveva attraversato li avesse fusi insieme.
Era pi che una semplice emozione. Aveva a che fare con l'anima.
Cosa diavolo ti  successo, John. Nel tuo passato.
Lui si fece serio, incrociando le braccia sul petto, come se adesso fosse il suo turno di trovare il modo
giusto per esprimersi. Ma soprattutto la sua griglia emotiva d'un tratto si riemp di ogni sorta di
cupezza e Xhex ebbe l'impressione che stesse meditando di scappare.
Senti, non voglio pressarti. Merda. Cazzo. Se vuoi farmi credere che la tua vita  stata tutta rose e
fiori, okay, sono pronta ad accettarlo e a passare oltre.  solo che... La maggior parte della gente
sarebbe sobbalzata, come minimo. Che cavolo, perfino la dottoressa Jane ci  andata coi piedi di
piombo, quando ho sclerato. Tu, invece? Te ne sei rimasto l senza fare una piega, come se niente
fosse. Fiss il suo viso duro, ermeticamente chiuso. Ti ho guardato negli occhi, John, e ci ho visto
qualcosa di pi che una ipotetica comprensione.
Dopo una lunga pausa, John prese il blocco, volt pagina e scribacchi in fretta qualcosa. Quando
glielo mostr, lei comprese il suo punto di vista, ma avrebbe voluto bestemmiare:
Prima dimmi quello che ti hanno fatto in sala operatoria. Dimmi che problema avevi.
Eh gi, il classico do ut des.
I ,ash ci mise solo un'oretta a tornare con la puttana dalla fattoria alla topaia in citt... In piena
modalit sopravvivenza, guidava la Mercedes veloce e deciso, e fece un'unica sosta lungo la strada.
In un capanno in mezzo ai boschi, dove prese della roba di importanza cruciale.
Una volta parcheggiato nel garage della squallida casetta, attese i he la porta fosse chiusa prima di
scendere e tirare gi la prostituta dal sedile posteriore. La donna si divincolava selvaggiamente;
mentre la trascinava in casa passando dalla cucina, Lash alz una barriera magica analoga a quella
dentro cui aveva imprigionato Xhex.
Ma non per Plastic Fantastic.
L'Omega sapeva dove si trovavano i suoi lesser, li percepiva come echi della sua stessa esistenza, e,
allo stesso modo, i non morti erano in grado di sentire i loro compagni.
Quindi Lash poteva restare nascosto solo imprigionando se stesso. Mr D non sapeva che Xhex era
chiusa in camera da letto... la sua confusione era evidente ogni volta che riceveva l'ordine di
depositarvi qualcosa da mangiare.
Naturalmente la domanda da un milione di dollari era se quel mascheramento avrebbe tenuto a bada
l'Omega. E per quanto tempo.
Lash butt la puttana nel gabinetto con la stessa delicatezza che avrebbe riservato a un borsone da
quattro soldi pieno di biancheria sporca. La donna atterr con violenza dentro la vasca da bagno,
gemendo contro il nastro adesivo che le tappava la bocca. Lash torn alla macchina.
Ci mise una ventina di minuti a disfare il suo carico, che poi alline sul pavimento di cemento del
seminterrato: sette fucili a canne mozze, un sacchetto di plastica dei supermercati Hannaford pieno
di soldi, un chilo e mezzo di esplosivo al plastico C4, due detonatori a distanza, una bomba a mano,
quattro pistole automatiche. Munizioni. Munizioni. Munizioni.
Sal le scale e spense la luce della cantina, and ad aprire la porta sul retro e mise fuori una mano.
L'aria fresca della notte penetrava senza problemi attraverso lo scudo protettivo, ma il suo palmo
avvertiva la barriera. Era forte... ma gli occorreva ancora pi forte.
Sallllve, troia, eccomi che arrivo.
Lash chiuse la porta, tir il chiavistello e and in bagno con passo deciso.
Concentratissimo, tir fuori il coltello, tagli i lacci che le legavano i polsi dietro la schiena e...
Lei agit le braccia convulsamente, finch Lash non le sferr un pugno sulla testa mettendola KO.
Taglia. Taglia. Taglia. Le pratic tre incisioni profonde ai polsi e al collo, poi si sedette a guardare il
sangue che defluiva pigramente.
Dai... sanguina, troia, sanguina.
Controll l'orologio; forse avrebbe dovuto farla rinvenire per aumentare frequenza del polso e
pressione sanguigna, riducendo cos quella pausa forzata in attesa che lei si dissanguasse.
Non aveva idea di quanto dovesse aspettare, ma la pozza rossa sotto di lei stava salendo, e il corpino
rosa diventava sempre piii scuro.
Il tempo scorreva lento e lui batteva il piede nervosamente, un miglio al minuto... a un certo punto
not che la pelle della donna non era solo pallida, ma grigiastra e sulle pareti della vasca il li vello del
sangue aveva smesso di salire. Ne dedusse che il processo di dissanguamento era terminato. Tagli il
corpino mettendo in mostra un paio di tette finte davvero spaventose e la pugnal al petto,
affondando la lama lungo lo sterno.
Il taglio successivo lo fece a se stesso.
Tenendo il polso sopra lo squarcio al torace, guard le gocce nere in caduta libera nel cuore fermo
della donna. Non sapendo neanche in questo caso quanto sangue dovesse darle, prefer abbondare.
Poi chiam a raccolta l'energia nel suo palmo; con un atto di volont costrinse le molecole dell'aria a
girare vorticosamente in circolo in una sorta di tornado, fino a che non diventarono una unit di
forza cinetica che lui era in grado di controllare.
Guard la puttana, il suo corpo profanato, il trucco sbavato sulle guance, i capelli luridi ritti in testa,
pi una parrucca di carnevale che la pettinatura di una che batte per strada.
Doveva funzionare, ne aveva bisogno. Sentiva gi le forze affievolirsi, e non aveva fatto chiss che
cosa, solo l'incantesimo della barriera e quella piccola palla di fuoco sulla mano.
Doveva funzionare a tutti i costi, cazzo.
Lanci la fiammata nella cassa toracica della donna e le sue membra inerti sbatterono come code di
pesce contro i lati della vasca. Quando il lampo luminoso si spense a poco a poco, Lash attese...
pregando che...
L'ansito che lei emise fu terrificante. Ma fu anche una manna dal cielo.
Lash rimase affascinato quando il cuore cominci a pompare e il sangue nero venne assorbito dalla
carne viva della gabbia toracica; di fronte alla rianimazione il suo uccello, ebbe un fremito eccitato.
Questo s che  potere, pens, altro che quello che si pu comprare con i soldi.
Era davvero un dio, proprio come suo padre.
Accovacciato sui talloni, guard la pelle della donna riprendere colore. Via via che l'umana tornava
in vita, le sue dita si piegavano contro il bordo della vasca e i muscoli avvizziti delle cosce si
contraevano.
Il passo successivo era qualcosa che Lash non capiva fino in fondo, ma che si guard bene dal
mettere in discussione. Quando la donna parve tornata a tutti gli effetti tra i vivi, a mani nude le
strapp il cuore dal petto.
Altri ansiti. Altri colpi di tosse. Bla, bla, bla.
Era affascinato dall'impresa che aveva compiuto, specie quando poggi il palmo sullo sterno
dell'umana e ordin alla sua carne di richiudersi: incredibile ma vero, la pelle e le ossa ubbidirono al
suo volere e lei torn come prima.
Anzi, meglio di prima. Perch adesso gli era utile.
Lash allung la mano di lato per aprire il rubinetto della doccia; il getto la invest in pieno, in faccia e
sul corpo, e lei batt le palpebre, agitando le mani penosamente contro quella pioggia gelata.
Quanto doveva aspettare, adesso? si chiese Lash. Quanto, prima di vedere se si era avvicinato almeno
un po' a ci che lo avrebbe davvero rinvigorito?
Mentre un'ondata di spossatezza gli risaliva la spina dorsale, annebbiandogli il cervello, si accasci
contro gli armadietti sotto al lavandino. Chiuse la porta con un calcio e, con le braccia appoggiate
sulle ginocchia, rimase a guardare tutto quello scalmanarsi della puttana.
Si sentiva cos debole.
Cos fottutamente debole.
Avrebbe dovuto esserci la sua Xhex al posto di quell'umana. Era lei che doveva sottoporre a quella
procedura, non una cavolo di battona raccattata a caso.
Si port le mani al viso, lasciando ricadere la testa sul petto; ormai tutta l'esaltazione era evaporata.
Non era cos che doveva andare. Non era questo che aveva in programma.
In fuga. Braccato. Ramingo per il mondo.
Cosa diavolo avrebbe fatto senza suo padre?
Capitolo 28
In attesa che Xhex rispondesse alla sua domanda, John si concentr sulle parole che aveva scritto,
ripassandoci sopra con la
penna e facendole diventare sempre pi scure man mano che ci calcava sopra.
Forse non avrebbe dovuto avanzare richieste, visto lo stato in cui lei era, ma aveva bisogno di
ricevere qualcosa in cambio. Se proprio doveva aprire il forziere dei suoi segreti pi imbarazzanti,
non poteva essere il solo a mettersi a nudo.
E poi voleva davvero sapere cosa le era successo, e questo poteva dirglielo soltanto lei.
Nel silenzio che si protraeva, l'unica cosa a cui riusciva a pensare era che... merda, lei gli stava
sbattendo la porta in faccia. Di nuovo. Da un certo punto di vista non era affatto una sorpresa,
dunque non avrebbe dovuto importargli. Dio solo sapeva quante volte lo aveva respinto.
Ma per lui era come affrontare un'altra morte, questa era la verit...
Ti ho visto. Ieri.
Lui alz la testa di scatto. Cosa? sillab.
Lash mi teneva prigioniera in quella camera da letto. Ti ho visto. Sei entrato e ti sei avvicinato al
letto. Te ne sei andato portandoti via un cuscino. Ero... l, vicino a te, per tutto il tempo che sei
rimasto l dentro.
John si port la mano alla guancia e lei abbozz un sorriso. S, ti ho toccato la faccia.
Cristo santo...
Com' possibile?, sillab lui.
Non so di preciso come faccia, Lash, ma  cos che  riuscito a catturarmi. Eravamo tutti in quella
grotta dove avevano impri-
gionato Rhev, alla colonia. I symphath sono entrati e Lash mi ha presa...  successo tutto cos in
fretta. All'improvviso sono stata sollevata di peso e trascinata fuori, ma non riuscivo a lottare e
nessuno mi sentiva urlare. E una specie di campo di forza. Se ci sei dentro e cerchi di infrangerlo ti
fai male, il dolore  immediato... ma  pi che semplice avversione. C' qualcosa di fisico in quella
barriera. Alz il palmo spingendo l'aria. Una specie di trama. La cosa strana, per,  che anche
altri possono occupare lo stesso spazio. Come quando sei entrato tu.
John si accorse vagamente che le mani gli facevano male. Guard in gi e vide che aveva stretto i
pugni con forza tale che il bloc-notes gli aveva inciso la carne, e cos pure la penna a sfera.
Voltando pagina, scribacchi, Non sapevo che eri l dentro. Mi dispiace. Altrimenti avrei fatto
qualcosa. Giuro che non lo sapevo.
Xhex lesse ci che aveva scritto e gli mise una mano sul braccio. Lo so. Non  colpa tua.
Lui per si sentiva in colpa. Essere l con lei e non avere idea che lei era...
Oh. Merda.
Scrisse in fretta, poi le mostr il foglio, Lui  tornato? Dopo che noi ce ne siamo andati.
Quando Xhex scosse la testa, il cuore di John riprese a battere. E passato in macchina davanti alla
casa, ma non si  fermato.
Come hai fatto a fuggire? chiese a gesti lui, soprappensiero, poi se ne accorse e si mise ad armeggiare
col blocco per passare a un foglio bianco.
Come ho fatto a uscire? azzard Xhex. Quando John annu lei rise. Ti toccher insegnarmi la
lingua dei segni, sai.
Lui batt le palpebre, allibito, poi sillab, Okay.
Non preoccuparti, imparo in fretta. Xhex fece un profondo respiro. La barriera era abbastanza
forte da trattenermi sin da quando Lash mi ha catturata. Poi per siete arrivati voi e ve ne siete
andati e... Si accigli. Sei stato tu a far fuori quel lesser al pianterreno?
S, cazzo, sillab lui, con le zanne che si allungavano.
Ottimo lavoro, comment Xhex con un sorrisetto tagliente come un pugnale. Ho sentito tutto.
Comunque sia, quando  sceso il silenzio ho capito che l'alternativa era scappare o...
Morire, pens John. Per quello che lui aveva fatto in quella cucina,
Cos ho...
Lui alz una mano per fermarla. Poi scrisse in fretta. Quando le mostr il foglio, Xhex si accigli, poi
scosse la testa.
Oh, ma certo che non l'avresti fatto se avessi saputo che ero l. Ma non lo sapevi. E dai rumori mi 
sembrato che non potessi farne a meno. Io sono l'ultima persona con cui devi scusarti pei aver
massacrato uno di quei bastardi, fidati.
Vero, ma sudava ancora freddo al pensiero di come l'aveva messa in pericolo senza volerlo.
Lei inspir ancora a fondo. Ad ogni modo, dopo che ve ne siete andati  diventato chiaro che la
barriera si stava indebolendo e, quando sono riuscita a sfondare la finestra con un pugno, ho capito
di avere una possibilit. Alz una mano e si guard le nocche. Alla fine ho preso la rincorsa e ho
buttato gi la porta. Ho pensato che mi serviva tutto lo slancio possibile, e avevo ragione.
Xhex cambi posizione sul letto con una smorfia.  l che mi sono fatta male, credo. Una
lacerazione. Dentro. Per superare la barriera mi sono dovuta torcere e strizzare di brutto... E stato un
po' come passare attraverso un blocco di cemento che si sta solidificando. Ho sbattuto forte contro il
muro del corridoio, anche.
John fu tentato di credere che i lividi sulla pelle di Xhex fossero una conseguenza della fuga. Ma
conosceva Lash. Tante volte aveva visto in faccia la sua crudelt, abbastanza da sapere con assoluta
certezza che Xhex ne aveva passate di tutti i colori.
Ecco perch hanno dovuto operarmi.
Lo disse con voce chiara e pacata. Ma senza guardarlo negli occhi.
John volt ancora pagina e scrisse nove lettere maiuscole con l'aggiunta di un punto interrogativo
finale. Quando volt il blocco, Xhex guard a malapena il VERAMENTE?
Quel suo sguardo grigio piombo devi subito verso l'angolo in fondo alla stanza. Potrei essermi
ferita lottando contro di lui. Ma prima di scappare non avevo mai avuto emorragie interne, per cui...
ecco.
John espir, pensando alle pareti graffiate e macchiate che aveva visto in quella stanza. Con gran
dolore scrisse la frase successiva.
Xhex la lesse e il suo volto si tese fino a rasentare l'anonimato. F come guardare un'estranea.
John abbass gli occhi sulle parole che aveva scritto: Quanto  stato brutto?
Non avrebbe dovuto chiederglielo. Aveva visto in che stato era. L'aveva sentita urlare in sala
operatoria ed era proprio davanti a lei quando aveva avuto quel crollo nervoso. Cos'altro voleva
sapere?
Stava per scrivere un mi dispiace quando Xhex rispose, con un filo di voce, Non  stato poi cos...
terribile. S, insomma...
John fiss il suo profilo, sperando che continuasse.
Lei si schiar la gola. Non mi ero fatta illusioni. Non serve a niente. Avevo capito che se non riuscivo
a scappare sarei morta nel giro di poco tempo. Scosse lentamente la testa avanti e indietro, sul
cuscino bianco. Mi stavo indebolendo troppo per la mancanza di sangue e perch dovevo lottare in
continuazione. Non ero spaventata all'idea di morire, in realt. Neanche adesso lo sono.
La morte  soltanto un processo, per quanto solitamente doloroso. Ma una volta concluso stai bene
perch non esisti pi e tutte le rogne sono finite.
Per qualche motivo, vederla tanto disincantata lo innervos e dovette cambiare posizione sulla sedia
per non mettersi a camminare su e gi per la stanza.
Se  stato brutto? mormor lei. Sono una combattente per natura. Quindi in una certa misura
non  stato niente di speciale, niente che non fossi in grado di gestire. S, insomma, sto a posto. In
clinica sono andata gi di testa perch odio le cose mediche, non per via di Lash.
Colpa del suo passato, pens John tra s.
Ti dir una cosa. Torn a guardarlo negli occhi e lui quasi si ritrasse davanti all'intensit di quello
sguardo. Sai cosa lo renderebbe brutto? Cosa renderebbe queste ultime tre settimane assolutamente
intollerabili? Se non lo uccidessi. Questo troverei insopportabile.
Il vampiro innamorato in lui si rizz sulla sedia, urlando; Xhex sapeva che non le avrebbe permesso
di eliminare quel figlio di puttana? I vampiri maschi proteggono le loro femmine. E la legge
universale, se hai un uccello e due palle.
In pi, il pensiero di Xhex vicino a quello stronzo lo mandava al manicomio. Lash l'aveva gi
catturata una volta. E se avesse rifatto lo scherzetto della caverna, su alla colonia, quando l'aveva fatta
sparire sotto il naso di tutti?
Non potevano rischiare una seconda volta di andare a salvarla. Neanche a pensarci.
Allora, fece lei. Io ho fatto la mia parte. Adesso tocca a te.
Giusto. Okay.
Adesso fu lui a fissare l'angolo in fondo alla stanza. Ges Cristo. Da dove cominciare?
Gir un'altra pagina del blocco, poggi la punta della Bic sul foglio bianco e...
Niente. Non gli venne niente. C'era troppo da scrivere, troppo da raccontare, era quello il guaio, ed
era deprimente da morire.
Bussarono alla porta ed entrambi voltarono la testa.
Maledizione, mormor lei. Un minuto!
Sapere che c'era qualcuno fuori dalla porta in attesa di entrare non era proprio l'ideale per
abbandonarsi a confidenze. Se poi a questo si aggiungeva la barriera comunicativa e la sua innata
tendenza a nascondere la verit sul suo passato... morale della favola: il suo cervello and in panne.
Chiunque sia, per me pu stare l fuori anche tutta stanotte c tutto domani. Xhex si lisci la
coperta sullo stomaco. Voglio sentire quello che hai da dire.
Buffo, fu questo a sbloccarlo.
Sarebbe pi facile mostrartelo, scrisse in fretta.
Leggendo la frase, lei aggrott le sopracciglia, poi annu. Okay. Quando?
Domani sera. Se ti danno il permesso di uscire.
E un appuntamento. Xhex alz la mano... e la poggi con delicatezza sul braccio di lui. Devi
sapere...
Bussarono di nuovo, interrompendola. Entrambi imprecarono.
Un minuto, ho detto! grid Xhex prima di tornare a concentrarsi su di lui. Devi sapere... che puoi
fidarti di me.
Con gli occhi fissi nei suoi, John venne immediatamente trasportato su un piano esistenziale diverso.
Poteva essere di nuovo il paradiso, chiss. E comunque chi cazzo se ne fregava. Sapeva solo che
c'erano soltanto lei e lui insieme, il resto del mondo svaniva nella nebbia.
 possibile innamorarsi due volte della stessa persona? si chiese l'onfusamente.
Cosa diavolo state combinando, l dentro?
La voce di Rehv al di l della porta ruppe quel momento manico, ma non lo cancell.
Nulla ci sarebbe mai riuscito, pens John, quando Xhex si scost e lui si alz in piedi.
Entra, rompiscatole, sbott lei.
Appena il maschio con la cresta da moicano entr nella stanza, John avvert il cambiamento nell'aria
e cap, vedendo il modo in cui quei due si guardavano senza parlare, che stavano comunicando alla
maniera dei symphath.
Per non disturbarli si avvi alla porta e, proprio mentre stava uscendo, Xhex disse, Torni?
All'inizio John pens che stesse parlando con Rehv, ma poi quest'ultimo lo afferr per il braccio,
fermandolo. Amico? Pensi di tornare?
John si volt verso il letto. Era riuscito a dimenticare blocco e penna sul comodino, quindi si limit
ad annuire.
Presto? chiese Xhex. Perch non sono stanca e voglio imparare la lingua dei segni.
John annu di nuovo, poi salut Rehvenge battendo le nocche contro le sue.
I n sala operatoria, si avvicin alla lettiga vuota, lieto che V avesse lei minato di pulire e non fosse pi
nei paraggi. Perch non sarebbe riuscito a nascondere il sorriso che aveva stampato sulla faccia.
In silenzio, Blay camminava al fianco di Qhuinn nel tunnel sotterraneo che collegava il centro di
addestramento all'atrio della grande casa della .confraternita.
I rumori dei loro stivali si mescolavano, ma per il resto niente. Nessuno dei due diceva niente. E non
si sfioravano nemmeno.
Neanche per sbaglio.
In passato, prima della sua grande ammissione all'amico, prima della rottura tra loro, Blay gli
avrebbe chiesto semplicemente a cosa stava pensando, perch era chiaro che Qhuinn stava
rimuginando su qualcosa. Adesso, tuttavia, quello che un tempo sarebbe stato solo un pensiero
gentile, appariva come un'intrusione inopportuna.
Quando emersero dalla porta nascosta sotto lo scalone, Blay si ritrov a temere il resto della nottata.
Non ne restava granch, certo, ma due ore potevano sembrare un'eternit nelle circostanze giuste. O
in quelle sbagliate, come nella fattispecie.
Dovrebbe esserci Layla ad aspettarci, disse Qhuinn avviandosi verso le scale.
Ah... fantastico. Proprio il tipo di distrazione che sperava... di evitare. Aveva notato come quella
Eletta guardava Qhuinn e proprio non se la sentiva di vedere di nuovo tutti quei timidi sguardi da
innamorata. Specie quella notte. Aver mancato per un pelo il salvataggio di Xhex lo aveva lasciato
stranamente scosso.
Vieni? chiese Qhuinn; il suo cipiglio avvicinava alla radice del naso il piercing al sopracciglio
sinistro.
Blay guard l'anellino che gli perforava il carnoso labbro inferiore.
Blay? Stai bene? Senti, mi sa che dovresti nutrirti, amico. Ne sono successe anche troppe,
ultimamente.
Amico... Cristo, odiava quella parola.
Per doveva controllarsi, accidenti. S. Certo.
Qhuinn gli scocc un'occhiata strana. Camera mia o camera tua?
Con una risata aspra, Blay si avvi su per le scale. Ha qualche importanza?
No.
Appunto.
Al primo piano passarono davanti alla porta chiusa dello studio di Wrath e imboccarono la galleria
delle statue.
La stanza di Qhuinn era la prima, tra le due, ma Blay tir dritto, pensando che finalmente si poteva
fare qualcosa sul suo terreno, alle sue condizioni.
Spalanc la porta della sua camera e la lasci cos, ignorando il lieve scatto della serratura, quando
Qhuinn si chiuse dentro insieme a lui.
In bagno, apr il rubinetto del lavandino e si chin a sciacquarsi il viso. Si stava asciugando quando
colse un profumo di cannella e cap che Layla era arrivata.
Puntando i palmi sul marmo, si accasci sulle braccia. Fuori, in camera da letto, le due voci si
mescolavano, quella pi bassa e quella pi alta, alternandosi nella conversazione.
Buttando via l'asciugamano, si volt e decise di prendere il toro per le corna. Sul letto, la schiena
appoggiata alla testiera, gli stivali accavallati, le dita incrociate sul petto muscoloso, Qhuinn
sorrideva all'Eletta. Ritta accanto a lui, Layla, tutta rossa, si tormentava le piccole mani delicate con
gli occhi fissi sul tappeto.
Quando Blay entr, entrambi si voltarono a guardarlo. Layla non cambi espressione, Qhuinn invece
s, rabbuiandosi.
Chi comincia per primo? chiese Blay, avvicinandosi.
Tu, borbott Qhuinn. Comincia tu.
Blay non aveva nessuna voglia di saltare sul letto, quindi and a sedersi sulla chaise-longue. Layla si
avvicin leggera, inginocchiandosi davanti a lui.
Padrone, disse, offrendogli il polso.
La TV si accese; i canali cambiavano via via che Qhuinn premeva i tasti sul telecomando. Alla fine si
ferm su Spike TV, che trasmetteva la replica di un incontro di arti marziali miste, Hughes contro
Penn.
Padrone? ripet Layla.
Perdonami. Blay si chin e prese tra le grosse mani l'avambraccio sottile dell'Eletta, tenendolo
saldamente ma senza stringere troppo. Ti ringrazio per il tuo dono.
La morse il pi delicatamente possibile e, sentendola trasalire in modo quasi impercettibile, fece una
smorfia. Avrebbe voluto ritrarre le zanne per scusarsi, ma poi sarebbe stato costretto a morderla di
nuovo per abbeverarsi alla sua vena.
Succhiando il sangue, spost gli occhi sul letto. Qhuinn, tutto preso dall'incontro di arti marziali
sullo schermo, aveva alzato la mano destra stretta a pugno.
Bravo, stava bofonchiando. Cos si fa!
Blay si concentr su quello che stava facendo e termin alla svelta. Staccandosi dal polso di Layla,
guard il suo bel volto dicendo, Sei stata molto cortese, come sempre.
Padrone... fece lei con un sorriso radioso,  sempre una gioia servirvi.
Lui tese la mano per aiutarla ad alzarsi, ammirando la sua grazia innata. La forza che gli infondeva
era a dir poco miracolosa. Si sentiva gi rinvigorito, la testa snebbiata grazie a ci che Layla gli aveva
dato.
Qhuinn era ancora assorto nel combattimento, le zanne scoperte, non per Layla, ma per chi stava
perdendo. O vincendo. O quello che era.
L'espressione di Layla sbiad in una rassegnazione che Blay conosceva anche troppo bene.
J
Qhuinn. Vuoi nutrirti s o no? fece, accigliato.
Gli occhi spaiati di Qhuinn non si staccarono dallo schermo finch l'arbitro dichiar terminato
l'incontro; poi l'iride blu e quella verde scivolarono su Layla. Muovendosi sensuale, il vampiro si
spost per farle posto sul letto.
Vieni qui, Eletta.
Quelle tre parole, rafforzate dallo sguardo lascivo, furono un pugno allo stomaco per Blay... il guaio
era che Qhuinn non stava facendo niente di speciale a beneficio di Layla. Era fatto cos e basta.
Sesso allo stato puro: in ogni respiro, in ogni battito del suo cuore, in ogni gesto.
Layla sembrava sulla sua stessa lunghezza d'onda, perch cominci ad armeggiare con la veste,
prima slacciandosi la fusciacca, poi aprendosi il colletto.
Per qualche motivo, Blay si rese conto per la prima volta che, sotto i ricchi panneggi della tunica, era
completamente nuda.
Qhuinn tese la mano e, nel toccarla, quella di Layla trem.
Hai freddo? chiese lui, rizzandosi a sedere. Sotto la T-shirt attillata, gli addominali si gonfiarono a
tartaruga.
Layla scosse la testa e Blay and in bagno, chiuse la porta e apr l'acqua nella doccia. Dopo essersi
spogliato, si infil sotto il getto caldo, cercando di dimenticare ci che stava succedendo sul suo letto.
Ci riusc solo finch si tratt di eliminare Layla dal quadro d'insieme.
Il suo cervello si blocc su una fantasia che aveva per protagonisti lui e Qhuinn sdraiati insieme, la
bocca dell'uno sul collo dell'altro, le zanne che incidevano la pelle vellutata, i corpi che...
Era piuttosto comune per i vampiri maschi eccitarsi dopo essersi nutriti. Specie se si mettevano a
pensare a ogni sorta di scene di nudo. E il sapone non aiutava.
E neanche le immagini di ci che sarebbe successo dopo che loro due avessero terminato di mordersi
la gola a vicenda.
Blay piant una mano sul marmo scivoloso della doccia e l'altra sui membro in erezione.
Quello che fece fu veloce e appagante pi o meno come una fetta di pizza fredda: piacevole, ma
neanche lontanamente paragonabile a un vero pasto.
Il secondo giro non miglior la situazione. Blay neg al suo corpo un terzo giro perch, onestamente,
era troppo squallido. Qhuinn e Layla si davano da fare fuori dalla porta mentre lui era l a slogarsi il
polso sotto l'acqua bollente? Bleah.
Usc dalla doccia, si asciug, si infil l'accappatoio e soltanto allora si accorse di non aver preso
niente con cui cambiarsi. Girando la maniglia, preg che le cose fossero come le aveva lasciate.
E cos era... Vergine Scriba, ti ringrazio: Qhuinn, con la bocca sull'altro polso di Layla, stava bevendo
il suo sangue, mentre l'Eletta era in ginocchio accanto a lui.
Nulla di apertamente sessuale.
L'enorme sollievo che Blay prov gli fece capire quanta rabbia avesse accumulato... non solo per
quello, ma per tutto quanto aveva a che fare con Qhuinn.
Non era una cosa sana. Per nessuno.
E poi, ragionando a mente fredda, era cos sbagliato che Qhuinn provasse quello che provava? Mica
si pu scegliere da chi si  attratti... o da chi non lo si .
Blay tir fuori dall'armadio una camicia button-down e un paio di comodi calzoni neri. Proprio
mentre si voltava per tornare in bagno, Qhuinn alz la bocca dalla vena di Layla.
Con un gemito di saziet, lecc le ferite lasciate dalle zanne. Nel vedere un lampo argenteo, Blay
inarc le sopracciglia. Quel piercing alla lingua era nuovo; chiss chi glielo aveva fatto.
Vishous, probabilmente. Quei due passavano molto tempo insieme, ecco come si erano procurati
l'inchiostro per il tatuaggio di John... Qhuinn aveva fregato la boccetta.
A ogni passata della lingua sulla pelle dell'Eletta, la pallina mandava un bagliore metallico. Grazie,
Layla. Sei molto buona con noi.
Con un fugace sorriso, Qhuinn butt le gambe gi dal letto, chiaramente intenzionato a uscire.
Layla, al contrario, non si mosse. Invece di seguire il suo esempio e congedarsi, chin il capo, gli
occhi fissi sul proprio grembo...
Anzi no, sui polsi, che spuntavano dalle ampie maniche della veste. Vedendola vacillare, Blay si
accigli.
Layla? disse, avvicinandosi. Ti senti bene?
Qhuinn gir intorno al letto. Layla? Cosa succede?
Adesso erano loro due in ginocchio davanti a lei.
Blay decise di parlare chiaro. Abbiamo bevuto troppo?
Qhuinn le offr il polso. Usami
Merda, Layla aveva nutrito John la sera prima. Forse l'avevano chiamata troppo presto?
L'Eletta alz gli occhi verde pallido sul volto di Qhuinn; non c'era traccia di disorientamento nel suo
sguardo, solo una brama mesta e antica.
Qhuinn trasal. Che cosa ho fatto?
Nulla, rispose lei con una voce troppo profonda. Se volete scusarmi, ora torno al santuario.
Fece per alzarsi, ma Qhuinn l'afferr per la mano e la tir gi. Layla, cosa c'?
Dio, quella sua voce. Cos dolce, cos gentile. E cos pure la sua mano, quando la prese per il mento
costringendola a guardarlo negli occhi.
Non posso parlarne.
S, invece. Qhuinn annu in direzione di Blay. Lui e io manterremo il segreto.
L'Eletta inspir a fondo, poi espir, sconfitta, come se avesse esaurito le energie, le alternative, le
forze. Veramente? Non direte nulla?
No. Blay?
No, assolutamente. Blay si mise la mano sul cuore. Lo giuro. Faremo qualsiasi cosa per aiutarti.
Qualsiasi cosa.
Lei si concentr su Qhuinn, guardandolo fisso negli occhi. Mi trovate sgradevole alla vista,
padrone? Vedendolo perplesso, Layla si tocc gli zigomi, la fronte. Sono forse lontana dal vostro
ideale, in un modo che mi rende...
Dio, no. Cosa dici? Sei bellissima.
Allora... perch non mi volete?
Non capisco... s che ti vogliamo. Regolarmente. Io, Blay e John. Rhage e V. Vogliamo tutti te perch
tu...
Nessuno di voi mi utilizza per qualcosa che non sia il sangue.
Blay si alz in piedi e indietreggi, finch non and a sbattere contro la chaise-longue e si ritrov
seduto. Rimbalzando col sedere sul cuscino, quasi scoppi a ridere per la faccia di Qhuinn. Il suo
amico non si lasciava mai cogliere alla sprovvista. In parte perch ne aveva passate tante nel corso
della sua relativamente breve vita, sia per scelta che per disgrazia. E in parte per via della sua
personalit. Se la cavava in tutte le situazioni. Punto.
Eccetto quella, evidentemente. Sembrava che lo avessero colpito alla nuca con una stecca da biliardo.
Io... Qhuinn si schiar la gola. Io... io...
Eh, s, altra novit: era la prima volta che balbettava.
Fu Layla a rompere il silenzio. Io servo i maschi e i fratelli di questa casa con orgoglio. Do senza
ricevere niente in cambio perch sono stata educata cos e perch per me  un piacere. Vi dico questo
perch me lo avete chiesto e... perch devo. Ogni volta che torno al santuario o alla dimora del
Primale, mi scopro sempre pi svuotata. Al punto che penso di dovermi fare da parte. In verit...
Scosse la testa. Non posso continuare a fare questo, anche se l'ho sempre visto come un dovere. 
solo che... il mio cuore non pu pi reggere.
Qhuinn lasci ricadere le mani e si sfreg le cosce. Vuoi... vorresti continuare, potendo?
Naturalmente. La voce di Layla era forte e sicura. Sono fiera di rendermi utile.
Adesso Qhuinn si stava passando una mano tra i folti capelli neri. Cosa ti... farebbe sentire
realizzata?
Era come assistere a un disastro ferroviario. Blay avrebbe dovuto andarsene, ma non riusciva a
muoversi: doveva vedere la collisione.
Il rossore acceso di Layla, naturalmente, la rese ancora pi bella. Poi le sue labbra tumide,
incantevoli, si schiusero. Si chiusero. Si schiusero... e si chiusero di nuovo.
Okay, sussurr Qhuinn. Non c' bisogno di dirlo a voce alta. Ho capito cosa vuoi.
Blay sent il petto coprirsi di sudore freddo e le mani stringersi convulsamente sui vestiti che aveva
tirato fuori dall'armadio.
Chi, chiese Qhuinn con voce roca. Chi vuoi?
Dopo un'altra lunga pausa, Layla disse una sola parola: Te.
Blay si alz in piedi. Vi lascio soli.
And alla porta, completamente cieco, e per abitudine afferr il giubbotto di cuoio.
Uscendo, sent Qhuinn che diceva, Faremo con calma. Faremo con molta calma.
Fuori, in corridoio, Blay si allontan in fretta dalla sua stanza; solo quando giunse davanti alla porta
che si apriva sull'ala riservata alla servit, si accorse che era in accappatoio. Sgattaiolando su per la
rampa di scale che conduceva alla sala proiezioni del secondo piano, si infil i vestiti davanti alla
macchina per i popcorn.
La rabbia che gli ribolliva nelle viscere lo divorava come un cancro. Ma era cos infondata. Cos
inutile.
Rimase impalato di fronte alle mensole cariche di DVD, i titoli sulle custodie solo un insieme di
simboli privi di significato.
Ci che prese alla fine non fu un film, per.
Ma un cartoncino dalla tasca del giubbotto.
Capitolo 29
Quando la porta della sala post-operatoria si chiuse, Xhex si sent in dovere di dire qualcosa. A voce
alta. A Rehvenge. Allora. Ehm... Si tocc i capelli. Come st...
Lui interruppe bruscamente quelle parole imbarazzate avvicinandosi a grandi passi; si appoggiava
pesantemente al bastone rosso, i mocassini che battevano sulle piastrelle, tacco-punta, tacco-punta,
con una espressione feroce e gli occhi viola che ardevano.
Bast questo a farla sentire in colpa.
Tirandosi su ancora di pi il lenzuolo, Xhex farfugli, Cosa diavolo ti prend...
Rehv protese le lunghe braccia e la trasse a s, stringendola al petto con estrema delicatezza.
Chinando la testa verso la sua, parl con voce profonda e grave.
Credevo di non rivederti mai pi.
Sentendolo rabbrividire, Xhex alz le mani sul suo torace. Dopo un attimo di esitazione... lo
abbracci con identico slancio.
Usi sempre lo stesso profumo, disse commossa, premendo il naso contro il colletto dell'elegante
camicia di seta. Oh... Dio, usi sempre lo stesso profumo.
La costosa acqua di colonia speziata la riport ai tempi dello ZeroSum, quando loro quattro
lavoravano insieme: lui al timone del club, iAm alla contabilit, Trez alle operazioni e lei alla
sicurezza.
Quella fragranza fu il gancio che la afferr, strappandola al rapimento, collegandola al passato,
gettando un ponte oltre l'orribile baratro delle ultime tre settimane.
Lei per non voleva pastoie. Avrebbero solo reso pi difficile il distacco. Meglio ancorarsi agli eventi
e agli obiettivi pi immediati.
Per poi galleggiare via, lontano.
Revh si sciolse dall'abbraccio. Non voglio stancarti, quindi vado via subito. Ma avevo bisogno di...
S. S.
Si tennero stretti per le braccia e, come sempre, lei sent quell'affinit tra loro; non avevano bisogno
di parole, uniti dal loro comune lato meticcio, si capivano al volo, com'era tipico dei
symphath.
Ti serve niente? chiese Rehv. Qualcosa da mangiare?
La dottoressa Jane ha detto niente cibi solidi per un altro paio d'ore.
Okay. Senti, dobbiamo parlare del futuro...
In futuro. Xhex proiett nella propria mente un'immagine di loro due che parlavano fitto fitto, al
solo scopo di tacitarlo nel caso le stesse leggendo nel pensiero.
Non era sicura che Rehv se la fosse bevuta. Abito qui, adesso, a proposito, disse lui.
Dove mi trovo, esattamente?
Al centro di addestramento della confraternita. Rehv si accigli. Credevo ci fossi gi stata.
Non in questo settore. Per s, avevo immaginato che mi avessero portato qui. A proposito, Ehlena
 stata molto buona con me, l dentro, cos dicendo, annu in direzione della sala operatoria. E,
prima che tu me lo chieda, mi rimetter. Cos ha detto la dottoressa Jane.
Bene. Rehv le strinse forte la mano. Vado a chiamare John.
Grazie.
Sulla porta, Rehv si ferm un attimo e, da sopra la spalla, la trafisse con uno dei suoi sguardi,
socchiudendo gli occhi di ametista. Ascoltami bene Lo scema era sottinteso. Tu sei importante.
Non solo per me, ma per un sacco di gente. Quindi fai quello che devi fare e riprenditi, mentalmente
e psicologicamente. Ma non credere che non sappia quello che hai in mente di fare dopo.
Lei lo guard torva. Fottutissimo divoratore di peccati.
Be', mi conosci. Rehv inarc un sopracciglio. E anch'io ti conosco... fin troppo bene. Non fare la
stronza, Xhex. Siamo tutti dalla tua parte e puoi farcela a superare anche questa.
Poi usc. Xhex trovava ammirevole la fiducia di Rehv nella sua capacit di recupero. Ma lei non se la
beveva.
In realt, al solo pensiero di un futuro al di l del funerale di Lash, si sentiva sommergere da
un'ondata di sfinimento. Con un gemito chiuse gli occhi, pregando che, per amore di tutto ci che 
sacro, Rehvenge non s'impicciasse degli affari suoi...
Si svegli di soprassalto, ansimando. Non sapeva quanto avesse dormito. O dove fosse John...
Be', a questo trov subito risposta: John era sul pavimento di
fronte al letto, sdraiato su un fianco, la testa poggiata all'interno del braccio piegato a mo' di cuscino.
Aveva l'aria stanca anche nel sonno, le sopracciglia corrugate, la bocca contratta in una smorfia
esausta.
Il conforto che prov nel vederlo la lasci esterrefatta, ma non cerc di contrastarlo. Non aveva
abbastanza energia... e poi non c'erano testimoni.
John?
Appena lo chiam, lui balz su dal linoleum, in guardia, col suo corpo da guerriero tra lei e la porta
che dava sul corridoio. Era pronto a fare a pezzi chiunque osasse minacciarla, questo era chiaro.
Il che era... dolcissimo.
Meglio di un mazzo di fiori, che l'avrebbe fatta starnutire.
John... vieni qui.
Lui attese un istante, inclinando la testa come per cogliere eventuali rumori. Poi abbass i pugni e si
avvicin. Appena volse gli occhi su di lei, lo sguardo feroce e le zanne scoperte lasciarono il posto a
una compassione struggente.
And difilato a prendere il blocco, scrisse qualcosa e glielo mostr.
No, grazie. Non ho ancora fame. Per lei era sempre stato cos. Dopo un pasto a base di sangue non
mangiava per ore, a volte anche per un'intera giornata. Quello che mi piacerebbe davvero tanto...
Spost gli occhi sul bagno, nell'angolo.
Doccia, scrisse lui, mostrandole il foglio.
S. Ges... mi piacerebbe da morire una bella doccia bollente.
Lui vest subito i panni della crocerossina, and in bagno ad aprire il rubinetto della doccia, tir
fuori asciugamani, sapone e uno spazzolino da denti e pos tutto sul piano del lavandino.
Per non fare la figura della pelandrona, Xhex cerc di mettersi a sedere... e fu subito chiaro che
qualcuno le aveva legato una casa sulla schiena, nel vero senso della parola: era come sollevare sulle
spalle una villa a due piani in stile coloniale. Riusc a buttare le gambe gi dal letto solo grazie a uno
sforzo sovrumano... oltre alla convinzione che, se non fosse riuscita ad alzarsi almeno in parte da
sola, John avrebbe chiamato la dottoressa e lei si sarebbe persa la sua doccia.
John torn in camera in tempo per vederla poggiare i piedi nudi sul pavimento e si precipit a
offrirle il braccio per aiutarla ad alzarsi. Quando le lenzuola scivolarono gi, entrambi ebbero un
attimo di smarrimento imbarazzato... Oh, cavolo... era nuda. Ma non era certo il momento adatto
per i falsi pudori.
Cosa devo fare con la medicazione? mormor lei, abbassando gli occhi sulla benda bianca che le
copriva l'inguine.
Quando John lanci un'occhiata al bloc-notes, quasi stesse valutando se poteva raggiungerlo senza
lasciarla andare, Xhex disse, No, non voglio la dottoressa Jane. Me la tolgo e basta.
Stacc un angolo del cerotto, barcollando; forse sarebbe stato meglio farlo da sdraiata... e sotto
supervisione medica. Ma al diavolo.
Oh... esclam, rivelando a poco a poco la linea di punti di sutura neri. Accidenti... la femmina di
V  brava con ago e filo, eh?
John prese la compressa di garza macchiata di sangue e, con un lancio da maestro, centr la
pattumiera nell'angolo. Poi attese, come se avesse intuito che Xhex stava meditando di rimettersi a
letto.
Per qualche motivo, l'idea di essere stata aperta con un bisturi le dava le vertigini.
Forza, andiamo, disse brusca.
John lasci che fosse lei a fare l'andatura, che si rivel solo un filo pi veloce della retromarcia.
Puoi spegnere le luci, in bagno? disse Xhex, strascicando i piedi con dei passettini da bambina,
non pi lunghi di sette-otto centimetri. Preferisco non vedermi nello specchio sopra il lavandino.
Appena fu a portata di mano, John abbass l'interruttore sulla parete.
Grazie.
L'aria umida e lo scroscio dell'acqua la rilassarono nella mente e nel corpo. Il guaio era che la
tensione l'aveva aiutata a stare diritta, mentre adesso si stava accasciando.
John... ma era la sua voce, quella? Com'era debole e sottile. John, ti spiace entrare insieme a me?
Per piacere.
Quando si dice un silenzio prolungato. Poi per lui annu, illuminato dalla luce che entrava dalla
camera da letto.
Tu svestiti l fuori, disse Xhex, e chiudi la porta. Devo usare il gabinetto.
Cos dicendo, si aggrapp alla sbarra fissata alla parete e si tir in avanti. Ci fu un'altra pausa, poi
John fece un passo indietro e la luce si smorz.
Dopo aver fatto quello che doveva, Xhex si tir su a fatica e socchiuse la porta.
Si ritrov in faccia il bloc-notes: Avrei tenuto i boxer, ma non li porto.
Non fa niente. Sono tutto tranne che timida.
Ma non era proprio cos, come apparve chiaro appena entrarono nella doccia insieme. Dopo tutto
quello che aveva passato, un po' di pelle nuda in una stanza buia, con un maschio di cui si fidava e
con cui era gi andata a letto, non avrebbe dovuto essere chiss che. E invece lo era.
Specie quando, nel chiudere la porta di vetro, John la sfior da dietro.
Concentrati sull'acqua, si disse lei, chiedendosi se non fosse ammattita.
Quando alz la testa, cominci a sbandare di lato e la grossa mano di John scivol sotto il suo
braccio per tenerla su.
Grazie, disse brusca.
Per quanto imbarazzante fosse la situazione, sentire l'acqua calda scorrere tra i capelli fino al cuoio
capelluto era fantastico, e il pensiero di potersi pulire a fondo, all'improvviso fu pi importante di
quello che non indossava John Matthew.
Ho dimenticato il sapone, accidenti.
John si spost di nuovo, premendo i fianchi contro i suoi. Lei si irrigid, preparandosi a sentire
qualcosa di duro... ma lui non era eccitato.
Il che fu un sollievo. Dopo tutto quello che le aveva fatto Lash...
Quando John le mise in mano il sapone, Xhex scacci dalla mente quanto era successo in quella
camera da letto e bagn la saponetta sotto il getto d'acqua. Lavarsi. Asciugarsi. Tornare a letto.
Doveva pensare soltanto a questo.
L'odore forte e inconfondibile del Dial satur la doccia, facendole battere le palpebre freneticamente.
Era proprio quello che avrebbe scelto anche lei.
Incredibile, pens John, ritto dietro Xhex.
Se ti guardi l'uccello e le palle e gli dici che se si comportano male li tagli via e poi li seppellisci in
giardino, loro ti ascoltano.
Doveva tenerlo a mente.
Il box doccia era spazioso, un maschio ci stava largo, ma per loro due insieme era strettino e lui
doveva stare col sedere schiacciato contro la fredda parete piastrellata per essere sicuro al cento per
cento che Mister Idea Brillante e i suoi due compari, i gemelli Scemo e Pi Scemo, stessero alla larga
da Xhex.
Il suo discorsetto aveva fatto miracoli, ma non voleva correre rischi.
E poi era ancora scioccato: Xhex era cos debole da aver bisogno del suo aiuto per reggersi in piedi...
anche dopo essersi nutrita col suo sangue. D'altronde, per scrollarsi di dosso quattro settimane
d'inferno mica basta un pisolino di un paio d'ore. Che era quanto aveva dormito Xhex, stando al suo
orologio.
Mettendosi lo shampoo, Xhex inarc la schiena e gli sfior il petto coi capelli bagnati, prima di
voltarsi per sciacquarsi via la schiuma. Lui spost la presa in base alla necessit, tenendola prima per
il braccio destro, poi per il sinistro, poi di nuovo per il destro.
Il guaio fu quando lei si chin per lavarsi le gambe.
Merda... Si sbilanci cos in fretta che lui perse la presa sui bicipiti scivolosi di sapone e lei gli
cadde addosso.
John ebbe una fugace impressione di qualcosa di viscido, bagnato e caldo, poi si schiaff contro il
muro nel disperato tentativo di sorreggerla limitando al minimo il contatto.
Peccato che non ci sia un seggiolino, disse lei. Non riesco proprio a stare in equilibrio.
Ci fu una pausa... poi lui le tolse di mano il sapone. Lentamente, cambi posto con lei, spingendola
con delicatezza verso l'angolo in cui fino a poco prima aveva parcheggiato il suo fondoschiena e
facendole appoggiare le mani sulle sue spalle.
Si mise in ginocchio e rigir la saponetta tra le dita fino a ricavare una nuvola di schiuma, mentre
l'acqua le batteva sulla nuca scorrendo lungo la schiena. Le piastrelle erano dure sotto le rotule, e lo
scarico contro cui aveva poggiato le dita di un piede aveva i denti e lo stava mordicchiando - o
almeno cos sembrava - ma lui non ci fece caso.
Stava per toccarla. Soltanto questo contava.
Stringendo la mano intorno alla sua caviglia, le diede una tiratina e, un istante dopo, Xhex spost il
peso sull'altra gamba, alzando il piede. Lui pos il Dial accanto alla porta, insaponando la pianta e
poi il tallone, massaggiando, pulendo...
In adorazione, senza aspettarsi niente in cambio.
Procedeva adagio, specie quando cominci a risalire la gamba, fermandosi di tanto in tanto per
assicurarsi di non premere troppo sui lividi. Il muscolo del polpaccio era duro come la pietra e le
ossa che salivano fino al ginocchio sembravano forti come quelle di un maschio, ma a modo suo era
delicata. Per lo meno se paragonata a lui.
Salendo ancora pi su, fino alla coscia, gravit verso l'esterno. Xhex non doveva essere sfiorata dal
sospetto che volesse farle delle avance; giunto all'altezza del fianco, si ferm e prese di nuovo il
sapone.
Dopo averle sciacquato la pianta del piede, le batt sull'altra caviglia e prov una fitta di sollievo
quando lei, docile, gli diede la possibilit di ripetere la stessa operazione.
Lenti massaggi, mani lente, lenti progressi... e solo all'esterno delle gambe, su su verso la cima.
Alla fine si rialz, le ginocchia che crocchiavano, ergendosi in tutta la sua altezza e facendola
spostare sotto il getto d'acqua. Reggendola di nuovo per il braccio, le pass il sapone in modo che
potesse lavarsi nei punti che aveva saltato lui.
John? fece lei.
Essendo buio lui fischi un Cosa?
Sei proprio una persona perbene, sai? Sul serio.
Gli prese la faccia tra le mani.
Accadde cos in fretta che lui non riusc a crederci. In seguito ci avrebbe ripensato pi e pi volte,
ripercorrendo mentalmente tutta la scena, prolungando all'infinito quel momento, rivivendolo e
traendo uno strano tipo di nutrimento dal ricordo.
In realt quando successe, per, fu solo un istante. Un impulso da parte di Xhex. Un casto dono, dato
in segno di gratitudine per un casto dono ricevuto.
Xhex si alz in punta di piedi e premette la bocca sulla sua.
Oh, che morbide. Le sue labbra erano incredibilmente morbide. E delicate. E cos calde.
Il contatto fu troppo fugace, ma d'altronde lui era pronto ad andare avanti per ore, e ancora non gli
sarebbe bastato.
Vieni a sdraiarti con me, disse lei, aprendo la porta della doccia e uscendo. Non mi piace vederti
sul pavimento. Meriti molto di pi.
Stordito, lui chiuse il rubinetto e la segu, accettando l'asciugamano che lei gli porgeva. Si
asciugarono insieme, lei coprendosi il busto e lui l'inguine.
Fuori, John s'infil a letto per primo e gli parve la cosa pi naturale del mondo spalancare le braccia.
Se ci avesse pensato non l'avrebbe fatto, ma era soprappensiero.
E meno male.
Perch lei gli and incontro avvolgendolo in un calore che filtr sotto la pelle, fino al midollo, come
l'acqua della doccia.
Ma naturalmente, Xhex penetr molto pi a fondo. Come sempre.
Gli sembrava di averle ceduto l'anima sin dalla prima volta che le aveva messo gli occhi addosso.
Quando spense la luce e la sent accoccolarsi contro di s, gli parve che stesse scavando dentro il suo
cuore gelato per mettervi radici, il suo fuoco gli sciolse l'anima, strappandogli il primo respiro
davvero profondo dopo mesi.
John chiuse gli occhi, senza aspettarsi di dormire.
Invece dorm. E molto, molto bene.
Capitolo 30
Nel salottino del personale di servizio, a casa di Sampsone, Darius concluse il suo colloquio con la
cameriera della figlia. Grazie, disse alzandosi in piedi e congedandola con un cenno del capo.
Apprezzo la vostra sincerit.
La doggen si pieg in un profondo inchino. Trovatela, vi scongiuro. E riportatela a casa, signore.
Faremo del nostro meglio. Darius lanci un'occhiata a Tohrment. Saresti cos gentile da far
entrare il sottomaggiordomo?
Tohrment apri la porta alla minuscola cameriera e usc insieme a
lei.
In loro assenza, Darius prese a camminare sul pavimento spoglio, tracciando con gli stivali di cuoio
un cerchio intorno allo scrittoio al centro della stanza. La cameriera non sapeva nulla di rilevante.
Era stata franca e misurata... non aveva aggiunto niente di utile alla soluzione del rompicapo.
Tohrment rientr con il sottomaggiordomo e, senza dire una parola, riprese il suo posto accanto alla
porta. Ottima cosa poich, in linea generale, durante gli interrogatori di routine basta una sola
persona a fare domande. Il ragazzo era utile sotto un altro aspetto, tuttavia: ai suoi occhi acuti non
sfuggiva nulla, quindi forse avrebbe notato qualcosa che Darius aveva trascurato nel corso dei
colloqui.
Vi ringrazio di avere accettato di parlare con noi, esord Darius.
Il doggen fece un profondo inchino. Sar ben lieto di rendermi utile, signore.
Molto bene, mormor Darius, sedendosi sul duro sgabello che aveva usato nel colloquio con la
cameriera. I doggen, per loro natura, tendono ad attribuire grande importanza al protocollo, dunque
in tale circostanza avrebbero preferito rimanere in piedi al cospetto di una persona di ceto pi
elevato. Come vi chiamate, di grazia?
Un altro profondo inchino. Frtzgelder Perlmutter.
E da quanto tempo prestate servizio in questa famiglia?
Sono nato in questa casa settantasette anni fa. Il sottomaggiordomo giunse le mani dietro la
schiena e raddrizz le spalle. Mi onoro di servire questa famiglia sin dal mio quinto genetliaco.
Lunga storia. Dunque conoscete bene la figlia dei padroni.
S. E una fanciulla virtuosa. Una gioia per i suoi genitori e per il suo lignaggio.
Darius scrut con attenzione il volto del domestico. E non avete notato nulla... che lasciasse
presagire tale scomparsa?
Il sopracciglio sinistro del domestico si contrasse brevemente.
E segu un lungo silenzio.
Darius abbass la voce, riducendola a un sussurro. Se la cosa pu rasserenare la vostra coscienza,
avete la mia parola di fratello che n io n il mio collega riveleremo ad anima viva ci che direte. Fos-
s'anche il re in persona.
Fritzgelder apr la bocca e inspir.
Darius rimase in silenzio: incalzare il poveretto sarebbe servito solo a rallentare il processo di
rivelazione. Poteva parlare oppure no, e sollecitarlo avrebbe solo ritardato la sua decisione.
Il sottomaggiordomo infil la mano nella tasca interna dell'uniforme e tir fuori un fazzoletto, un
quadrato di stoffa immacolato stirato con la massima cura. Dopo essersi tamponato il labbro
superiore, armeggi per rimetterlo a posto.
Nulla uscir da queste mura, bisbigli Darius. Non una parola.
Il domestico dovette schiarirsi la gola due volte prima di parlare con un filo di voce. In verit... la
signorina era irreprensibile. Di questo sono certo. Non c'era alcuna... tresca amorosa, di cui i suoi
genitori fossero all'oscuro.
Ma... mormor Darius.
In quel momento la porta si spalanc e comparve il maggiordomo che li aveva fatti accomodare in
casa. Non appariva affatto sorpreso da quella riunione, ma il suo volto esprimeva la disapprovazione
pi assoluta. Senza dubbio era stato informato da uno dei suoi sottoposti.
Siete alla testa di una squadra di domestici davvero ammirevole, lo bland Darius. Il mio collega e
io siamo sinceramente impressionati.
Il profondo inchino del doggen non mitig minimamente la diffidenza della sua espressione. Ne
sono lusingato, signore.
Stavamo giusto per andarcene. Il vostro padrone  ancora alzato?
Il maggiordomo si raddrizz con evidente sollievo. Si  ritirato nelle sue stanze, per questo sono
venuto a cercarvi. Mi ha pregato di porgervi i suoi pi cordiali saluti, ma deve badare alla sua
adorata shellan.
Darius si alz in piedi. Il vostro sottomaggiordomo, qui, stava per mostrarci i giardini, uscendo.
Piove, dunque sono certo che preferite farci scortare sull'erba bagnata da uno dei vostri sottoposti.
Torneremo dopo il tramonto. Grazie della cortese disponibilit, sono certo che non avrete nulla in
contrario ad assecondare le nostre richieste.
Ma naturalmente, disse il maggiordomo. Non ci furono altre reazioni.
Fritzgelder rivolse un inchino al suo superiore, quindi tese il braccio verso una porta nell'angolo in
fondo alla stanza. Da questa parte, prego.
Fuori, quasi non si avvertiva la promessa primaverile di una temperatura pi mite. L'aria era gelida
come in inverno, mentre procedevano a fatica nella nebbia.
Fritzgelder sapeva con esattezza dove condurli; girando dietro la casa, si avvi deciso verso il settore
dei giardini su cui affacciava la camera da letto della fanciulla.
Il suo piano aveva funzionato, pens Darius.
Il sottomaggiordomo si ferm proprio sotto la finestra della figlia di Sampsone, ma invece di voltarsi
verso le solide mura di pietra della casa, volse lo sguardo verso l'esterno... oltre le aiuole fiorite e il
dedalo di siepi... verso la tenuta vicina. Poi, di proposito, si volse verso Darius e Tohrment.
Alzate gli occhi sugli alberi, disse indicando la casa, quasi stesse descrivendo qualcosa... poich
sicuramente li stavano osservando dalle finestre della magione. Guardate quel varco.
In effetti, nell'intrico di rami spogli c'era una breccia... la stessa attraverso cui, dal primo piano,
avevano scorto la magione confinante.
Quell'apertura non  stata creata da nessuno degli abitanti di questa casa, signore, spieg sottovoce
il doggen. E io l'ho notata pi o meno una settimana prima... della scomparsa della signorina. Ero
di sopra a pulire le stanze. I padroni si erano ritirati nel sotterraneo, essendo giorno fatto. Quando
ho udito il rumore di un legno che veniva spezzato, mi sono affacciato alla finestra e ho visto i rami
che venivano tagliati.
Darius socchiuse gli occhi.  stato un gesto deliberato, dunque.
Assolutamente. All'epoca non vi ho dato importanza poich laggi risiedono solo umani. Ma ora...
Ora vi chiedete se non vi fosse uno scopo ben diverso dalla potatura degli alberi. Dite, con chi ne
avete parlato?
Con il maggiordomo. Ma lui mi ha implorato di non farne parola con nessuno. E una brava
persona, un servitore fedele. Vuole solo che la signorina venga ritrovata...
Ma non vuole si sospetti che potrebbe essere caduta nelle grinfie degli umani.
Gli umani, dopo tutto, agli occhi della glymera erano poco pi che topi di fogna.
Vi ringrazio dell'informazione, disse Darius. Avete fatto il vostro dovere.
Trovatela, ve ne prego. Non importa chi l'ha rapita... riportatela a casa e basta.
Darius si concentr su ci che riusciva a vedere della casa dei vicini. Lo faremo. In un modo... o
nell'altro.
Per il loro bene, preg che gli umani in quella tenuta non avessero osato prendere una delle loro
femmine. L'altra razza andava evitata per ordine del re, ma se gli umani avevano avuto la temerariet
di aggredire una vampira? E per giunta aristocratica?
Darius li avrebbe trucidati uno per uno nei loro letti, e poi avrebbe lasciato i cadaveri a marcire nel
fetore della decomposizione.
[eBL 086]
Capitolo 31
Gregg Winn si svegli con Holly raggomitolata contro di s, le megatette finte come due cuscini
gemelli premuti contro il fianco.
Una rapida occhiata alla sveglia e vide che erano le sette del mattino. Tanto valeva fare i bagagli e
partire per Atlanta.
Holly. Le diede un colpetto con la mano. Svegliati.
Lei emise qualcosa di simile alle fusa di un gatto e si stiracchi, inarcandosi contro di lui e
trasformando la sua erezione mattutina in una smania irresistibile che era propenso a placare in
qualche modo. Il ricordo di come Holly fosse finita nel suo letto, per, raffredd subito
quell'impulso.
A riprova del fatto che per certi versi era un gentiluomo.
Holly. Dai. Sveglia, dormigliona. Le tir indietro i capelli lisciandoli sulla spalla. Se ci diamo ima
mossa saremo ad Adanta prima di sera.
Il che tornava comodo considerato che, per inseguire quella storia di Rathboone, aveva fatto perdere
un giorno intero a tutti e tre.
Okay. Mi alzo. Mi alzo.
Gregg, in realt, fu l'unico dei due ad alzarsi. Raggomitolata nella nicchia calda lasciata libera da lui,
Holly si riaddorment.
Dopo la doccia, Gregg riemp la valigia il pi rumorosamente possibile, ma lei dormiva come un
sasso: pi che addormentata, era in coma.
Stava per fare un salto da Stan, che era anche peggio di Holly quando si trattava di alzarsi, quando
bussarono alla porta.
Possibile che quel fesso strafatto di marijuana fosse gi sveglio?
Aprendo la porta, cominci a parlare al suo cameraman, Senti, carichiamo il furgone...
Era quel bacchettone compassato del maggiordomo e aveva una faccia... come se qualcuno avesse
rovesciato del vino rosso sul suo bel divano.
Gregg alz una mano. Okay, ce ne andiamo. Leviamo le tende. Ci dia giusto...
Il proprietario ha deciso di darvi il permesso di filmare. Per il vostro speciale.
Gregg batt le palpebre come un ebete. Come ha detto?
Il tono del maggiordomo si fece, se possibile, ancora pi disgustato. Ho parlato col proprietario,
stamattina. Ha detto che avete il permesso di girare qui il vostro programma.
Troppo tardi, pens Gregg imprecando tra s. Spiacente. La mia squadra e io siamo...
Entusiasti, termin Holly al suo posto.
Gregg la guard da sopra la spalla; la sua conduttrice, sistemandosi la vestaglia, stava scendendo dal
letto.
E una splendida notizia, esclam enfatica lei, sorridendo al maggiordomo.
Il quale sembrava altalenare tra la disapprovazione e la delizia nel vederla mezza insonnolita, calda
di letto e al naturale.
Molto bene, allora, disse il maggiordomo dopo essersi schiarito la gola. Vi prego di farmi sapere
se vi serve qualcosa.
Con un inchino, scomparve lungo in corridoio.
Gregg chiuse la porta. Credevo che volessi scappare via di qui.
Be'... con te sono stata al sicuro, giusto? Holly gli and vicino, timidamente, accarezzandogli il
petto. Rester qui con te.
La soddisfazione nella sua voce lo insospett. Mi hai preso in giro, con tutta quella storia di sesso
con... chiunque fosse?
Lei scosse la testa senza esitazione. No... ma credo davvero che fosse tutto un sogno.
Ma non avevi detto che eri certa di aver fatto sesso?
Holly aggrott le sopracciglia depilate come se si stesse sforzando di vedere attraverso un vetro
ghiacciato.  tutto troppo vago per essere vero. Ieri notte ero completamente confusa, ma adesso
che  giorno... sembra tutta una sciocchezza.
Eri parecchio sicura, quando sei piombata qui dentro.
Lei scosse adagio la testa. E' stato solo un sogno incredibile e molto vivido... non  successo per
davvero.
Gregg la scrut bene in volto e non vide altro che certezza.
D'un tratto, lei si port una mano alla tempia. Hai un'aspirina?
Mal di testa?
Gi. E' scoppiato cos, all'improvviso.
Gregg tir fuori dalla valigia il ncessaire da toilette. Ascolta, sono disposto a fare un tentativo, ma
se decidiamo di restare poi non possiamo pi tirarci indietro. Dobbiamo riempire la nostra fascia
oraria, non  che tra un giorno o due possiamo prendere e schizzare ad Atlanta.
Francamente, erano gi quasi fuori tempo massimo.
Capisco, disse Holly, sedendosi sul letto. Assolutamente.
Gregg le port le aspirine, poi and in bagno a prenderle un bicchiere d'acqua. Senti, perch non ti
rimetti a letto?  ancora presto e Stan, di sicuro, star ancora Tonfando.
Tu cosa hai in mente di fare? Holly sbadigli, restituendogli la confezione di aspirine e il bicchiere
vuoto.
Gregg annu in direzione del portatile. Porto quello gi in salotto e comincio a controllare le
immagini che abbiamo catturato di nascosto ieri sera. Dovrebbe averle caricate tutte dalle telecamere
esterne.
Resti qui? fece lei, infilando sotto le lenzuola le unghie fresche di pedicure.
Sei sicura?
Il sorriso che Holly gli rivolse poggiando la testa sul cuscino mise in mostra la sua dentatura
perfetta... nonch il lato dolce della sua personalit. S. Cos dormir meglio, e poi hai un buon
profumo, dopo la doccia.
Dio, certo che ci sapeva fare. Con lei che lo guardava cos, stesa sul suo letto, ci sarebbe voluto un
esercito per trascinarlo fuori dalla stanza.
Okay. Adesso dormi, Lolli.
Lei sorrise nel sentire il vezzeggiativo che Gregg le aveva dato quando avevano cominciato ad andare
a letto insieme. Va bene. Sono contenta che resti qui con me. Grazie.
Quando Holly chiuse gli occhi, Gregg and a sedersi nella poltrona vicino alla finestra e accese il
portatile.
Il "girato" delle minuscole telecamere che avevano nascosto in corridoio, gi in salotto e fuori, tra i
rami della grande quercia accanto alla veranda, erano arrivate, in effetti.
Con quello che era successo, gli spiaceva da morire non averne piazzata una anche nella stanza di
Holly, ma ormai era andata cos. Dato che i fantasmi non esistono veramente, perch avrebbero
dovuto prendersi la briga di farlo? Avevano girato quei filmati solo per comunicare l'atmosfera del
luogo... e per "aggiustarli" in seguito, al momento di "evocare gli spiriti della casa."
Cominciando a visionare le immagini catturate di straforo, si rese conto che seguiva quel
programma da quanto? Due anni? E ancora non aveva visto o sentito niente di davvero inspiegabile.
E andava benissimo cos. Mica stava cercando di dimostrare l'esistenza degli spiriti. Il suo compito
era vendere intrattenimento.
Era un bene che mentire non fosse mai stato un problema per lui, questa era l'unica cosa che aveva
imparato negli ultimi ventiquattro mesi. In realt, il fatto che si sentisse assolutamente a suo agio con
la falsit spiegava perch fosse perfetto come produttore televisivo: per lui contava solo l'obiettivo
finale e i particolari, che fossero le location, il talento, gli agenti, i proprietari delle case o qualunque
cosa su pellicola o su nastro, non erano altro che barattoli di minestra in scatola dentro una dispensa,
da posizionare a suo piacimento. Per portare a termine il lavoro aveva mentito su contratti, date,
tempi di lavorazione, immagini ed effetti sonori. Aveva falsificato, fuorviato e minacciato con false
credenze.
Aveva fabbricato dal nulla, imbeccato e...
Accigliandosi, Gregg avvicin il viso allo schermo.
Spostando il cursore sul tasto rewind di Windows Media Player, fece ripartire la sequenza registrata
in corridoio.
C'era una sagoma scura che si muoveva fuori dalle loro camere da letto e... spariva dentro quella di
Holly. Nell'angolo in basso a destra compariva l'ora: mezzanotte e undici minuti.
Pi o meno quarantacinque minuti prima che Holly andasse l da lui.
Gregg fece ripartire la sequenza, osservando quell'ombra enorme avanzare verso il centro del
corridoio fiocamente illuminato, coprendo la luce che entrava dalla finestra in fondo.
Risent la voce di Holly che diceva: Perch ci ho fatto sesso.
Con la mente agitata da un misto di rabbia e ansiet, guard il seguito della registrazione; i minuti
scorrevano nell'angolino in basso a destra. Ed eccolo l: una mezz'ora dopo qualcuno usciva dalla
stanza di Holly, coprendo di nuovo la luce.
La figura si allontan dalla parte opposta a quella da cui era arrivata, quasi sapesse dov'era piazzata
la telecamera e non volesse farsi vedere in faccia.
Gregg stava gi per chiamare la polizia locale quando... quell'accidente spar nel nulla.
Ma che cazzo...
Capitolo 32
John Matthew si svegli, sent Xhex accanto a s e and nel panico.
Un sogno... era un sogno?
Si mise a sedere lentamente e, quando sent il braccio di lei scivolare sul suo petto fino al ventre, lo
afferr prima che arrivasse all'inguine. Dio, il braccio che stringeva con delicatezza era caldo, pesante
e...
John? disse Xhex contro il cuscino.
Soprappensiero, lui le si raggomitol addosso, accarezzandole i capelli corti. Immediatamente, lei
parve riaddormentarsi.
Una rapida occhiata all'orologio gli disse che erano le quattro del pomeriggio. Avevano dormito per
ore e, da come gli brontolava lo stomaco, anche lei doveva morire di fame.
Quando fu sicuro che Xhex dormiva della grossa, si sciolse dalla sua stretta e, senza fare rumore, le
scrisse un breve messaggio prima di infilarsi calzoni e T-shirt.
A piedi nudi usc in corridoio. Era tutto silenzioso perch l non c'era pi nessun addestramento, ed
era un vero peccato. Avrebbe dovuto sentire le grida di chi si stava allenando nelle arti marziali in
palestra, il mormorio di chi teneva lezione in aula e gli armadietti che sbattevano nelle docce.
Invece, silenzio.
Ma scopr che lui e Xhex non erano soli.
Giunto davanti alla porta a vetri dell'ufficio, si blocc con la mano sulla maniglia.
Tohr si era assopito alla scrivania... be', sopra di essa. La testa appoggiata sul braccio e le spalle
accasciate.
Era cos abituato a essere in collera con lui che fu uno shock non provare niente del genere. Invece...
sent una tristezza straziante.
Lui si era svegliato vicino a Xhex, quella mattina.
Tohr non avrebbe mai pi potuto vivere una cosa del genere. Non avrebbe mai pi potuto rotolare
sulla schiena e accarezzare i capelli di Wellsie. Non avrebbe mai pi potuto fare un salto in cucina
per portarle qualcosa da mangiare. Non avrebbe mai pi potuto abbracciarla o baciarla.
E, insieme a lei, aveva perso anche un figlio.
John apr la porta aspettandosi di vederlo balzare su di scatto, ma Tohr non si mosse. Dormiva come
un sasso. Nulla di strano. Si era dato molto da fare per rimettersi in forma, mangiava e si allenava
senza sosta, ventiquattr'ore su ventiquattro, sette giorni su sette; e i risultati si cominciavano a
vedere: camicie e calzoni non gli pendevano pi addosso. Ma era un percorso massacrante,
evidentemente.
Dov'era Lassiter? si chiese John, girando intorno alla scrivania ed entrando nell'armadio. L'angelo di
solito stava appiccicato al fratello.
Infil la porta nascosta tra le mensole e si incammin lungo il tunnel, verso casa. Le luci fluorescenti
sul soffitto si stendevano a perdita d'occhio, dando l'impressione di un sentiero segnato... il che, visto
come stavano andando le cose, era confortante. Giunto davanti a una breve rampa di gradini, la sal,
inser un codice e fece un'altra rampa di scale. Sbucando nell'atrio, sent la TV nella sala del biliardo
e immagin che l'angelo fosse l dentro.
Nessun altro in casa avrebbe guardato Oprah. Se non con una pistola puntata alla tempia.
La cucina era deserta, i doggen stavano sicuramente mangiando qualcosa nell'ala riservata alla
servit prima di preparare e servire il Primo Pasto. Tanto meglio. Lui non voleva nessun aiuto.
In fretta prese una cesta dalla dispensa e la riemp fino all'orlo. Ciambelle. Thermos pieno di caff.
Caraffa di succo d'arancia. Frutta tagliata a pezzetti. Dolcetto glassato. Dolcetto glassato. Dolcetto
glassato. Tazza. Tazza. Bicchiere.
Stava abbondando con i cibi ad alto contenuto calorico e sperava che le piacessero i dolci.
A quel punto prepar un panino ripieno di tacchino, tanto per stare tranquilli.
E, per un motivo diverso, prepar anche un panino al prosciutto e formaggio.
Uscito dalla sala da pranzo, si avvi verso la porta sotto lo scalone...
Quanto ben di dio per due persone, comment Lassiter, senza la solita aria saputa.
John si volt di scatto. L'angelo era sulla soglia della sala del biliardo, appoggiato con indolenza
contro l'arco riccamente decorato. Aveva uno stivale accavallato sull'altro e le braccia incrociate sul
petto. Con quei piercing dorati che scintillavano, sembrava tutto coperto di occhi, occhi a cui non
sfuggiva niente.
E cos adesso vedi le cose da un'angolatura diversa, eh? disse Lassiter con un sorrisetto.
Soltanto la sera prima John gli avrebbe risposto con un vaffanculo, ma adesso prefer annuire. Specie
ripensando alle crepe nel cemento del corridoio provocate dal dolore patito da Tohr.
Bene, fece Lassiter, era ora, cavolo. Oh, e al momento non sono con lui perch tutti abbiamo
bisogno di stare un po' da soli. E poi dovevo farmi la mia dose di Oprah.
L'angelo si volt, facendo ondeggiare i capelli biondi e neri. E risparmiati i commenti sarcastici.
Oprah  fantastica.
John scosse la testa e si ritrov a sorridere. Lassiter poteva anche essere un fighetto modaiolo e
rompipalle, ma aveva riportato Tohr alla confraternita, e non era cosa da poco.
Dentro il tunnel. Fuori dall'armadio. Dentro l'ufficio in cui Tohr era ancora addormentato.
Quando John pass davanti alla scrivania, il fratello si svegli di soprassalto, alzando la testa di scatto
dalla scrivania. Met faccia era schiacciata, come se qualcuno gli avesse spruzzato sopra dell'appretto
e poi l'avesse stirata male.
John... disse brusco. Ehi. Ti serve qualcosa?
John infil la mano nella cesta e tir fuori il panino al prosciutto e formaggio. Lo pos sulla
scrivania, spingendolo verso Tohr.
Tohr batt le palpebre, allibito, come se non avesse mai visto due fette di pane di segale con dentro
un po' di affettato.
John annu in direzione del panino. Mangia, sillab.
Tohr ci mise la mano sopra. Grazie.
John annu, le dita che indugiavano sul piano della scrivania. Il suo saluto fu un rapido colpetto con
le nocche. C'era troppo da dire nel poco tempo che aveva a disposizione, la sua principale
preoccupazione adesso era che Xhex non si svegliasse da sola.
Quando fu sulla porta, Tohr disse, Sono proprio contento che tu l'abbia ritrovata. Sono
contentissimo.
Nel sentire quelle parole, John fiss le crepe sulla parete, fuori in corridoio. Anche lui avrebbe fatto
lo stesso, si rese conto. Se Wrath e i fratelli si fossero presentati alla sua porta con cattive notizie sulla
sua femmina, avrebbe reagito nello stesso identico modo di Tohr.
Distruggendo tutto il muro, dal pavimento in su, prima di sparire dalla circolazione.
Da sopra la spalla guard il volto pallido del vampiro che era stato il suo salvatore, il suo mentore...
la cosa pi simile a un padre che avesse mai avuto. Tohr aveva messo su peso, ma il suo viso era
ancora scavato e forse, per quanto mangiasse, non sarebbe mai cambiato.
Quando i loro occhi si incontrarono, John ebbe la sensazione che avessero condiviso ben pi che la
semplice somma degli anni trascorsi insieme.
Pos il cestino ai suoi piedi. Stasera porto fuori Xhex.
Ah, s?
Voglio farle vedere dove sono cresciuto.
Tohr deglut a fatica. Vuoi le chiavi di casa mia?
John trasal. Voleva solo rendere partecipe Tohr di quello che gli stava capitando, una specie di
primo passo verso una riconciliazione.
Non avevo in mente di portarla l...
Vacci. Ti farebbe bene darci un'occhiata. I doggen ci fanno un salto solo una volta al mese, forse
due. Tohr apr uno dei cassetti della scrivania. Tir fuori un portachiavi, schiarendosi la voce.
Ecco.
John prese le chiavi e le strinse nel pugno, soffocato dalla vergogna. Ultimamente non aveva fatto
altro che bistrattare Tohr e, nonostante tutto, il fratello gli offriva con grande coraggio ci che senza
dubbio gli procurava un dolore atroce.
Sono contento che tu e Xhex vi siate trovati. Significa davvero tanto.
John si infil le chiavi in tasca per liberarsi la mano. Non stiamo
insieme.
Il sorriso che comparve fugacemente sul viso del fratello sembrava antichissimo. S, invece. Voi due
siete fatti per stare insieme.
Ges, avr fiutato il mio odore di vampiro innamorato, pens John. Ma non c'era motivo di entrare
in tutti i "perch no" che circondavano la loro coppia.
E cos vai all'orfanotrofio? Quando John annu, Tohr prese dal pavimento un sacco della
spazzatura. Portati dietro questi. Sono soldi ricavati dalla droga, confiscati in quella casa di
arenaria. Li ha trovati Blay. A loro faranno comodo.
Tohr si alz in piedi, lasci il bottino sulla scrivania e prese il panino, tolse la pellicola per alimenti e
gli diede un morso.
La maionese  perfetta, mormor. N troppa n troppo poca. Grazie.
Tohr si avvi all'armadio.
John fischi piano e il fratello si ferm, ma non si volt. Va tutto bene, John. Non devi dire niente.
Solo, stai attento l fuori, stanotte, okay?
Ci detto, Tohr usc dall'ufficio lasciandolo solo, sull'onda di una gentilezza e una dignit che John
poteva solo sperare di eguagliare, un giorno.
Quando la porta dell'armadio si chiuse, John pens... che vo leva essere come Tohr.
Usc in corridoio; buffo che quel pensiero gli frullasse di nuovo in testa; la sua ricomparsa in un
certo senso raddrizzava le cose. Sin dalla prima volta che aveva incontrato Tohr, che fosse per la sua
stazza, la sua intelligenza, il modo in cui trattava la sua compagna o in cui combatteva, o addirittura
la sua voce profonda... John aveva sognato di essere come lui.
Era una cosa bella.
Era una cosa... giusta.
Ormai era vicino alla sala post-operatoria. Non  che proprio morisse dalla voglia di affrontare la
serata. In fin dei conti, spesso il passato  meglio lasciarlo sepolto... specialmente il suo, perch
faceva schifo.
Ma era un modo per impedirle di lanciarsi subito sulle tracce di Lash. Le occorreva un'altra notte, o
magari anche due, prima di essere nel pieno delle forze. E doveva nutrirsi almeno un'altra volta.
Portandola fuori, John avrebbe saputo dov'era e l'avrebbe tenuta al suo fianco per l'intera serata.
Non si faceva illusioni, comunque la pensasse Tohr. Prima o poi Xhex se ne sarebbe andata e lui non
sarebbe riuscito a fermarla.
Dall'Altra Parte, Payne passeggiava per il Santuario, i piedi nudi solleticati dal morbido tappeto di
erba verde, inebriata dai profumi di giacinto e caprifoglio.
Non aveva dormito neanche un'ora da quando sua madre l'aveva rianimata e, per quanto all'inizio le
sembrasse strano, ormai non ci faceva quasi pi caso. Era cos e basta.
Pi che probabile che il suo corpo si fosse riposato abbastanza per un'intera vita.
Pass davanti al Tempio del Primale, ma non entr. Idem per l'ingresso al cortile di sua madre... era
troppo presto per l'arrivo di Wrath, e i suoi incontri di arti marziali con lui erano il solo motivo per
cui entrava l dentro.
Giunta al tempio delle scrivane segregate, tuttavia, apr la porta, spinta da un impulso inspiegabile a
girare la maniglia e varcare la soglia.
Le ciotole piene d'acqua che per lungo tempo le Elette avevano utilizzato per guardarci dentro e
assistere agli eventi che avevano luogo di l, sulla Terra, erano allineate in perfetto ordine sui tanti
scrittoi, analogamente alle penne d'oca e ai rotoli di pergamena pronti all'uso.
Attratta da un bagliore, Payne si diresse verso la sua fonte. L'acqua, in uno dei bacili di cristallo, si
muoveva in cerchi sempre pi lenti, come se fosse stata appena usata.
Payne si guard intorno. Ehil, c' nessuno?
Nessuna risposta, solo un dolce profumo di limone, da cui si intuiva che No'One era passata di
recente col suo straccio. Cosa che in realt era un po' una perdita di tempo. Non c'era un solo
granello di polvere, non una sola traccia di sporco da pulire, l, ma d'altronde No'One rientrava nella
grande tradizione delle Elette, no?
Nulla da fare se non dei lavoretti che non servivano a granch, tanto per tenersi occupati.
Payne si volt per uscire, passando accanto alle sedie vuote; il senso del fallimento di sua madre era
predominante, come il silenzio di tomba di quel luogo.
Sua madre non le piaceva, questo era vero, ma c'era una triste realt in tutti quei progetti che non
erano approdati a nulla: concepire un programma di selezione della razza in modo da eliminarne
tutti i difetti per rafforzarla; affrontare il nemico sul campo di battaglia terrestre e vincere; farsi
servire dai suoi innumerevoli figli con amore, obbedienza e gioia.
Come viveva la Vergine Scriba, adesso? Da sola, senza nessuno che la venerasse o la amasse.
Quanto alla generazione futura, era ancora meno probabile che seguisse le regole dettate da Lei, visto
il modo in cui tanti genitori si erano discostati dalla tradizione.
Lasciando la stanza deserta, Payne usc nella pervasiva luce lattea e...
Accanto alla vasca dei riflessi una figura giallo vivo si muoveva leggiadra, danzando come un
tulipano nella brezza.
Payne si incammin decisa in quella direzione e, quando fu pi vicina, concluse che Layla doveva
essere impazzita.
L'Eletta canticchiava una canzone senza parole, muovendosi a un ritmo silenzioso, senza
accompagnamento musicale, i capelli che sventolavano come una bandiera.
Era la prima e unica volta che non aveva lo chignon tipico di tutte le Elette... almeno per quel che
ricordava Payne.
Sorella! esclam Layla, fermandosi. Perdonami.
Il suo sorriso smagliante era pi luminoso del giallo della sua veste e il suo profumo era pi intenso
che mai, l'aroma di cannella si spandeva nell'aria come poco prima aveva fatto la sua voce.
Payne si strinse nelle spalle. Non c' nulla da perdonare. Il tuo canto  piacevole da ascoltare, in
verit.
Layla riprese a far ondeggiare le braccia con eleganza.  una splendida giornata, non trovi?
Hai ragione. Tutt'a un tratto Payne prov una fitta di paura. Il tuo umore  molto migliorato.
E cos, infatti. L'Eletta piroettava tutt'intorno, inarcando con grazia la punta del piede prima di
spiccare il balzo.  proprio una splendida giornata.
Cosa ti ha resa tanto felice? Ma Payne conosceva gi la risposta. I cambiamenti di umore, dopo
tutto, di rado sono spontanei... quasi sempre rispondono a uno stimolo.
Layla rallent la danza, le braccia si abbassarono fino a fermarsi e i capelli le ricaddero sulla schiena.
Si port alle labbra le dita affusolate, incapace, in apparenza, di trovare le parole.
Si era resa utile a tutti gli effetti, pens Payne. La sua esperienza come ehros non era pi soltanto
teorica.
Io... Layla aveva le guance rosso fuoco.
Non dire altro, sappi solo che sono felice per te, mormor Payne, ed era in gran parte vero. Ma una
parte di lei, invece, si sentiva stranamente avvilita.
Ora soltanto lei e No'One erano inutili? Cos pareva.
Mi ha baciata, disse Layla, guardando la vasca. Lui... ha posato le labbra sulle mie.
Con grazia, L'Eletta si sedette sul bordo di marmo facendo scorrere la mano nell'acqua immota. Un
attimo dopo Payne la raggiunse, perch a volte  meglio provare qualcosa, qualunque cosa. Anche un
dolore.
Ti  piaciuto, s?
Layla guard il proprio riflesso, i capelli biondi le scivolarono gi dalla spalla toccando con le punte
la superficie argentea della vasca. Lui era... un fuoco dentro di me. Una vampata che... mi ha
consumata.
Dunque non sei pi vergine.
Lui si  fermato dopo il bacio. Voleva che fossi sicura, cos ha detto. Il sorriso sensuale che le
illumin il volto era una chiara eco della passione. Io ero certa, lo sono tuttora. E anche lui. Il suo
corpo di guerriero era pronto per me, in verit. Bramoso. Essere desiderata a tal punto  stato un
dono incommensurabile. Credevo... di agognare il compimento della mia educazione, ma ora so che
di l, sulla Terra, mi attende molto di pi.
Con lui? mormor Payne. O tramite l'adempimento del tuo dovere?
A quell'interrogativo, Layla si accigli.
Payne annu. Devo constatare che cerchi pi lui che la tua posizione.
Segu una lunga pausa. Una tale passione tra noi  sicuramente indicativa di un certo destino, non
credi?
Non ho opinioni in merito. La sua esperienza col fato l'aveva condotta a un radioso, sanguinario
momento di attivit... seguito da una prolungata, pervasiva inazione. N l'uno n l'altra le consentiva
di commentare il genere di passione a cui si riferiva Layla.
O in cui stava trovando diletto.
Mi condanni? sussurr Layla.
Payne alz gli occhi sull'Eletta e pens al tempio deserto, con
tutti gli scrittoi vuoti e le ciotole per le visioni abbandonate dalle mani esperte. La gioia di Layla,
adesso, radicata com'era in eventi esterni alla vita delle Elette, sembrava un'altra inevitabile
defezione. E non era un male.
Niente affatto. In verit sono lieta per te, disse Payne, toccandole la spalla.
Il timido piacere di Layla trasform la sua bellezza in qualcosa che toglieva il respiro. Sono cos
felice di condividere questo con te. Mi sento piena fin quasi a scoppiare e non c' nessuno... invero...
con cui parlare.
Puoi sempre parlare con me. In fondo, Layla non l'aveva mai giudicata per le sue inclinazioni
mascoline e lei era pi che propensa a ricambiarla con la medesima, garbata accettazione. Tornerai
presto di l, sulla Terra?
Layla annu. Lui ha detto che posso tornare a trovarlo nella sua... come si  espresso? La sua
prossima serata di riposo. E cos far.
Be', devi tenermi aggiornata. Davvero... mi interessa molto sentire come stai.
Grazie, sorella. Layla copr la mano di Payne con la sua e i suoi occhi si velarono di lacrime. Per
troppo tempo sono rimasta inutilizzata e questo... questo  ci che ho sempre desiderato. Mi sento...
viva.
Buon per te, sorella. ... un'ottima cosa
Con un ultimo sorriso di rassicurazione, Payne si alz in piedi e prese congedo dall'Eletta. Tornando
ai suoi appartamenti, si scopr a massaggiare il dolore che le era sbocciato in mezzo al petto.
Non vedeva l'ora che arrivasse Wrath.
Capitolo 33
Xhex fu svegliata dall'odore di John Matthew.
Da quello e dall'aroma di caff appena fatto.
Alz le palpebre e lo vide, nella penombra della sala postoperatoria. Era tornato sulla sedia, il busto
voltato mentre versava il caff da un thermos verde scuro. Si era rimesso i calzoni di pelle e la T-
shirt, ma era a piedi nudi.
Voltandosi verso di lei si blocc, inarcando le sopracciglia di scatto. Aveva gi quasi il caff alle
labbra, ma immediatamente glielo porse.
Bastava quel gesto a riassumerlo.
No, grazie, disse lei.  tuo.
John rimase fermo un istante, quasi valutando se mettersi a discutere. Poi bevve un sorso dalla tazza
di porcellana.
Sentendosi un po' meno instabile, Xhex gett via le coperte e fece scivolare le gambe gi dal letto.
Nell'alzarsi, l'asciugamano che aveva addosso cadde. Sent John inspirare con forza.
Oh, scusa, farfugli, chinandosi a raccoglierlo.
Non poteva biasimarlo se preferiva non guardare la cicatrice al basso ventre ancora in via di
guarigione. Non era esattamente la cosa pi bella da vedere, appena prima di colazione.
Avvolgendosi nel telo di spugna and al gabinetto, fece i suoi bisogni e si lav la faccia. Il suo fisico si
stava riprendendo bene, la sua collezione di lividi stava sparendo, le gambe reggevano meglio il suo
peso. Grazie a tutto quanto e al sangue di John, i dolori si erano attenuati, riducendosi a una serie di vaghi fastidi.
Uscendo dal bagno disse, Pensi che qualcuno possa prestarmi dei vestiti?
John annu, ma indic il letto. Prima voleva che mangiasse, evidentemente, e lei non aveva nulla in contrario.
Grazie, disse, stringendosi l'asciugamano sui seni. Che cos'hai l dentro?
Appena si sedette, John le offr una variet di cose e lei scelse il panino al tacchino, perch il
fabbisogno di proteine per lei era ineludibile. Dalla sua sedia, John la guardava mangiare sorseggiando il caff; non fece in tempo a finire che subito lui tir fuori un pasticcino, che si rivel una tentazione troppo forte.
La combinazione di ciliegia e glassa le fece venire voglia di caff. Neanche a dirlo, John era gi
pronto con una tazza, come se le avesse letto nel pensiero.
Xhex butt gi un secondo dolcetto e una ciambella. E un bicchiere di succo d'arancia. E due tazze di caff.
Buffo, il silenzio di lui le faceva uno strano effetto. Di solito era lei quella taciturna, preferendo
tenere per s quello che pensava su qualunque argomento. Ma la presenza muta di John la spingeva
curiosamente a parlare.
Sono strapiena, disse, abbandonandosi contro i cuscini. Quando John alz l'ultimo pasticcino,
inarcando un sopracciglio con fare interrogativo, lei scosse la testa. Dio... no. Non riuscirei a
mandare gi neanche una briciola.
Soltanto allora lui cominci a mangiare.
Ma aspettavi me? chiese lei, accigliandosi. Quando lui abbass lo sguardo scrollando le spalle,
Xhex imprec sottovoce. Non dovevi.
Altra scrollata di spalle.
Guardandolo, mormor, Sei molto beneducato.
Il rossore di lui aveva il colore del giorno di San Valentino; il cuore di Xhex cominci a battere forte,
tanto che dovette intimargli di darsi una calmata.
Ma forse aveva le palpitazioni perch aveva appena ingurgitato poco meno di duemila calorie.
O forse no. Quando John cominci a leccare via la glassa dalla punta delle dita, lei intravide la sua
lingua e per un attimo fu scossa da un fremito...
Ricordi di Lash uccisero sul nascere il fragile desiderio sbocciatole tra le gambe, immagini che la
riportarono in quella camera da letto, con Lash che, sopra di lei, le spalancava le cosce a forza...
Oh, cazzo... Buttandosi gi dal letto, arranc verso il water... appena in tempo.
Venne su tutto. I due pasticcini. Il caff. Quel panino al tacchino. Un'evacuazione completa di tutto
ci che aveva mangiato.
Mentre dava di stomaco, invece del vomito sentiva le schifose manacce di Lash sulla pelle... il suo
membro dentro di lei che pompava furiosamente...
Ed ecco anche il succo d'arancia.
Misericordia... come aveva fatto a sopportare il calvario infinito inflittole da quel bastardo? I pugni,
la lotta, i morsi... e poi il sesso brutale. Ancora e ancora e ancora... e poi quello che veniva dopo.
Lavarselo via di dosso. Via dalla pelle. Via da dentro.
Cazzo...
Un'altra ondata di conati tronc quei pensieri; per quanto odiasse vomitare, staccare il cervello per
un po' fu un sollievo. Era come se il suo corpo stesse cercando di esorcizzare fisicamente il trauma,
espellendolo per permetterle di ricominciare.
Ripartire da zero, azzerando il contenuto del suo stomaco, per cos dire.
Passato il peggio, si accasci sui talloni appoggiando sul braccio la fronte madida di sudore.
Respirava a fatica, con l'urto di vomito che premeva in gola, quasi stesse valutando se riorganizzarsi
per ricominciare.
Non c' rimasto pi niente, gli disse lei. A meno che quello stronzo volesse farle sputare anche i
polmoni.
Merda, odiava quella parte. Subito dopo che avevi passato l'inferno, la tua mente e il tuo ambiente
erano pieni di mine antiuomo e non sapevi mai cosa poteva innescare un'esplosione. Col tempo
passava, certo, ma l'iniziale ritorno alla "vita normale" era un vero strazio.
Alz la testa e azion lo sciacquone.
Sentendo sulla mano una spugna fresca trasal, ma niente paura, era solo John.
E aveva l'unica cosa che in quel momento lei voleva davvero: quella spugna pulita, umida e fredda
era un dono del cielo.
Xhex vi affond il viso, rabbrividendo di sollievo. Mi spiace per la colazione. Era tutto squisito,
quando l'ho mandato gi.
Era il momento di chiamare la dottoressa Jane.
Mentre Xhex, nuda, se ne stava seduta scompostamente sul pavimento di fronte al water, John scrisse
un SMS tenendo un occhio su di lei e l'altro sul telefonino.
Subito dopo aver premuto invio, butt il cellulare sul piano del lavandino e prese un asciugamano
pulito dalla pila l accanto.
Voleva proteggere l'intimit di X, ma faticava anche a guardare come la sua spina dorsale minacciava
di lacerare la pelle della schiena. L'avvolse nel telo di spugna, indugiando con le mani sulle sue spalle.
Aveva voglia di stringerla al petto, ma non sapeva se le andava di stare cos vici...
Xhex si appoggi all'indietro contro di lui e sistem l'asciugamano, incrociandolo sul davanti.
Lasciami indovinare. Hai chiamato la dottoressa.
Spostandosi, John si puntell con le mani sul pavimento e alz le ginocchia, in modo da circondarla
su tutti i lati. Non male, pens. Adesso Xhex non aveva il water proprio davanti alla faccia ma, in
caso di bisogno, doveva solo raddrizzare la schiena.
Non sto male, disse lei con voce roca. Per l'operazione o roba del genere. Ho solo mangiato
troppo in fretta.
Forse, pens lui. Ma che male c'era se la dottoressa Jane passava a darle un'occhiata? E poi avevano
bisogno della sua autorizzazione per uscire, quella sera, sempre ammesso che fosse ancora possibile.
Xhex? John?
Nel sentire la voce della dottoressa, John fischi e un attimo dopo la compagna di Vishous fece
capolino dalla porta del bagno.
Cosa c', una festa? E nessuno mi ha invitato? scherz, entrando.
Be', tecnicamente, credo che lo sia stata, mormor Xhex. Sto bene.
Jane si inginocchi e, malgrado il sorriso cordiale, scrut con molta attenzione il volto di Xhex.
Allora, cosa succede?
Ho mangiato e subito dopo ho dato di stomaco.
Le spiace se le misuro la febbre?
Al momento preferirei che non mi ficcasse niente in gola, se non le spiace.
Jane tir fuori dalla borsa un apparecchietto bianco. Posso misurargliela dall'orecchio.
John rimase scioccato quando Xhex gli prese la mano e gliela strinse con forza, quasi avesse bisogno
di sostegno morale. Per farle capire che lui c'era, per qualunque cosa le servisse, ricambi la stretta;
subito lei si rilass e la tensione che le contraeva le spalle si sciolse.
Faccia pure, dottoressa.
Xhex pieg il collo e, neanche a farlo apposta, la testa fin proprio sulla spalla di John. Cos lui
proprio non pot fare a meno di posare la guancia sui riccioli morbidi, inspirando a fondo.
Purtroppo per lui, per, la dottoressa si sbrig troppo in fretta: infil il termometro nell'orecchio, il
tempo di un bip e via, lo stava gi tirando fuori... al che Xhex raddrizz la testa.
Niente febbre. Le spiace se do un'occhiata all'incisione?
Xhex apr l'asciugamano esponendo il ventre e la cicatrice che correva lungo la parte inferiore
dell'addome.
Sembra a posto. Cosa ha mangiato?
Troppo.
Okay. Nessun dolore di cui dovrei essere informata?
Xhex scosse la testa. Mi sento gi meglio. Davvero. Ho solo bisogno di vestiti e un paio di scarpe... e
di riprovarci con la prima colazione.
Io ho dei pantaloni e una casacca da chirurgo, pu mettersi quelli; poi su in casa provvederemo a
sfamarla di nuovo. Bene. Grazie. Xhex fece per rimettersi in piedi e John l'aiut, attento a tenere a
posto l'asciugamano quando minacciava di scivolare via. Perch noi due dobbiamo uscire.
Non a combattere, levatevelo dalla testa.
John annu. Ci sgranchiamo solo le gambe. Giuro.
Jane socchiuse gli occhi. Posso esprimere solo un parere medico. Penso che - cos dicendo guard
Xhex - dovrebbe mangiare qualcosa e stare qui ancora per tutta stanotte. Ma essendo adulta, 
libera di scegliere. Per vi avverto. Se uscite senza Qhuinn, Wrath si arrabbier parecchio, con tutti e
due.
Va bene, disse John. Dover girare col solito babysitter non lo esaltava per niente, ma non voleva
correre rischi con Xhex.
Non si faceva illusioni sulla femmina che amava. Xhex poteva decidere di scappare in qualsiasi
momento e, a quel punto, un aiuto gli avrebbe fatto comodo.
...
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...
FINE Parte 1.